Modificazione della direttiva 14 maggio 1998 | Architetto.info

Modificazione della direttiva 14 maggio 1998

Modificazione della direttiva 14 maggio 1998 recante: 'Regolamentazione del soccorso stradale in autostrada per veicoli in avaria o incidentati'. (Direttiva n. 4956/26/gab)

DIRETTIVA 24 maggio 1999
Modificazione della direttiva 14 maggio 1998 recante:
“Regolamentazione del soccorso stradale in autostrada per veicoli
in avaria o incidentati”. (Direttiva n. 4956/26/gab)(*).
Alla Direzione generale dell’Anas
Alle societa’ concessionarie di autostrade e trafori
All’Aiscat
La presente direttiva ha per destinatari gli Enti proprietari e
concessionari di autostrade (di seguito denominati Enti) per
l’attivita’ di soccorso stradale sulla rete di propria competenza
al fine di garantire la sicurezza degli utenti e di uniformare,
attraverso criteri e standard di riferimento, il servizio di
soccorso sull’intera rete autostradale nazionale.
Occorre preliminarmente richiamare le disposizioni contenute nel
codice della strada (decreto legislativo n 285/1992, come
modificato dal decreto legislativo n. 360/1993) che nell’art. 2,
comma 3, lettera A), individua la presenza di “Sistemi di
assistenza all’utente lungo l’intero tracciato” come una delle
caratteristiche fondamentali che distinguono le autostrade dalle
altre strade. Inoltre l’art. 175, comma 7, lettera A), impone il
divieto “sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli, sulle aree
di servizio o di parcheggio e in ogni altra pertinenza
autostradale” di “trainare veicoli che non siano rimorchi”. Al
riguardo l’art. 374 del regolamento di esecuzione ed attuazione
(decreto del Presidente della Repubblica n. 495/1992, come
modificato con il decreto del Presidente della Repubblica n.
610/1996) precisa che l’attivita’ di soccorso stradale e di
rimozione sulle autostrade puo’ essere affidata in concessione
dall’Ente proprietario della strada a soggetti autorizzati.
La normativa si riferisce esclusivamente all’attivita’ di soccorso
stradale sulle autostrade e sulle loro pertinenze (aree di
servizio, rampe, svincoli, ecc.) e non sulla viabilita’ ordinaria,
in quanto sulle autostrade le velocita’ consentite sono superiori a
quelle previste per la viabilita’ ordinaria. Sia lo stazionamento
sulla carreggiata di un veicolo fermo (per avaria o per incidenti)
(*) La presente direttiva sostituisce la direttiva n. 4956/26/gab
in data 14 maggio 1998, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – serie
generale – n. 128 del 4 giugno 1998, recante “la regolamentazione
del soccorso stradale in autostrada per i veicoli in avaria o
incidentati”, a seguito della decisione del tribunale
amministrativo regionale per il Lazio – Sezione III – n. 290 del 9
febbraio 1999, che ha disposto l’eliminazione del paragrafo 5,
terzo capoverso, che imponeva l’obbligatoria permanenza dei centri
interni esistenti e del paragrafo 6, ultimo capoverso, che regolava
l’incidenza degli oneri finanziari conseguenti l’attivita’ di
adeguamento della rete autostradale.
che la rimozione del veicolo stesso sono estremamente pericolosi
anche perche’ sulle autostrade gli accessi di ingresso e di uscita
dal tracciato sono molto meno frequenti che non sulla viabilita’
ordinaria. Inoltre, sulle autostrade e’ necessario rimuovere “nel
piu’ breve tempo possibile” il veicolo fermo (per qualsiasi motivo)
in quanto causa di estremo pericolo per la circolazione degli altri
veicoli oltreche’ degli occupanti il veicolo in avaria. Sulle
autostrade e’ inoltre vietata la circolazione dei pedoni (v. art.
175, comma 6).
1. Rientra nei compiti degli Enti garantire su tutto il tracciato
autostradale di competenza l’organizzazione del sistema di
assistenza e sicurezza ed il suo mantenimento in perfetta
efficienza. Dalle valutazioni che scaturiscono dall’esame dei dati
concernenti gli interventi effettuati nel corso del 1997, si evince
che tale sistema di assistenza e sicurezza deve svolgersi
attraverso appositi sistemi di chiamata di soccorso (c.d. colonnine
SOS), opportunamente collegati ad una centrale operativa dell’Ente,
e su un adeguato e tempestivo servizio di soccorso svolto sia
attraverso la presenza di strutture e mezzi permanentemente ed
esclusivamente dedicati che di soggetti particolarmente
qualificati, con idonea organizzazione di uomini professionalmente
preparati e mezzi conformi alla normativa vigente, i quali
effettuino l’intervento in condizioni di sicurezza e la successiva
rimozione. Il servizio ovviamente va garantito 24 ore su 24 e per
tutte le giornate dell’anno.
La mancanza di un “sistema di assistenza”, come sopra descritto,
facendo venir meno un requisito essenziale previsto nella
“definizione” di autostrada (v. art. 2 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 495/1992) puo’ costituire causa di
“declassamento” dell’autostrada in “strada extraurbana principale”,
con tutte le conseguenze di ordine giuridicoeconomico che ne
derivano.
Anche la delibera dell’Autorita’ garante della concorrenza e del
mercato n. 4045 in data 4 luglio 1996, in materia di soccorso
stradale riconosce che rimane in capo alle societa’ autostradali
“il compito di assicurare il servizio di soccorso sull’intera rete
autostradale (di competenza) e con caratteristiche di continuita’”.
(1)
Tale compito spetta all’Anas per le autostrade gestite
direttamente.
Il regolamento (v. art. 374 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 495/1992) da’ facolta’ agli Enti proprietari o
concessionari di autostrade, nel caso che non esercitino
direttamente (in tutto o in parte) tale attivita’ di affidarla in
concessione a soggetti autorizzati.
2. Sull’intera rete devono essere installate e tenute in perfetta
efficienza colonnine SOS di tipo fonico bicanale ad intervalli
regolari e a distanza di circa 2 km collegate 24 ore su 24 ad una
centrale operativa dell’Ente.
———— (1) (Cfr. n. 44 e n. 48 della delibera).
Tali colonnine dovranno essere appositamente contraddistinte con i
segnali di cui all’art. 135 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 495/1992 (Fig. II 305).
Si ritiene particolarmente importante il requisito della “fonia”
delle colonnine in quanto cio’ consente non solo agli utenti di
scegliere, tra i soggetti autorizzati all’effettuazione del
soccorso, quelli di propria fiducia, ma anche e soprattutto di
descrivere le cause della richiesta di intervento ed il tipo di
veicolo da soccorrere. Cio’ e’ essenziale per l’individuazione da
parte della centrale operativa dell’Ente dell’intervento piu’
efficace ed idoneo. La centrale operativa dell’Ente, valutando
prioritariamente gli aspetti della sicurezza, deve indirizzare la
chiamata nei confronti del soggetto autorizzato che nella
particolare situazione sia in grado di intervenire piu’ rapidamente
e con attrezzature maggiormente adeguate.
Nel caso di piu’ centri autorizzati per l’intervento che si trovino
in analoghe condizioni e l’utente non abbia espresso preferenza le
chiamate dovrebbero essere alternate fra di loro in modo
perequativo. 3. Per soccorso stradale in autostrada, ai fini della
presente direttiva si intende l’intervento di assistenza in
condizioni di sicurezza ed il successivo recupero e trasporto del
veicolo incidentato o in avaria fino alla piu’ vicina depositeria o
sito, ove sia possibile custodire il veicolo o intervenire per le
eventuali riparazioni.
Il soccorso si puo’ articolare nelle seguenti attivita’:
a) rimozione e successivo trasporto o traino fino ad un’area di
servizio o ad un’officina esterna, corrispondente alla prima uscita
nel senso di marcia o eventualmente in altro luogo di deposito
indicato dalla Polizia stradale, dei veicoli rimasti coinvolti in
incidenti;
b) trasporto o traino fino alla prima officina di area di servizio
o fino ad un’officina esterna, dell’organizzazione del soggetto
autorizzato o ad altra officina di fiducia dell’utente,
corrispondente alla prima uscita nel senso di marcia, dei veicoli
impossibilitati a proseguire che necessitano di riparazioni non
eseguibili su strada;
c) rimozione, a termini di legge, dei veicoli abbandonati, o
comunque in sosta non consentita lungo l’autostrada e sue
pertinenze.
4. Ogni qual volta gli interventi di cui alle lettere a), b) e c)
riguardino un veicolo fermo per avaria o incidente sulle
carreggiate, sulle rampe di accesso o di uscita o nella corsia di
emergenza, qualora questa abbia una larghezza inferiore a 3 m,
ricorre l’ipotesi di servizio pubblico essenziale come definito
dalla Commissione di garanzia per l’attuazione della legge 12
giugno 1990, n. 146. In tali casi occorre non solo garantire il
servizio, per tutto l’anno e per le 24 ore anche nelle giornate o
negli orari di sciopero, ma anche, per ovvie ragioni di sicurezza
della circolazione, provvedere alla rimozione del veicolo in tempi
estremamente ridotti e con modalita’ di intervento che tutelino la
sicurezza sia degli utenti da soccorrere che degli altri utenti
dell’autostrada, nonche’ degli stessi operatori.
Sara’ cura della centrale operativa dell’Ente, nei casi sopra
definiti e qualificabili come servizio pubblico essenziale,
disporre immediatamente l’intervento, prescindendo dalla facolta’
di scelta dell’utente, avendo unicamente riguardo all’entita’ ed
all’ubicazione sia delle strutture interne che di quelle di
supporto esterne autorizzate in modo da garantire, in condizioni di
sicurezza, l’effettuazione dell’intervento stesso con la massima
tempestivita’ e, comunque, entro un tempo tra la richiesta da parte
degli utenti o degli Organi di polizia e l’arrivo sul luogo dove
deve essere rimosso il veicolo non superiore a 20′.
Nel caso che i veicoli da soccorrere abbiano massa superiore a 3,5
t tale tempo puo’ essere fissato in 30′.
Le ubicazioni e le dotazioni di …

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