MINISTERO DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 16 Marzo 2007 | Architetto.info

MINISTERO DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 16 Marzo 2007

MINISTERO DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA - DECRETO 16 Marzo 2007 - Determinazione delle classi di laurea magistrale. (GU n. 157 del 9-7-2007 - Suppl. Ordinario n.155)

MINISTERO DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

DECRETO 16 Marzo 2007

Determinazione delle classi di laurea magistrale.

IL MINISTRO DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

Visto l’art. 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e
successive modificazioni;
Visto l’art. 11, commi 1 e 2, della legge 19 novembre 1990, n.
341;
Visti gli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente della
Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25;
Visto l’art. 1-ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7,
convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43;
Vista la legge 19 ottobre 1999, n. 370, ed in particolare l’art.
6, comma 6;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270;
Visti il decreto del Ministro dell’universita’ e della ricerca
scientifica e tecnologica 23 dicembre 1999 concernente la
rideterminazione dei settori scientifico-disciplinari, e successiva
rettifica, nonche’ il decreto del Ministro dell’universita’ e della
ricerca scientifica e tecnologica 4 ottobre 2000 concernente la
rideterminazione e l’aggiornamento dei settori
scientifico-disciplinari e la definizione delle relative
declaratorie, ed il decreto ministeriale 18 marzo 2005;
Vista la Dichiarazione di Bologna del 19 giugno 1999 e i
Comunicati di Praga del 19 maggio 2001, di Berlino del 19 settembre
2003 e di Bergen del 20 maggio 2005, relativi all’armonizzazione dei
sistemi dell’Istruzione superiore dei Paesi dell’area europea;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 30 aprile 2004, prot. 9/2004, relativo all’anagrafe
degli studenti ed al diploma supplement;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 27 gennaio 2005, n. 15, e successive modificazioni,
relativo alla banca dati offerta formativa e verifica del possesso
dei requisiti minimi;
Visto il decreto del Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca 11 ottobre 2004 e successive modifiche, con il quale
sono stati costituiti i tavoli tecnici al fine di rideterminare le
classi dei corsi di studio ai sensi del decreto ministeriale n.
270/2004, composti dai presidenti delle conferenze dei presidi delle
facolta’ interessate e dai presidenti degli ordini professionali
interessati;
Preso atto, in particolare, di quanto il Comunicato di Bergen
prevede circa gli schemi di riferimento per i titoli e circa la
specificazione degli obiettivi didattici in termini di risultati di
apprendimento attesi;
Sentita la Conferenza dei rettori delle universita’ italiane
(CRUI) per quanto riguarda il termine di cui all’art. 13, comma 2 del
decreto ministeriale n. 270/2004 e vista la mozione della stessa del
7 marzo 2006;
Visti i pareri del Consiglio universitario nazionale (CUN), resi
nelle adunanze del 14-15 e del 20-21-22 dicembre 2005 e nell’adunanza
dell’11 gennaio 2006;
Visti i pareri del Consiglio nazionale degli studenti
universitari (CNSU), del 1°-2 settembre 2005 e del 3 febbraio 2006;
Acquisiti i pareri della VII commissione permanente del Senato
della Repubblica e della VII commissione permanente della Camera dei
deputati, resi rispettivamente il 21 febbraio 2006 ed il 1° marzo
2006;
Considerato che tra le classi dei corsi di laurea magistrale, di
cui all’allegato, sono ricompresi i corsi di laurea magistrale in
farmacia e farmacia industriale (classe LM-13), in medicina e
chirurgia (classe LM-41), in medicina veterinaria (classe LM-42), in
odontoiatria e protesi dentaria (classe LM-46), regolati da direttive
dell’Unione europea, che non prevedono per tali corsi titoli
universitari di primo livello;
Ritenuta altresi’ l’opportunita’ di confermare per la classe LM-4
architettura e ingegneria edile-architettura ai sensi dell’art. 6,
comma 3 del decreto ministeriale n. 270/2004 la possibilita’ per le
universita’ di attivare il corso di studio di architettura e
ingegneria edile-architettura, regolato da normative dell’Unione
europea, sulla base di un percorso formativo a ciclo unico di durata
quinquennale;
Rilevato che il decreto del Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca 16 marzo 2006 concernente la
determinazione delle classi di laurea magistrale e’ stato restituito
con osservazioni dalla Corte dei conti con nota del 5 maggio 2006,
prot. n. 106/94, e che lo stesso e’ stato ritirato dal Ministro
dell’universita’ e della ricerca con nota 3741.8.7 Gab. del 22 maggio
2006;
Ritenuto opportuno procedere ad alcune modifiche ed integrazioni
al testo del decreto stesso;
Sentita la Conferenza dei rettori delle universita’ italiane
(CRUI) per quanto riguarda il termine di cui all’art. 13, comma 2 del
decreto ministeriale n. 270/2004;
Visto il parere del Consiglio universitario nazionale (CUN), reso
nell’adunanza del 4 e 5 ottobre 2006;
Visto il parere del Consiglio nazionale degli studenti
universitari (CNSU), dell’8 novembre 2006;
Acquisiti i pareri della VII commissione permanente del Senato
della Repubblica e della VII commissione permanente della Camera dei
deputati, resi rispettivamente il 17 gennaio 2007 ed il 18 gennaio
2007;
Decreta:
Art. 1.
1. Il presente decreto definisce, ai sensi dell’art. 4 del
decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, le classi dei corsi di
laurea magistrale individuate nell’allegato, che ne costituisce parte
integrante, e si applica a tutte le universita’ statali e non
statali, ivi comprese le universita’ telematiche.
2. Le universita’, nell’osservanza dell’art. 9 del predetto
decreto ministeriale, procedono all’istituzione dei corsi di laurea
magistrale individuando, in sede di ordinamento didattico, le classi
di appartenenza. Non possono essere istituiti due diversi corsi di
laurea magistrale afferenti alla medesima classe qualora le attivita’
formative dei rispettivi ordinamenti didattici non si differenzino
per almeno 30 crediti.
3. Qualora l’ordinamento didattico di un corso di laurea
magistrale soddisfi i requisiti di due classi differenti,
l’universita’ puo’ istituire il corso di laurea magistrale come
appartenente ad ambedue le classi, fermo restando che ciascuno
studente indica al momento dell’immatricolazione la classe entro cui
intende conseguire il titolo di studio. Lo studente puo’ comunque
modificare la sua scelta, purche’ questa diventi definitiva al
momento dell’iscrizione al secondo anno.
4. I regolamenti didattici di ateneo, disciplinanti gli
ordinamenti didattici dei corsi di studio di cui al comma 1, sono
redatti in conformita’ alle disposizioni di cui all’art. 11 del
decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, e del presente decreto.
5. In attuazione del comma 4 le universita’ modificano i vigenti
regolamenti didattici di ateneo a decorrere dall’anno accademico
2008/2009 ed entro l’anno accademico 2009/2010. A decorrere dall’anno
accademico 2010/2011 le classi di laurea specialistica di cui al
decreto ministeriale 28 novembre 2000 (Gazzetta Ufficiale n. 17 del
23 gennaio 2001) sono soppresse, fatto salvo quanto previsto
nell’art. 7.
6. Le modifiche sono approvate dalle universita’ in tempo utile
per assicurare l’avvio dei corsi di laurea magistrale con i nuovi
ordinamenti all’inizio di ciascun anno accademico.
7. Le modifiche possono riguardare anche singoli corsi di laurea
magistrale ma devono comunque prevedere l’adeguamento contemporaneo
di tutti i corsi di laurea magistrale attivati nella medesima classe.
8. L’attivazione di corsi di laurea magistrale afferenti alle
classi di cui al presente decreto deve prevedere la contestuale
disattivazione da parte dell’ateneo dei paralleli corsi di laurea
specialistica afferenti alle classi di cui al decreto ministeriale
28 novembre 2000.
9. Le universita’ di norma attivano corsi di studio con i nuovi
ordinamenti di cui al presente decreto, mediante apposite
deliberazioni, ai sensi dell’art. 9, comma 2, del decreto
ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, tenendo conto delle esigenze
che insegnamenti corrispondenti ad almeno 60 crediti siano tenuti da
professori o ricercatori inquadrati nei relativi settori
scientifico-disciplinari e di ruolo presso l’ateneo, ovvero in ruolo
presso altri atenei sulla base di specifiche convenzioni tra gli
atenei interessati. Nessun professore o ricercatore di ruolo puo’
essere conteggiato in totale piu’ di due volte per insegnamenti
comunque tenuti in corsi di laurea o in corsi di laurea magistrale,
sia nel proprio che in altri atenei.

Art. 2.
1. I regolamenti didattici di ateneo disciplinano le modalita’
attraverso le quali un corso di laurea magistrale puo’ essere
realizzato con il concorso di piu’ facolta’ della stessa universita’
o di piu’ universita’.

Art. 3.
1. Per ogni corso di laurea magistrale i regolamenti didattici di
ateneo determinano un numero intero di crediti assegnati a ciascuna
attivita’ formativa, specificando quali di essi contribuiscono al
rispetto delle condizioni previste negli allegati al presente
decreto. A tale scopo, limitatamente alle attivita’ formative
previste nell’art. 10, comma 4, del decreto ministeriale 22 ottobre
2004, n. 270, sono indicati il settore o i settori
scientifico-disciplinari di riferimento e il relativo ambito
disciplinare.
2. I regolamenti didattici di ateneo stabiliscono il numero di
crediti da assegnare ai settori scientifico-disciplinari ricompresi
in ambiti disciplinari per i quali il numero stesso non sia
specificato nell’allegato.
3. Limitatamente alle attivita’ formative caratterizzanti,
qualora negli allegati siano indicati piu’ di tre ambiti disciplinari
per ciascuno dei quali non sia stato specificato il numero minimo dei
relativi crediti, i regolamenti didattici di ateneo individuano per
ciascun corso di studio i settori scientifico-disciplinari afferenti
ad almeno tre ambiti, funzionali alla specificita’ del corso stesso,
ai quali riservare un numero adeguato di crediti.
4. Gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea devono
assicurare agli studenti una solida preparazione sia nelle discipline
di base, ove previste, che in quelle caratterizzanti, garantendo loro
la possibilita’ di un approfondimento critico degli argomenti anche
evitando la dispersione del loro impegno su un numero eccessivo di
discipline, di insegnamenti o dei relativi moduli. Devono altresi’
assicurare agli studenti la possibilita’ di svolgere tutte le
attivita’ formative di cui all’art. 10, comma 5, del decreto
ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, fissando, per quelle previste
alle lettere a) e b), un numero minimo totale di crediti
rispettivamente pari a 8 e a 12.
5. Per quanto riguarda le attivita’ formative autonomamente
scelte dallo studente, ai sensi dell’art. 10, comma 5, lettera a) del
decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, i regolamenti didattici
di ateneo assicurano la liberta’ di scelta tra tutti gli insegnamenti
attivati nell’ateneo, consentendo anche l’acquisizione di ulteriori
crediti formativi nelle discipline di base, ove previste, e
caratterizzanti.
6. I regolamenti didattici di ateneo determinano i casi in cui la
tesi di laurea magistrale e’ redatta in lingua straniera.
7. Nel definire gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea
magistrale, le universita’ specificano gli obiettivi formativi in
termini di risultati di apprendimento attesi, con riferimento al
sistema di descrittori adottato in sede europea e individuano gli
sbocchi professionali anche con riferimento alle attivita’
classificate dall’ISTAT.
8. Relativamente al trasferimento degli studenti da un corso di
laurea magistrale ad un altro, ovvero da un’universita’ ad un’altra,
i regolamenti didattici assicurano il riconoscimento del maggior
numero possibile dei crediti gia’ maturati dallo studente, secondo
criteri e modalita’ previsti dal regolamento didattico del corso di
laurea magistrale di destinazione, anche ricorrendo eventualmente a
colloqui per la verifica delle conoscenze effettivamente possedute.
Il mancato riconoscimento di crediti deve essere adeguatamente
motivato.
9. Esclusivamente nel caso in cui il trasferimento dello studente
sia effettuato tra corsi di laurea magistrale appartenenti alla
medesima classe, la quota di crediti relativi al medesimo settore
scientifico-disciplinare direttamente riconosciuti allo studente non
puo’ essere inferiore al 50% di quelli gia’ maturati. Nel caso in cui
il corso di provenienza sia svolto in modalita’ a distanza, la quota
minima del 50% e’ riconosciuta solo se il corso di provenienza
risulta accreditato ai sensi del regolamento ministeriale di cui
all’art. 2, comma 148, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262,
convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.

Art. 4.
1. Le competenti strutture didattiche determinano, con il
regolamento didattico del corso di laurea magistrale, l’elenco degli
insegnamenti e delle altre attivita’ formative di cui all’art. 12,
comma 2, del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, secondo
criteri di stretta funzionalita’ con gli obiettivi formativi
specifici del corso.
2. Le universita’ garantiscono l’attribuzione a ciascun
insegnamento attivato di un congruo numero intero di crediti
formativi, evitando la parcellizzazione delle attivita’ formative. In
ciascun corso di laurea magistrale, fatti salvi quelli regolati da
normative dell’Unione europea, non possono comunque essere previsti
in totale piu’ dodici esami o valutazioni finali di profitto, anche
favorendo prove di esame integrate per piu’ insegnamenti o moduli
coordinati. In tal caso i docenti titolari degli insegnamenti o
moduli coordinati partecipano alla valutazione collegiale complessiva
del profitto dello studente con modalita’ previste nei regolamenti
didattici di ateneo ai sensi dell’art. 11, comma 7, lettera d), e
dell’art. 12, comma 2, lettera d), del decreto ministeriale
22 ottobre 2004, n. 270.
3. Nei corsi di laurea magistrale a ciclo unico, di durata
normale di 5 o 6 anni, il numero massimo di esami e’ fissato
rispettivamente in 30 e 36.
4. Gli atenei possono riconoscere, secondo quanto previsto
dall’art. 5, comma 7 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n.
270, le conoscenze e le abilita’ professionali certificate
individualmente ai sensi della normativa vigente in materia, nonche’
le altre conoscenze e abilita’ maturate in attivita’ formative di
livello postsecondario alla cui progettazione e realizzazione
l’universita’ abbia concorso. Il numero massimo di crediti formativi
universitari riconoscibili e’ fissato per ogni corso di laurea
magistrale nel proprio ordinamento didattico e non puo’ comunque
essere superiore a 40. Le attivita’ gia’ riconosciute ai fini della
attribuzione di crediti formativi universitari nell’ambito di corsi
di laurea non possono essere nuovamente riconosciute come crediti
formativi nell’ambito di corsi di laurea magistrale.

Art. 5.
1. Ciascun credito formativo universitario dei corsi di laurea
magistrale corrisponde a 25 ore di impegno medio per studente.
2. I regolamenti didattici di ateneo determinano altresi’ per
ciascun corso di laurea magistrale la quota dell’impegno orario
complessivo che deve rimanere riservata a disposizione dello studente
per lo studio personale o per altre attivita’ formative di tipo
individuale. Tale quota non puo’ comunque essere inferiore al 50%,
dell’impegno orario complessivo, salvo nel caso in cui siano previste
attivita’ formative ad elevato contenuto sperimentale o pratico.
3. Gli studenti che maturano 120 crediti secondo le modalita’
previste nel regolamento didattico del corso di laurea magistrale,
ivi compresi quelli relativi alla preparazione della prova finale,
sono ammessi a sostenere la prova finale e conseguire il titolo di
studio indipendentemente dal numero di anni di iscrizione
all’universita’.

Art. 6.
1. I regolamenti didattici dei corsi di laurea magistrale
determinano i requisiti curricolari che devono essere posseduti per
l’ammissione a ciascun corso di laurea magistrale, ai sensi dell’art.
6, comma 2 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270.
Eventuali integrazioni curricolari in termini di crediti formativi
universitari devono essere acquisite prima della verifica della
preparazione individuale di cui al comma 2.
2. Il regolamento didattico di ateneo fissa le modalita’ di
verifica della adeguatezza della personale preparazione ai fini
dell’ammissione al corso di laurea magistrale, ai sensi dell’art. 6,
comma 2 e dell’art. 11, comma 7, lettera f), del predetto decreto
ministeriale.
3. L’ordinamento didattico di ciascun corso di laurea magistrale
puo’ prevedere una pluralita’ di curricula al fine di favorire
l’iscrizione di studenti in possesso di lauree differenti, anche
appartenenti a classi diverse, garantendo comunque il raggiungimento
degli obiettivi formativi del corso di laurea magistrale.

Art. 7.
1. Le universita’ rilasciano, ai sensi dell’art. 3, comma 1,
lettera a), del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, il
titolo di laurea magistrale con la denominazione della classe di
appartenenza e del corso di laurea magistrale, assicurando che la
denominazione di quest’ultimo corrisponda agli obiettivi formativi
specifici del corso stesso.
2. I regolamenti didattici di ateneo e i regolamenti dei corsi di
studio non possono prevedere denominazioni dei corsi di studio e dei
relativi titoli che facciano riferimento a curricula, indirizzi,
orientamenti o ad altre articolazioni interne dei medesimi corsi.
3. Le universita’ provvedono inoltre a rilasciare, ai sensi
dell’art. 11, comma 8 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n.
270, e con le modalita’ indicate nel decreto ministeriale 30 aprile
2004, prot. 9/2004, e successive integrazioni, come supplemento al
diploma di ogni titolo di studio, un certificato che riporta, anche
in lingua inglese e secondo modelli conformi a quelli adottati dai
Paesi europei, le principali indicazioni relative al curriculum
specifico seguito dallo studente per conseguire il titolo.

Art. 8.
1. Ai sensi dell’art. 13, commi 5 e 6, del decreto ministeriale
22 ottobre 2004, n. 270, le universita’ assicurano la conclusione dei
corsi di studio e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli
ordinamenti didattici previgenti, agli studenti gia’ iscritti ai
corsi alla data di entrata in vigore dei nuovi ordinamenti didattici
e disciplinano altresi’ la facolta’ per i medesimi studenti di optare
per l’iscrizione ai corsi di laurea magistrale afferenti alle classi
di cui al presente decreto.
2. Nel primo triennio di applicazione del presente decreto
modifiche tecniche alle tabelle delle attivita’ formative
indispensabili relative alle classi di corsi di laurea magistrale
contenute nell’allegato sono adottate con decreto ministeriale,
sentito il CUN.
Il presente decreto sara’ inviato ai competenti organi di
controllo e sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 16 marzo 2007
Il Ministro: Mussi

Registrato alla Corte dei conti il 5 giugno 2007
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 4, foglio n. 31

Allegato

—-> vedere allegato da pag. 7 a pag. 91 del S.O. in formato zip/pdf

—-> vedere allegato da pag. 92 a pag. 176 del S.O. in formato zip/pdf

—-> vedere allegato da pag. 177 a pag. 260 del S.O. in formato zip/pdf

MINISTERO DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA – DECRETO 16 Marzo 2007

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