Modifiche ed integrazioni delle ordinanze n. 2212/FPC del 3 febbraio 1992, n. 2245/FPC del 26 marzo 1992, n. 2293/FPC del 25 giugno 1992, n. 2414 | Architetto.info

Modifiche ed integrazioni delle ordinanze n. 2212/FPC del 3 febbraio 1992, n. 2245/FPC del 26 marzo 1992, n. 2293/FPC del 25 giugno 1992, n. 2414

Modifiche ed integrazioni delle ordinanze n. 2212/FPC del 3 febbraio 1992, n. 2245/FPC del 26 marzo 1992, n. 2293/FPC del 25 giugno 1992, n. 2414 del 18 settembre 1995 e n. 2437 del 9 maggio 1996, concernenti la disciplina degli interventi di miglioramento strutturale, riparazione e ricostruzione degli edifici di proprieta' privata danneggiati dagli eventi sismici del 13-16 dicembre 1990 nelle province di Siracusa, Catania e Ragusa. Prevenzione sismica per tutti i comuni della Sicilia orientale (province di Siracusa, Catania, Ragusa e Messina). (Ordinanza n. 3050).

ORDINANZA 31 marzo 2000
Modifiche ed integrazioni delle ordinanze n. 2212/FPC del 3
febbraio 1992, n. 2245/FPC del 26 marzo 1992, n. 2293/FPC del 25
giugno 1992, n. 2414 del 18 settembre 1995 e n. 2437 del 9 maggio
1996, concernenti la disciplina degli interventi di miglioramento
strutturale, riparazione e ricostruzione degli edifici di
proprieta’ privata danneggiati dagli eventi sismici del 13-16
dicembre 1990 nelle province di Siracusa, Catania e Ragusa.
Prevenzione sismica per tutti i comuni della Sicilia orientale
(province di Siracusa, Catania, Ragusa e Messina). (Ordinanza n.
3050).

IL MINISTRO DELL’INTERNO
delegato per il coordinamento della protezione civile
Visto l’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
29 dicembre 1999 che delega le funzioni del coordinamento della
protezione civile di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, al
Ministro dell’interno;
Visto il proprio decreto del 30 dicembre 1999 con il quale vengono
delegate al Sottosegretario di Stato prof. Franco Barberi le
funzioni di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Vista la legge 31 dicembre 1991, n. 433, e successive modifiche ed
integrazioni, recante disposizioni per la ricostruzione e la
rinascita delle zone colpite dagli eventi sismici del dicembre 1990
nelle province di Siracusa, Catania e Ragusa;
Visto il decreto legge 26 luglio 1996, n. 393, convertito, con
modificazioni, dalla legge 25 settembre 1996, n. 996;
Visto il decreto legge 19 maggio 1997, n. 130, convertito, con
modificazioni, dalla legge 16 luglio 1997, n. 228;
Visto il decreto-legge 29 dicembre 1995, n. 560, convertito, con
modificazioni, nella legge n. 74 del 26 febbraio 1996;
Viste le ordinanze del Ministro per il coordinamento della
protezione civile n. 2212/FPC del 3 febbraio 1992, n. 2245/FPC del
26 marzo 1992 e n. 2293/FPC del 25 giugno 1992 e n. 2414 del 18
settembre 1995, concernente la disciplina citata in titolo;
Considerato che e’ necessario procedere alla velocizzazione e
semplificazione della procedura per l’attuazione degli interventi a
favore della ricostruzione e salvaguardia del patrimonio ad uso
privato danneggiato dagli eventi sismici del 13-16 dicembre 1990
nelle province di Siracusa, Ragusa e Catania;
Sentita la Regione siciliana;
Su proposta del Sottosegretario prof. Franco Barberi delegato al
coordinamento della protezione civile;

Dispone:
Art. 1.
1. La presente ordinanza riordina, integra e modifica quelle
precedentemente emesse in materia di recupero edilizio o la
ricostruzione di unita’ immobiliare di proprieta’ privata ad uso
abitativo, citate in premessa.
2. Possono, altresi’, essere ammesse ai benefici di cui alla
presente ordinanza le unita’ immobiliari adibite a residenza
collettiva quali collegi, conventi, case di riposo e similari. Con
riferimento a tali unita’ non si applicano ai fini della
determinazione del contributo ammissibile, le limitazioni di cui ai
successivi articoli 2, 3 e 4, comma 1, lettera b).
3. Tutti gli interventi ammessi a contributo sono finalizzati al
ripristino della piena funzionalita’ abitativa ed all’adeguamento
delle stesse alle esigenze del nucleo familiare che le occupava al
momento del sisma, sotto l’aspetto della minima superficie
residenziale ed igienica sanitaria necessaria, comunque con le
condizioni e prescrizioni previsti nei successivi articoli. Sono
altresi’ finalizzati al conseguimento di maggiore sicurezza
antisismica, secondo le condizioni e prescrizioni di seguito
pievisti, al recupero della valenza architettonica e del decoro
urbano.
Art. 2.
1. Per la ricostruzione delle unita’ immobiliari di cui all’art. 1,
distrutte o da demolire, agli aventi diritto e’ assegnato un
contributo massimo in conto capitale pari:
a) al costo di intervento rapportato alla superficie utile
abitabile dell’unita’ immobiliare da ricostruire, nei limiti
previsti nei successivi commi;
b) al 30% del costo di intervento rapportata alla superficie utile
da ricostruire, nei limiti previsti dai successivi commi, per le
unita’ immobiliari appartenenti allo stesso soggetto, oltre la
prima per la quale sia titolare di contributo per intero.
2. Il costo d’intervento e’ quello fissato annualmente con decreto
del Ministro dei lavori pubblici che si applica alle assegnazioni
disposte nell’anno successivo a quello di riferimento.
3. La superficie e’ pari a quella utile abitabile del l’unita’
immobiliare distrutta o da demolire, ovvero a quella minima
necessaria per un alloggio adeguato alle esigenze del nucleo
familiare che effettivamente occupava stabilmente l’unita’
immobiliare al momento del sisma. Per le unita’ immobiliari di cui
al comma 1, lettera a), del presente articolo, aventi superficie
preesistente maggiore di mq 110, il contributo assegnato per la
parte eccedente i mq 110 e’ computato in analogia al disposto del
punto b) dello stesso comma.
4. La superficie utile abitabile occorrente per adeguare l’alloggio
al nucleo familiare e’ stabilita in 18 mq per ogni componente del
medesimo nucleo, con un minimo di 45 ed un massimo di mq 110 per
alloggio.
5. I contributi indicati nel presente articolo sono maggiorati
delle somme occorrenti per la realizzazione delle superfici non
residenziali al servizio dell’alloggio, anche se non preesistenti
all’evento sismico, nel limite del 40% della superficie
residenziale ammessa al contributo. E altresi’ ammessa la
maggiorazione del contributo per la realizzazione di una
superficie, anche se non preesistente, di estensione non superiore
a mq 18 da destinare ad autorimessa o posto macchina coperto.
6. Per la ricostruzione delle parti comuni di un edificio
comprendente piu’ unita’ immobiliari non tutte ammesse a contributo
e’ assegnata una maggiorazione del contributo complessivo spettante
agli aventi diritto nella misura del 25% del costo d’intervento
rapportato alla superficie delle unita’ non ammesse al contributo.
7. Ai proprietari di edifici distrutti o da demolire, che non
possono ricostruire in sito per motivi di natura urbanistica o
geologica, accertati con provvedimento dell’autorita’
amministrativa competente, il comune assegna in proprieta’ l’area
occorrente nell’ambito di quelle individuate o da individuare per
l’edilizia popolare ed economica. In tal caso il contributo e’
aumentato della somma corrispondente al prezzo di cessione
dell’area da parte del comune e le aree di sedime degli edifici
demoliti con le eventuali pertinenze sono acquisite gratuitamente
al patrimonio del comune stesso. In opzione il beneficiario del
contributo potra’ conservare la proprieta’ dell’area di sedime del
fabbricato demolito, rinunciando alla maggiorazione prevista per
l’acquisto della nuova area. I proprietari di immobili non
ricostruibili in sito possono richiedere di ricostruire in altra
area di loro proprieta’ purche’ sia edificabile ed urbanizzata. In
tal caso il contributo e’ aumentato del 10% e l’area di sedime
dell’edificio demolito, con le eventuali pertinenze, e’ acquisita
gratuitamente al patrimonio del comune. Le spese del relativo atto
di trasferimento sono a carico del beneficiario del contributo. Le
ipoteche iscritte sugli immobili distrutti o da demolire sono
trasferite di diritto sugli immobili costruiti in altro sito.
8. Nel caso che gli strumenti urbanistici adottati non
consentissero l’assegnazione immediata della nuova area ai
proprietari degli edifici distrutti o da demolire non ricostruibili
in sito, a costoro puo’ essere assegnato, a richiesta, il
contributo di cui al presente articolo per l’acquisto di un
immobile sul libero mercato. Ovvero, nelle more dell’assegnazione
delle nuove aree, per gli affittuari non proprietari, il comune
puo’ procedere alla stipula di contratti di locazione che avranno
durata non inferiore ad un anno e non superiore a tre anni. L’onere
relativo gravera’ sui fondi della legge n. 433/1990 qualora vi sia
la dichiarata indisponibilita’ di fondi comunali. Detto contributo
viene attribuito dal sindaco al momento della stipula dell’atto di
compravendita. L’atto deve ssere stipulato entro due mesi dalla
data di comunicazione di effettiva disponibilita’ della somma.
9. Il contributo per gli edifici non ricostruibili in sito e’
maggiorato dell’aliquota corrispondente alla demolizione, se non
gia’ avvenuta, che dovra’ effettuarsi a cura e spese del
beneficiario.
Art. 3.
1. Per la riparazione delle unita’ immobiliari non
irrimediabilmente danneggiate dal sisma, ai soggetti aventi diritto
che intendano realizzare un intervento di miglioramento sismico,
come definito dalle norme tecniche in materia e conseguentemente
documentato e verificato, e’ assegnato un contributo in conto
capitale pari:
a) all’intera spesa necessaria assunta dal computo metrico
estimativo del progetto esecutivo approvato comprensiva di IVA, e
degli oneri tecnici ridotti al 70% nei limiti di quanto disposto
nei successivi commi;
b) al 50% della spesa necessaria, per le unita’ immobiliari
appartenenti allo stesso soggetto oltre la prima, per la quale sia
titolare di contributo per intero.
2. La spesa necessaria di cui al precedente comma non puo’ essere
superiore:
a) all’80% del costo di costruzione della, superficie utile
esistente calcolata con le modalita’ ed i limiti di superficie
previsti dall’art. 2;
b) al 100% del costo di costruzione calcolato come il precedente
punto a), della superficie utile esistente, per gli edifici inclusi
nel piani di recupero o ricadenti nelle zone omogenee “A” dei piani
regolatori generali, laddove, oltre al miglioramento sismico, il
progetto approvato preveda interventi di restauro conservativo.
Art. 4.
1. Ai soggetti con fabbricati danneggiati che intendano realizzare
un intervento di miglioramento sismico come definito dalle norme
tecniche in materia e’ assegnato un contributo in conto capitale
pari:
a) all’intera spesa necessaria, desunta dal computo metrico
estimativo del progetto esecutivo approvato comprensivo dell’IVA, e
degli oneri tecnici ridotti al 70%, nei limiti di quanto disposto
nei successivi commi;
b) al 40% della spesa necessaria per le unita’ immobiliari
appartenenti allo stesso soggetto oltre la prima, per la quale sia
titolare di altro contributo per intero.
2. La spesa necessaria di cui al precedente comma non puo’ essere
superiore:
a) al 40% del costo teorico di costruzione della superficie utile
esistente, calcolata con le modalita’ ed i limiti di superficie
previsti dall’art. 2;
b) all’80% del costo teorico di costruzione, calcolato come al
precedente punto a), della superficie utile esistente per gli
edifici inclusi nei piani di recupero o ricadenti nelle zone
omogenee “A” dei piani regolatori generali, laddove, oltre il
miglioramento sismico il progetto approvato preveda interventi di
restauro conservativo.
Art. 5.
1. La misura del tetto massimo ammissibile e’ maggiorata delle
seguenti percentuali fra loro cumulabili:
a) del 15% per gli interventi di ricostruzione (art. 2) e di
riparazione (art. 3), nel caso in cui gli immobili ricadono in zone
classificate con indice di sismicita’ S=9 ed S=12;
b) del 10% per le unita’ aventi superficie residenziale fino a mq
46 e del 5% per le unita’ con superficie residenziale compresa tra
mq 46 e mq 60;
c) del 15% per gli interventi di cui agli articoli 3 e 4 della
presente ordinanza nel caso in cui gli immobili siano inclusi nei
piani di recupero o ricadano nelle zone omogenee “A” dei piani
regolatori generali e del 30% nel caso in cui l’immobile sia
vincolato per l’elevato interesse storico ed artistico ai sensi
della legge 1o giugno 1939, n. 1089. In quest’ultimo caso il costo
di intervento va rapportato all’intera superficie esistente
derogando al limite dei mq 110;
d) per le unita’ ad uso abitativo con altezza d’interpiano
superiore a ml 3,50 fino a ml 5,00 il costo teorico di costruzione
da computare per gli interventi di cui agli articoli 3 e 4 e’
maggiorato sulla base della seguenteformula: costo d’intervento al
mq moltiplicato per (1 + dh/1,5 x 0,5), ove per dh si intende
l’altezza effettiva di interpiano, espressa in ml, diminuita di ml
3,5.
Art. 6.
l. Ai fini di perseguire l’obiettivo della prevenzione antisismica
sono ammesse a contributo in conto capitale per interventi di
miglioramento sismico anche unita’ abitative non danneggiate
ricadenti nelle province della Sicilia orientale, ma ricomprese
nelle aree classificate ad alto rischio sismico (S=12 ed S=9).
2. Fatto salvo il diritto di cui all’art. 1, comma 1, lettera i-
bis della legge 31 dicembre 1999, n. 433, al contributo dovuto alle
unita’ abitative danneggiate ricomprese nelle aree colpite dal
sisma del dicembre 1990 individuata con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 15 gennaio 1991, saranno ammessi ai
benefici di cui al precedente comma i proprietari che ne faranno
richiesta nei termini stabiliti dal successivo art. 10 e nei limiti
delle residue disponibilita’ finanziarie;
3. Per il calcolo del contributo non si terra’ conto del nucleo
familiare che occupava stabilmente l’immobile al momento del sisma,
ma del nucleo familiare esistente alla data della richiesta di
contributi.
4. L’entita’ del contributo sara’ determinata con i limiti ed i
criteri stabiliti dal precedente art. 3, ma la spesa necessaria non
puo’ essere superiore al 50% dei casi a) e b) del comma 2 dell’art.
3.
Art. 7.
l. I contributi di cui ai precedenti articoli sono concessi,
unitamente all’autorizzazione o alla concessione edilizia, con
provvedimento del sindaco o di un suo delegato, su domanda
dell’interessato. Detti buoni sono controfirmati dal segretario
comunale, previa annotazione dell’importo di ogni singolo
contributo in ordine cronologico e con numero progressivo in
apposito registro per l’impegno di spesa, conservato a cura del
segretario comunale che puo’ essere consultato dal pubblico.
2. I pagamenti agli aventi diritto saranno cosi’ effettuati:
a) in ragione del 25% del contributo concesso all’inizio dei
lavori;
b) in ragione dell’ulteriore 70% in base a stati d’avanzamento;
c) in ragione del residuo 5% all’atto di collaudo tecnico-
amministrativo o da certificato di regolare esecuzione del tecnico
direttore dei lavori, su mandato del sindaco. Il collaudo tecnico-
amministrativo e’ obbligatorio per contributi d’importo superiore a
500 milioni.
Art. 8.
1. I lavori di ricostruzione o di riparazione devono essere
iniziati entro quattro mesi dall’assegnazione del buono contributo,
pena la decadenza dello stesso, ed ultimati entro ventiquattro mesi
dalla medesima data.
2. L’aliquota del 70% del contributo, di cui alla lettera b), comma
2, dell’art. 7, verra’ corrisposta con le seguenti modalita’:
a) per gli interventi di ricostruzione di cui all’articolo 2 sulla
base di attestazioni del tecnico direttore dei lavori:
del 20% del contributo a completamento della struttura al rustico;
del 25% del contributo a completamento delle murature di tompagno,
delle tramezzature, delle schemature impiantistiche e degli
intonaci interni ed esterni;
del 25% del contributo a completamento delle pavimentazioni, degli
infissi e delle tinteggiature;
b) per gli interventi di riparazione di cui agli articoli 3 e 4,
sulla base di stati d’avanzamento firmati dal tecnico direttore dei
lavori, in misura percentuale rispetto all’importo totale dei
lavori previsti dal progetto approvato, comprensivo dell’IVA e
delle competenze tecniche valutate sulla base delle tariffe
professionali nei limiti del 70%.
Art. 9.
l. Il gruppo di lavoro, istituito dall’art. 14 dell’ordinanza
2414/FPC, provvedera’ ad eseguire controlli a campione in misura
non inferiore al 10% delle pratiche ammesse a contributo,
scegliendo tali pratiche con estrazione a sorte.
Art. 10.
l. La domanda di contributo deve essere stata prodotta, a pena di
decadenza, entro i termini e con le modalita’ previste dal comma 4
dell’art. 12 dell’ordinanza 2212/FPC del 3 febbraio 1992, per gli
interventi previsti agli articoli 2, 3 e 4 della presente
ordinanza.
2. Per i casi previsti dall’art. 6 la domanda deve essere
integrata, entro duecentoquaranta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente ordinanza, della seguente documentazione:
rilievo dello stato di fatto preesistente al sisma (eventuale),
completo delle indicazioni del quadro fessurativo e della eventuale
documentazione fotografica; progetto architettonico e strutturale
dell’edificio, completo di relazione geotecnica e calcoli di
stabilita’; quantificazione definitiva delcontributo richiesto, e
raffronto di ammissibilita’ con il tetto massimo imposto; in
aggiunta agli elaborati ed alla documentazione, computo metrico
estimativo, elaborato secondo il prezzario regionale vigente,
studio secondo quanto previsto dal decreto ministeriale lavori
pubblici del 16 gennaio 1996.
3. Sono ammesse perizie di variante e suppletive in corso d’opera.
Se queste non comportano variazioni in aumento superiori
globalmente al 10% del contributo concesso, l’eventuale eccedenza
e’ liquidata con lo stato finale. Viceversa nel caso in cui le
perizie comportino variazioni in aumento o in diminuzione superiori
al 10%, esse dovranno essere approvate con nuovo provvedimento
sindacale. Non possono essere superati, comunque in ogni caso, i
limiti massimi disposti dagli articoli 2, 3 e 4 relativi
all’intervento originariamente approvato.
4. Nel caso che in fase istruttoria si richiedessero modifiche od
integrazioni ai progetti presentati, queste dovranno essere
prodotte entro e non oltre sessanta giorni dalla richiesta. Scaduto
detto termine l’avente diritto ha facolta’ di revocare ed annullare
a tutti gli effetti di legge l’incarico affidato al tecnico
progettista.
Trascorsi ulteriori sessanta giorni decade il diritto di
contributo.
Art. 11.
1. Il provvedimento sindacale di assegnazione del contributo di cui
all’art. 7, viene rilasciato sulla base della pratica completa
della documentazione prevista dal comma 4 dell’art. 12
dell’ordinanza 2212/FPC e di tutti gli elaborati richiesti
dall’art. 10 della presente ordinanza, nonche’ di una dichiarazione
a firma congiunta autenticata ai sensi della legge n. 15/1968 del
destinatario del contributo, del tecnico progettista e del
direttore dei lavori, i quali, sotto la loro responsabilita’,
assicurino:
a) la perfetta rispondenza delle opere previste nel progetto con le
norme urbanistiche ed edilizie, le norme per le costruzioni
antisismiche, nonche’ le norme di tutela degli interessi storici,
artistici, archeologici ed ambientali ove si tratti di unita’
immobiliari ricadenti in zone vincolate;
b) la corretta applicazione del prezzario regionale, il corretto
computo delle superfici e l’applicazione del costo unitario di
intervento, determinato dal Ministro dei lavori pubblici, per le
costruzioni;
c) il rigoroso rispetto dei limiti massimi ammissibili per
l’entita’ del contributo richiesto.
2. L’istruttoria delle pratiche sotto il profilo amministrativo ed
urbanistico sara’ svolta dall’ufficio tecnico comunale, all’uopo
supportato dal personale tecnico ed amministrativo assunto in base
all’art. 14, comma 14, del decreto-legge n. 6 del 30 gennaio 1998,
come approvato, con modificazione, nella legge n. 61 del 30 marzo
1998. Tale istruttoria deve concludersi entro trenta giorni
dall’integrazione dei documenti di cui al punto 2 del precedente
art.
10; tale limite verra’ spostato di ulteriori sessanta giorni
secondo quanto riportato al comma 4 dell’art. 10. Nel caso che
comunque la documentazione mancante od incompleta non fosse
presentata entro il termine, decade il diritto al contributo.
3. Il progetto completo verra’ trasmesso dal comune agli uffici del
Genio civile, una volta istruita la pratica, entro e non oltre
dieci giorni dalla conclusione dell’istruttoria, per sottoporre gli
atti all’approvazione di una conferenza dei servizi, composta
dall’ingegnere capo del Genio civile o suo delegato, dal
sovrintendente ai beni ambientali o suo delegato, dal sindaco o suo
delegato, che provvederanno ad esprimere il parere definitivo sui
progetti entro e non oltre trenta giorni dalla data di
presentazione.
Nel caso che la pratica istruita non venisse trasmessa dal comune
al Genio civile entro il termine suscritto (dieci giorni), il
titolare del contributo puo’ trasmettere direttamente la
documentazione al Genio civile, purche’ sia corredata da una
dichiarazione autenticata nella quale il titolare si assume la
responsabilita’ che tale documentazione e’ completamente uguale a
quella giacente presso il comune, e che e’ stata istruita e
completata secondo le richieste del comune. Il parere della
conferenza esaurisce gli obblighi derivanti dalla legge n. 1086 del
5 novembre 1971, dalla legge n. 64 del 2 febbraio 1974, nonche’
dalle leggi n. 1089/1939 e n. 1497/1939. Il parere della conferenza
viene espresso a maggioranza nel caso di dissenso motivato di uno o
piu’ rappresentanti degli enti suscritti.
Nel caso di assenza per piu’ di due convocazioni di uno o piu’ dei
componenti, il relativo parere di competenza si intendera’ come
acquisito. La conferenza si avvarra’ di un segretario, scelto fra i
funzionari in servizio presso l’ufficio del Genio civile
interessato, che avra’ diritto al compenso per lavoro straordinario
nel limite massimo di 50 ore mensili. Il sindaco indice la
conferenza dei servizi, sentito il Genio civile, entro il termine
succitato di trenta giorni.
4. Nel caso di dissenso motivato in sede di confe-renza dei servizi
dal rappresentante della sovrintendenza, la conferenza dei servizi
fornira’ le linee-guida per l’adeguamento della progettazione ai
progettisti, che dovranno adeguare il progetto a tali linee-guida.
Il progetto rivisto tornera’ alla conferenza dei servizi entro
trenta giorni.
Art. 12.
1. Le amministrazioni comunali dovranno emettere i provvedimenti di
competenza ivi compreso il certificato di abitabilita’ entro e non
oltre novanta giorni dalla richiesta o dal perfezionamento della
pratica, o comunque dalla data del certificato di collaudo o di
regolare esecuzione, di cui all’art. 7, comma 2, lettera c). In
mancanza si applica il principio del silenzio assenso.
2. Se l’unita’ strutturale e’ composta da proprieta’ pubbliche e
private, il progetto e l’intervento verranno eseguiti dal soggetto
attuatore pubblico. In questo caso il buono-contributo verra’
gestito dal soggetto attuatore, con la possibilita’ che, se
l’importo di tale buono-contributo non fosse sufficiente ad
effettuare l’intervento nella parte privata dell’unita’
strutturale, l’eventuale eccedenza sara’ a carico del soggetto
attuatore; nel caso contrario l’eccedenza residua del buono-
contributo al termine dei lavori verra’ restituita all’avente
diritto della proprieta’ privata. In ogni caso l’intervento nella
parte privata sara’ limitato alle opere strettamente necessarie al
recupero statico ed architettonico dell’immobile limitatamente alle
opere strutturali di consolidamento delle parti comuni l’ammontare
del contributo (per la parte privata) sara’ comunque calcolato ai
sensi dei precedenti articoli.
Art. 13.
1. Per la valutazione della soglia di danno e di vulnerabilita’
dell’unita’ strutturale si fara’ riferimento all’allegato A, per la
formulazione definitiva a seguito della legge 31 marzo 1998, n. 61.
Art. 14.
1. Tutte le pratiche gia’ ammesse a contributo e per le quali sia
gia’ stato rilasciato il relativo buono, nonche’ le eventuali
varianti successive, saranno regolate dalle norme delle precedenti
ordinanze, ad eccezione di quanto previsto all’art. 7, comma 2, nei
casi in cui non sia stato ancora emesso il certificato di collaudo
o di regolare esecuzione.
2. Per quanto non previsto nella presente ordinanza, valgono le
disposizioni previste nelle precedenti ordinanze.
3. Per le pratiche gia’ all’esame delle commissioni comunali, nei
casi in cui l’iter sia gia’ stato completato con le eventuali
integrazioni richieste, tali pratiche resteranno all’esame dalla
commissione, seguendo le procedure previste all’art. 12
dell’ordinanza 2212/92, e successive integrazioni e modificazioni.
Roma, 31 marzo 2000
Il Ministro: Bianco

ALLEGATO A
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