Misura di salvaguardia per le aree a pericolosita' e a rischio di frana molto elevato individuate e perimetrate nel "Piano straordinario per la rimozione delle situazioni a rischio idrogeologico piu' alto - rischio di frana nel bacino del fiume Arno". (Deliberazioni n. 135 del 27 ottobre 1999 | Architetto.info

Misura di salvaguardia per le aree a pericolosita’ e a rischio di frana molto elevato individuate e perimetrate nel “Piano straordinario per la rimozione delle situazioni a rischio idrogeologico piu’ alto – rischio di frana nel bacino del fiume Arno”. (Deliberazioni n. 135 del 27 ottobre 1999

Misura di salvaguardia per le aree a pericolosita' e a rischio di frana molto elevato individuate e perimetrate nel "Piano straordinario per la rimozione delle situazioni a rischio idrogeologico piu' alto - rischio di frana nel bacino del fiume Arno". (Deliberazioni n. 135 del 27 ottobre 1999 e n. 136 del 10 novembre 1999).

AUTORITA’ DI BACINO DEL FIUME ARNO
COMUNICATO
Misura di salvaguardia per le aree a pericolosita’ e a rischio di
frana molto elevato individuate e perimetrate nel “Piano
straordinario per la rimozione delle situazioni a rischio
idrogeologico piu’ alto – rischio di frana nel bacino del fiume
Arno”. (Deliberazioni n. 135 del 27 ottobre 1999 e n. 136 del 10
novembre 1999).
IL COMITATO ISTITUZIONALE
(Omissis);
Delibera:
Art. 1.
Misure di salvaguardia – rischio da frana
1. Ai sensi dell’art. 1, comma 1-bis, della legge n. 267/1998, come
inserito dall’art. 9 della legge n. 226/1999, ed in applicazione
della legge n. 183/1989, art. 17, comma 3, lettera d), e comma 6-
bis, come aggiunto dall’art. 12 della legge n. 493/1993, in
connessione ed integrazione con il “Piano straordinario per la
rimozione delle situazioni a rischio idrogeologico piu’ alto nel
bacino di rilievo nazionale del fiume Arno” approvato dal Comitato
istituzionale dell’Autorita’ di bacino dell’Arno con delibera n.
134, sono adottate le misure di salvaguardia per le aree a
pericolosita’ e a rischio da frana molto elevato, come individuate
e perimetrate nella cartografia di cui all’allegato n. 1 secondo il
testo di cui agli articoli seguenti.
2. Le misure di salvaguardia si applicano quindi alle aree del
bacino idrografico di rilievo nazionale del fiume Arno ubicate nei
territori delle province di Arezzo, Firenze, Pisa, Pistoia, Prato,
Siena, nei seguenti comuni:
Bibbiena, Castel San Niccolo’, Cerreto Guidi, Chitignano,
Chiusidella Verna, Loro Ciuffenna, Montemignaio, Poppi,
Pratovecchio, Terranuova Bracciolini, Bagno a Ripoli, Capraia e
Limite, Certaldo, Dicomano, Fiesole, Gambassi, Montespertoli,
Pelago, Palaia, Pescia, Quarrata, Prato, Vernio, Montepulciano,
Poggibonsi.
Art. 2.
Misure di salvaguardia per le aree a rischio di frana molto
elevato (R.F.4)
1. Ai sensi del decreto-legge n. 180/1998, convertito dalla legge
n. 267/1998 e come modificato dalla legge n. 226/1999, all’interno
delle aree individuate e perimetrate nella allegata cartografia con
la sigla P.F.4. (“pericolosita’ di frana molto elevata”) sono
soggetti alle presenti misure di salvaguardia gli insediamenti
compatti e le infrastrutture di maggior rilievo, ricadenti nelle
aree esplicitamente indicate con la sigla R.F.4. (“rischio di frana
molto elevato”), sia gli altri insediamenti, gli edifici sparsi, le
infrastrutture esistenti, nonche’ le zone omogenee B , C , D e la
zona F limitatamente alle attrezzature generali ad esclusione dei
parchi, ai sensi del decreto interministeriale n. 1444/1968, ovvero
zone ad esse assimilabili riferite agli strumenti urbanistici
comunali vigenti al momento dell’entrata in vigore delle presenti
misure di salvaguardia, che sono da considerarsi comunque come aree
R.F.4. anche se non evidenziate con specifico perimetro in
cartografia.
2. Nelle aree R.F.4. di cui al comma 1 sono consentiti gli
interventi di bonifica e di sistemazione dei movimenti franosi,
previo parere favorevole dell’Autorita’ di bacino in merito alla
compatibilita’ degli stessi rispetto alle previsioni generali di
sistemazione dell’area e all’organizzazione degli interventi di
messa in sicurezza.
3. All’interno delle aree R.F.4. sono consentiti esclusivamente i
seguenti interventi di carattere edilizio, infrastrutturale o di
trasformazione morfologica:
3 a) gli interventi di demolizione senza ricostruzione, di
manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro, di risanamento
conservativo, cosi’ come definiti alle lettere a) , b) e c)
dell’art. 31 della legge n. 457/1978 e successive modifiche e
integrazioni;
3 b) gli interventi di ristrutturazione edilizia, cosi’ come
definiti alla lettera d) dell art. 31 della legge n. 457/1978 e
successive modifiche e integrazioni, che non comportino aumento di
superficie o di volume ne’ aumento del carico urbanistico;
3 c) gli interventi sugli edifici esistenti, finalizzati a ridurre
la vulnerabilita’, a migliorare la tutela della pubblica
incolumita’, senza aumenti di superficie e volume, ne’ cambiamenti
di destinazione d’uso, che non comportino aumento del carico
urbanistico;
3 d) gli interventi di adeguamento o ristrutturazione delle opere e
infrastrutture pubbliche, nonche’ della viabilita’ e della rete dei
servizi privati esistenti non delocalizzabili, purche’ siano
realizzati senza aggravare le condizioni di instabilita’ e non
compromettano la possibilita’ di realizzare la bonifica del
movimento franoso;
3 e) gli interventi necessari per la manutenzione ordinaria di
opere pubbliche o di interesse pubblico;
3 f) i nuovi interventi relativi a infrastrutture pubbliche o di
interesse pubblico riferite a servizi essenziali, purche’ siano
realizzati gli interventi necessari per la bonifica e la
sistemazione del movimento franoso, previo parere favorevole
dell’Autorita’ di bacino.
Art. 3.
Misure di salvaguardia
per le aree a pericolosita’ di frana molto elevata (P.F.4)
1. In relazione alle specifiche condizioni idrogeologiche, alla
tutela dell’ambiente e alla prevenzione contro presumibili effetti
dannosi di interventi antropici, ai sensi dell’art. 17, comma 6 –
bis, della legge 11 maggio 1989, n. 183, sono soggetti alle
presenti misure di salvaguardia le aree individuate e perimetrate
nell’allegata cartografia con la sigla P.F.4 (“pericolosita’ di
frana molto elevata”).
2. Nelle aree P.F.4, di cui al comma 1 del presente articolo, sono
consentiti gli interventi di bonifica e sistemazione dei movimenti
franosi, previo parere favorevole dell’Autorita’ di bacino sulla
compatibilita’ rispetto alle previsioni generali di sistemazione
dell’area e all’organizzazione degli interventi di messa in
sicurezza.
3. Le approvazioni di opere pubbliche nelle zone omogenee A non
urbanizzate, F a parco, nonche’ nelle zone con esclusiva o
prevalente funzione agricola, di cui alla legge regionale della
Toscana 14 aprile 1995, n. 64, all’interno delle aree P.F.4,
possono essere relative a nuovi interventi a condizione che siano
realizzate le opere di bonifica e di sistemazione dei movimenti
franosi previo parere favorevole dell’Autorita’ di bacino
sull’idoneita’ dello studio e degli interventi di messa in
sicurezza previsti.
Art. 4.
Integrazioni e modifiche delle presenti misure di salvaguardia
1. Ai fini della modifica del perimetro delle aree di cui agli
articoli precedenti delle presenti misure di salvaguardia gli enti
locali interessati inoltrano all’Autorita’ di bacino specifiche
richieste corredate dalla documentazione che dimostri il
superamento delle condizioni di pericolosita’ e/o di rischio, anche
in seguito alla realizzazione di interventi. La modifica del
perimetro delle aree e’ approvata dall’Autorita’ di bacino.
2. L’Autorita’ di bacino procede periodicamente alla verifica delle
perimetrazioni sulla base dell’aggiornamento del quadro
conoscitivo. 3. Ai fini di quanto previsto ai commi 1 e 2 del
presente articolo una prima verifica potra’ essere effettuata entro
sei mesi dall’approvazione del presente atto.
4. Il segretario generale e’ delegato agli adempimenti ed alle
modifiche previsti dal presente articolo e provvedera’ con proprio
atto alle integrazioni ed alle modifiche, sottoponendo le stesse al
parere del comitato tecnico nei casi di particolare rilevanza,
dandone comunicazione al Comitato istituzionale nelle prime sedute
utili.
Art. 5.
Gli elaborati cartografici di cui agli articoli precedenti, come
specificati in premessa, sono depositati ai fini della
consultazione presso l’Autorita’ di bacino del fiume Arno ed anche,
per la parte di territorio di competenza, presso i comuni
interessati.
La misura di salvaguardia sara’ notificata agli enti locali nei
confronti dei quali la stessa e’ destinata ad esplicare efficacia e
sara’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
e nei bollettini regionali della Toscana e dell’Umbria.
Il segretario generale:
Nardi

Misura di salvaguardia per le aree a pericolosita’ e a rischio di frana molto elevato individuate e perimetrate nel “Piano straordinario per la rimozione delle situazioni a rischio idrogeologico piu’ alto – rischio di frana nel bacino del fiume Arno”. (Deliberazioni n. 135 del 27 ottobre 1999

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