N. 271 SENTENZA 17 - 24 giugno 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Giudice a quo - Commissione dei ricorsi contro i provvedimenti dell'ufficio italiano brevetti e marchi - Legittimazione a sollevare questioni di legittimita' costituzionale. Industria e commercio - Brevetti per invenzioni industriali | Architetto.info

N. 271 SENTENZA 17 – 24 giugno 2002: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Giudice a quo – Commissione dei ricorsi contro i provvedimenti dell’ufficio italiano brevetti e marchi – Legittimazione a sollevare questioni di legittimita’ costituzionale. Industria e commercio – Brevetti per invenzioni industriali

N. 271 SENTENZA 17 - 24 giugno 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Giudice a quo - Commissione dei ricorsi contro i provvedimenti dell'ufficio italiano brevetti e marchi - Legittimazione a sollevare questioni di legittimita' costituzionale. Industria e commercio - Brevetti per invenzioni industriali - Decadenza dal brevetto in caso di mancato pagamento della tassa annuale di concessione.....

N. 271 SENTENZA 17 – 24 giugno 2002.

Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale.

Giudice a quo – Commissione dei ricorsi contro i provvedimenti
dell’ufficio italiano brevetti e marchi – Legittimazione a
sollevare questioni di legittimita’ costituzionale.
Industria e commercio – Brevetti per invenzioni industriali –
Decadenza dal brevetto in caso di mancato pagamento della tassa
annuale di concessione – Lamentata irragionevole onerosita’ della
sanzione, in contrasto con il principio di promozione della ricerca
scientifica e tecnica e di tutela del lavoro e con disparita’ di
trattamento, rispetto al caso di mancata attuazione dell’invenzione
brevettata e ad altri diritti di proprieta’ intellettuale – Non
fondatezza della questione.
– R.D. 29 giugno 1939, n. 1127, art. 55.
– Costituzione, artt. 3, 9 e 35.

(GU n. 26 del 3-7-2002)
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
Presidente: Cesare RUPERTO;
Giudici: Massimo VARI, Riccardo CHIEPPA, Gustavo ZAGREBELSKY,
Valerio ONIDA, Carlo MEZZANOTTE, Fernanda CONTRI, Guido NEPPI MODONA,
Piero Alberto CAPOTOSTI, Annibale MARINI, Franco BILE, Giovanni Maria
FLICK, Francesco AMIRANTE;

ha pronunciato la seguente

Sentenza

nel giudizio di legittimita’ costituzionale dell’art. 55 del regio
decreto 29 giugno 1939, n. 1127 (Testo delle disposizioni legislative
in materia di brevetti per invenzioni industriali), promosso con
ordinanza emessa il 2 marzo 2001 dalla Commissione dei ricorsi contro
i provvedimenti dell’Ufficio italiano brevetti e marchi sul ricorso
proposto da Franco Prinari, iscritta al n. 816 del registro ordinanze
2001 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 41, 1a
serie speciale, dell’anno 2001.
Visto l’atto di intervento del Presidente del Consiglio dei
ministri;
Udito nella camera di consiglio del 10 aprile 2002 il giudice
relatore Franco Bile.

Ritenuto in fatto

1. – Con ordinanza del 2 marzo 2001, la Commissione dei ricorsi
contro i provvedimenti dell’Ufficio italiano brevetti e marchi ha
sollevato, in riferimento agli articoli 3, 9 e 35 della Costituzione,
questione di legittimita’ costituzionale dell’art. 55 del regio
decreto 29 giugno 1939, n. 1127 (Testo delle disposizioni legislative
in materia di brevetti per invenzioni industriali), in quanto la
previsione, in esso contenuta, della sanzione della decadenza dal
brevetto per invenzione industriale per il mancato pagamento, entro
sei mesi dalla scadenza, della tassa annuale dovuta, sarebbe in
contrasto con la tutela dello sviluppo della ricerca scientifica e
tecnica e del diritto al lavoro, nonche’ irragionevole, per non
essere proporzionata alla gravita’ della violazione ed all’esigenza
di tutela dell’interesse protetto.
La questione e’ stata sollevata nel corso del giudizio di
impugnazione introdotto da Franco Prinari avverso il provvedimento
del 16 dicembre 1998, con il quale l’Ufficio italiano brevetti e
marchi ha dichiarato la sua decadenza dal brevetto rilasciatogli il
27 gennaio 1992, relativamente ad un’invenzione indicata con il
titolo “servocambio fluidodinamico”.
In ordine alla vicenda oggetto di giudizio la rimettente
riferisce che l’ufficio aveva dichiarato la decadenza dal brevetto,
con provvedimento del 16 dicembre 1998, nel presupposto dell’omesso
pagamento della tassa della quarta e quinta annualita’,
rispettivamente per il 1991 ed il 1992; che il Prinari aveva
impugnato il provvedimento e ne aveva dedotto l’illegittimita’ per
carenza di motivazione ed insussistenza del preteso inadempimento
delle due annualita’; che nelle conclusioni il ricorrente aveva
chiesto anche sollevarsi questione di legittimita’ costituzionale
dell’art. 55 cit. nella parte in cui non prevederebbe un formale atto
di diffida per la regolarizzazione preventivo alla decadenza.
La rimettente – ritenuta la tempestivita’ del ricorso – rileva
che nel merito esso non apparirebbe fondato ed il provvedimento
sarebbe legittimo, giacche’ effettivamente non sarebbe stato provato
dal ricorrente il pagamento delle due annualita’ per il 1991 ed il
1992.
2. – La rimettente argomenta, quindi, la non manifesta
infondatezza della sollevata questione, osservando che la sanzione
della decadenza non sarebbe funzionale alla tutela dell’interesse
erariale al prelievo sulle concessioni governative ed anzi lo
penalizzerebbe, in conseguenza della perdita delle annualita’ della
tassa di mantenimento per la durata ventennale, che altrimenti
avrebbe la privativa. In realta’ la decadenza avrebbe una diversa
finalita’, alla stregua delle seguenti considerazioni: a) nel quadro
della garanzia costituzionale della liberta’ di iniziativa economica
privata (art. 41 Cost.), le privative industriali si presenterebbero
“come regimi eccezionali dell’impresa, in quanto sottraggono
temporaneamente alla concorrenza .. le produzioni tecnicamente
innovative” dando luogo ad un “privilegio” per il titolare; b) tanto
giustificherebbe l’imposizione al medesimo di particolari oneri e la
previsione della sanzione della perdita del privilegio per il caso
della loro inosservanza: il pagamento delle annualita’ di
mantenimento sarebbe appunto uno di tali oneri; un altro sarebbe
l’attuazione tempestiva e continuata dell’invenzione brevettata.
Tuttavia, pur individuata nei suddetti termini la funzione della
decadenza per mancato pagamento delle annualita’, tale sanzione
sembra alla rimettente eccessivamente rigorosa, in quanto la
previsione di oneri per la conservazione delle privative a garanzia
della liberta’ di iniziativa economica dovrebbe avvenire in modo
compatibile con gli altri valori costituzionali che il brevetto
intende promuovere. Tra questi vi sarebbe quello della tutela del
lavoro “in tutte le sue forme ed applicazioni” ex art. 35 della
Costituzione e quello dello “sviluppo della ricerca scientifica e
tecnica”, posto che non potrebbe dubitarsi che l’attribuzione a chi
innova o investe risorse economiche nell’innovazione della riserva
del suo sfruttamento economico temporaneo “stimoli il lavoro
intellettuale di ricerca applicata all’innovazione tecnica, quanto la
destinazione di risorse all’innovazione”. Sotto tale profilo, secondo
la rimettente, la decadenza dal brevetto per mancato pagamento di un
tributo, come la tassa di concessione governativa, sarebbe “una
sanzione sovradimensionata rispetto all’inadempimento
dell’obbligazione” in questione, che potrebbe sanzionarsi con una
soprattassa o penalita’.
Inoltre, risulterebbe di dubbia razionalita’, “nella prospettiva
del principio di parita’ di trattamento, da intendersi come principio
di proporzionalita’ della regola alla realta’ regolata (art. 3 della
Costituzione)”. Invero, la restituzione al regime di libera
concorrenza dello sfruttamento imprenditoriale della innovazione ed
il disconoscimento degli interessi ad una remunerazione del lavoro
creativo e degli investimenti dell’inventore, provocati dalla
decadenza, sembrerebbero “risalire ad una illegalita’ (il mancato
pagamento di una tassa) che con la costituzione economica ha poco o
nulla a che fare” apparendo la regolarita’ del versamento del tributo
funzionale ad interessi di gettito dell’amministrazione e non gia’ ad
“interessi correlati all’assetto, concorrenziale o monopolistico, del
mercato e al contributo che l’assetto prescelto puo’ dare alla
crescita tecnologica del Paese”.
L’irragionevolezza della sanzione della decadenza sarebbe,
inoltre, ben piu’ evidente, ove si consideri: a) che l’inadempimento
di un onere ben piu’ significativo (in quanto pregiudica l’interesse
collettivo a fruire dell’innovazione), quale quello dell’attuazione
dell’invenzione brevettata non e’ sanzionato con la decadenza, bensi’
con la soggezione del brevettante inerte a licenza obbligatoria “a
favore di ogni interessato che ne faccia richiesta” (giusta l’art. 54
del r.d. n. 1127 del 1939, come novellato dal d.P.R. 26 febbraio
1968, n. 849), in linea con quanto dispone il diritto internazionale
della proprieta’ industriale, e particolarmente l’art. 5/A della
Convenzione dell’Unione di Parigi del 20 marzo 1883, nel testo
riveduto a Stoccolma il 14 luglio 1967 e ratificato in Italia con la
legge 28 aprile 1976, n. 424 (Ratifica ed esecuzione di accordi
internazionali in materia di proprieta’ intellettuale, adottato a
Stoccolma il 14 luglio 1976) e l’art. 31 del recente Accordo TRIPS
(testo di Marrakech del15 aprile 1994), ratificato in Italia con la
legge 29 dicembre 1994, n. 747 (Ratifica ed esecuzione degli atti
concernenti i risultati dei negoziati dell’Uruguay Round, adottati a
Marrakech il 15 aprile 1994); b) che il diritto comunitario e
nazionale (vengono citati gli artt. 30, 81 e 82 del Trattato CE e gli
artt. 2 e 3 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, Norme per la tutela
della concorrenza e del mercato) a tutela della liberta’ di
concorrenza e della libera circolazione dei prodotti e dei servizi
nel mercato interno, pur non rifiutando la privativa offrono come
strumento per temperarne gli effetti la repressione della posizione
dominante; c) che la precarieta’ in difetto di regolare versamento
della tassa di mantenimento non sussiste per altri diritti di
proprieta’ intellettuale, come la registrazione delle topografie dei
prodotti a semiconduttori (legge 21 febbraio 1989, n. 70, Norme per
la tutela giuridica delle topografie dei prodotti a semiconduttori),
per cui non e’ prevista una tassa…

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