MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI | Architetto.info

MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 11 luglio 2002: Disposizioni per il riconoscimento e il controllo delle organizzazioni dei produttori ortofrutticoli previste dal regolamento CE 2200/96 del Consiglio del 28 ottobre 1996. (GU n. 259 del 5-11-2002)

MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI

DECRETO 11 luglio 2002

Disposizioni per il riconoscimento e il controllo delle
organizzazioni dei produttori ortofrutticoli previste dal regolamento
CE 2200/96 del Consiglio del 28 ottobre 1996.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Visto il regolamento (CEE) n. 1035/72 del Consiglio del 18 maggio
1972, relativo all’organizzazione del mercato nel settore dei
prodotti ortofrutticoli;
Visto il regolamento (CE) n. 2200/96 del Consiglio del 28 ottobre
1996, e le successive modifiche, relativo all’organizzazione del
mercato nel settore dei prodotti ortofrutticoli;
Visto il regolamento (CE) n. 412/97 della Commissione del 3 marzo
1997, che fissa le modalita’ di applicazione del regolamento CE n.
2200/96 del Consiglio, riguardo al riconoscimento delle
organizzazioni di produttori;
Visto il regolamento (CE) n. 478/97 della Commissione del 14 marzo
1997, recante modalita’ di applicazione del regolamento (CE) n.
2200/96 del Consiglio, riguardo al prericonoscimento di gruppi di
produttori;
Visto il regolamento (CE) n. 609/2001 della Commissione del 28
marzo 2001, che abroga il regolamento CE n. 411/97, recante modalita’
di applicazione del regolamento CE n. 2200/96 del Consiglio, riguardo
ai programmi operativi, ai fondi di esercizio e all’aiuto finanziario
comunitario;
Vista la legge 24 aprile 1998, n. 128, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alla Comunita’ europea ed in particolare, l’art. 40 relativo alle
organizzazioni dei produttori nel settore ortofrutticolo;
Vista la legge 5 febbraio 1999, n. 25, art. 16, di modifica dei
commi 7 ed 8 dell’art. 40 della legge 24 aprile 1999, n. 128;
Vista la legge 27 marzo 2001, n. 122, recante disposizioni
modificative e integrative alla normativa che disciplina il settore
agricolo e forestale, e in particolare, l’art. 2;
Vista la legge 20 ottobre 1978, n. 674, recante norme
sull’associazionismo dei produttori agricoli;
Visto il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, concernente
orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma
dell’art. 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57;
Considerato che e’ necessario stabilire i criteri per la
determinazione del valore della produzione commercializzata da
prendere in considerazione ai fini del riconoscimento e del calcolo
del valore del fondo di esercizio, nei casi in cui il fatturato delle
organizzazioni di produttori derivi dalla vendita di prodotto
trasformato;
Considerato che le organizzazioni dei produttori ortofrutticoli
sono regolamentate con normativa comunitaria e nazionale, distinta da
quella destinata alle organizzazioni di produttori degli altri
settori produttivi;
Acquisita l’intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome espressa in data 31
gennaio 2002;
Decreta:
Art. 1.
Finalita’
1. Con il presente decreto, sono definite, ai sensi dell’art. 40
della legge 24 aprile 1998, n. 128, le procedure di accertamento
preliminari al riconoscimento e di verifica del mantenimento dei
requisiti nonche’ del loro funzionamento in conformita’ con il
regolamento (CE) n. 2200/96, svolte dalle regioni e dalle province
autonome di Trento e Bolzano sulle organizzazioni dei produttori
ortofrutticoli, di seguito denominate (OP), sulle loro associazioni,
di seguito denominate (AOP) e sui gruppi di produttori
prericonosciuti, di seguito denominate (GP), fermo restando quanto
previsto dal decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, art. 26,
comma 5.
2. Le attivita’ di controllo, di cui al comma 1, svolte dalle
regioni e province autonome riguardano in particolare:
a) accertamento dei requisiti necessari per riconoscimento delle
OP, delle loro associazioni e dei GP;
b) funzionamento delle predette forme associative;
c) valutazione della gestione del fondo di esercizio;
d) attuazione dei programmi operativi, dei piani di
riconoscimento e l’utilizzo dei relativi contributi pubblici.

Art. 2.
Forma societaria
1. Le organizzazioni di produttori, costituite in forma di societa’
di capitali, ai sensi dell’art. 26 del decreto legislativo n.
228/2001, adottano regolamenti interni, facenti parte integrante
degli statuti, atti a garantire il rispetto delle disposizioni di cui
all’art. 11, paragrafo 1, lettera d), punto 3, del regolamento (CE)
n. 2200/96.

Art. 3.
Procedure per la verifica dei requisiti per il riconoscimento
delle organizzazioni di produttori
1. La richiesta di riconoscimento, ai fini del presente decreto, e’
presentata da ciascuna organizzazione di produttori, a firma del
proprio legale rappresentante, alla regione o alla provincia autonoma
nel cui territorio l’OP realizza la produzione allo stato fresco che
concorre a formare il maggior valore di produzione
commercializzabile, cosi’ come definita dall’art. 2 del regolamento
(CE) n. 412/97, di seguito denominata “Regione capofila”. Alla
richiesta di riconoscimento e’ allegata la documentazione comprovante
la presenza dei requisiti richiesti dal citato regolamento
comunitario n. 2200/96 e delle condizioni minime per il
riconoscimento stabilite dall’art. 40, commi 2, 7 ed 8 della legge 24
aprile 1998, n. 128, e successive modificazioni. Nell’allegato al
presente decreto sono indicate le regioni dove, ai sensi della legge
27 marzo 2001, n. 122, art. 2, comma 2, si applicano i requisiti
minimi previsti dal regolamento (CE) n. 412/97.
2. Le regioni e province autonome verificano la presenza dei
requisiti, di cui al comma 1, sulla base della documentazione
presentata, attraverso un apposito programma informatico messo a
disposizione dal Ministero delle politiche agricole e forestali e dal
SIAN, nonche’ attraverso accertamenti in loco. In particolare detti
accertamenti riguardano:
a) il valore della produzione commercializzabile, di cui al comma
1, da prendere in considerazione ai fini del riconoscimento. Nel caso
di prodotti trasformati, tale valore e’ pari al 90% del fatturato per
i prodotti surgelati, all’85% del fatturato per i trasformati
derivati da frutta e agrumi e all’80% del fatturato per i trasformati
derivati dal pomodoro ed altri ortaggi;
b) il rispetto delle condizioni previste dall’art. 11, paragrafo
2 del regolamento (CE) n. 2200/96;
c) la rispondenza delle superfici e delle relative produzioni
dichiarate dalle OP, mediante accertamenti in loco che interessano un
campione variabile, a seconda delle dimensioni dell’OP, non inferiore
al 5% della superficie dichiarata, fino a 1.000 ettari, ed all’1% in
caso di superfici eccedenti tale limite;
d) i risultati dei controlli svolti sul campione, di cui alla
lettera c), vengono estesi, per proiezione, alla totalita’ dei
produttori aderenti all’OP richiedente il riconoscimento ed alle
relative superfici e produzioni dichiarate, al fine di stabilire il
rispetto dei requisiti prescritti.
3. Le regioni e le province autonome svolgono le attivita’, di cui
al comma 2, in tempo utile per poter assumere la decisione in merito
al riconoscimento entro tre mesi dalla richiesta, ai sensi dell’art.
12 del regolamento (CE) n. 2200/96. Qualora ricorrano obiettive
condizioni di difficolta’ operativa per l’effettuazione degli
accertamenti, ovvero ricorrano le condizioni di cui al comma 4, fermo
restando il termine per il riconoscimento, gli accertamenti medesimi
possono essere conclusi entro il sesto mese successivo alla data del
riconoscimento, in tal caso l’OP beneficia di eventuali aiuti ad
avvenuta conclusione degli accertamenti. Gli accertamenti a campione
riguardano i dati anagrafici e catastali dichiarati e le superfici.
4. Qualora l’OP abbia soci in piu’ regioni o province autonome, i
relativi accertamenti saranno effettuati dalle regioni competenti su
richiesta della regione capofila secondo il campione di cui al comma
2, lettera c), nel caso in cui la regione non corrisponda alla
richiesta di accertamento entro il termine di trenta giorni, o
qualora comunichi l’impossibilita’ ad assolvere alla richiesta entro
tale termine, la regione capofila, sentita la regione competente,
individua le procedure necessarie al soddisfacimento dell’istruttoria
stessa, prevedendo, se del caso, di effettuare gli accertamenti con
proprio personale.
5. Le regioni e le province autonome comunicano il riconoscimento
delle OP al Ministero entro trenta giorni dalla data del
riconoscimento stesso.

Art. 4.
Riconoscimento delle AOP
1. Per quanto attiene alle AOP, in attuazione dell’art. 40, comma
3, della legge n. 128/1998, la richiesta di riconoscimento, ai sensi
del presente decreto e’ presentata alla regione o alla provincia
autonoma nel cui territorio l’AOP realizza la produzione allo stato
fresco che concorre a formare il maggior valore di produzione
commercializzabile, cosi’ come definita dall’art. 2 del regolamento
(CE) n. 412/97.
2. Le AOP, la cui forma societaria e’ stabilita ai sensi dell’art.
26 del decreto legislativo n. 228/2001, costituite da almeno due
organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi dell’art. 11 del
regolamento (CE) n. 2200/96, possono associare anche gruppi di
produttori prericonosciuti ai sensi dell’art. 14 del medesimo
regolamento, a tal fine il …

[Continua nel file zip allegato]

MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Architetto.info