N. 151 ORDINANZA 22 aprile - 3 maggio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Edilizia e urbanistica - Edifici di nuova costruzione - Riserva di aree destinate a parcheggi - Inapplicabilita' agli edifici costruiti anteriormente al 1 settembre 1967 | Architetto.info

N. 151 ORDINANZA 22 aprile – 3 maggio 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Edilizia e urbanistica – Edifici di nuova costruzione – Riserva di aree destinate a parcheggi – Inapplicabilita’ agli edifici costruiti anteriormente al 1 settembre 1967

N. 151 ORDINANZA 22 aprile - 3 maggio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Edilizia e urbanistica - Edifici di nuova costruzione - Riserva di aree destinate a parcheggi - Inapplicabilita' agli edifici costruiti anteriormente al 1 settembre 1967 (data di entrata in vigore della legge n. 765 del 1967) - Prospettata violazione del....

N. 151 ORDINANZA 22 aprile – 3 maggio 2002.

Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale.

Edilizia e urbanistica – Edifici di nuova costruzione – Riserva di
aree destinate a parcheggi – Inapplicabilita’ agli edifici
costruiti anteriormente al 1 settembre 1967 (data di entrata in
vigore della legge n. 765 del 1967) – Prospettata violazione del
dovere di solidarieta’ e del principio di eguaglianza, con
limitazione della liberta’ economica del costruttore e della
proprieta’ privata – Difetto di motivazione in ordine alla
rilevanza della questione – Manifesta inammissibilita’.
– Legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 41-sexies, introdotto
dall’art. 18 della legge 6 agosto 1967, n. 765.
– Costituzione, artt. 2, 3, 41, secondo comma, e 42, secondo comma.

(GU n. 18 del 8-5-2002)
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
Presidente: Massimo VARI;
Giudici: Riccardo CHIEPPA, Gustavo ZAGREBELSKY, Valerio ONIDA,
Carlo MEZZANOTTE, Fernanda CONTRI, Guido NEPPI MODONA, Piero Alberto
CAPOTOSTI, Annibale MARINI, Franco BILE, Giovanni Maria FLICK,
Francesco AMIRANTE;

ha pronunciato la seguente

Ordinanza

nel giudizio di legittimita’ costituzionale dell’art. 41-sexies della
legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica), introdotto
dall’art. 18 della legge 6 agosto 1967, n. 765 (Modifiche ed
integrazioni alla legge urbanistica 17 agosto 1942, n. 1150),
promosso con ordinanza emessa il 7 gennaio 2001 dal Tribunale di
Napoli nel procedimento civile vertente tra Mileto Patrizia e il
condominio via S. Gennaro al Vomero n. 20 di Napoli, iscritta al
n. 552 del registro ordinanze 2001 e pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica n. 32, 1a serie speciale, dell’anno 2001.
Visti l’atto di costituzione di Mileto Patrizia, nonche’ l’atto
di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;
Udito nella camera di consiglio del 27 febbraio 2002 il giudice
relatore Riccardo Chieppa.
Ritenuto che con ordinanza decisa il 7 gennaio 2001 e depositata
il 30 gennaio 2001 (R.o. n. 552 del 2001), il Tribunale di Napoli ha
sollevato questione incidentale di legittimita’ costituzionale
dell’art. 41-sexies della legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge
urbanistica), introdotto dall’art. 18 della legge 6 agosto 1967,
n. 765 (Modifiche ed integrazioni alla legge urbanistica 17 agosto
1942, n. 1150), che ha prescritto che “nelle nuove costruzioni, ed
anche nelle aree di pertinenza delle costruzioni stesse, debbono
essere riservati appositi spazi per parcheggi in misura non inferiore
ad un metro quadrato per ogni 20 metri cubi di costruzione”;
che il giudice a quo, premesso che in dottrina e in
giurisprudenza prevale l’opinione secondo la quale la norma censurata
costituirebbe fonte di un diritto reale di uso, non sostituibile,
come tale, con altro rapporto di natura personale, finalizzato a
consentire la disponibilita’ a pagamento, seppure ad esclusivo favore
dei condomini, di un’area riservata alla proprieta’ esclusiva di
alcuni di essi o di terzi, ha rilevato che “sembra univoco”
l’orientamento giurisprudenziale secondo il quale l’espressa dizione
“nuove costruzioni” contenuta nel testo dell’art. 41-sexies ne
preclude l’applicazione agli edifici costruiti anteriormente al 1
settembre 1967, data di entrata in vigore della legge n. 765 del
1967;
che l’anzidetta interpretazione legittimerebbe, ad avviso del
rimettente, un dubbio di costituzionalita’ della norma in esame;
infatti, il dovere di solidarieta’ economica previsto dall’art. 2
della Costituzione sarebbe incompatibile con la interpretazione di
cui si tratta, che si tradurrebbe in un discriminante vantaggio, in
contrasto altresi’ con l’art. 3 della Costituzione, per i soli
acquirenti di immobili costruiti successivamente alla entrata in
vigore della citata legge n. 765 del 1967, avendo essi la gratuita
disponibilita’, imposta dal vincolo di destinazione, di aree di
parcheggio site nell’ambito del fabbricato, ancorche’ di proprieta’
di terzi;
che la norma censurata recherebbe – sempre secondo
l’ordinanza di rimessione – altresi’ vulnus all’art. 41, secondo
comma, della Costituzione, sotto il profilo che il vincolo di
destinazione da essa imposto inciderebbe sul regime privatistico dei
beni in virtu’ della sua natura pubblicistica, limitando la liberta’
del costruttore di disporre dell’intera area fabbricabile proprio in
funzione della tutela dell’utilita’ sociale sancita dalla citata
norma costituzionale, utilita’ sociale della quale, pero’, non
terrebbe conto la legge n. 1150 del 1942, non imponendo la predetta
limitazione;
che, inoltre, per le medesime ragioni, la norma in questione
si porrebbe in contrasto con l’art. 42, secondo comma, della
Costituzione;
che nel giudizio innanzi alla Corte ha spiegato intervento il
Presidente del Consiglio dei ministri, con il patrocinio
dell’Avvocatura generale dello Stato, che ha concluso per la
infondatezza della questione, osservando che la ratio legis sottesa
all’intervento normativo di cui si tratta e’ stata unicamente quella
di decongestionare il carico urbanistico che, a partire dalla meta’
degli anni 60, si era venuto a determinare sul territorio nazionale,
in conseguenza della crescita esponenziale della motorizzazione;
che la difesa statale ha sottolineato che una sopravvenuta
valutazione della utilita’ sociale sarebbe intervenuta solo da quel
momento storico, e tale nuova valutazione, tradotta nella normativa
del 1967, avrebbe da quel momento in avanti determinato un limite
alla liberta’ di iniziativa del costruttore;
che, sempre secondo l’Avvocatura generale dello Stato,
competerebbe alla discrezionalita’ del legislatore sindacabile in
questa sede – solo sotto il profilo della ragionevolezza – la
determinazione del dies a quo dal quale far decorrere un vincolo
urbanistico alla proprieta’ privata in vista della soddisfazione
dell’interesse pubblico concretizzatosi nella sua pressante rilevanza
a seguito del progresso socio-economico della collettivita’. Del
resto, conclude la memoria, le determinazioni sulla decorrenza di una
nuova normativa sono riservate al legislatore e non sono sindacabili,
ove non irragionevoli, in sede di contenzioso costituzionale;
che si e’ costituita la dott.ssa Patrizia Mileto, parte
attrice del giudizio a quo, con ampia memoria senza data, pervenuta a
mezzo posta una prima volta il 19 aprile 2001, prima che si
perfezionasse la trasmissione alla Corte costituzionale
dell’ordinanza di rimessione, ed una seconda volta il 13 ottobre
2001, dopo la scadenza del prescritto termine dalla pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, con illustrazione delle
ragioni della illegittimita’ costituzionale della norma denunciata, e
concludendo, in subordine, per la infondatezza della questione, sotto
il profilo della applicabilita’ della norma denunciata anche alle
aree da adibire a parcheggio comunque annesse a fabbricati realizzati
fino al 1 settembre 1967;
che, nella imminenza della data del 27 febbraio 2002, fissata
per la camera di consiglio, con una seconda memoria in data
6 febbraio 2002, depositata il 14 febbraio 2002, la predetta Mileto
ha confermato le precedenti conclusioni, insistendo nei profili
prospettati.
Considerato che il giudice a quo ha motivato ampiamente, ma in
termini astratti, e senza alcun riferimento al caso sottoposto al suo
esame, il contrasto con gli articoli 2, 3, 41, secondo comma, 42,
secondo comma, della Costituzione, della norma dell’art. 41-sexies
della legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica), introdotto
dall’art. 18 della legge 6 agosto 1967, n. 765 (Modifiche ed
integrazioni alla legge urbanistica 17 agosto 1942, n. 1150), facendo
riferimento al testo originario “spazi per parcheggi in misura non
inferiore ad un metro quadrato per ogni 20 metri cubi di
costruzione”) e non a quello successivamente modificato (art. 2,
comma 2, della legge 24 marzo 1989, n. 122, recante “Disposizioni in
materia di parcheggi, programma triennale per le aree
urbane maggiormente popolate, nonche’ modificazioni di alcune norme
del testo unico sulla disciplina della circolazione stradale,
approvato con decreto del Presidente della Repubbblica 15 giugno
1959, n. 393”) nel rapporto, con la elevazione dello spazio riservato
ad un metro quadrato per ogni 10 metri cubi di costruzione;
che l’ordinanza di rimessione si limita ad indicare le
ragioni dei dubbi interpretativi in ordine alla preclusione,
derivante dal dato testuale “nelle nuove costruzioni”,
dell’applicazione della norma agli edifici costruiti anteriormente al
1 settembre 1967 – preclusione conforme ad un orientamento
giurisprudenziale qualificato “univoco” – senza indicare ne’
tantomeno valutare nessuno degli elementi e delle circostanze
necessarie ai fini del giudizio di rilevanza della questione sulla
lite in corso;
che, infatti, nell’ordinanza si indicano solo le parti
private specificate nominativamente – tra cui il Condominio del
fabbricato – senza alcuna qualificazione, ed il generico oggetto del
giudizio quale “costituzione di diritto reale d’uso ex art. 41-sexies
introdotto nella legge n. 1150 del 1942, dall’art. 18 della legge
n. 765 del 1967”, senza tuttavia indicare la qualita’ delle parti
(costruttore, venditore, acquirente diretto o successivo da …

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