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Modalità di applicazione del regolamento (CE)n.1493/1999

Modalità di applicazione del regolamento (CE)n.1493/1999 relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo,in particolare in ordine al titolo relativo ai vini di qualità prodotti in regioni determinate.

REGOLAMENTO (CE)N.1607/2000 DELLA COMMISSIONE
del 24 luglio
2000
recante modalità di applicazione del regolamento (CE)n.1493/1999
relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo,in
particolare in ordine al titolo relativo ai vini di qualità prodotti
in regioni determinate
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il
trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento
(CE)n.1493/1999 del Consiglio,del 17
maggio 1999,relativo
all’organizzazione comune del mercato
vitivinicolo (1 ),in particolare
gli articoli 56 e 58,
considerando quanto segue:
(1)Il titolo VI del
regolamento (CE)n.1493/1999 e vari
allegati di tale regolamento recano
regole generali rela-
tive ai vini di qualità prodotti in regioni
determinate
(v.q.p.r.d.).Occorre completare questo quadro con
modalità
di applicazione e abrogare i regolamenti che
trattano la stessa
materia,segnatamente i regolamenti
della Commissione (CEE)n.1698/70 (2
),modificato da
ultimo dal regolamento (CEE)n.986/89 (3
),(CEE)n.
2236/73 (4 ),(CEE)n.2082/74 (5 ),modificato da
ultimo
dall’atto di adesione della Grecia (6 ),e (CEE)n.2903/
79 (7
),modificato da ultimo dal regolamento (CEE)n.
418/86 (8 ).
(2)Poiché
finora le regole suddette erano sparse in vari
regolamenti
comunitari,nell’interesse degli operatori
economici della Comunità e
delle amministrazioni
preposte all’applicazione della normativa
comunitaria,è
necessario riunire le varie disposizioni in un unico
rego-
lamento.
(3)Tale regolamento deve comprendere la normativa
in
vigore e adeguarla ai nuovi requisiti del
regolamento
(CE)n.1493/1999.È opportuno altresì apportarvi
talune
modifiche per renderla più semplice e coerente e
colmare alcune lacune
in modo da disporre di una
normativa comunitaria completa nel
settore.Occorre
inoltre precisare alcune regole per garantire
una
maggiore certezza del diritto all’atto della loro
applica-
zione.
(4)Occorre precisare che il presente regolamento
lascia
impregiudicate le disposizioni particolari stabilite in
altri
settori.
(5)A norma dell’allegato VI del regolamento
(CE)n.1493/
1999 occorre stabilire diversi elenchi per i vini di
qualità
prodotti in regioni determinate.
(6)In virtù dell’allegato
VI,punto 3,del regolamento (CE)n.
1493/1999,gli Stati membri
produttori sono tenuti a
procedere sistematicamente ad esami
organolettici per
ogni v.q.p.r.d.prodotto sul loro territorio.
(7)È
opportuno che il compito di comparare i risultati degli
esami con le
specifiche richieste e i procedere all’esame
organolettico sia
affidato a una commissione.
(8)È opportuno specificare la destinazione
dei vini atti a
produrre v.q.p.r.d.che la commissione di
degustazione
non abbia ammesso come v.q.p.r.d.
(9)È opportuno che la
Commissione sia messa al corrente
delle misure previste dagli Stati
membri e della loro
applicazione.
(10)In virtù dell’articolo
56,paragrafo 2,del regolamento
(CE)n.1493/1999,il declassamento di un
v.q.p.r.d.
nella fase della commercializzazione può avere luogo
solo
in certi casi.È necessario precisare tali casi,indi-
cando in
particolare la destinazione da riservare ai
v.q.p.r.d.declassati e le
condizioni relative a tale destina-
zione.Occorre altresì indicare gli
organismi competenti
del declassamento.
(11)Per evitare di falsare le
condizioni di concorrenza
occorre vietare che un v.q.p.r.d.declassato
sia commer-
cializzato con una denominazione che ricordi quella
che
non può più essergli attribuita.Per garantire che il
controllo
possa essere compiuto in condizioni normali,è
necessario che il
declassamento sia riportato nei registri
di entrata e i
uscita.
(12)Per permettere alla Commissione di seguire
l’applica-
zione,da parte degli organismi nazionali competenti,
delle
disposizioni relative al declassamento dei v.q.p.r.d.,
è necessario
che gli Stati membri comunichino alla
Commissione i quantitativi di
v.q.p.r.d.declassati nel
loro territorio geografico.
(13)Appare
inoltre opportuno che i v.q.p.r.d.che si trovano
nel territorio di uno
Stato membro diverso da quello di
origine vengano declassati da un
organismo competente
di quest’ultimo Stato membro.A tal fine,occorre
garan-
tire la collaborazione diretta tra gli organismi
nazionali
incaricati del controllo della produzione e della
commer-
cializzazione dei v.q.p.r.d.È necessario stabilire le
norme
che disciplinano tale collaborazione.Tuttavia,per
semplificare
l’onere amministrativo degli Stati membri,
occorre permettere che il
declassamento di piccoli quan-
titativi di v.q.p.r.d.che si trovano in
uno Stato membro
possa essere effettuato dall’organismo competente di
tale
Stato membro.
(1 )GU L 179 del 14.7.1999,pag.1.
(2 )GU L 190 del
26.8.1970,pag.4.
(3 )GU L 106 del 18.4.1989,pag.1.
(4 )GU L 229 del
17.8.1973,pag.26.
(5 )GU L 217 dell’8.8.1974,pag.14.
(6 )GU L 291 del
19.11.1979,pag.80.
(7 )GU L 326 del 22.12.1979,pag.14.
(8 )GU L 48 del
26.2.1986,pag.8.

(14)Le misure previste dal presente regolamento
sono
conformi al parere del comitato di gestione per i vini,
HA
ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Oggetto
Il presente
regolamento reca modalità di applicazione del rego-
lamento
(CE)n.1493/1999 in ordine ai vini di qualità prodotti
in regioni
determinate (v.q.p.r.d.).
TITOLO I
REGOLE RELATIVE ALLE REGIONI
DETERMINATE
Articolo 2
Delimitazione delle zone situate nelle
immediate vici-
nanze di una regione determinata
Ciascuno Stato membro
delimita per ciascun v.q.p.r.d.le zone
situate nelle immediate
vicinanze di una regione determinata,
nelle quali può essere ottenuto
o elaborato un v.q.p.r.d.in
deroga al disposto dell’allegato
VI,sezione D,punto 1,lettera
b),del regolamento (CE)n.1493/1999,ma in
applicazione
dell’allegato VI,sezione D,punto 3,dello stesso
regolamento.
Gli Stati membri tengono conto in particolare della
situazione
geografica,delle strutture amministrative e delle pratiche
tradi-
zionali preesistenti alla delimitazione.
Gli Stati membri
comunicano alla Commissione le decisioni
adottate per tale
delimitazione.La Commissione provvede,con
tutti i mezzi
appropriati,affinché tali decisioni siano rese note
in ciascuno degli
Stati membri.
TITOLO II
REGOLE RELATIVE AL TITOLO
ALCOLOMETRICO
Articolo 3
Elenco dei v.q.p.r.d.bianchi che possono
avere un titolo
alcolometrico volumico totale inferiore a 9 %vol.e
pari o
superiore a 8,5 %vol.
Nell’allegato I del presente regolamento
figurano gli elenchi di
cui all’allegato VI,sezione F,punto 5,del
regolamento (CE)
n.1493/1999.
Articolo 4
Elenco dei vini liquorosi di
qualità prodotti in regioni
determinate (v.l.q.p.r.d),che possono
avere un titolo alco-
lometrico volumico naturale inferiore a 12
%vol.
Nell’allegato II,punto A,del presente regolamento
figura
l’elenco di cui all’allegato VI,sezione L,punto 3,lettera
a),del
regolamento (CE)n.1493/1999.
Articolo 5
Elenco dei
v.l.q.p.r.d.che possono avere un titolo alcolo-
metrico volumico
totale inferiore a 17,5 %vol.e pari o
superiore a 15
%vol.
Nell’allegato II,punto B,del presente regolamento
figura
l’elenco di cui all’allegato VI,sezione L,punto 4,del
regola-
mento (CE)n.1493/1999.
Articolo
Elenco delle varietà che
possono essere utilizzate per l’ela-
borazione dei v.l.q.p.r.d.recanti
le denominazioni speci-
fiche tradizionali «vino dulce natural »,«vino
dolce natu-
rale »,«vinho doce natural »e
«οίνος γλυκύς
φυσικός »
Nell’allegato III del
presente regolamento figura l’elenco di cui
all’allegato VI,sezione
L,punto 5,del regolamento (CE)
n.1493/1999.
Articolo 7
Elenco dei vini
spumanti di qualità prodotti in regioni
determinate (v.s.q.p.r.d.)la
cui partita può avere un titolo
alcolometrico volumico inferiore a 9,5
%vol.e pari o
superiore a 8,5 %vol.
Nell’allegato IV del presente
regolamento figurano gli elenchi di
cui all’allegato VI,sezione
K,punti 2 e3,delregolamento (CE)
n.1493/1999.
TITOLO III
REGOLE
RELATIVE AGLI ESAMI ANALITICI E
ORGANOLETTICI
Articolo 8
Regole
generali
1.Ai fini dell’applicazione dell’articolo 58,secondo
comma,
lettera d),del regolamento (CE)n.1493/1999,ogni Stato
membro
produttore costituisce una o più commissioni col
compito di procedere
ad un esame organolettico dei v.q.p.r.d.
prodotti sul suo
territorio.
Per la costituzione delle commissioni di cui al primo
comma e
all’allegato VI,sezione J,punto 1,lettera b),del
regolamento
(CE)n.1493/1999,gli Stati membri provvedono a che
siano
rappresentate le parti interessate.
2.Gli Stati membri
stabiliscono le regole relative al compi-
mento sistematico degli
esami analitici e organolettici per
ciascun v.q.p.r.d.prodotto sul
loro territorio.Tuttavia,per i
vini ottenuti nella campagna
2000-2001,detti esami possono
essere effettuati per sondaggio.
Essi
provvedono a che i campioni prelevati siano rappresenta-
tivi di
ciascun v.q.p.r.d.detenuto dal produttore.
3.Gli esami di cui al
paragrafo 2 sono realizzati per tutti i
vini atti a diventare
v.q.p.r.d.nella fase della produzione e
prima di procedere alla loro
classificazione come v.q.p.r.d.
4.Un vino può essere classificato come
v.q.p.r.d.soltanto:
a)I qualora i risultati degli esami analitici
realizzati secondo i
metodi previsti all’articolo 46 del regolamento
(CE)n.1493/
1999 dimostrino che il vino in questione risponde ai
valori
limite prescritti all’allegato VI,sezione J,punto 1,lettera
a),
dello stesso regolamento e
b)qualora dall’esame organolettico
risulti che il vino possiede
le caratteristiche idonee.
Articolo
9
Destinazione dei vini che non soddisfano i requisiti degli
esami
analitici e organolettici
Se dagli esami analitici e organolettici
risulta che un vino non è
atto a diventare il v.q.p.r.d.di cui viene
chiesta la classifica-
zione,esso può essere classificato,qualora ne
presenti le carat-
teristiche,come
a)un altro v.q.p.r.d.,qualora
sussistano le condizioni per la
classificazione come
tale;oppure
b)vino da tavola,a condizi…

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