Modalita' di applicazione del divieto di vinificazione delle uve da tavola e per la vinificazione delle uve di cui all'art. 28, par. 1, regolamento (CE) n. 1493/1999 | Architetto.info

Modalita’ di applicazione del divieto di vinificazione delle uve da tavola e per la vinificazione delle uve di cui all’art. 28, par. 1, regolamento (CE) n. 1493/1999

Modalita' di applicazione del divieto di vinificazione delle uve da tavola e per la vinificazione delle uve di cui all'art. 28, par. 1, regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
DECRETO 19 dicembre
2000
Modalita’ di applicazione del divieto di vinificazione delle uve
da tavola e per la vinificazione delle uve
di cui all’art. 28, par. 1,
regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio.
IL MINISTRO DELLE
POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Visto il regolamento (CE) n. 1493/1999
del Consiglio, relativo
all’organizzazione comune del mercato del
settore vitivinicolo;
Visto il regolamento (CE) n. 1622/2000 della
Commissione che fissa
talune modalita’ di applicazione del regolamento
(CE) n. 1493/1999 e
in particolare l’art. 2, par. 1, che dispone il
divieto di vinificare
uve da tavola;
Visto il decreto legislativo 10
agosto 2000, n. 260 recante
disposizioni sanzionatorie in applicazione
del regolamento (CE) n.
1493/1999 ed in particolare l’art. 1, par.
2;
Visto il decreto del Ministro delle risorse agricole, alimentari
e
forestali 16 maggio 1997, concernente il divieto di
vinificazione
delle uve da tavola e modalita’ applicative per la
vinificazione
delle uve a duplice attitudine, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana n. 131 del 7 giugno
1997;
Visto il decreto del Ministro per le politiche agricole 6
agosto
1997, concernente l’applicazione del divieto di vinificazione
delle
uve da tavola di cui all’art. 36, par. 1, del regolamento (CEE)
n.
822/1987, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica
italiana n. 190 del 16 agosto 1997;
Visto il decreto del
Ministro delle politiche agricole e forestali
11 ottobre 1999, n.
35686, concernente il registro nazionale delle
varieta’ di vite
istituito a norma del citato decreto del Presidente
della Repubblica
n. 1164/1969;
Visto il regolamento (CEE) della Commissione n.
2238/1993 del
Consiglio dell’unione del 26 luglio 1993 relativo ai
documenti che
scortano il trasporto dei prodotti e alla tenuta dei
registri nel
settore vitivinicolo;
Considerata la necessita’ di
individuare i quantitativi normalmente
vinificati delle uve di alcune
varieta’ di viti che figurano nella
classificazione, per la stessa
unita’ amministrativa, come varieta’ a
duplice attitudine e cioe’ sia
come varieta’ ad uve da vino sia come
varieta’ destinate ad altro
uso;
Considerato che i quantitativi di uve eccedenti quelli ammessi
per
la produzione di vino da tavola appartenenti alle varieta’ a
duplice
attitudine ed i prodotti da essi ottenuti nonche’ le uve da
tavola ed
i prodotti da esse ottenuti costituiscono, per le
loro
caratteristiche intrinseche, materie prime particolarmente
idonee,
tal quali od in miscela, alla trasformazione in quei
prodotti
disciplinati dal reg. (CEE) n. 822/1987 e dal reg. (CE) n.
1493/1999
per i quali e’ prescritta, invece, l’esclusiva utilizzazione
di uve
da vino e che, pertanto, potrebbe essere perturbato il
normale
equilibrio del mercato di questi ultimi prodotti ed il
connesso
regime dei benefici previsto dai regolamenti
comunitari;
Considerata la necessita’, ai fini dei controlli, che le
attivita’
di trasformazione delle uve e dei prodotti dalle stesse
ottenuti
provenienti da varieta’ classificate per la produzione di
vino, a
duplice attitudine e da tavola siano effettuate in
stabilimenti a
cio’ appositamente destinati, in conformita’ alla
diversa
regolamentazione cui soggiacciono detti prodotti
nell’ambito
dell’organizzazione comune di mercato del settore
vitivinicolo;
Ritenuta l’urgenza di predisporre gli strumenti atti a
garantire
l’efficacia dei controlli sulla trasformazione e sulla
circolazione
delle uve da tavola;
Visto il parere espresso dalla
conferenza Stato-Regioni nella
seduta del 12 ottobre 2000, repertorio
n. 1042;
Decreta:
Art. 1.

1. Ai fini del presente decreto si
definiscono:
a) “autorita’ di controllo”:
1) le Regioni e le Province
autonome di Trento e di Bolzano –
Assessorato all’agricoltura;
2) il
Ministero delle politiche agricole e forestali – Uffici
periferici
dell’Ispettorato centrale repressione frodi;
3) il Comando Carabinieri
tutela norme comunitarie e
agroalimentari;
b) “documenti di
accompagnamento e registri”: i documenti di
accompagnamento ed i
registri emessi, tenuti e conservati a norma del
regolamento (CEE) n.
2238/1993 e del decreto interministeriale
19 dicembre 1994, n.
768.

Art. 2.
1. In conformita’ dell’art. 28, paragrafi 1 e 2 del
regolamento
(CE) n. 1493/1999, i quantitativi massimi di uve –
raccolti da
varieta’ classificate, nel registro nazionale delle
varieta’ di viti,
sia come varieta’ ad uve da vino che come varieta’
ad uve da tavola –
che possono essere trasformati in vino da tavola,
sono cosi’
determinati:
40 quintali per ettaro di uve della varieta’
“Moscato di
Terracina” raccolte nella provincia di Latina;
100
quintali per ettaro di uve delle varieta’ “Regina” e “Regina
dei
vigneti” raccolte nella provincia di Chieti.
2. I quantitativi delle
uve delle varieta’ “Moscato di Terracina”
raccolte nella provincia di
Latina nonche’ delle varieta’ “Regina” e
“Regina dei vigneti” raccolte
nella provincia di Chieti che eccedono
quelli massimi stabiliti al
comma 1, e che non sono destinati al
consumo umano diretto possono
essere trasformati in vino in
conformita’ delle disposizioni
comunitarie e di quelle contenute nel
presente decreto.
3. Le Regioni
e le Province autonome comunicano all’ufficio
periferico
dell’Ispettorato centrale repressione frodi competente per
territorio
l’elenco dei produttori delle uve di cui al presente
articolo e delle
relative superfici vitate.

Art. 3.
1. Le distillerie, all’atto del
ricevimento del vino di cui
all’art. 2, comma 2, consegnato dai
soggetti obbligati, devono
rilasciare un’attestazione mediante
bolletta conforme al modello A,
allegato al presente decreto, da
copiare a ricalco di cinque copie.
2. Qualora la distillazione venga
effettuata dal produttore
vinicolo stesso quale distillatore
riconosciuto in conformita’ della
normativa comunitaria l’attestazione
di cui al precedente comma viene
rilasciata dall’ufficio periferico
dell’Ispettorato centrale
repressione frodi territorialmente
competente.
3. Le bollette da compilarsi a cura del titolare della
distilleria
devono essere numerate progressivamente e timbrate
dall’ufficio
periferico dell’Ispettorato centrale repressione frodi
competente per
territorio.

Art. 4.
1. Le uve da tavola ed i prodotti
da esse ottenuti devono essere
direttamente avviati per la detenzione
e la successiva trasformazione
in stabilimenti a cio’ appositamente
destinati e differenti dagli
stabilimenti ove sono sia trasformati sia
detenuti le uve da vino ed
i prodotti ottenuti dalla trasformazione
delle uve da vino.
2. I quantitativi di uve di cui all’art. 2, comma
2, ed i prodotti
da esse ottenuti devono essere direttamente avviati
per la detenzione
e la successiva trasformazione in stabilimenti a
cio’ appositamente
destinati e differenti dagli stabilimenti ove sono
sia trasformati
sia detenuti le uve da vino ed i prodotti ottenuti
dalla
trasformazione delle uve da vino medesime.
3. Le uve da tavola
ed i prodotti da esse ottenuti devono essere
direttamente avviati per
la detenzione e la successiva trasformazione
in stabilimenti a cio’
appositamente destinati e differenti dagli
stabilimenti ove sono sia
trasformati sia detenuti i quantitativi di
uve di cui all’art. 2,
comma 2, nonche’ i prodotti da esse ottenuti.
4. Per stabilimenti a
cio’ appositamente destinati e differenti si
intendono anche:
a) le
distillerie;
b) gli stabilimenti confinanti con gli stabilimenti ove
si
detengono le uve da vino ed i prodotti da esse ottenuti
purche’,
lungo il confine fra i due stabilimenti, sia presente un muro
in
cemento armato di altezza non inferiore a cinquanta
centimetri
sormontato da una recinzione metallica di altezza non
inferiore a
3,50 metri.

Art. 5.
1. La detenzione e la trasformazione
delle uve da tavola e delle
uve di cui all’art. 2, comma 2, nonche’
dei prodotti da esse
ottenuti, negli stabilimenti a cio’ appositamente
destinati di cui
all’art. 4, e’ subordinata ad una dichiarazione
d’inizio attivita’ –
di seguito denominata dichiarazione -, da
presentarsi alla Regione o
alla Provincia autonoma competente per il
territorio in cui e’
situato lo stabilimento, almeno trenta giorni
prima dell’inizio
dell’attivita’ ed a mezzo lettera raccomandata
a.r.
2. La dichiarazione deve essere presentata singolarmente
per
ciascuno stabilimento in cui si intendono effettuare le operazioni
di
cui ai commi precedenti.
3. Nella dichiarazione deve essere
indicato:
a) le generalita’ del rappresentante legale, la ragione
sociale,
la sede legale ed amministrativa della societa’ nonche’
l’indirizzo
completo dello stabilimento di trasformazione;
b) la
natura delle materie prime da trasformare nello
stabilimento,
specificandone l’origine e la categoria;
c) la dettagliata descrizione
delle trasformazioni che si
intendono effettuare;
d) la natura dei
prodotti trasformati che saranno
commercializzati, specificandone la
categoria e la destinazione;
e) i quantitativi di materie prime che
saranno presumibilmente
lavorati annualmente.
4. Alla dichiarazione
devono essere allegati, costituendone parte
integrante:
a) planimetria
dello stabilimento in cui avverranno le
lavorazioni, con indicazione
della capacita’ e del numero dei
recipienti fissi e mobili
utilizzabili per le operazioni che si
intendono effettuare;
b) una
descrizione delle attrezzature disponibili per le
operazioni indicate
nella dichiarazione;
c) certificato di iscrizione alla Camera di
commercio, industria,
agricoltura ed artigianato;
d) copia conforme
dell’autorizzazione sanitaria.
5. L’autorita’ competente a ricevere la
dichiarazione ne trasmette
la copia, con i mezzi piu’ rapidi, alle
autorita’ di controllo
elencate all’art. 1.

Art. 6.
1. Qualsiasi
variazione tecnico-amministrativa relativa a quanto
dichiarato, cosi’
come la cessata attivita’ deve essere comunicata
dalla ditta
interessata all’Autorita’ c…

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