N. 103 ORDINANZA 8 - 10 aprile 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Imposta regionale sulle attivita' produttive (IRAP) - Redditi di lavoro autonomo - Possibilita' di dedurre dalla base imponibile spese e interessi passivi - Esclusione - Questione sollevata in via eventuale - Riferimento a decreto ministeriale carente di forza di legge | Architetto.info

N. 103 ORDINANZA 8 – 10 aprile 2002: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Imposta regionale sulle attivita’ produttive (IRAP) – Redditi di lavoro autonomo – Possibilita’ di dedurre dalla base imponibile spese e interessi passivi – Esclusione – Questione sollevata in via eventuale – Riferimento a decreto ministeriale carente di forza di legge

N. 103 ORDINANZA 8 - 10 aprile 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Imposta regionale sulle attivita' produttive (IRAP) - Redditi di lavoro autonomo - Possibilita' di dedurre dalla base imponibile spese e interessi passivi - Esclusione - Questione sollevata in via eventuale - Riferimento a decreto ministeriale carente di forza di legge - Manifesta inammissibilita'....

N. 103 ORDINANZA 8 – 10 aprile 2002.

Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale.

Imposta regionale sulle attivita’ produttive (IRAP) – Redditi di
lavoro autonomo – Possibilita’ di dedurre dalla base imponibile
spese e interessi passivi – Esclusione – Questione sollevata in via
eventuale – Riferimento a decreto ministeriale carente di forza di
legge – Manifesta inammissibilita’.
– Decreto del Ministro delle finanze 5 maggio 1998.
– Costituzione, art. 23.
Imposta regionale sulle attivita’ produttive (IRAP) – Disciplina –
Questione sollevata nei confronti dell’intero corpo normativo –
Omessa individuazione delle norme che determinerebbero la lamentata
lesione della Costituzione – Manifesta inammissibilita’.
– D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 (intero testo).
– Costituzione, artt. 3, 23, 35, 53, 76 e 77.
Imposte sui redditi – Possibilita’ di dedurre dalla base imponibile
l’imposta regionale sulle attivita’ produttive Esclusione –
Irrilevanza della questione – Manifesta inammissibilita’.
– D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 1.
– Costituzione, art. 3.
Imposta regionale sulle attivita’ produttive (IRAP) – Qualificazione
dell’imposta come reale – Asserita contraddittorieta’ con la
indeducibilita’ di spese e interessi – Riferibilita’ della
questione a norme diverse da quella denunciata – Manifesta
inammissibilita’.
– D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 1.
– Costituzione, art. 53.
Imposta regionale sulle attivita’ produttive (IRAP) – Acconto di
imposta – Determinazione rimessa all’autorita’ amministrativa –
Prospettata violazione del principio di riserva di legge – Difetto
di rilevanza – Manifesta inammissibilita’ della questione.
– D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 45.
– Costituzione, art. 23.
Imposta regionale sulle attivita’ produttive (IRAP) – Disciplina –
Individuazione della norma denunciata – Impossibilita’ – Manifesta
inammissibilita’ della questione.
– D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 5, primo e secondo comma,
ultima parte.
– Costituzione, artt. 3, 23 e 53.
Imposta regionale sulle attivita’ produttive (IRAP) – Istituzione –
Soggetti passivi dell’imposta – Asserita violazione del principio
di capacita’ contributiva e del principio di eguaglianza, per
disparita’ di trattamento dei lavoratori autonomi rispetto ai
lavoratori dipendenti e per equiparazione dell’attivita’ di lavoro
autonomo all’attivita’ di impresa – Manifesta infondatezza della
questione.
– D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, artt. 2, 3, 4, 8 e 11 ; e artt. 3,
comma 1, lettera c), e 36, comma 3; legge 23 dicembre 1996, n. 662,
art. 3, commi 143 e 144.
– Costituzione, artt. 3, 35, 53 e 76.

(GU n. 16 del 17-4-2002)
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
Presidente: Massimo VARI;
Giudici: Riccardo CHIEPPA, Gustavo ZAGREBELSKY, Valerio ONIDA,
Carlo MEZZANOTTE, Fernanda CONTRI, Guido NEPPI MODONA, Piero Alberto
CAPOTOSTI, Annibale MARINI, Franco BILE, Giovanni Maria FLICK,
Francesco AMIRANTE;

ha pronunciato la seguente

Ordinanza

nel giudizio di legittimita’ costituzionale degli artt. 1, 2, 3, 4,
8, 11 e 45 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446
(Istituzione dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive,
revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni
dell’I.r.pe.f. e istituzione di una addizionale regionale a tale
imposta, nonche’ riordino della disciplina dei tributi locali),
promosso con ordinanza emessa il 23 maggio 2000 e depositata il
19 dicembre 2000 dalla Commissione tributaria provinciale di Milano,
iscritta al n. 495 del registro ordinanze 2001 e pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 26, 1a serie speciale,
dell’anno 2001; nei giudizi di legittimita’ costituzionale
dell’art. 3, commi 143 e 144, della legge 23 dicembre 1996, n. 662
(Misure di razionalizzazione della finanza pubblica), e degli artt. 1
e seguenti del decreto legislativo n. 446 del 1997, promossi con
ordinanze emesse il 25 luglio 2000 (3 ordinanze) e depositate il
19 dicembre 2000 dalla Commissione tributaria provinciale di Milano,
rispettivamente iscritte ai nn. 496, 497 e 498 del registro ordinanze
2001 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 26, 1a
serie speciale, dell’anno 2001; nel giudizio di legittimita’
costituzionale del decreto legislativo n. 446 del 1997 e del decreto
del Ministro delle finanze 5 maggio 1998 (Condizioni in base alle
quali fissare l’entita’ della riduzione dell’acconto dovuto ai fini
dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive e quelle per la
determinazione dell’imposta dovuta all’esercizio in corso al 1
gennaio 1998, ai sensi dell’art. 45, commi 3 e 4, del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446), promosso con ordinanza emessa
il 30 settembre 2000 e depositata il 9 ottobre 2000 dalla Commissione
tributaria provinciale di Firenze, iscritta al n. 641 del registro
ordinanze 2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
n. 35, 1a serie speciale, dell’anno 2001; nel giudizio di
legittimita’ costituzionale degli artt. 1, comma 2, 3, comma 1,
lettera c) 5, commi 1 e 2, ultima parte, 11, comma 1, lettera c) 36,
comma 3, e 45, comma 3, del decreto legislativo n. 446 del 1997, come
modificato dal decreto legislativo 10 aprile 1998, n. 137, e dal
decreto legislativo 19 novembre 1998, n. 422, promosso con ordinanza
emessa il 25 novembre 1999 e depositata il 25 novembre 1999 dalla
Commissione tributaria provinciale di Milano, iscritta al n. 709 del
registro ordinanze 2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica n. 38, 1a serie speciale, dell’anno 2001; nei giudizi di
legittimita’ costituzionale degli artt. 1, 2, 3, 4, 36 e 45 del
decreto legislativo n. 446 del 1997 nonche’ dell’intero decreto
legislativo n. 446 del 1997, promossi con ordinanze emesse il
4 aprile 2001 ed il 13 dicembre 2000 ed entrambe depositate il
4 aprile 2001 dalla Commissione tributaria provinciale di Treviso,
iscritte ai nn. 872 e 873 del registro ordinanze 2001 e pubblicate
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 43, 1a serie speciale,
dell’anno 2001; nel giudizio di legittimita’ costituzionale del
decreto legislativo n. 446 del 1997, promosso con ordinanza emessa e
depositata il 25 ottobre 2000 dalla Commissione tributaria
provinciale di Isernia, iscritta al n. 911 del registro ordinanze
2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 45,
1a serie speciale, dell’anno 2001.
Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei
ministri;
Udito nella camera di consiglio del 27 febbraio 2002 il giudice
relatore Annibale Marini.
Ritenuto che, con ordinanza del 23 maggio 2000, depositata il
19 dicembre 2000, la Commissione tributaria provinciale di Milano ha
sollevato, in riferimento agli artt. 3, 23, 53 e 76 della
Costituzione, questione di legittimita’ costituzionale degli artt. 1,
2, 3, 4, 8 e 11 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446
(Istituzione dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive,
revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni
dell’I.r.pe.f. e istituzione di una addizionale regionale a tale
imposta, nonche’ riordino della disciplina dei tributi locali),
“nella parte in cui non si discriminano i lavoratori autonomi dagli
imprenditori e viceversa, discriminano i lavoratori autonomi dai
dipendenti”, nonche’, nella sola parte motiva dell’ordinanza,
dell’art. 45 del medesimo decreto legislativo;
che le norme denunciate violerebbero il principio di
eguaglianza e, precludendo la deducibilita’ delle spese sostenute per
dipendenti e collaboratori e di quelle per interessi passivi,
sarebbero anche in contrasto con il principio di capacita’
contributiva garantito dall’art. 53 Cost;
che l’art. 45 violerebbe il principio di riserva di legge in
materia tributaria, rimettendo all’autorita’ amministrativa la
determinazione dell’acconto di imposta;
che, con altre tre ordinanze, di contenuto analogo, emesse il
25 luglio 2000 e depositate il 19 dicembre 2000, la medesima
Commissione tributaria provinciale di Milano ha sollevato, in
riferimento agli artt. 3, 23, 35, 53 e 76 Cost., questione di
legittimita’ costituzionale dell’art. 3, commi 143 e 144, della legge
23 dicembre 1996, n. 662 (Misure di razionalizzazione della finanza
pubblica), “e per l’effetto degli artt. 1 e segg. del D. Lgs.vo
15-12-1997 n. 446”;
che il giudice rimettente, in aggiunta ai profili evocati
nella precedente ordinanza, assume che le norme denunciate, colpendo
il valore aggiunto prodotto dal contribuente senza alcun riferimento
al risultato economico dell’attivita’ svolta, determinerebbero una
“oggettivizzazione” del prelievo fiscale tale da violare il principio
di capacita’ contributiva e penalizzare l’attivita’ lavorativa
autonoma, con conseguente violazione dell’art. 35 Cost;
che, inoltre, l’aumento del carico tributario gravante sui
soggetti produttori di reddito di lavoro autonomo, conseguente
all’introduzione dell’Imposta regionale sulle attivita’ produttive
(I.R.A.P.), si porrebbe in contrasto con il criterio direttivo,
contenuto nella legge delega, rappresentato dalla finalita’ di
ridurre il costo del lavoro e il prelievo complessivo che grava sui
redditi di lavoro autonomo, rendendo palese la violazione
dell’art. 76 Cost;
che, con ordinanza del 30 settembre 2000, depositata il
9 ottobre 2000, la Commissione tributaria provinciale di Fir…

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