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Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896

Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896 relativamente all'altezza minima ed ai requisiti igienico-sanitari principali dei locali di abitazione.

dm 05/07/1975

SANITA’, SANITARI, ECC. (IGIENE)
Decreto Ministeriale 5 luglio 1975 (in Gazz. Uff., 18 luglio, n.
190). — Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896
relativamente all’altezza minima ed ai requisiti igienico-sanitari
principali dei locali di abitazione.

Il Ministro per la sanità:
Vista la legge 13 marzo 1958, n. 296;
Visti gli articoli 218, 344 e 345 del testo unico delle leggi
sanitarie approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265;
Viste le istruzioni ministeriali 20 giugno 1896, concernenti la
compilazione dei regolamenti locali sull’igiene del suolo e
dell’abitato;
Considerata la necessità di apportare d’urgenza modifiche alle
predette istruzioni ministeriali 20 giugno 1896 per la parte
riguardante l’altezza minima ed i requisiti igienico-sanitari
principali dei locali d’abitazione, in attesa di procedere
all’aggiornamento della restante parte delle istruzioni ministeriali
stesse;
Udito il parere del Consiglio superiore di sanità il 27 febbraio
1975;

Decreta:

Art. 1. L’altezza minima interna utile dei locali adibiti ad
abitazione è fissata in m 2,70, riducibili a m 2,40 per i corridoi, i
disimpegni in genere, i bagni, i gabinetti ed i ripostigli.
Nei comuni montani al di sopra dei m 1000 sul livello del mare può
essere consentita, tenuto conto delle condizioni climatiche locali e
della locale tipologia edilizia, una riduzione dell’altezza minima
dei locali abitabili a m 2,55.

Art. 2. Per ogni abitante deve essere assicurata una superficie
abitabile non inferiore a mq 14, per i primi 4 abitanti, ed mq 10,
per ciascuno dei successivi.
Le stanze da letto debbono avere una superficie minima di mq 9, se
per una persona, e di mq 14, se per due persone.
Ogni alloggio deve essere dotato di una stanza di soggiorno di
almeno mq 14.
Le stanze da letto, il soggiorno e la cucina debbono essere
provvisti di finestra apribile.

Art. 3. Ferma restando l’altezza minima interna di m 2,70, salvo
che per i comuni situati al di sopra dei m 1000 sul livello del mare
per i quali valgono le misure ridotte già indicate all’art. 1,
l’alloggio monostanza, per una persona, deve avere una superficie
minima, comprensiva dei servizi, non inferiore a mq 28, e non
inferiore a mq 38, se per due persone.

RISCALDAMENTO

Art. 4. Gli alloggi debbono essere dotati di impianti di
riscaldamento ove le condizioni climatiche lo richiedano.
La temperatura di progetto dell’aria interna deve essere compresa
tra i 18° C e i 20° C; deve essere, in effetti, rispondente a tali
valori e deve essere uguale in tutti gli ambienti abitati e nei
servizi, esclusi i ripostigli.
Nelle condizioni di occupazione e di uso degli alloggi, le
superfici interne delle parti opache delle pareti non debbono
presentare tracce di condensazione permanente.

Art. 5. Tutti i locali degli alloggi, eccettuati quelli destinati a
servizi igienici, disimpegni, corridoi, vani-scala e ripostigli
debbono fruire di illuminazione naturale diretta, adeguata alla
destinazione d’uso.
Per ciascun locale d’abitazione, l’ampiezza della finestra deve
essere proporzionata in modo da assicurare un valore di fattore luce
diurna medio non inferiore al 2%, e comunque la superficie finestrata
apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del
pavimento.
Per gli edifici compresi nell’edilizia pubblica residenziale
occorre assicurare, sulla base di quanto sopra disposto e dei
risultati e sperimentazioni razionali, l’adozione di dimensioni
unificate di finestre e, quindi, dei relativi infissi.

Art. 6. Quando le caratteristiche tipologiche degli alloggi diano
luogo a condizioni che non consentano di fruire di ventilazione
naturale, si dovrà ricorrere alla ventilazione meccanica
centralizzata immettendo aria opportunamente captata e con requisiti
igienici confacenti.
é comunque da assicurare, in ogni caso, l’aspirazione di fumi,
vapori ed esalazioni nei punti di produzione (cucine, gabinetti,
ecc.) prima che si diffondano.
Il <<posto di cottura>> eventualmente annesso al locale di
soggiorno, deve comunicare ampiamente con quest’ultimo e deve essere
adeguatamente munito di impianto di aspirazione forzata sui fornelli.

Art. 7. La stanza da bagno deve essere fornita di apertura
all’esterno per il ricambio dell’aria o dotata di impianto di
aspirazione meccanica.
Nelle stanze da bagno sprovviste di apertura all’esterno è proibita
l’installazione di apparecchi a fiamma libera.
Per ciascun alloggio, almeno una stanza da bagno deve essere dotata
dei seguenti impianti igienici: vaso, bidet, vasca da bagno o doccia,
lavabo.

Art. 8. I materiali utilizzati per le costruzioni di alloggi e la
loro messa in opera debbono garantire un’adeguata protezione acustica
agli ambienti per quanto concerne i rumori da calpestio, rumori da
traffico, rumori da impianti o apparecchi comunque installati nel
fabbricato, rumori o suoni aerei provenienti da alloggi contigui e da
locali o spazi destinati a servizi comuni.
All’uopo per una completa osservanza di quanto sopra disposto
occorre far riferimento ai lavori ed agli standards consigliati dal
Ministero dei lavori pubblici o da altri qualificati organi pubblici.

Art. 9. Tutta la parte delle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896
incompatibile o, comunque, in contrasto con le presenti disposizioni
deve ritenersi abrogata.

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