MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 27 aprile 2011 | Architetto.info

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 27 aprile 2011

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 27 aprile 2011 - Approvazione del Contratto nazionale di servizio stipulato tra il Ministero dello sviluppo economico e la RAI - Radiotelevisione italiana s.p.a. per il periodo 1° gennaio 2010 - 31 dicembre 2012. (11A08675) (GU n. 147 del 27-6-2011 )

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 27 aprile 2011

Approvazione del Contratto nazionale di servizio stipulato tra il
Ministero dello sviluppo economico e la RAI – Radiotelevisione
italiana s.p.a. per il periodo 1° gennaio 2010 – 31 dicembre 2012.
(11A08675)

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Vista la legge 14 aprile 1975, n. 103;
Visto il decreto-legge 6 dicembre 1984, n. 807, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 febbraio 1985, n. 10;
Vista la legge 6 agosto 1990, n. 223;
Visto il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545 convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, e successive modificazioni;
Vista la legge 30 aprile 1998, n. 122;
Vista la legge 15 dicembre 1999, n. 482;
Visto il decreto del Ministro delle comunicazioni 6 aprile 2007,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29 maggio 2007, che ha
approvato il Contratto di servizio tra il Ministero delle
comunicazioni e la RAI- Radiotelevisione italiana S.p.a. per il
periodo 2007-2009;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 concernente il
«Codice delle comunicazioni elettroniche»;
Vista la legge 3 maggio 2004, n. 112;
Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, e successive
modificazioni, recante il «Testo Unico dei servizi di media
audiovisivi e radiofonici»;
Vista la delibera dell’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni n. 614/09/CONS recante «Approvazione delle linee-guida
sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale
radiotelevisivo ai sensi dell’art. 17, comma 4, della legge 3 maggio
2004, n. 112 e dell’art. 45, comma 4, del Testo unico della
radiotelevisione»;
Visto il parere espresso dal Consiglio superiore delle
comunicazioni nella 197a adunanza generale del 17 marzo 2010;
Visto il parere della Commissione parlamentare per l’indirizzo
generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi reso nella seduta
del 9 giugno 2010;

Decreta:

Art. 1

1. E’ approvato l’annesso Contratto nazionale di servizio stipulato
tra il Ministero dello sviluppo economico e la RAI – Radiotelevisione
italiana S.p.a. per il periodo 1° gennaio 2010 – 31 dicembre 2012.
Il presente decreto sara’ inviato alla Corte dei conti per la
registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 27 aprile 2011

Il Ministro: Romani

Registrato alla Corte dei conti il 13 giugno 2011
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 4, foglio n. 131

CAPO I – PRINCIPI GENERALI

Articolo 1
Missione e ruolo dei servizio pubblico radiotelevisivo

Parte di provvedimento in formato grafico

CONTRATTO NAZIONALE DI SERVIZIO TRA IL MINISTERO DELLO SVILUPPO
ECONOMICO E LA RAI – RADIOTELEVISIONE ITALIANA S.P.A.

VISTO l’articolo 49 del Testo Unico, emanato con decreto legislativo
31 luglio 2005, n. 177 che affida alla RAI – Radiotelevisione
italiana s.p.a. la concessione del servizio pubblico generale
radiotelevisivo, fino al 6 maggio 2016;
VISTO l’articolo 45 del medesimo Testo Unico che prevede che il
servizio pubblico generale radiotelevisivo sia svolto dalla societa’
concessionaria sulla base di un Contratto nazionale di servizio di
durata triennale, stipulato con il Ministero delle Comunicazioni, con
it quale sono individuati i diritti e gli obblighi della societa’
concessionaria;
ACCERTATO che la scadenza del Contratto di servizio, approvato con
decreto del Ministro delle Comunicazioni del 6 aprile 2007, e’
fissata al 31 dicembre 2009;
RITENUTA, pertanto, la necessita’ di stipulare un Contratto nazionale
di servizio (di seguito denominato “Contratto”) tra il Ministero
dello Sviluppo Economico (di seguito denominato “Ministero”), in
persona del Direttore Generale per i servizi di comunicazione
elettronica e di radiodiffusione Dott. Francesco Saverio Leone, e la
RAI – Radiotelevisione italiana s.p.a., (di seguito denominata “Rai”
o alternativamente “concessionaria”), con sede in Roma, legalmente
rappresentata dal Presidente Dott. Paolo Garimberti, all’uopo
delegato dal Consiglio di amministrazione.

1. La missione del servizio pubblico generale radiotelevisivo trova
fondamento nei principi posti dalla Costituzione italiana e
dall’Unione Europea con la Direttiva TV senza frontiere del 1989 e
successive modifiche, il IX Protocollo sulla televisione pubblica
allegato al Trattato di Amsterdam del 1993, la Comunicazione della
Commissione europea relativa all’applicazione delle norme sugli aiuti
di Stato al servizio pubblico di radiodiffusione. Tale missione e’
disciplinata dalla normativa nazionale legislativa e regolamentare in
conformita’ ai predetti principi. In particolare gli obblighi di
servizio pubblico risultano definiti per il triennio 2010-2012
dall’insieme di tali fonti, dalla legge 31 luglio 1997, n. 249, dalla
legge 3 maggio 2004, n. 112, dal Testo Unico e dal presente
Contratto, in coerenza con le Linee guida, emanate d’intesa con il
Ministero, dall’Autorita’ con delibera 614/09/CONS.
2. La missione di servizio pubblico, piu’ in particolare, consiste
nel garantire all’universalita’ dell’utenza un’ampia gamma di
programmazione e un’offerta di trasmissioni equilibrate e varie, di
tutti i generi, al fine di soddisfare, con riferimento al contesto
nazionale ed europeo, le esigenze democratiche, culturali e sociali
della collettivita’, di assicurare qualita’ dell’informazione,
pluralismo, inclusa la diversita’ culturale e linguistica intesa nel
quadro della piu’ ampia identita’ nazionale italiana e comunque
ribadendo il valore indiscutibile della coesione nazionale. Parte
integrante della missione del servizio pubblico e’ quella di
valorizzare le esperienze provenienti dalla societa’ civile in
un’ottica di applicazione del principio di sussidiarieta’
orizzontale. In particolare, verra’ riservato adeguato spazio ad enti
ed organizzazioni non profit. Il ruolo del servizio pubblico si
estende alla fornitura di servizi audiovisivi su nuove piattaforme di
distribuzione, rivolti al grande pubblico e intesi anche a soddisfare
interessi speciali, purche’ essi rispondano alle medesime esigenze
democratiche, culturali e sociali della collettivita’ e di coesione
della comunita’ nazionale, senza comportare effetti sproporzionati
sul mercato.
3. 11 Contratto stabilisce un insieme di obiettivi, di indirizzi
operativi, di parametri di qualita’, di tipologie di programmi la cui
realizzazione e’ affidata all’autonoma capacita’ editoriale della
societa’ concessionaria nel rispetto dei principi e delle normative
di cui al precedente comma 1.
4. La Rai si impegna nella programmazione nazionale e regionale e in
quella rivolta all’estero a valorizzare le specificita’ territoriali,
sociali e culturali delle singole Regioni, in conformita’ con le
norme in materia di riparto di competenze tra Stato e Regioni, nel
rispetto dei contenuti propri delle trasmissioni delle emittenti
locali, rilanciando e ribadendo contestualmente i valori
irrinunciabili di unita’ e coesione nazionale.
5. Entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente Contratto la
Rai informera’ il Ministero relativamente allo stato delle
negoziazioni avviate ai sensi delle disposizioni di cui all’articolo
46 del Testo Unico.

Articolo 2
Oggetto del Contratto nazionale di servizio

1. 11 Contratto ha per oggetto l’attivita’ che la societa’
concessionaria svolge ai fini dell’espletamento del servizio pubblico
radiotelevisivo, come definito nelle norme richiamate dall’articolo 1
e, in particolare, l’offerta televisiva, radiofonica e multirnediale
diffusa attraverso le diverse piattaforme, in tutte le modalita’, la
realizzazione dei contenuti editoriali, l’erogazione dei servizi
tecnologici per la produzione e la trasmissione del segnale in
tecnica analogica e digitale, la predisposizione e gestione dei
sistemi di controllo e di monitoraggio.
2. La societa’ concessionaria puo’ avvalersi per lo svolgimento delle
attivita’ inerenti il servizio pubblico concesso di societa’ da essa
controllate, ai sensi dell’articolo 2359 c.c., nonche’, su
autorizzazione del Ministero, da essa partecipate, purche’, in tale
ultima ipotesi, siano stati convenuti adeguati strumenti negoziali
che assicurino e garantiscano alla societa’ concessionaria
partecipante pieno titolo a disporre dei mezzi e delle risorse
strumentali per l’espletamento delle prestazioni di servizio
pubblico.
3. La concessionaria e’ tenuta a realizzare un’offerta complessiva di
qualita’, rispettosa dell’identita’ nazionale e dei valori e degli
ideali diffusi nel Paese e nell’Unione Europea, che non siano in
alcun modo contrari ai principi costituzionali, della sensibilita’
dei telespettatori e della tutela dei minori, rispettosa della figura
femminile e della dignita’ umana, culturale e professionale della
donna, caratterizzata da una ampia gamma di contenuti e da una
efficienza produttiva, in grado di originare presso i cittadini una
percezione positiva del servizio pubblico in relazione al costo
sostenuto attraverso il canone di abbonamento nonche’ sotto il
profilo dell’adeguatezza dei contenuti della programmazione rispetto
alla specificita’ della missione che e’ chiamata a svolgere. Per
raggiungere tali obiettivi la Rai, nel rispetto delle previsioni
dell’articolo 45 del Testo Unico, e’ tenuta ad improntare la propria
offerta, tra gli altri, ai seguenti principi e criteri generali:
a) garantire il pluralismo, rispettando i principi di obiettivita’,
completezza, imparzialita’, lealta’ dell’informazione, di apertura
alle diverse opinioni e tendenze sociali e religiose, di salvaguardia
della identita’ nazionale e della memoria storica del Paese e del
patrimonio culturale europeo, di quelle locali e delle minoranze
linguistiche, nonche’ delle diversita’ etno-culturali;
b) valorizzare la rappresentazione reale e non stereotipata della
molteplicita’ di ruoli del mondo
onche nelle fasce di maggior ascolto, promuovendo – tra l’altro –
seminariinterni al fine di evitare una distorta rappresentazione
della figura femminile, con risorse interne ed esterne, anche in base
a indicazioni provenienti dalle categorie professionali interessate;
c) garantire la diffusione atta alla fruizione gratuita di contenuti
di qualita’, nell’ambito della programmazione del servizio pubblico;
d) assicurare un elevato livello qualitativo della programmazione
informativa, ivi comprese le trasmissioni di informazione quotidiana
e le trasmissioni di approfondimento, i cui tratti distintivi sono
costituiti dall’orizzonte europeo ed internazionale, il pluralismo,
la completezza, l’imparzialita’, obiettivita’, il rispetto della
dignita’ umana, la deontologia professionale e la garanzia di un
contraddittorio adeguato, effettivo e leale, cosi’ da garantire
l’informazione, l’apprendimento e lo sviluppo del senso critico,
civile ed etico della collettivita’ nazionale, nel rispetto del
diritto/dovere di cronaca, della verita’ dei fatti e del diritto dei
cittadini ad essere informati;
e) assicurare una gamma di programmi equilibrata e varia, in grado di
garantire l’informazione e l’apprendimento; di sviluppare il senso
critico civile ed etico della collettivita’ nazionale; di mantenere
un livello di ascolto idoneo per l’adempimento delle proprie funzioni
e di rispondere alle esigenze democratiche, sociali e culturali della
societa’ nel suo insieme;
f) stimolare l’interesse per la cultura e la creativita’,
l’educazione e l’attitudine mentale all’apprendimento e alla
valutazione e sviluppare il senso critico dei telespettatori;
g) valorizzare il patrimonio storico, artistico, linguistico e
ambientale nazionale e locale, promuovere un’approfondita conoscenza
dell’Italia nel inondo e del contesto europeo ed internazionale in
Italia;
h) celebrare con opportune iniziative la ricorrenza del 150°
anniversario dell’Unita’ d’Italia, anche alla luce dei decreti del
Presidente del Consiglio dei Ministri in data 24 aprile 2007 e 18
luglio 2008;
i) valorizzare le missioni e le azioni di pace italiane all’estero
nonche’ le iniziative di cooperazione internazionale;
i) rispettare la dignita’ e la privacy della persona e l’armonico
sviluppo fisico, psichico e morale del minore, evitando scene ed
espressioni volgari, violente o di cattivo gusto;
k) rispecchiare la diversita’ culturale e multietnica nell’ottica
della integrazione e della coesione sociale e nazionale, tutelare e
valorizzare la lingua italiana, tutelare le fasce deboli e anziane
della popolazione;
1) promuovere il lavoro e le relative condizioni, i temi dei diritti
civili, della solidarieta’, della sussidiarieta’, in particolari`
modo per la sua accezione orizzontale, ovvero di valorizzazione del
ruolo della societa’ e delle associazioni di categoria,
dell’integrazione; la sicurezza dei cittadini; l’attenzione alla
famiglia; la tutela dei minori e delle fasce deboli;
m) promuovere la diffusione dei vantaggi generati dalle nuove
tecnologie e la relativa estensione alla collettivita’, in un
contesto innovativo e concorrenziale;
n) sostenere la produzione audiovisiva italiana ed europea;
o) promuovere la diffusione dei principi costituzionali e la
consapevolezza dei diritti di cittadinanza e la crescita del senso di
appartenenza dei cittadini italiani all’Unione Europea;
P) promuovere e valorizzare un nuovo corso nell’impiego della figura
femminile, nel pieno rispetto della dignita’ culturale e
professionale delle donne, anche al fine di contribuire alla
rimozione degli ostacoli che di fatto limitano le pari opportunita’;
q) garantire, nel rispetto e nei limiti della normativa vigente, la
continuita’ della programmazione per l’Accesso nelle sue diverse
forme;
r) garantire la comunicazione sociale attraverso trasmissioni
dedicate all’ambiente, alla salute, alla qualita’ della vita, ai
diritti e ai doveri civili, allo sport sociale, alla disabilita’ e ai
diritti, agli anziani, assegnando spazi adeguati alle associazioni
rappresentative del settore.
4. La Rai e’ tenuta ad applicare nell’esercizio della propria
attivita’ i principi, i criteri e le regole di condotta contenuti nel
Codice etico e nella Carta dei doveri degli operatori del servizio
pubblico, inteso come l’insieme dei valori che Rai riconosce, accetta
e condivide e l’insieme delle responsabilita’ che Rai assume verso
l’interno e l’esterno, e conseguentemente a sanzionare, con le
modalita’ ivi previste, ogni comportamento contrario alla lettera e
allo spirito dei suddetti documenti. La Rai garantisce il rispetto
effettivo e concreto del Codice etico da parte dei suoi destinatari
anche attraverso un organismo di controllo interno previsto dal
medesimo Codice.
5. La Rai e’ tenuta a recepire nel Codice etico, per la parte di
competenza, e nella Carta dei doveri, – il Codice di
autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende
giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive, sottoscritto il 21
maggio 2009, il Codice di autoregolamentazione delle trasmissioni di
commento degli avvenimenti sportivi, denominato “Codice media e
sport”, sottoscritto il 25 luglio 2007 e il Codice TV e minori di cui
all’articolo 34 del Testo Unico, nonche’ previsioni specifiche per i
reality, da comunicare alla commissione paritetica di cui
all’articolo 29 entro tre mesi dalla entrata in vigore del presente
Contratto.
6. La Rai adotta un adeguato sistema di contrasto delle forme di
pubblicita’ occulta. A tal fine monitora l’eventuale presenza,
all’interno dei programmi televisivi e radiofonici, di riferimenti a
specifici marchi o attivita’ commerciali, nonche’ di beni o servizi
ad essi riconducibili, ed all’esito del monitoraggio assume le
opportune iniziative aziendali, inclusa, ove del caso, l’irrogazione
di sanzioni nei confronti dei responsabili dei programmi. La Rai e’
tenuta a trasmettere semestralmente al Ministero, all’Autorita’ e
alla Commissione Parlamentare una relazione che evidenzi gli esiti
del monitoraggio di cui sopra e le relative iniziative adottate.
7. La Rai opera un monitoraggio, con produzione di idonea
reportistica annuale, che consenta di verificare il rispetto circa le
pari opportunita’ nonche’ la corretta rappresentazione della dignita’
della persona nella programmazione complessiva, con particolare
riferimento alla distorta rappresentazione della figura femminile e
di promuoverne un’immagine reale e non stereotipata. I report devono
essere trasmessi al Ministero, all’Autorita’ e alla Commissione
Parlamentare.

Articolo 3
Qualita’ dell’offerta e valore pubblico

1. La Rai riconosce come fine strategico e tratto distintivo della
missione del servizio pubblico la qualita’ dell’offerta, si impegna
affinche’ tale obiettivo sia perseguito anche nei generi a piu’ ampia
diffusione ed e’ tenuta a:
a) rafforzare il proprio marchio nel contesto nazionale attraverso
una piu’ evidente caratterizzazione qualitativa dell’offerta di
servizio pubblico, favorendo, anche attraverso la predisposizione di
un apposito piano strategico, la diffusione di tipologie di
programmazione, generalmente non rientranti nell’offerta delle
emittenti commerciali, compresi i documentari, il teatro e la musica
classica, nonche’ connotando anche i generi di piu’ largo consumo,
quali fiction ed intrattenimento, da caratteri di qualita’,
innovativita’ e originalita’;
b) garantire la realizzazione di una programmazione articolata e
innovativa in grado di qualificare il proprio marchio , anche nel
contesto internazionale sulla base delle indicazioni di cui al
successivo articolo 14;
c) assicurare la presenza in ogni momento della giornata, su almeno
una delle tre reti generaliste, di programmi appartenenti ai generi
predeterminati di servizio pubblico, garantendo agli utenti una
scelta di qualita’ senza soluzioni di continuita’;
d) improntare, nel rispetto della dignita’ della persona, i contenuti
della propria programmazione a criteri di decoro, buon gusto, assenza
di volgarita’, anche di natura espressiva, assicurando, tra l’altro,
una piu’ moderna rappresentazione della donna nella societa’,
valorizzandone il ruolo, e rispettando le limitazioni di orario
previste a tutela dei minori dalla legislazione vigente. A tal fine
la Rai e’ tenuta al rigoroso rispetto dei Codici di cui al comma 5
dell’articolo 2 nonche’ di altri analoghi Codici che dovessero essere
emanati nel triennio di vigenza del presente Contratto;
e) prevedere modalita’ di misurazione della qualita’ del servizio
pubblico, basate su elementi di valutazione quantitativi e
qualitativi, che consentano di verificare, anche attraverso
l’utilizzo di nuove tecnologie interattive, la reale percezione
dell’intensita’ di servizio pubblico;
f) assicurare la realizzazione di trasmissioni dedicate ai temi dei
bisogni della collettivita’, alle condizioni sanitarie e
socio-assistenziali, alle iniziative delle associazioni della
societa’ civile, all’integrazione e al multiculturalismo, alle pari
opportunita’, alla cultura e al lavoro;
g) garantire la promozione, valorizzazione e tutela della lingua
italiana privilegiando rispetto a neologismi e terminologie in lingue
straniere l’utilizzo di termini evinti dalla nostra tradizione
linguistica e quindi comprensibili e riconoscibili dai cittadini di
ogni fascia o specificita’ culturale.
2. La Rai e’ tenuta a dotarsi di un sistema di analisi e monitoraggio
della qualita’ dell’offerta e delle sue determinanti, tenendo conto
delle esperienze esistenti anche a livello europeo ed internazionale,
con l’obiettivo di poter disporre di elementi di valutazione per la
definizione di una programmazione e di una condotta aziendale che
corrisponda sempre piu’ alle domande e alle attese del pubblico e
realizzi la funzione di servizio pubblico come prescritto dal
presente Contratto, coniugando audience e qualita’.
3. Tale sistema e’ costituito da due distinti strumenti:
a) un monitoraggio e un’analisi della qualita’ della programmazione
intesa come valore pubblico, in grado di verificare la percezione
degli utenti del servizio pubblico in merito ai singoli elementi
dell’offerta;
b) un monitoraggio della corporate reputation intesa come:
i) la capacita’ di competere sotto il profilo della sostenibilita’
economica, del coinvolgimento del personale e della flessibilita’
organizzativa;
ii) la capacita’ di innovare in termini di prodotto e di tecnologia;
iii) la capacita’ di incrementare il proprio valore di servizio
pubblico, inteso anche in termini di presenza sul mercato
internazionale e di supporto all’industria tecnologica e
all’industria televisiva indipendente, nel rispetto dell’etica
dell’impresa, della deontologia professionale, dei criteri di
correttezza, di lealta’, quali emergono anche dal Codice etico e
dalla Carta dei doveri e degli obblighi degli operatori del servizio
pubblico.
4. Lo strumento di monitoraggio della corporate reputation dovra’:
a) rappresentare attraverso un adeguato disegno campionario l’intera
popolazione italiana;
b) avere una periodicita’ di misurazione semestrale;
c) rilevare indicatori d’immagine, di posizionamento percepito della
Rai, di senso di appartenenza, di ruolo formativo ed informativo, di
capacita’ innovativa, di rispondenza al proprio ruolo di servizio
pubblico;
d) divulgare l’intensita’ della corporate reputation che consenta
un’analisi sull’intero arco dell’anno;
e) monitorare la possibilita’ effettiva di accesso alla
programmazione delle persone con disabilita’ sensoriali o cognitive
resa possibile da specifiche trasmissioni audiodescritte,
trasmissioni in modalita’ telesoftware per le persone non vedenti. Il
monitoraggio deve riguardare, altresi’, la qualita’ delle modalita’
tecniche utilizzate per assicurare l’accesso effettivo alla
programmazione delle persone con disabilita’ sensoriali, avendo
particolare riguardo al monitoraggio della qualita’ della
sottotitolatura in relazione alle tecniche utilizzate;
O monitorare costantemente l’offerta di cui al Capo III del presente
Contratto, nonche’ tutte le tipologie di programma ed i singoli
generi.
5. Il sistema di cui ai compii 2 e 3 dovra’ essere realizzato sulla
base di indicatori, che saranno definiti operativamente dalla
commissione paritetica di cui all’articolo 29, tenendo conto
dell’esigenza di:
a) rappresentare attraverso un adeguato disegno campionario l’intera
popolazione italiana, anche con riferimento a determinate tipologie
di utenza;
b) rilevare l’intensita’ di servizio pubblico mediante l’analisi
della qualita’ percepita dagli utenti e della qualita’ attesa
dall’intero campione;
c) utilizzare una pluralita’ di strumenti (indicatori commerciali,
sondaggi, interviste, web service, analisi fandom, ecc..) al fine di
migliorare la frequenza e la completezza delle rilevazioni;
d) garantire una periodicita’ di misurazione che consenta un’analisi
sull’intero arco dell’anno.
6. La Rai e’ tenuta a monitorare l’offerta di cui al Capo M del
presente Contratto, nonche’ tutte le tipologie di programma ed i
singoli generi. Il monitoraggio dovra’ sviluppare idonea reportistica
semestrale che indichi chiaramente per ogni singolo genere le
tempistiche e le percentuali di occupazione video. Tali report devono
essere trasmessi al Ministero, all’Autorita’ e alla Commissione
Parlamentare.
7. Alla commissione paritetica spetta, tra l’altro, la definizione
della periodicita’ di misurazione del sistema di cui al comma 4,
oltreche’ il controllo dei risultati dei monitoraggi e la valutazione
del raggiungimento degli obiettivi, nonche’ la definizione dei
criteri piu’ efficaci per la loro diffusione al pubblico.
8. Ai fini della determinazione degli indicatori di cui al collima 4
e allo svolgimento delle attivita’ di cui al comma 5, la commissione
paritetica potra’ avvalersi dell’ausilio di personalita’ di
indiscussa professionalita’.
9. Il sistema di valutazione della qualita’ dell’offerta e’
sottoposto alla vigilanza di un Comitato, istituito presso il
Ministero, composto da quattro esperti particolarmente qualificati
nella materia, scelti rispettivamente due dall’Autorita’ e due dal
Ministero e nominati dalla Rai entro tre mesi dalla entrata in vigore
del presente Contratto. Il predetto Comitato garantisce la
conformita’ al presente Contratto delle metodologie applicate in sede
di attuazione del sistema di cui ai commi precedenti. Entro trenta
giorni dalla sua costituzione, il Comitato approva uno specifico
regolamento per il proprio funzionamento.
10.I risultati delle rilevazioni periodiche relativi al sistema di
cui ai commi precedenti dovranno essere resi pubblici, con cadenza
regolare, dalla concessionaria attraverso pubblicazioni sul proprio
portale web e comunque attraverso modalita’ che garantiscano la
diffusione di tali dati all’universalita’ dell’utenza. La Rai
consultera’ periodicamente le associazioni dei consumatori sul grado
di soddisfazione degli utenti.
11. L’assegnazione delle attivita’ operative per la realizzazione del
sistema di cui al presente articolo e’ decisa dalla concessionaria in
piena autonomia secondo criteri di apertura e trasparenza.
12. La Rai riferisce trimestralmente al Ministero, all’Autorita’ e
alla Commissione Parlamentare sullo sviluppo del sistema di
valutazione della qualita’ dell’offerta e sui risultati conseguiti.

Articolo 4
Qualita’ dell’informazione

1. La Rai assicura la qualita’ dell’informazione quale
imprescindibile presidio di pluralismo, completezza e obiettivita’,
imparzialita’, indipendenza e apertura alle diverse forze politiche
nel sistema radiotelevisivo, nonche’ la tutela delle pari
opportunita’ tra uomini e donne, e garantisce un rigoroso rispetto
della deontologia professionale da parte dei giornalisti e degli
operatori del servizio pubblico, i quali sono tenuti a coniugare il
principio di liberta’ con quello di responsabilita’ nel rispetto
della dignita’ della persona, contribuendo in tal modo a garantire la
qualita’ dell’informazione della concessionaria.
2. La Rai e’ tenuta all’equo bilanciamento delle trasmissioni di
approfondimento informativo su tutte le tre reti generaliste,
assicurando che le stesse siano caratterizzate da canoni di
pluralismo, completezza, obiettivita’, imparzialita’, indipendenza e
apertura alle diverse forze politiche e sociali nel sistema
radiotelevisivo, nonche’ dai principi di correttezza, lealta’ e buona
fede dell’informazione e rispettose della identita’ valoriale e
ideale del Paese e della sensibilita’ dei telespettatori, adeguate ai
livelli di responsabilita’ che competono al servizio pubblico
radiotelevisivo.
3. La Rai favorisce, anche attraverso l’informazione giornalistica,
lo sviluppo del senso critico, civile ed etico della collettivita’
nazionale, nel rispetto del diritto/dovere di cronaca, della verita’
dei fatti e del diritto dei cittadini ad essere informati.
4. La Rai e’ tenuta ad improntare la propria progranunazione di
informazione e approfondimento generale ai principi di imparzialita’,
completezza e correttezza, nel rispetto della dignita’ e della
privacy delle persone e ad assicurare comunque un contraddittorio
adeguato, effettivo e leale.
5. La Rai si impegna a favorire un processo complessivo di
qualificazione della propria articolazione regionale, verificando le
possibili opportunita’ di sviluppo di un’offerta ideata e prodotta
dalle varie sedi regionali. In tale quadro la Rai, inoltre, si
impegna a definire misure finalizzate al potenziamento della
collaborazione con gli altri operatori europei finalizzata – tra
l’altro – alla produzione di audiovisivi su temi e aspetti di
interesse sovranazionale.
6. La Rai riserva un canale tematico al genere informazione e
approfondimento generale di cui all’art. 9, comma 2, lettera a).

CAPO II – TRANSIZIONE ALLA TELEVISIONE DIGITALE

Articolo 5
L’offerta digitale

I. La Rai realizza canali generalisti, semigeneralisti e tematici per
assolvere alla missione di servizio pubblico; in tale quadro, la Rai
sviluppa ed articola l’offerta dei nuovi canali con l’obiettivo di
raggiungere la totalita’ del pubblico con una programmazione aperta
all’innovazione e dispiegata in funzione della crescente complessita’
della platea televisiva.
2. La Rai estende progressivamente l’impiego del formato video wide
screen (16:9) e dell’audio multicanale e si impegna ad avviare
trasmissioni in alta definizione.
3. La Rai assicura adeguata promozione all’offerta digitale, cosi’
come la promozione del digitale terrestre inteso come nuova
piattaforma universale.

Articolo 6
Realizzazione delle reti di radiodiffusione televisiva in tecnica
digitale

1. La Rai si impegna ad attuare il processo di conversione delle reti
alla tecnologia digitale secondo i tempi e le modalita’ indicate dal
Ministero nonche’ secondo il Master Plan delle attivita’ di
conversione che il Ministero stesso elabora per ciascuna delle aree
tecniche individuate. Il Ministero, nel contesto della pianificazione
delle frequenze definita dall’Autorita’ con delibera 300/10/CONS,
assegna alla concessionaria diritti d’uso temporaneo di risorse
frequenziali coerenti per numero e caratteristiche con le finalita’
del presente Contratto. L’assegnazione delle frequenze in ciascuna
area precede lo switch off di un periodo sufficiente alla
progettazione e realizzazione delle reti.
2. Nelle aree tecniche indicate al comma 1, o su parte del territorio
di ciascuna-di esse, la Rai puo’ anticipare, d’intesa con il
Ministero, con le Regioni e le Province autonome interessate, la
cessazione della diffusione in tecnica analogica di un canale
generalista e la conversione in tecnica digitale dei relativi
impianti.
3. In funzione della propria strategia editoriale, la Rai si dota di
capacita’ diffusiva adeguata alla distribuzione della propria offerta
televisiva con elevata qualita’ dell’immagine e del suono, allo
sviluppo dell’alta definizione e all’assolvimento dei propri compiti
di sperimentazione ed innovazione. A tal fine, previa assegnazione
delle necessarie frequenze, e’ tenuta a:
a) realizzare una rete nazionale per la radiodiffusione televisiva in
tecnica digitale anche ad articolazione regionale in modalita’ MFN
(Multi Frequency Network) o k-SFN (Single Frequency Network) con
copertura in ciascuna area tecnica al momento dello switch off non
inferiore a quella precedentemente assicurata dagli impianti eserciti
per la rete analogica di maggior copertura insistenti nell’area
tecnica stessa;
b) realizzare tre ulteriori reti nazionali in modalita’ SFN con
copertura a conclusione del periodo di vigenza del presente Contratto
non inferiore al 90% della popolazione nazionale per due reti e non
inferiore all’80% della popolazione nazionale per una rete;
e) concorrere all’assegnazione di ulteriori risorse frequenziali per
la realizzazione di una rete nazionale in modalita’ SFN con copertura
non inferiore all’80% della popolazione nazionale;
d) realizzare una ulteriore rete nazionale riservata alla
sperimentazione di tecnologie trasrnissive e servizi innovativi, con
un grado di copertina non inferiore all’B.0% della popolazione
nazionale a conclusione del periodo di vigenza del presente
Contratto.
4. Nel periodo di attuazione del calendario di switch off di cui al
comma l, nelle aree non interessate allo switch off la Rai si impegna
a mantenere in ciascuna area tecnica la percentuale di copertura
della popolazione delle esistenti reti digitali ed analogiche come al
31 dicembre 2009.
5. Laddove emerga un interesse allo sviluppo delle reti di
radiodiffusione in tecnica digitale oltre gli impegni di copertura di
cui ai commi precedenti, la Rai si impegna a stipulare convenzioni o
contratti con le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunita’ montane
o altri enti locali o consorzi, individuando le modalita’ di
estensione del servizio anche per le finalita’ di cui all’articolo 17
del presente Contratto, secondo criteri di economicita’ degli
investimenti, con particolare riguardo agli aspetti relativi alla
salvaguardia della salute umana ed alla tutela del paesaggio.
6. Laddove emerga un interesse alla diffusione di canali esteri in
funzione delle minoranze linguistiche, la Rai puo’ stipulare
convenzioni o contratti con le Regioni e le Province autonome di
Trento e Bolzano, individuando le modalita’ di erogazione del
servizio, secondo criteri di economicita’ degli investimenti e con
eventuali oneri relativi ai diritti a carico delle Regioni o Province
autonome, previa – se prevista la realizzazione di rete di
radiodiffusione dedicata -assegnazione da parte del Ministero delle
necessarie risorse frequenziali.

Articolo 7
Autorizzazione all’esercizio degli impianti

1. Per ciascuna area tecnica, il Master Plan di cui all’articolo 6,
comma 1, pianifica la conversione degli impianti gia’ eserciti da
Rai, autorizzandone l’esercizio. Per ciascuna area tecnica, la Rai
presenta inoltre al Ministero un piano di estensione delle reti
digitali, secondo l’articolazione indicata all’articolo 6, comma 3, e
tenendo conto dei vincoli interferenziali ai confini nazionali, ai
fini dell’autorizzazione all’attivazione degli impianti necessari
all’estensione stessa, per i quali entro trenta giorni dallo switch
off si intende – salvo diversa notifica del Ministero – concessa
autorizzazione provvisoria all’esercizio.
2. Per ogni altra realizzazione o modifica di impianti, la Rai
presenta un piano esecutivo per ciascun impianto da realizzare o
modificare, contenente i seguenti elementi: caratteristiche
radioelettriche, area di servizio, destinazione delle opere, natura e
caratteristiche del tipo di distribuzione adottata. Il Ministero,
entro novanta giorni dal ricevimento del piano esecutivo, si
pronuncia sulla richiesta. Nel caso di accoglimento rilascia
un’autorizzazione sperimentale all’esercizio dell’impianto.
3. Il periodo di sperimentazione, necessario per la verifica della
compatibilita’ radioelettrica dell’impianto con quelli delle
emittenti radiotelevisive legittimamente operanti ai sensi della
normativa vigente, e’ di due mesi dalla data di comunicazione
dell’attivazione dell’impianto da parte della concessionaria. Se
l’impianto non viene attivato entro i sei mesi successivi al rilascio
dell’autorizzazione, la Rai ne comunica le ragioni al Ministero. Dopo
un periodo di sei mesi dall’avvenuta comunicazione dell’attivazione
dell’impianto sperimentale, senza che siano avvenuti rilievi da parte
dell’Amministrazione, l’autorizzazione si riterra’ definitiva.
4. La Rai puo’ utilizzare gli impianti, secondo la disciplina
vigente, previa autorizzazione del Ministero, anche in comune con
altri operatori. Tale uso comune deve tendere ad una ottimizzazione
generale degli impianti, anche ai fini ambientali, purche’ cio’ non
risulti di pregiudizio al migliore svolgimento del servizio pubblico
concesso e concorra alla equilibrata gestione aziendale.

Articolo 8
Informazione al pubblico in rapporto allo sviluppo della televisione
digitale

1. La Rai garantisce l’informazione al pubblico in ciascuna area
tecnica in occasione dei successivi passaggi della transizione alla
televisione digitale terrestre, utilizzando le emissioni televisive e
radiofoniche e il web. Tale informazione dovra’ essere fornita senza
interruzioni fino a quando la transizione non sara’ ultimata su tutto
il territorio nazionale.
2. La Rai informa i soggetti residenti nelle zone di volta in volta
interessate dalla transizione fornendo ogni opportuna conoscenza
sulle modalita’ del processo in atto e sugli eventuali, momentanei
disservizi ed e’ tenuta ad attivare servizi di cali center e numeri
verdi gratuiti al fine di dare riscontro alle richieste dei medesimi.
3. La Rai si impegna a fornire informazioni sulle iniziative che le
associazioni degli operatori di rete propongono ai produttori di
apparati al fine di garantire adeguati livelli qualitativi.
4. La Rai si impegna a sviluppare, direttamente o attraverso le piu’
opportune forme di cooperazione, associazione o intesa, anche
attraverso partecipazione a societa’ o consorzi, i servizi piu’ utili
al buon funzionamento della televisione digitale terrestre.

CAPO III – OFFERTA

Articolo 9
L’offerta televisiva

1. La Rai riserva una predominante quota della programmazione annuale
di servizio pubblico delle reti generaliste, semigeneraliste e
tematiche terrestri, distribuite sulle diverse piattaforme, a generi
predeterminati come di seguito specificati. Le reti generaliste
terrestri (Raiuno, Raidue, Raitre) riserveranno, tra le ore 6 e le
ore 24, non meno del 70 per cento della programmazione annuale ai
generi indicati nel successivo comma 2 e la terza rete non meno
dell’80 per cento. Tale programmazione, nel rispetto piu’ rigoroso
possibile degli orari di trasmissione, deve essere diffusa in modo
equilibrato in tutti i periodi dell’anno, in tutte le fasce orarie
(compresa quella di prime lime) e in tutte le reti televisive. Le
reti semigeneraliste e tematiche riserveranno almeno il 70 per cento
della loro complessiva programmazione annuale ai generi
predeterminati di cui al successivo comma 2.
2. Si intendono per generi predeterminati di servizio pubblico:
a) Informazione e approfondimento generale;
b) Programmi e rubriche di servizio;
c) Programmi e rubriche di promozione culturale;
d) Informazione e programmi sportivi;
e) Programmi per minori;
f) Produzioni audiovisive italiane ed europee.
a) Informazione e approfondimento generale: notiziari nazionali e
regionali con programmazione quotidiana o straordinaria; informazione
istituzionale e parlamentare nazionale ed europea; rubriche
tematiche, inchieste e dibattiti di rete o di testata, attinenti ai
temi dell’attualita’ interna, ai fenomeni sociali, alle diverse
religioni, alle condizioni della vita quotidiana del Paese (quali la
salute, la giustizia, la sicurezza); confronti su temi politici,
culturali e religiosi, sociali ed economici; informazione di
carattere internazionale accompagnata da un approfondimento
qualificato dei temi trattati; informazione sulle attivita’ e il
funzionamento dell’Unione Europea;
b) Programmi e rubriche di servizio: trasmissioni prevalentemente
incentrate sui bisogni della collettivita’ in cui saranno valorizzate
le opportunita’ europee; trasmissioni a carattere sociale, anche
incentrate su specifiche fasce deboli; programmi legati ai temi del
lavoro, ai bisogni della collettivita’ (quali le condizioni delle
strutture sanitarie, assistenziali e previdenziali), all’ambiente e
alla qualita’ della vita, alla normativa e alle opportunita’
comunitarie, alle iniziative delle associazioni della societa’
civile; celebrazioni liturgiche; trasmissioni idonee a comunicare al
pubblico una piu’ completa e realistica rappresentazione del ruolo
che le donne svolgono nella vita sociale, culturale, economica del
Paese, nelle istituzioni e nella famiglia, valorizzandone le
opportunita’, l’impegno ed i successi conseguiti nei diversi settori,
in adempimento ai principi costituzionali; comunicazioni relative ai
servizi di pubblica utilita’ in ambito nazionale e regionale;
trasmissioni che consentano adeguati spazi alle associazioni e ai
movimenti della societa’ civile, ai gruppi etno-culturali e
linguistici presenti in Italia e specifiche trasmissioni per
l’informazione dei consumatori; trasmissioni che contribuiscano alla
conoscenza della lingua italiana e delle lingue straniere e alla
alfabetizzazione informatica; trasmissioni finalizzate alla
preservazione e valorizzazione della coesione e dell’unita’
nazionale; trasmissioni finalizzate a promuovere la conoscenza
dell’Unione Europea;
c) Programmi e rubriche di promozione culturale: trasmissioni a
carattere culturale con particolare attenzione alle forme artistiche
dal vivo (quali teatro, danza, lirica, prosa e musica in tutti i suoi
generi); trasmissioni finalizzate a promuovere e valorizzare la
lingua nazionale, la storia, le tradizioni, i costumi, il patrimonio
storico-culturale del Paese e diffonderne la conoscenza; trasmissioni
volte a far partecipare la societa’ italiana alla tutela del
patrimonio artistico e ambientale del Paese; trasmissioni e
documentari a contenuto educativo, storico, artistico, letterario e
scientifico e trasmissioni finalizzate alla promozione dell’industria
musicale italiana, con particolare attenzione agli artisti emergenti;
programmi per la valorizzazione del turismo e del made in Italy nel
mondo; trasmissioni volte a valorizzare la presenza sul territorio di
enti ed organizzazioni non profit, con particolare riguardo
all’attivita’ sociale, formativa ed educativa in genere; programmi di
approfondimento della cultura e della storia europea;
d) Informazione e programmi sportivi: eventi sportivi nazionali e
internazionali trasmessi in diretta o registrati; notiziari; rubriche
di approfondimento;
e) Programmi per minori: programmi di tutti i generi televisivi
dedicati ai bambini, delle diverse fasce di eta’, compresa quella
inferiore ai 3 anni, agli adolescenti e ai giovani, che abbiano
finalita’ formativa, informativa o di intrattenimento, nel rispetto
del diritto dei minori alla tutela della loro dignita’ e del loro
sviluppo fisico, psichico ed etico; trasmissioni finalizzate a
promuovere la conoscenza dell’Unione Europea;
f) Produzioni audiovisive italiane ed europee: prodotti
cinematografici, fiction, film e serie televisive in animazione,
cartoni, documentari, di origine italiana o europea; programmi per la
valorizzazione dell’audiovisivo in generale.
3. La Rai effettua annualmente iniziative di innovazione e
sperimentazione, in tutte le fasce orarie e su tutte le reti
generaliste, per una quota non inferiore al 30% della programmazione
complessiva, assicurando una distribuzione uniforme di tali
iniziative nell’arco di vigenza del presente Contratto. La
sperimentazione riguardera’ linguaggi e formati televisivi con
particolare attenzione alla valorizzazione della produzione ed
ideazione interna ed alla originalita’ dei contenuti.
4. Sulle reti generaliste la Rai assicura un’offerta quotidiana
articolata e diversificata per rete, tale da garantire effettive
opzioni di scelta nelle diverse trasmissioni riferite ai generi di
cui al precedente comma 2; a tal fine la Rai predispone i palinsesti
quotidiani assicurando complessivamente una equilibrata distribuzione
di tale progranunazione, sulle diverse reti e fasce orarie. La Rai
assicurera’ inoltre la presenza in ogni momento della giornata, su
almeno una delle tre reti generaliste, di programmi ricompresi nei
generi di cui al precedente comma 2, garantendo agli utenti una
scelta di qualita’ senza soluzioni di continuita’.
5. La Rai si impegna, per gli obiettivi del presente articolo, a
valorizzare i propri centri di produzione compatibilmente con le
disposizioni di cui al successivo Capo V relativamente a
“Finanziamento e gestione economico-finanziaria”.
6. La Rai trasmette al Ministero, all’Autorita’ e alla Commissione
parlamentare, per ciascun semestre, entro i successivi tre mesi, una
relazione contenente una dettagliata informativa sul volume
dell’offerta classificata secondo i generi di cui al comma 2; tale
informativa dovra’ altresi’ contenere tutti i titoli dei programmi
classificati in base ai generi di cui al comma 2, con indicazione
della loro collocazione oraria, nonche’ quelli ricadenti nella
tipologia di cui al comma 3, e i tempi e le percentuali di
occupazione video di ogni singolo genere previsto, al fine di
determinare quanto richiesto al comma l del presente articolo. Tale
documento deve essere pubblicato sul sito web della Rai alla voce
“Programmi televisivi di servizio pubblico finanziati dalle risorse
provenienti dal canone di abbonamento”.
7. La Rai realizza una idonea promozione della propria programmazione
valutandone costantemente l’efficacia ed utilizzando a tal fine anche
il servizio Televideo ed il portale internet.
8. La Rai si impegna ad analizzare la fattibilita’ dell’introduzione
di adeguati segnali visivi per rendere riconoscibili agli utenti i
programmi riconducibili ai generi di cui al comma 1 del presente
articolo.

Articolo 10
L’offerta radiofonica

1. La Rai si impegna a garantire un’ampia e variegata gamma di
programmazione, con l’obiettivo di raggiungere un pubblico il piu’
ampio possibile, ed a favorire lo sviluppo di specifiche iniziative
finalizzate ad aggiornare costantemente l’offerta sulla base delle
esigenze del pubblico, tenendo conto dei nuovi modelli di consumo.
2. La Rai e’ tenuta a destinare ai generi predeterminati di seguito
indicati non meno del 70 per cento dell’offerta annuale di
programmazione dei canali nazionali Radio Uno e Radio Due e non meno
del 90 per cento di Radio Tre:
a) Notiziari: giornali radio, anche sportivi o tematici, di formato,
stile e contenuto diversificato secondo il canale;
b) Informazione: programmi o rubriche di approfondimento, inchieste,
reportage; dibattiti e fili diretti, anche in formato di flusso;
radiocronache, programmi e rubriche dedicati alle varie discipline
sportive;
c) Cultura: programmi di attualita’ scientifica, umanistica e
tecnologica, anche con carattere di intrattenimento; fiction
radiofonica; teatro (riprese o prodotto in studio); documentari e
rievocazioni storiche anche basati su elaborazioni di materiali di
archivio;
d) Societa’: programmi, rubriche e talk show su temi sociali e di
costume, anche rivolti al mondo dei giovani o realizzati in formati
innovativi, capaci di rappresentare la vita comunitaria e del
territorio, e di ampliare il dibattito sull’evoluzione civile del
Paese, rubriche dedicate al tema delle pari opportunita’ e al ruolo
che le donne svolgono nella societa’;
e) Musica: programmi dedicati a tutti i generi e sottogeneri di
musica classica e leggera; programmi e contenitori prevalentemente
musicali; riprese dal vivo o differite di eventi musicali; programmi
di attualita’ sul mondo della musica nazionale e popolare; programmi
e contenitori prevalentemente musicali dedicati in particolare alla
musica italiana ed ai giovani artisti; programmi volti a favorire
l’educazione musicale e la valorizzazione delle opere d’arte e
dell’ingegno;
f) Servizio: rubriche e servizi sull’attivita’ degli organi
istituzionali nazionali ed europei; programmi, rubriche e
radiocronache dedicati a celebrazioni liturgiche, a temi religiosi e
al dialogo interreligioso; rubriche tematiche di particolare
interesse sociale (lavoro, salute, previdenza) o rivolte a
particolari target (minori, anziani, disabili, ecc.); programmazione
per non vedenti; programmi volti alla tutela e alla valorizzazione
della lingua italiana; trasmissioni finalizzate a promuovere la
conoscenza dell’Unione Europea;
g) Pubblica utilita’: notiziari e servizi sulla viabilita’, la
sicurezza stradale e le condizioni meteo, specialmente dedicati
all’utenza mobile; bollettino del mare, della neve; messaggi di
emergenza e di protezione civile; segnale orario.
3. La Rai si impegna ad effettuare annualmente iniziative di
innovazione e sperimentazione, in tutte le fasce orarie e su tutte le
reti generaliste, assicurando una distribuzione uniforme di tali
iniziative nell’arco di vigenza del presente Contratto. La
sperimentazione riguardera’ linguaggi e formati radiofonici con
particolare attenzione alla valorizzazione della produzione ed
ideazione interna ed alla originalita’ dei contenuti.
4. Sulle reti generaliste la Rai assicura un’offerta quotidiana
articolata e diversificata per rete, tale da garantire effettive
opzioni di scelta delle diverse trasmissioni dei generi di cui al
conuna 2; a tal fine la Rai predispone i palinsesti quotidiani
assicurando complessivamente una equilibrata distribuzione di tale
programmazione sulle diverse reti e fasce orarie. La Rai assicurera’
inoltre la presenza in ogni momento della giornata, su almeno una
delle tre reti generaliste, di programmi ricompresi nei generi di cui
al comma 2 garantendo agli utenti una scelta di qualita’ senza
soluzioni di continuita’.
5. La Rai e’ tenuta a trasmettere al Ministero, all’Autorita’ e alla
Commissione Parlamentare, per ciascun semestre, entro i successivi
tre mesi, una dettagliata informativa sul volume dell’offerta
classificata secondo i generi indicati al comma 2.

Articolo 11
L’offerta multimediale

1. La Rai si impegna ad incrementare ed aggiornare il servizio
offerto sui propri portali al fine di estendere, anche sviluppando e
producendo contenuti ad hoc, l’attuale produzione di contenuti
personalizzati per Internet. L’azienda si impegna altresi’ a dare
crescente visibilita’ all’offerta di specifici contenuti, con
particolare riferimento a quelli radiotelevisivi.
2. La Rai si impegna a dare univocita’ di indirizzo editoriale e
tecnologico all’offerta multimediale, anche ad accesso condizionato,
sui propri portali, incentrando la propria attivita’ sulle seguenti
linee direttrici:
a) stabilire linee guida di pubblicazione in modo da facilitare e
rendere coerente la navigazione dell’utenza e agevolare l’accesso ai
contenuti, facendo ricorso a criteri ampiamente diffusi in ambito
comunitario e internazionale;
b) rendere disponibili, nella maniera piu’ agevole e sfruttando le
piu’ moderne tecnologie, compatibilmente con il rispetto dei diritti
dei terzi ed escludendo ogni sfruttamento a fini commerciali da parte
di terzi, i contenuti radiotelevisivi trasmessi nell’ambito
dell’offerta televisiva e radiofonica (analogica e digitale,
terrestre e satellitare) di cui all’articolo 9, comma 1, e
all’articolo 10, direttamente dai propri portali in simulcast agli
utenti che si collegano attraverso internet dal territorio nazionale,
nel rispetto del principio di neutralita’ tecnologica;
c) rendere progressivamente disponibili contenuti radiotelevisivi,
anche di particolare valore, provenienti dagli archivi Rai, per scopi
educativi, formativi e di promozione culturale. A tal fine la Rai
dovra’ garantire modalita’ agevoli di ricerca e di recupero dei
contenuti degli archivi verso le piattaforme IP e in modo particolare
web;
d) ampliare l’acquisizione di diritti per la diffusione su protocollo
IP di contenuti tratti dall’offerta radiotelevisiva della Rai, con
l’impiego delle piu’ opportune tecnologie al fine di evitare indebiti
utilizzi da parte degli utenti, fatto salvo il principio della
neutralita’ tecnologica;
e) accrescere progressivamente l’offerta di contenuti e format
appositamente pensati e prodotti peri nuovi media, offrendo crescenti
capacita’ di partecipazione interattiva al pubblico dei inedia
digitali, nel rispetto della qualita’ dell’informazione e del
pluralismo; sperimentare, inoltre, nel rispetto dei diritti dei
terzi, la possibilita’ per gli utenti di scaricare, modificare e
ridistribuire una adeguata selezione di contenuti radiotelevisivi
trasmessi nell’ambito dell’offerta televisiva e radiofonica di cui
all’articolo 9, comma 1, e all’articolo 10;
f) offrire agli utenti spazi di comunicazione e discussione, con
adeguata visibilita’, inclusa la possibilita’ di commentare l’intera
programmazione radiotelevisiva Rai, anche attraverso la possibilita’
di pubblicazione, previa adozione di apposite linee guida, di
contenuti autoprodotti dagli utenti stessi;
g) analizzare lo sviluppo di interfacce tecnologiche che consentano
la diffusione dei contenuti sui principali dispositivi di fruizione
audiovisiva di tempo in tempo disponibili sul mercato sviluppando
strategie editoriali coerenti ai mezzi di distribuzione e
progressivamente ottimizzate, nel rispetto del principio di
neutralita’ tecnologica, per i diversi strumenti di fruizione;
h) favorire la distribuzione dei propri contenuti internet attraverso
gli altri siti e portali operanti sul territorio nazionale sulla base
di criteri equi e non discriminatori;
i) ampliare l’utilizzo di internet come piattaforma di comunicazione,
realizzando contenuti e applicazioni dedicate all’ambiente internet e
valorizzando le libraries esistenti, nonche’ sviluppare un’offerta
specifica tramite web tv.
3. La Rai e’ tenuta a trasmettere al Ministero, all’Autorita’ e alla
Commissione Parlamentare, per ciascun esercizio, entro i successivi
tre mesi, una dettagliata informativa circa il numero dei contenuti
pubblicati e del traffico giornaliero generato dall’utenza, con
riferimento particolare agli utenti unici, ai tempi medi di
fruizione, alle tecnologie impiegate per accedere e alla provenienza
degli utenti.
4. La Rai e’ tenuta a prevedere nel proprio portale una sezione
dedicata alla raccolta dei reclami degli utenti al fine di migliorare
il proprio servizio.

Articolo 12
La programmazione televisiva per i minori

1. La programmazione della Rai diffusa su qualsiasi piattaforma e con
qualunque sistema di trasmissione e’ rigorosamente improntata al
rispetto delle norme comunitarie e nazionali a tutela dei minori e in
particolare a quanto previsto dall’articolo 34 del Testo Unico, ivi
comprese le disposizioni stabilite dal Codice di autoregolamentazione
TV e minori approvato il 29 novembre 2002 e successive modificazioni.
La Rai si adegua alle risoluzioni del Comitato di applicazione del
citato Codice e tiene nel massimo conto le raccomandazioni del
Comitato stesso.
2. La Rai si impegna a realizzare due canali tematici dedicati ai
minori, differenziando l’offerta in funzione del pubblico di
riferimento e distinguendo, a tal fine, tra i minori in eta’
pre-scolare e quelli in eta’ scolare. Nell’arco di vigenza del
presente Contratto, compatibilmente con le disposizioni di cui al
successivo Capo V “Finanziamento e gestione economico-finanziaria” e
con il Piano Industriale 2010-2012 della Rai, fatte salve diverse
esigenze di carattere gestionale della concessionaria che dovessero
sopravvenire, il centro di produzione di Torino e’ individuato come
distretto produttivo Rai specializzato nell’offerta dedicata al
pubblico dei bambini, senza pregiudizio per la normale produzione.
3. La Rai garantisce che le trasmissioni per i minori siano collocate
nei palinsesti quotidiani dell’offerta generalista tenendo conto
della distribuzione dell’audience relativa ai minori nelle diverse
fasce orarie e destina tra le ore 16,00 e le ore 20,00 una quota
specifica di programmazione di intrattenimento per i minori e di
formazione ed informazione per l’infanzia e l’adolescenza non
inferiore al 10 per cento della programmazione annuale tra le ore
7,00 e le ore 22,30. Tale quota potra’ essere ridotta in funzione
della progressiva diffusione del digitale terrestre, secondo tempi e
modalita’ definite dalla commissione paritetica di cui all’art. 29.
La Rai, con cadenza semestrale, comunica al Ministero, all’Autorita’
e alla Commissione Parlamentare la quota di programmazione destinata
ai minori.
4. La Rai si impegna affinche’ la programmazione dedicata ai minori
risponda ai seguenti criteri:
a) sia di buona qualita’ e di piacevole intrattenimento;
b) proponga valori positivi umani e civili ed assicuri il rispetto
della dignita’ della persona;
c) promuova modelli di riferimento, femminili e maschili, egualitari
e non stereotipati;
d) proponga alle nuove generazioni strumenti dedicati ed accessibili
per accrescere la loro conoscenza e il senso di appartenenza
all’Unione Europea;
e) accresca le capacita’ critiche dei minori in modo che sappiano
fare migliore uso dei media, sia dal punto di vista qualitativo che
quantitativo, anche tenendo conto degli attuali e futuri sviluppi in
chiave di interattivita’;
f) favorisca la partecipazione dei minori dando spazio ai loro
problemi e alle loro esigenze, valorizzando le iniziative a loro
rivolte sul territorio nonche’ le opportunita’ offerte dai programmi
europei rivolti ai giovani.
5. Fermi restando i divieti di cui al decreto legislativo 31 luglio
2005, n. 177 e successive modificazioni, nella fascia oraria compresa
tra le ore 7,00 e le 22,30, dedicata a una visione familiare, vanno
realizzati programmi riguardanti tutti i generi televisivi, che
tengano conto delle esigenze e della sensibilita’ dell’infanzia e
dell’adolescenza, evitando la messa in onda di programmi che, anche
in relazione all’orario di trasmissione, possano nuocere allo
sviluppo fisico, psichico o morale dei minori o programmi che possano
indurre ad una -fuorviante percezione dell’immagine femminile e della
violenza sulle donne. Rai si impegna anche ad adottare idonee cautele
in modo da assicurare che la completezza informativa, in particolare
nell’uso delle immagini o delle descrizioni, non comporti un danno
delle esigenze e della sensibilita’ dell’infanzia e dell’adolescenza.
6. 1 programmi per bambini di durata inferiore ai 30 minuti e i
cartoni animati non possono essere interrotti dalla pubblicita’.
Nella pubblicita’ diffusa prima e dopo i cartoni animati non possono
comparire i personaggi dei medesimi. Nelle fasce orarie 7,00-9,00 e
16,00-19,00 sono vietati i trailer dei programmi consigliati alla
visione del solo pubblico adulto secondo le modalita’ di cui al comma
9.
7. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 37 del Testo Unico e
dal decreto ministeriale del 27 aprile 2006, n. 218, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 20 giugno 2006, n. 141, nella fascia oraria
16,00-19,00 e all’interno dei programmi direttamente rivolti ai
minori, la Rai si impegna affinche’ i messaggi pubblicitari, le
promozioni e ogni altra forma di comunicazione commerciale rivolta ai
minori siano preceduti, seguiti e caratterizzati da elementi di
discontinuita’ ben riconoscibili e distinguibili dal programma, anche
dai bambini che non sanno ancora leggere e da minori disabili. Nella
stessa fascia oraria, all’interno degli stessi programmi e nelle
interruzioni pubblicitarie immediatamente precedenti e successive ai
programmi direttamente rivolti ai minori, la Rai si impegna ad
evitare la pubblicita’ in favore di:
a) bevande superalcoliche e alcoliche;
b) servizi telefonici a valore aggiunto a carattere di
intrattenimento cosi’ come definiti dalle leggi vigenti;
e) profilattici e contraccettivi, con esclusione delle campagne
sociali.
8. La Rai e’ tenuta a dedicare appositi spazi e a realizzare
programmi volti ad informare i minori e i genitori sull’uso corretto
e appropriato delle trasmissioni televisive da parte dei minori,
anche sperimentando accorgimenti tecnici di protezione.
9. La Rai, previa consultazione con l’Autorita’ e il Comitato di
applicazione del Codice di autoregolamentazione Tv e minori, adotta
entro sei mesi dalla entrata in vigore del presente Contratto un
sistema di segnaletica della propria programmazione, di chiara
riconoscibilita’ visiva, per evidenziare, con riferimento a film,
fiction, e intrattenimento, quelli adatti ad una visione congiunta
con un adulto e quelli adatti al solo pubblico adulto. Con
riferimento a quest’ultima fattispecie la Rai evidenzia i sistemi di
chiara riconoscibilita’ visiva per tutta la durata dei relativi
programmi,
10. La Rai si impegna entro tre mesi dall’entrata in vigore del
presente Contratto a promuovere, procedendo ad idonei interventi
anche di carattere organizzativo, azioni positive destinate a
valorizzare, con specifici compiti affidati alle proprie strutture
interne, il ruolo educativo, creativo e di intrattenimento del
servizio pubblico e a valutarne l’effettiva realizzazione nell’ambito
della programmazione. La Rai comunichera’ trimestralmente al
Ministero, all’Autorita’ e alla Commissione Parlamentare le
iniziative assunte e segnalera’ tempestivamente alla commissione
paritetica eventuali problematiche connesse alla programmazione di
cui al presente articolo.
11. La Rai’, inoltre, promuove l’attivita’ di informazione di detta
programmazione anche su riviste, guide elettroniche e in particolare
su Televideo.
12. Con riferimento al sistema di analisi e monitoraggio della
qualita’ dell’offerta di cui all’articolo 3, si dovra’ tener conto in
particolare dei minori, quale specifica tipologia di utenza
nell’ambito della rappresentazione di un adeguato disegno campionario
dell’intera popolazione italiana, nonche’ della programmazione
televisiva dedicata.

Articolo 13
L’offerta dedicata alle persone con disabilita’ e programmazione
sociale

1. La Rai, nel ribadire 11 proprio impegno di produzione e di
programmazione nell’ambito e nel rigoroso rispetto delle normative
antidiscriminatorie e impegnandosi a promuovere l’attuazione dei
principi enunciati nella Convenzione ONU sui diritti delle persone
con disabilita’, ratificata con legge 3 marzo 2009, n. 18, nel
Trattato di Amsterdam e nelle risoluzioni del Forum Europeo delle
persone disabili di Madrid, dedica particolare attenzione alla
promozione culturale per l’integrazione delle persone disabili ed il
superamento dell’handicap eliminando ogni discriminazione nella
presenza delle persone disabili nei programmi di intrattenimento, di
informazione, nelle fiction e nelle produzioni Rai.
2. Nel quadro di un’adeguata rispondenza del servizio pubblico al
diritto all’informazione delle persone con disabilita’ e alla loro
complessiva integrazione, la Rai e’ tenuta a:
a) sottotitolare almeno una edizione al giorno di Tgl, Tg2 e Tg3 e ad
assicurare una ulteriore edizione giornaliera per ciascuna delle
suddette testate nel periodo di vigenza del presente Contratto;
b) tradurre in lingua dei segni (LIS) almeno una edizione al giorno
di Tg1, Tg2 e Tg3;
c) procedere, nel piu’ breve tempo possibile, a sottotitolare almeno
una edizione giornaliera di un notiziario di contenuto sportivo sulle
reti generaliste e di un notiziario sul canale Rai News;
d) procedere, nel piu’ breve tempo possibile, a sperimentare la
sottotitolazione o la traduzione in LIS del TGR regionale.
3. La Rai garantisce l’accesso alla propria offerta multimediale e
televisiva su analogico, digitale terrestre e satellite alle persone
con disabilita’ sensoriali o cognitive anche tramite specifiche
programmazioni audiodescritte e trasmissioni in modalita’
telesoftware per le persone non vedenti, sottotitolate anche con
speciali pagine del Televideo, e del proprio portale internet e
mediante la traduzione nella lingua italiana dei segni (LIS). La Rai
individua opportune modalita’ e soluzioni tecniche affinche’ nel
passaggio al sistema digitale le persone con disabilita’ sensoriali
possano continuare ad usufruire del servizio di sottotitolazione, di
Televideo, traduzione LIS e telesoftware e non siano esclusi dagli
eventuali servizi di televisione interattiva che dovessero essere
implementati in futuro, garantendo l’accessibilita’ dei decoder, fin
dal momento della progettazione.
4. La Rai:
a) incrementa progressivamente, nell’arco del triennio di vigenza del
presente Contratto, il volume della programmazione sottotitolata fino
al raggiungimento nel 2012 di una quota pari ad almeno il 70 per
cento della programmazione complessiva delle reti generaliste tra le
ore 6,00 e le ore 24,00, al netto dei messaggi pubblicitari e di
servizio (annunci, sigle, ecc.);
b) amplia progressivamente la sottotitolazione ai diversi generi di
programmazione inclusi i programmi culturali, di attualita’, di
approfondimento politico, di sport e di intrattenimento;
c) incrementa progressivamente l’offerta di programmazione
audiodescritta, garantendo che la stessa, cosi’ come l’offerta in
modalita’ telesoftware, possa essere effettivamente ricevuta su tutto
il territorio nazionale;
d) promuove la ricerca tecnologica al fine di favorire
l’accessibilita’ dell’offerta multimediale alle persone con
disabilita’ e con ridotte capacita’ sensoriali e cognitive, in
collaborazione con enti, istituzioni e associazioni del mondo delle
persone con disabilita’;
e) riferisce periodicamente al Ministero, all’Autorita’, alla
Commissione Parlamentare e alla Sede di confronto sulla
programmazione sociale, in merito all’attivita’ svolta, nonche’
segnala tempestivamente alla commissione paritetica di cui
all’articolo 29 eventuali problematiche connesse alla programmazione
di cui al presente articolo.
5. La Rai e’ tenuta a mettere a punto un idoneo sistema di analisi e
monitoraggio della qualita’ e della quantita’ delle offerte di cui ai
commi 2 e 3 e a fornirne adeguata informativa al Ministero,
all’Autorita’ e alla Commissione Parlamentare. Tale sistema, in
particolare, dovra’ essere realizzato in collaborazione con enti,
istituzioni e associazioni del mondo delle persone con disabilita’ ed
i relativi risultati dovranno essere comunicati alla Sede Permanente
di cui all’articolo 30, anche al fine di favorire l’adozione di
interventi finalizzati ad una maggiore fruizione della programmazione
da parte delle persone con disabilita’.
6. La Rai si impegna a collaborare, con le istituzioni preposte, alla
ideazione, realizzazione e diffusione di programmi specifici diretti
al contrasto e alla prevenzione della pedofilia, della violenza sui
minori e alla prevenzione delle tossicodipendenze e alla conoscenza
delle conseguenze prodotte dall’uso delle sostanze stupefacenti e
psicotrope nonche’ al costo sociale che tali fenomeni comportano per
la collettivita’. La Rai si impegna altresi’ alla prevenzione e
contrasto della violenza sulle donne collaborando con le istituzioni
preposte per la realizzazione e diffusione, sulle diverse piattaforme
di trasmissione, di specifici programmi.
7. Nel quadro degli indirizzi relativi alle trasmissioni dell’accesso
al servizio pubblico della Commissione Parlamentare, la Rai assicura
nei servizi di Televideo una particolare attenzione alle esperienze
dell’associazionismo e del volontariato, sulla base del regolamento
approvato dalla Commissione Parlamentare nella seduta del 29 aprile
1999.

Articolo 14
L’offerta Per l’estero

1. La Rai si impegna ad adeguare la propria offerta destinata
all’estero alle mutate condizioni dello scenario complessivo di
riferimento; la Rai, in particolare, si impegna a ridefinire la nuova
offerta in modo tale da rappresentare la complessiva realta’ del
Paese anche sotto il profilo economico, le dinamiche di sviluppo e le
diverse prospettive culturali, istituzionali, imprenditoriali e
sociali nella loro interezza nonche’ a realizzare nuove forme di
programmazione per l’estero che consentano di portare la cultura
italiana, anche di carattere regionale, ad un piu’ vasto pubblico
internazionale. La Rai si impegna altresi’ a diffondere anche
all’estero una programmazione che rispetti l’immagine femminile e la
sua dignita’ culturale e professionale e rappresenti in modo
realistico il ruolo delle dorme nella societa’.
2. La Rai contribuisce a mantenere vivo il legame dei cittadini
italiani residenti all’estero con il Paese e con la cultura di
origine, fornendo una offerta che – oltre ad una informazione
costante sullo sviluppo economico del Paese, sull’evoluzione della
societa’ italiana e della sua cultura connotata da caratteri di
qualita’ e innovazione attraverso la promozione del Made in Italy nel
mondo – preveda una particolare attenzione alla comunicazione
politica nei periodi interessati da campagne elettorali e
referendarie.
3. Al fine di conseguire gli obiettivi di cui al comma I, la Rai
definisce una adeguata programmazione nell’ambito sia delle
convenzioni stipulate con la Presidenza del Consiglio dei Ministri ai
sensi della legge 14 aprile 1975, n. 103 che di altre specifiche
convenzioni aggiuntive.

Articolo 15
Programmi dell’Accesso.

1. Fermi restando gli obblighi derivanti dall’articolo 6 della legge
14 aprile 1975, n. 103, la Rai e’ tenuta a riservare trasmissioni e
spazi di accesso radiotelevisivo anche a tematiche sociali, con
particolare attenzione alle esperienze dell’associazionismo e del
volontariato.
2. Le trasmissioni di cui al comma 1, definite come programmi
dell’Accesso, sono programmate su ciascun mezzo radiotelevisivo
(televisivo, radiofonico, televideo) sulla base di calendari
predisposti e resi pubblici dalla societa’ concessionaria previa
approvazione della Sottocommissione permanente per l’Accesso,
costituita nell’ambito della Commissione Parlamentare.
3. I programmi dell’Accesso consistono anche nella programmazione di
cicli di spot su tematiche sociali; tali spazi saranno assegnati ai
soggetti ritenuti idonei a tali programmi. La societa’ concessionaria
istituisce apposite rubriche dedicate agli Enti, Istituti o
Associazioni che presentano profili di interesse per i settori
indicati. La predisposizione degli spot viene curata dalla societa’
concessionaria in collaborazione con i soggetti richiedenti.
4. La decisione sulle domande di accesso, per ciascuno dei mezzi
previsti ai commi 2 e 3, e sui soggetti richiedenti spetta alla
Sottocommissione permanente per l’Accesso.

Articolo 16
Prodotti audiovisivi italiani ed europei

1. La Rai valorizza le capacita’ produttive, imprenditoriali e
culturali del Paese al fine di favorire lo sviluppo dell’industria
nazionale audiovisiva e contribuire alla crescita del sistema
produttivo italiano ed europeo, privilegiando il rapporto tra
qualita’ e mercato, l’efficienza e il pluralismo industriale e
promuovendo la ricerca di nuovi modelli produttivi e di nuovi
linguaggi anche multimediali.
2. La Rai e’ tenuta a destinare una quota minima del 15 per cento dei
ricavi complessivi annui ad investimenti per le opere europee
realizzate da produttori indipendenti; con riferimento a tale quota,
inoltre, una percentuale non inferiore al 20 per cento dovra’ essere
dedicata ad opere cinematografiche di espressione originale italiana
ovunque prodotte, una percentuale non inferiore al 4 per cento alla
produzione e acquisto di documentari italiani ed europei, anche di
produttori indipendenti, ed una percentuale non inferiore al 5 per
cento ai prodotti di animazione appositamente realizzati per i
minori.
3. Ai fini del presente articolo si intendono:
a) per ricavi complessivi annui il gettito derivante dagli
abbonamenti destinati all’offerta radiotelevisiva nonche’ i ricavi
pubblicitari connessi alla stessa, al netto degli introiti derivanti
da convenzioni con la Pubblica Amministrazione e dalla vendita di
beni e servizi;
b) per investimenti, la configurazione di costo che comprende gli
importi corrisposti a terzi per l’acquisto dei diritti e
l’utilizzazione delle opere, i costi per la produzione interna ed
esterna e gli specifici costi di promozione e distribuzione, nonche’
quelli per l’edizione e le spese accessorie direttamente afferenti ai
prodotti di cui sopra.
4. La Rai, indipendentemente dalla codifica delle trasmissioni,
riserva una quota minima del 20 per cento del tempo di trasmissione
alle opere europee degli ultimi cinque anni, incluse le opere
cinematografiche di espressione originale italiana ovunque prodotte.
5. La concessionaria riserva inoltre ai prodotti audiovisivi (opere
cinematografiche, prodotti di fiction, cartoni, documentari,
trasmissioni per la promozione dell’audiovisivo, trasmissioni
culturali relative allo spettacolo dal vivo) italiani ed europei una
quota prevalente di trasmissione in un canale tematico appositamente
dedicato ai suddetti generi, che privilegera’ la loro trasmissione
anche nella fasce di maggiore ascolto ivi compresa la cosiddetta
prima serata, promuovendo lo sviluppo e la diffusione di contenuti
“multipiattaforma”.
6. Anche al fine di attribuire ai produttori indipendenti quote di
diritti secondari di cui all’articolo 44 del Testo Unico, la Rai si
impegna ad adottare modalita’ operative coerenti con quanto stabilito
dall’Autorita’ in materia, e comunque compatibili con la conferente
normativa comunitaria.
7. La Rai attua un sistema interno di monitoraggio per la verifica
del rispetto delle quote di emissione e di investimento e rende noto,
per ciascun anno di vigenza del presente Contratto, alla commissione
paritetica di cui all’art. 29, al Ministero e all’Autorita’, i dati
di bilancio relativi agli investimenti in prodotti audiovisivi
italiani ed europei, suddivisi e distinti per ciascuno dei generi
individuati al comma 2.
8. La commissione paritetica verifichera’ su base annua, anche sulla
scorta dei dati di cui al comma 7, l’equilibrato rapporto degli
investimenti tra i diversi generi e contenuti televisivi relativi ai
prodotti audiovisivi italiani ed europei, con particolare riferimento
ad un adeguato sostegno alla produzione e programmazione dei
documentari e degli spettacoli dal vivo, secondo le indicazioni
dell’articolo 44 del Testo Unico, nonche’ ai cartoni animati. La
Commissione, inoltre, verifichera’ ogni problematica applicativa e
interpretativa del presente articolo.

Articolo 17
Iniziative specifiche per la valorizzazione delle istituzioni e delle
culture locali

1. Nel quadro dell’unita’ politica, culturale e linguistica del
Paese, e anche con riferimento alle disposizioni della legge 15
dicembre 1999, n. 482, la Rai valorizza e promuove, nell’ambito delle
proprie trasmissioni, le culture regionalie locali stretta
collaborazione con le Regioni, le Province autonome di Trento e
Bolzano, le Province, i Comuni, le Universita’ e gli enti culturali,
realizzando anche forme di coordinamento per una maggiore diffusione
in ambito locale. A tal fine tra la concessionaria, le Regioni e le
Province autonome possono essere stipulate specifiche convenzioni.
2. La Rai effettua, per conto della Presidenza del Consiglio dei
Ministri e sulla base di apposite convenzioni, servizi per le
minoranze culturali e linguistiche, cosi’ come previsto dalla legge
14 aprile 1975, n. 103 e si impegna, comunque, ad assicurare una
programmazione rispettosa dei diritti delle minoranze culturali e
linguistiche nelle zone di appartenenza. Con riferimento alle
convenzioni di cui sopra, la Rai si impegna in particolare ad
effettuare trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua tedesca e
ladina per la Provincia autonoma di Bolzano, in lingua ladina per la
Provincia autonoma di Trento, in lingua francese per la Regione
autonoma Valle d’Aosta e in lingua slovena per la Regione autonoma
Friuli-Venezia Giulia. Sulla base di apposita convenzione Rai si
impegna ad effettuare trasmissioni radiofoniche in lingua friulana
per la Regione autonoma Friuli-Venezia-Giulia.
3. Ai sensi dell’art. 12, comma I della legge 15 dicembre del 1999,
n. 482 e dell’art. I l del DPR 2 maggio 2001, n. 345, la Rai si
impegna ad assicurare le condizioni per la tutela delle minoranze
linguistiche riconosciute nelle zone di loro appartenenza, assumendo
e promuovendo iniziative per la valorizzazione delle lingue
minoritarie presenti sul territorio italiano anche in collaborazione
con le competenti istituzioni locali e favorendo altresi’ iniziative
di cooperazione transfrontaliera. La commissione paritetica di cui
all’art. 29 definira’ le piu’ efficaci modalita’ operative per
l’applicazione di tali disposizioni, tenendo conto in particolare
della necessita’ di potenziamento delle strutture periferiche dei
centri di produzione della concessionaria.

Articolo 18
Informazione istituzionale nazionale ed europea

1. La Rai, tenuto conto anche delle recenti risoluzioni del
Parlamento europeo, si impegna a diffondere, promuovere e sviluppare
l’informazione sulle istituzioni nazionali e dell’Unione Europea. Nel
rispetto del pluralismo sociale, culturale e politico e utilizzando
tutti i mezzi di comunicazione a sua disposizione e, in specie, le
potenzialita’ della tecnologia digitale, la Rai assicura la
formazione, la divulgazione e l’informazione sui temi del
funzionamento delle istituzioni e della partecipazione alla vita
politica.
2. La Rai e’ tenuta a presentare, entro sei mesi dall’entrata in
vigore del presente Contratto, un progetto di canale televisivo
dedicato ai lavori parlamentari, dando anche adeguato rilievo
all’attivita’ svolta dalle Commissioni, da realizzare in stretta
collaborazione tra la Rai e i due Rami del Parlamento. Nel palinsesto
saranno riservati adeguati spazi all’informazione sulle attivita’
delle istituzioni costituzionali, di rilievo costituzionale, di
garanzia e controllo e dell’Unione Europea. La realizzazione delle
attivita’ del progetto verra’ regolamentata sulla base di apposita
convenzione nella quale dovranno essere definite, tra l’altro, le
misure necessarie per la copertura dei costi a carico della
concessionaria.
3. La Rai e’ tenuta all’esercizio della rete di cui all’art. 24 della
legge 6 agosto 1990, n. 223, secondo le modalita’ della legge 11
luglio 1998, n. 224, mediante la rete di impianti di cui all’allegato
1 dedicata a tutte le attivita’ delle istituzioni costituzionali, di
rilievo costituzionale e di garanzia e controllo e dell’Unione
Europea. Sulla base di piani esecutivi presentati al Ministero, e
previa autorizzazione da parte di questo, la rete di cui al presente
comma potra’ essere soggetta ad interventi mirati alla
razionalizzazione degli impianti, ottenuta con azioni di
compatibilizzazione nell’uso delle frequenze e anche attraverso
operazioni di accorpamento degli impianti della concessionaria; gli
interventi dovranno essere attuati senza degradare la qualita’ del
servizio offerto su base non interferenziale con altri legittimi
utilizzatori dello spettro radioelettrico, e con particolare riguardo
alla salvaguardia della salute umana e della tutela del paesaggio, e
potranno comportare variazioni dell’area di servizio, nel rispetto
delle norme di legge.
4. La Rai e’ impegnata a trasmettere, anche sui canali generalisti,
l’informazione parlamentare, comunitaria e nazionale, e a
pubblicizzare l’attivita’ del canale televisivo dedicato anche
attraverso le proprie reti radiofoniche, televisive generaliste e il
proprio sito web, in particolare nell’ambito delle trasmissioni di
informazione.
5. La Rai promuove la stipula di convenzioni con la Pubblica
Amministrazione aventi ad oggetto l’ideazione, la realizzazione e la
diffusione di iniziative di formazione, di comunicazione e/o di
divulgazione su tutti i versanti distributivi in coerenza con
l’evoluzione delle piattaforme tecnologiche, anche attraverso servizi
interattivi, al fine di favorire il conseguimento degli scopi di
utilita’ sociale e delle finalita’ istituzionali perseguite dagli
enti interessati.

Articolo 19
Informazione relativa ai servizi di pubblica utilita’

1. La Rai assicura spazi nella programmazione televisiva e
radiofonica per la diffusione di informazioni riguardanti i servizi
di pubblica utilita’ al cittadino, con particolare riferimento alle
reti di viabilita’ e trasporti (stradali, aerei, ferroviari e
marittimi), di erogazione e distribuzione dell’energia, dell’acqua,
di telecomunicazione e comunque ad eventi ed avvenimenti, sia di
origine antropica che naturale, che possano compromettere il regolare
svolgimento della vita della popolazione. La Rai potra’ avvalersi
anche della collaborazione di emittenti locali.
2. La Rai, d’intesa con la Presidenza del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento della protezione civile, entro sei mesi dall’entrata in
vigore del presente Contratto, anche in attuazione degli obiettivi di
cui al comma 1, presenta al Ministero, sentiti i soggetti
interessati, per la sua approvazione, un progetto di sviluppo
dell’attuale canale Isoradio, mantenendone il carattere di servizio
privo di pubblicita’, incentrato sui seguenti aspetti:
a) ampliamento e tempestivita’ dei contenuti informativi in diretta
di pubblica utilita’ ai diversi segmenti di utenza, con l’eventuale
coinvolgimento di soggetti ed enti operanti nei rispettivi settori;
b) estensione della copertura della diffusione del segnale previa
assegnazione delle relative frequenze;
e) sperimentazione dell’utilizzo di nuove tecnologie con riferimento
alla diffusione del segnale, al controllo del traffico sulle reti
autostradali e sulle principali vie di comunicazione ed allo sviluppo
di appositi spazi informativi sul traffico.
3. Il progetto di cui al comma 2 dovra’ identificare gli interventi
necessari alla realizzazione di spazi di progranunazione dedicata ai
servizi di pubblica utilita’ su base locale anche in collaborazione
con le emittenti locali. La realizzazione delle attivita’ del
progetto verra’ regolamentata sulla base di apposita convenzione tra
la Presidenza del Consiglio dei Ministri -Dipartimento della
protezione civile, il Ministero e la concessionaria, nella quale
dovranno essere definite, tra l’altro, le misure necessarie per la
copertura dei costi a carico della concessionaria.

Articolo 20
Educazione finanziaria ed economica

1. La Rai assicura spazi nella programmazione televisiva e
radiofonica per la diffusione dell’educazione finanziaria ed
economica quale strumento di tutela del consumatore, attraverso
iniziative di informazione ed educazione volte a diffondere la
cultura finanziaria ed economica fra il pubblico.

Articolo 21
Audiovideoteche

1. La Rai prosegue il processo di catalogazione digitale
dell’archivio storico televisivo comprensivo dei materiali registrati
su pellicola, utilizzando le tecnologie piu’ avanzate di
archiviazione e catalogazione e sperimentando l’integrazione delle
audiovideoteche nel processo produttivo digitale, e si impegna a
definire e mettere in atto iniziative finalizzate alla conservazione
della memoria audiovisiva del Paese.
2. L’archivio storico radiotelevisivo, gia’ aperto per la
consultazione al pubblico nelle sedi della Rai, dovra’ essere reso
progressivamente disponibile per fini culturali, didattici e di
natura istituzionale. Tale obiettivo sara’ realizzato attraverso
specifiche convenzioni con universita’, scuole, enti pubblici e
associazioni senza fini di lucro e con la realizzazione di produzioni
antologiche e collaborazioni con gli altri principali detentori di
archivi storici audiovisivi in progetti che coinvolgano le
organizzazioni impegnate nella conservazione della memoria
audiovisiva del Paese.
3. La Rai dispone una pubblicazione annuale, secondo le forme che
saranno ritenute piu’ appropriate, e comunque sul proprio sito
internet, per pubblicizzare e rendere conoscibile il materiale del
suo archivio e le modalita’ di fruizione.

CAPO IV – PIATTAFORME TECNOLOGICHE, QUALITA’ DEL SERVIZIO,
RICERCA E SPERIMENTAZIONE

Articolo 22
Neutralita’ tecnologica e competitiva

I. Con riferimento alla diffusione della programmazione televisiva,
la Rai e’ tenuta a far si’ che nella fase di passaggio dalle
trasmissioni in tecnica analogica a quella digitale l’intera
programmazione delle reti generaliste gia’ irradiate sulla rete
terrestre analogica sia visibile su tutte le piattaforme
tecnologiche; a tal fine, fatti salvi i diritti dei terzi, assicura
la diffusione attraverso almeno una piattaforma distributiva di ogni
piattaforma tecnologica.
2. Al fine di assicurare una copertura integrale della popolazione,
con tutte le possibilita’ offerte dalle varie piattaforme
distributive, la Rai e’ tenuta ad adottare le piu’ opportune
politiche di criptaggio al fine di garantire in forma gratuita
l’accesso all’intera programmazione diffusa dalle reti generaliste e
trasmessa in simulcast via satellite, fatti salvi i diritti dei
terzi.
3. La Rai, in conformita’ a quanto previsto al primo comma riguardo
alla piattaforma tecnologica satellitare, si impegna a promuovere la
diffusione di Tivusat con particolare riguardo a quelle zone del
territorio nazionale non raggiunte dal digitale terrestre e ad
offrire agli utenti in regola con il pagamento del canone di
abbonamento alla radiotelevisione, che ne facciano richiesta, la
relativa smart card a fronte del rimborso dei costi a tal scopo
sostenuti, quali i costi di acquisizione dagli aventi diritto, di
transazione e di distribuzione.
4. La Rai potra’ consentire la messa a disposizione della propria
programmazione di servizio pubblico a tutte le piattaforme
commerciali che ne faranno richiesta nell’ambito di negoziazioni
eque, trasparenti e non discriminatorie e sulla base di condizioni
verificate dalle Autorita’ competenti.

Articolo 23
Qualita’ tecnica

1. La Rai individua nella qualita’ audiovisiva un tratto distintivo e
irrinunciabile dell’offerta del servizio pubblico. La programmazione
Rai e’ diffusa attraverso le reti di radiodiffusione terrestre in
tecnica digitale ed analogica e via satellite con una elevata
qualita’ di immagine e suono, dedicando ad ogni canale l’opportuna
capacita’ trasmissiva. La Rai, al fine di assicurare la fornitura del
servizio, esercisce gli impianti di cui all’allegato 1.
2. La Rai riconosce la qualita’ tecnica del servizio di
radiodiffusione quale obiettivo strategico del servizio pubblico. A
tal fine definisce indici e standard tecnici, anche in collaborazione
con le competenti istituzioni, gli operatori di rete e l’industria;
monitora costantemente la qualita’ tecnica del servizio ed esercita
ogni azione preventiva e correttiva al fine di garantire il permanere
di alti standard qualitativi; assicura un costante rapporto con
l’utenza, per raccogliere segnalazioni di problematiche di qualita’
tecnica; collabora con istituti di ricerca; assicura una idonea
informazione ai cittadini per la migliore fruizione dei servizi.
3. Nell’ambito della disponibilita’ delle frequenze e tenendo conto
della specificita’ della missione del servizio pubblico generale
radiotelevisivo, il Ministero assicura alla Rai tutte quelle
necessarie per risolvere situazioni interferenziali, migliorare la
qualita’ del servizio e sperimentare nuove tecnologie diffusive; la
Rai, inoltre, puo’ utilizzare, su base di non interferenza, i
collegamenti mobili di comunicazione di cui al seguente art. 25,
senza che tale utilizzo comporti il pagamento di ulteriori canoni o
contributi oltre quello di concessione.
4. La Rai’ assicura un grado di qualita’ del servizio, salvo le
implicazioni interferenziali non risolvibili con opere di
compatibilizzazione radioelettrica, per quanto riguarda il servizio
digitale corrispondente ad una “location probability” pari al 90%
(Atti Finali RRC GE06 UIT-R) e per quanto riguarda il servizio
analogico, non inferiore a 3, riferito ai livelli della scala UIT-R
(Unione Internazionale delle Telecomunicazioni – Radiocomunicazioni),
salvo le implicazioni interferenziali non risolvibili con opere di
compatibilizzazione radioelettrica.
5. La Rai fornisce con cadenza annuale al Ministero tutta la
necessaria documentazione con riferimento al monitoraggio della
qualita’ tecnica del servizio di radiodiffusione e alle elaborazioni
statistiche, con indicazioni del grado di estensione dei servizi,
della qualita’ di ricezione riferita ai livelli della scala di
qualita’ UIT-R e dell’andamento delle situazioni interferenziali e
dei disturbi dei servizi, nonche’ i valori della disponibilita’ del
servizio misurati utilizzando gli indicatori di qualita’ concordati
con il Ministero. Ai fini della verifica degli adempimenti relativi
alla copertura, la Rai fornisce annualmente al Ministero la
rappresentazione cartografica su supporto magnetico delle aree di
copertura dei servizi.

Articolo 24
Radiodiffusione sonora

1. La Rai deve assicurare un grado di copertura del servizio di
radiodiffusione sonora per ciascuna delle tre reti radiofoniche in
modulazione di frequenza (FM) non inferiore al 99 per cento della
popolazione e di copertura del territorio non inferiore all’H per
cento, salvo le implicazioni interferenziali.
2. La Rai, ove occorra, migliora la qualita’ del segnale, previa
assegnazione da parte del Ministero delle necessarie frequenze.
3. La Rai incrementa il servizio RDS (Radio Data System) sulle tre
reti radiofoniche in FM mediante il sistema EON (Enhanced Other
Network), conformemente alle norme ETSI (European Telecommunications
Standards Institute) e potra’ estendere la sperimentazione del
servizio RDSTMC (Traffie Message Channel).
4. Nel corso dell’attivita’ di adeguamento della rete per garantire
il grado di copertura con impianti che rispettino i valori della
normativa vigente in materia di tetti elettromagnetici, e’
ammissibile una temporanea riduzione del grado di copertura di cui al
comma 1.
5. La Rai, anche attraverso consorzi, e’ tenuta a sviluppare
concretamente le trasmissioni radiofoniche in tecnica digitale
secondo i nuovi standard trasniissivi che costituiscono l’evoluzione
del DAB, nel rispetto della regolamentazione adottata dall’Autorita’,
cooperando attivamente per lo sviluppo del mercato della radio
digitale nell’osservanza del principio di neutralita’ tecnologica e
competitiva.
6. Il servizio di radiodiffusione sonora in modulazione di ampiezza
viene svolto attraverso gli impianti ad onde medie di cui
all’allegato I. La Rai si impegna a presentare al Ministero, entro
sei mesi dall’entrata in vigore del presente Contratto, un progetto
di razionalizzazione del servizio di radiodiffusione sonora in onde
medie, finalizzato alla riduzione dei campi elettromagnetici
irradiati, che garantisca al tempo stesso la copertura delle
principali aree metropolitane e renda possibile la sperimentazione
della modulazione digitale in standard DRM.

Articolo 25
Impiego dei collegamenti mobili

1. La Rai, per proprie esigenze o per conto di terzi, esercisce
collegamenti mobili realizzati con mezzi del tipo trasportabile
installati anche a bordo di automezzi in sosta o con mezzi in
movimento, funzionanti su base non interferenziale con altri
operatori. A consuntivo, con cadenza trimestrale ed a fini
statistico-informativi, la concessionaria indichera’ per ciascun
collegamento la frequenza impegnata, la distanza delle tratte
realizzate ove si impieghino mezzi non in movimento, la distanza
media delle tratte ove si impieghino mezzi in movimento e la durata
del servizio effettuato.
2. La Rai, per proprie esigenze o per conto di terzi, esercisce
collegamenti simili a quelli precedenti per realizzare collegamenti
temporanei tra punti fissi. Con cadenza trimestrale ed a fini
statistico-informativi la concessionaria indichera’ al Ministero i
collegamenti eserciti ivi comprese le nuove attivazioni e le avvenute
disattivazioni di tali collegamenti, indicando le frequenze impegnate
e la distanza delle tratte realizzate.
3. La Rai, per proprie esigenze o per conto di terzi, esercisce radio
camere operanti nella banda dei 2 GHz.
4. Nell’espletamento dei suddetti servizi, la Rai potra’ utilizzare
le frequenze assegnate anche con tecniche di modulazione digitale.
5. La Rai, ai fini della produzione e distribuzione dei propri
servizi sul territorio, utilizza collegamenti mobili nelle bande in
cui essi sono allocati, con particolare riguardo alla banda dei 6
GHz.

Articolo 26
Ricerca e Innovazione

1. Al fine di promuovere l’evoluzione tecnica e lo sviluppo
industriale del Paese, la Rai avvia trasmissioni in alta definizione
e sperimenta la diffusione di contenuti radiotelevisivi mediante
l’uso di nuove tecnologie trasmissive quali l’evoluzione dello
standard DVB-T, come il DVB-T2, il DVB-H, il DMB, il DRM, l’Alta
Definizione, l’IPTV, il Wi-Max; la Web TV e di ogni altra tecnologia
evolutiva a larga banda nel rispetto dei principi di parita’ di
trattamento e non discriminazione, nonche’ delle norme in materia di
accesso alla capacita’ trasmissiva in digitale terrestre, previa
assegnazione delle necessarie risorse frequenziali.

CAPO V – FINANZIAMENTO E GESTIONE ECONOMICO-FINANZIARIA

Articolo 27

Gestione economico-finanziaria e trasparenza nella comunicazione
esterna
1. Nella gestione economico-finanziaria, la Rai e’ tenuta al rispetto
di quanto previsto dall’articolo 7, comma 5, e dall’articolo 47 del
Testo Unico in materia di finanziamento del servizio pubblico
generale radiotelevisivo e delle conseguenti deliberazioni sulla
contabilita’ separata adottate dall’Autorita’. Il finanziamento di
tali attivita’ e’ assicurato con caratteri di certezza e congruita’,
per il triennio di durata del presente Contratto, attraverso il
canone di abbonamento, i corrispettivi derivanti da contratti o
convenzioni con pubbliche amministrazioni e le altre entrate
consentite dalla legge.
2. La Rai e’ tenuta, altresi’, ad adottare criteri tecnici ed
economici di gestione idonei a consentire il raggiungimento di
obiettivi di efficienza aziendale e di razionalizzazione del proprio
assetto organizzativo. Nell’ottica di una gestione ispirata a criteri
di efficienza, la Rai persegue altresi’ l’obiettivo di un adeguato
ritorno sul capitale e sugli investimenti, tenendo conto anche delle
condizioni del mercato di riferimento.
3. La Rai, in coerenza e nel rispetto di quanto previsto
dall’articolo 45, comma 5, del Testo Unico, puo’ svolgere,
nell’ambito del proprio mercato di riferimento, comprendente
l’offerta televisiva, radiofonica e multimediale e le connesse
attivita’ strumentali e accessorie, attivita’ commerciali inclusa
l’offerta a pagamento in regime di concorrenza, assicurando che le
stesse attivita’ siano sviluppate direttamente o attraverso societa’
controllate e comunque con modalita’ organizzative che evitino il
finanziamento incrociato, anche parziale, di risorse pubbliche.
4. Al fine di fornire una completa informativa sulle dinamiche della
gestione, entro il mese di giugno di ogni anno la Rai e’ tenuta a
trasmettere al Ministero ed al Ministero dell’economia e delle
finanze, all’Autorita’ ed alla Commissione Parlamentare una relazione
sui risultati economico-finanziari dell’esercizio precedente che,
utilizzando anche fonti non aziendali, conterra’ informazioni anche
in merito:
a) alla densita’ di iscritti a ruolo per le famiglie soggette al
pagamento del canone di abbonamento, articolata per area geografica
regionale, provinciale e comunale e riferita agli abbonamenti alla
televisione per uso privato, a indicazioni statistiche analoghe,
laddove disponibili, per gli abbonamenti speciali, nonche’ ai ricavi
da canone di abbonamento;
b) alla ripartizione del mercato pubblicitario, con evidenza della
fonte di riferimento, per ciascun mezzo di comunicazione (quotidiani,
periodici, televisione, radio, internet, ecc.);
c) ai ricavi pubblicitari della concessionaria per mezzo e per
tipologia;
d) agli indici di affollamento pubblicitario per fascia oraria ed a
livello complessivo.
5. La Rai e’ tenuta, altresi’, a trasmettere al Ministero ed al
Ministero dell’economia e delle finanze, entro 15 giorni dalla loro
approvazione:
a) i piani industriali (economici, finanziari, di investimento e
strategici);
b) le previsioni economiche e i bilanci consuntivi di esercizio e
della contabilita’ separata;
c) i bilanci infiammali al 30 giugno.
6. Al fine di migliorare la trasparenza nella gestione economico
finanziaria del servizio pubblico, la Rai e’ tenuta a pubblicare sul
proprio sito web il documento, comprensivo dei criteri metodologici,
sui conti annuali separati certificati dalla societa’ di revisione
scelta, ai sensi dell’articolo 47, comma 2, del Testo Unico,
dall’Autorita’ da cui risulti, sulla base dell’apposito schema
approvato dalla medesima Autorita’, la destinazione delle risorse
pubbliche e,–in particolare, a fornire adeguata comunicazione circa
i costi afferenti la programmazione televisiva e la programmazione
radiofonica rientranti nell’ambito delle attivita’ di servizio
pubblico. La Rai e’ tenuta, altresi’, a pubblicare i dati riferiti
agli investimenti destinati ai prodotti audiovisivi di cui
all’articolo 16. A tal fine la Rai, nella presentazione dei
palinsesti, e’ tenuta ad identificare la programmazione televisiva e
radiofonica rientrante nell’ambito dell’attivita’ di servizio
pubblico con un colore diverso rispetto agli altri aggregati.
7. La Rai pubblica sul proprio sito web gli stipendi lordi percepiti
dai dipendenti e collaboratori i nonche’ informazioni, anche tramite
il mezzo televisivo , eventualmente con un rinvio allo stesso sito
web nei titoli di coda, e radiofonico, sui costi della programmazione
di servizio pubblico.
8. La fattibilita’ e le modalita’ di applicazione delle disposizioni
previste dal comma precedente saranno stabilite nell’ambito della
Commissione paritetica di cui all’art. 29 entro 90 giorni
dall’entrata in vigore del presente contratto.

Articolo 28
Canone di abbonamento

1. Ai fini della determinazione dell’ammontare del canone di
abbonamento ai sensi dell’articolo 47, comma 3, del Testo Unico, il
Ministro dello Sviluppo Economico puo’ avvalersi della commissione
paritetica di cui all’art. 29, che provvedera’ a definire elementi di
analisi in merito al rapporto anche prospettico tra i contenuti della
missione di servizio pubblico, il loro adempimento da parte della
concessionaria ed il relativo finanziamento.
2. Per la gestione e lo sviluppo degli abbonamenti, nonche’ per la
riscossione, ordinaria e coattiva degli stessi anche ai sensi
dell’art. 6, comma 2, del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 237, la Rai
mettera’ a disposizione del S.A.T. – Sportello Abbonamenti TV di
Torino strutture, mezzi e personale dell’ente stesso, nonche’ i
locali occorrenti, con le modalita’ ed i costi stabiliti nella
convenzione approvata con decreto del Ministro delle finanze in data
23 dicembre 1988, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 25 del 31
gennaio 1989, e dell’atto aggiuntivo approvato con decreto del
Ministero delle finanze in data 23 luglio 1999, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 284 del 3 dicembre 1999 e successive
modificazioni, nel rispetto di quanto previsto dal decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
3. Le quote dei canoni di abbonamento spettanti alla concessionaria,
corrispondenti al costo di fornitura del servizio pubblico risultante
dalla contabilita’ separata, saranno corrisposte dall’Amministrazione
finanziaria, sulla base delle previsioni complessive di entrata del
Bilancio dello Stato e delle riscossioni effettuate, mediante acconti
trimestrali posticipati e salvo conguaglio alla fine di ciascun anno
finanziario. Il Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento per le politiche fiscali provvedera’ ad emettere
apposito ordine di pagare a favore della concessionaria, ai sensi
dell’articolo 6 del D.P.R. 20 aprile 1994, n. 367, affinche’ le
suddette quote siano accreditate alla concessionaria entro la fine
del trimestre.
4. Il Ministero si impegna ad individuare, anche con il
coinvolgimento delle amministrazioni competenti, le piu’ efficaci
metodologie di contrasto all’evasione del canone di abbonamento,
proponendo le opportune iniziative legislative e adottando le
necessarie misure amministrative. A tal fine il Ministero si impegna
ad istituire nel piu’ breve tempo possibile uno specifico tavolo
tecnico, cui partecipera’ anche la concessionaria. Il Ministero e la
Rai, con cadenza annuale, riferiscono alla Commissione Parlamentare i
risultati delle azioni attuate per il contrasto all’evasione del
canone di abbonamento e presenteranno una relazione sui lavori del
tavolo tecnico.

CAPO VI – MONITORAGGIO, VIGILANZA E SANZIONI

Articolo 29
Commissione paritetica

1. Entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente Contratto,
con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico e’ istituita,
presso il Ministero, un’apposita commissione paritetica composta da
otto membri, quattro designati dal Ministero e quattro designati
dalla Rai, con l’obiettivo di definire – in coerenza con l’evoluzione
dello scenario di riferimento – le piu’ efficaci modalita’ operative
di applicazione e di sviluppo delle attivita’ e degli obblighi
previsti nel presente Contratto, nonche’ di valutarne il grado di
compiutezza al fine di verificarne l’adempimento. La commissione
potra’, su richiesta di una delle parti e tenendo conto di elementi
oggettivamente riscontrabili:
a) definire gli opportuni interventi volti a superare le difficolta’
di applicazione e di interpretazione eventualmente emergenti;
b) segnalare alle parti contraenti significative alterazioni del
rapporto di proporzionalita’ e di adeguatezza tra missione e costi
del servizio pubblico e relativo finanziamento, proponendo le misure
idonee a ristabilirlo, secondo quanto previsto dal successivo
articolo 32.
2. Le rispettive componenti della commissione potranno di volta in
volta definire le eventuali integrazioni della commissione stessa in
funzione degli argomenti trattati e delle questioni di carattere
interpretativo e applicativo del presente Contratto. Entro trenta
giorni dalla costituzione, la commissione approva uno specifico
regolamento per il proprio funzionamento. La segreteria
tecnico-organizzativa della commissione sara’ curata dal Ministero.

Articolo 30
Sede permanente di confronto sulla programmazione sociale

1. Entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente Contratto viene
istituita una Sede Permanente di confronto fra il Ministero e la Rai
che – con carattere consultivo – esprime pareri ed avanza proposte in
ordine alla programmazione e alle iniziative assunte dalla
concessionaria ai sensi dell’articolo 13 del presente Contratto.
2. La Sede e’ composta da 12 membri, di cui 6 nominati dal Ministero,
scelti tra i rappresentanti di Commissioni, Consulte e Organizzazioni
senza scopo di lucro di rilievo nazionale, con competenza ed
esperienza sui temi di cui all’articolo 13, e 6 nominati della Rai.
La Sede svolge le sue funzioni esaminando con cadenza almeno annuale
le comunicazioni specifiche che la Rai predisporra’ sui temi di cui
all’articolo 13, ed esprimendo su di esse un parere, anche in forma
scritta. Tale parere verra’ regolarmente inviato, e se del caso
direttamente illustrato, dai coordinatori al Ministero, alla Rai,
alla Commissione parlamentare, all’Autorita’ nonche’ alle Istituzioni
ed Enti che hanno competenza o sono coinvolte sui temi trattati. La
Sede permanente istituisce anche un Gruppo di lavoro permanente sui
temi dell’accessibilita’ e dell’usabilita’, invitando a farne parte
esperti nominati dalla Rai tra i suoi dirigenti e dal Ministero tra i
rappresentanti delle organizzazioni nazionali di difesa dei diritti
delle persone disabili. La Sede puo’ altresi’ istituire ulteriori
Gruppi di lavoro e chiedere l’audizione di singoli dirigenti e
funzionari della Rai, oltre che di Istituzioni e Organizzazioni su
specifiche questioni inerenti le sue attivita’. I Gruppi di lavoro
svolgono la loro attivita’ sulla base di quanto sara’ stabilito nel
Regolamento di funzionamento della sede di cui al successivo comma 3.
3. La Sede e’ coordinata pariteticamente da un rappresentante del
Ministero ed uno della Rai e si avvale, per il suo funzionamento, del
personale, dei mezzi e dei servizi messi a disposizione dalla stessa
Rai. La Sede procede entro tre mesi dalla sua costituzione
all’approvazione di un regolamento di funzionamento. Ai coordinatori
spetta il ruolo di sovrintendere alla predisposizione degli strumenti
e dei materiali necessari per i lavori della Sede, coordinare i
lavori delle sessioni, tenere i contatti con Istituzioni, Enti e
Associazioni. La Sede svolge le sue funzioni esaminando con cadenza
annuale le comunicazioni specifiche che la Rai predisporra’ sui temi
di cui all’articolo 13, ed esprimendo su di esse un parere – anche in
forma scritta – che verra’ inviato al Ministero, alla Rai, alla
Commissione Parlamentare, all’Autorita’ nonche’ alle Istituzioni ed
Enti che hanno competenza o sono coinvolte sui terni trattati.
4. I membri della Sede durano in carica per il periodo di vigenza del
presente Contratto.

Articolo 31
Vigilanza, controllo e sanzioni

1. Fatto salvo quanto previsto dalle vigenti disposizioni e dalle
linee guida di cui alla delibera dell’Autorita’ n. 614/09/CONS
recante “approvazione delle linee-guida sul contenuto degli ulteriori
obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo ai sensi
dell’articolo 17, comma 4, della legge 3 maggio 2004, n. 112 e
dell’articolo 45, comma 4, del testo unico della radiotelevisione” il
Ministero cura la corretta attuazione del presente Contratto,
informando la Commissione Parlamentare degli atti eventualmente
adottati in relazione all’attivita’ svolta.
2. 11 Ministero, nell’ambito dell’attivita’ di cui al comma 1, ha la
facolta’ di disporre verifiche ed ispezioni e di richiedere, in
qualsiasi momento, alla Rai informazioni, dati e documenti utili; i
relativi oneri sono a carico della Rai.
3. La Rai e’ tenuta a trasmettere con cadenza semestrale al
Ministero, all’Autorita’ e alla Commissione Parlamentare una
relazione concernente gli adempimenti posti in essere per il rispetto
degli obblighi di servizio pubblico generale radiotelevisivo e mette
comunque a disposizione del Ministero e dell’Autorita’ ogni
informazione ritenuta utile per l’espletamento delle attivita’ anche
di vigilanza di rispettiva competenza, in particolare con riferimento
alla qualita’ della programmazione.
4. La Rai e’ tenuta a consentire ai funzionari del Ministero
incaricati l’accesso agli impianti ed alle proprie sedi ed a prestare
la necessaria collaborazione, anche con l’utilizzo di propri mezzi e
personale, allo svolgimento dell’attivita’ di cui al comma 1.
5. Le sanzioni irrogate dal Ministero e dall’Autorita’ nei confronti
della Rai sono definite negli articoli 35, 48, 51 e 52 del Testo
Unico, nonche’ negli articoli 97 e 98, commi da 2 a 9 del decreto
legislativo 1° agosto 2003, n. 259, cui il predetto articolo 52
rinvia.

CAPO VII – NORME FINALI

Articolo 32
Adeguamento del Contratto nazionale di servizio

1. Il Ministero e la Rai si impegnano a:
a) adeguare il presente Contratto alla normativa sopravvenuta nel
corso del triennio di vigenza;
b) procedere nello stesso periodo, sulla base delle segnalazioni e
delle proposte della commissione paritetica di cui all’articolo 29 o
di evidenze desumibili dal bilancio di separazione contabile, alla
revisione del presente Contratto, al fine di ripristinare le piu’ i
corrette modalita’ di esercizio del servizio, laddove il rapporto di
proporzionalita’ e di < adeguatezza tra missione e costi del servizio pubblico e relativo finanziamento, quale risultante dal presente Contratto di servizio, risulti significativamente alterato. Articolo 33 Canone di concessione 1. Il canone annuo di concessione, salvo normative sopravvenute nel corso del triennio di vigenza del presente Contratto, e' disciplinato dall'art. 27, commi 9 e 10, della legge 23 dicembre 1999, n. 488 e dal decreto ministeriale 23 ottobre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 251 del 26 ottobre 2000. Articolo 34 Deposito cauzionale 1, A garanzia degli obblighi assunti con il presente Contratto la Rai costituisce, alla data di entrata in vigore del Contratto medesimo, presso la Cassa depositi e prestiti, un deposito cauzionale di 1 milione di euro in numerarlo o in titoli di Stato o equiparati al valore nominale. 2. Gli interessi sulla somma depositata sono di spettanza della Rai. 3. Il Ministero dell'economia e delle finanze ha la facolta' di rivalersi dei propri crediti liquidi ed esigibili presso la Rai sul deposito cauzionale costituito ai sensi del presente articolo; in tal caso la concessionaria e' tenuta a reintegrare il deposito stesso entro un mese dalla data di notificazione del prelievo. Articolo 35 Collaborazione per interpellanze, interrogazioni e atti ispettivi parlamentari 1. La Rai fornisce la piu' ampia collaborazione al Ministero ai fini degli accertamenti resi necessari da interpellanze, interrogazioni ed atti ispettivi parlamentari. 2. La concessionaria cura di riscontrare le richieste ministeriali nel termine di giorni quindici, salvo riduzione nei casi di particolari urgenze. Articolo 36 Entrata in vigore e scadenza 1. Il presente Contratto entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del decreto ministeriale che lo approva e scade il 31 dicembre 2012. Fino alla data di entrata in vigore del successivo Contratto, i rapporti tra la concessionaria e il Ministero restano regolati dalle disposizioni del presente Contratto. 2. Entro il 1° luglio 2012 le parti provvederanno ad avviare le trattative per la stipulazione del Contratto relativo al triennio 2013-2015. 3. Gli allegati che costituiscono parte integrante del Contratto non sono soggetti a pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Tali allegati sono depositati presso la Direzione generale per i servizi di comunicazione elettronica e di radiodiffusione del Ministero. 4. Il Ministero e la Rai si impegnano a dare la massima diffusione, attraverso ogni mezzo di comunicazione, al presente Contratto. Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 27 aprile 2011

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