N. 287 ORDINANZA 19 - 26 giugno 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Locazione di immobili urbani - Canone - Differenza tra canone pattizio e canone legale (equo) - Diritto del locatario alla ripetizione nei soli casi di risoluzione per morosita' del contratto di locazione - Difetto di motivazione della questione | Architetto.info

N. 287 ORDINANZA 19 – 26 giugno 2002: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Locazione di immobili urbani – Canone – Differenza tra canone pattizio e canone legale (equo) – Diritto del locatario alla ripetizione nei soli casi di risoluzione per morosita’ del contratto di locazione – Difetto di motivazione della questione

N. 287 ORDINANZA 19 - 26 giugno 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Locazione di immobili urbani - Canone - Differenza tra canone pattizio e canone legale (equo) - Diritto del locatario alla ripetizione nei soli casi di risoluzione per morosita' del contratto di locazione - Difetto di motivazione della questione - Manifesta....

N. 287 ORDINANZA 19 – 26 giugno 2002.

Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale.

Locazione di immobili urbani – Canone – Differenza tra canone
pattizio e canone legale (equo) – Diritto del locatario alla
ripetizione nei soli casi di risoluzione per morosita’ del
contratto di locazione – Difetto di motivazione della questione –
Manifesta inammissibilita’.
– Legge 27 luglio 1978, n. 392, art. 79, secondo comma, nonche’ artt.
79, primo comma e 12, primo comma.
– Costituzione, artt. 2, 3 e 42.
Locazione di immobili urbani – Canone – Possibilita’ di porre a
carico dell’erario la differenza tra canone pattizio e canone
legale (equo) – Omessa previsione – Difetto di motivazione della
questione – Manifesta inammissibilita’.
– Legge 27 luglio 1978, n. 392, art. 79, primo e secondo comma, 12,
13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24 e 25.
– Costituzione, artt. 2, 3 e 53.

(GU n. 26 del 3-7-2002)
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
Presidente: Cesare RUPERTO;
Giudici: Massimo VARI, Riccardo CHIEPPA, Gustavo ZAGREBELSKY,
Valerio ONIDA, Carlo MEZZANOTTE, Fernanda CONTRI, Guido NEPPI MODONA,
Piero Alberto CAPOTOSTI, Annibale MARINI, Giovanni Maria FLICK,
Francesco AMIRANTE, Ugo DE SIERVO, Romano VACCARELLA;

ha pronunciato la seguente

Ordinanza

nel giudizio di legittimita’ costituzionale dell’art. 79, secondo
comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni
di immobili urbani) e degli artt. 79, primo comma, e 12, primo comma,
della medesima legge, nonche’ della questione di legittimita’
costituzionale degli artt. 79, primo e secondo comma, 12, 13, 14, 15,
16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24 e 25 della medesima legge,
promosso con ordinanza emessa il 26 aprile 2001 dal Tribunale di
Genova nel procedimento civile vertente tra Hilole Ahmed Moallim e
Filippini Marco, iscritta al n. 609 del registro ordinanze 2001 e
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 34, 1a serie
speciale, dell’anno 2001.
Visto l’atto di intervento del Presidente del Consiglio dei
ministri;
Udito nella camera di consiglio dell’8 maggio 2002 il giudice
relatore Fernanda Contri.
Ritenuto che il Tribunale di Genova, con ordinanza emessa il
26 aprile 2001, ha sollevato, in riferimento agli artt. 2, 3 e 42
della Costituzione, questione di legittimita’ costituzionale
dell’art. 79, secondo comma, della legge 27 luglio 1978, n. 392
(Disciplina delle locazioni di immobili urbani) e, conseguentemente,
degli artt. 79, primo comma, e 12, primo comma, della medesima legge,
“nella parte in cui l’art. 79 non limiti il diritto del locatario di
ripetere la differenza tra canone equo e canone pattizio
(regolarmente corrisposto) ai soli casi in cui il locatario stesso
dimostri che il contratto di locazione si sia risolto per morosita’,
conseguente a impotenza finanziaria dovuta al pregresso pagamento di
tali differenze”;
che il medesimo Tribunale ha inoltre sollevato, in
riferimento agli artt. 2, 3 e 53 della Costituzione, questione di
legittimita’ costituzionale degli artt. 79, primo e secondo comma,
12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24 e 25 della legge
n. 392 del 1978, “nella parte in cui i citati articoli non prevedano
che la differenza tra il canone equo e quello pattizio sia a carico
dell’erario”;
che, ad avviso del rimettente, i limiti alla proprieta’ e
alla liberta’ contrattuale sarebbero legittimi solo se diretti a
rimediare alla carenza di offerta di alloggi e alla debolezza
contrattuale della categoria dei conduttori;
che, tuttavia, qualora il conduttore corrisponda regolarmente
il canone pattuito in misura superiore a quella legale, dimostrando
per cio’ solo di non essere in posizione di debolezza, verrebbero
meno quelle ragioni di tutela in base alle quali si giustifica la
legittimita’ costituzionale delle norme cogenti contenute nella legge
n. 392 del 1978 e l’eventuale ordine del giudice, di ripristinare
l’equo canone per il periodo nel quale non e’ stato rispettato, non
sarebbe piu’ funzionale alle anzidette ragioni di tutela;
che nella materia delle locazioni, mentre si giustifica la
scelta del legislatore di imporre un regime di blocco degli sfratti
in una situazione di carenza di abitazioni, non sarebbe invece
giustificabile il sacrificio conseguente all’imposizione di un canone
di locazione inferiore alle condizioni di mercato, il quale
graverebbe solo sui proprietari di abitazioni, anziche’ sulla
collettivita’ e quindi sull’erario;
che pertanto non solo l’art. 79 ma anche gli artt. da 12 a 25
della legge sull’equo canone sarebbero illegittimi per contrasto con
gli artt. 3 e 53 della Costituzione, poiche’ non prevedono che la
differenza tra equo canone e canone di mercato sia posta a carico
dell’erario;
che e’ intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri,
rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato,
sostenendo l’inammissibilita’ della questione per mancanza di
qualsiasi indicazione sulla sua rilevanza e nel merito la
infondatezza della medesima.
Considerato che l’ordinanza di rimessione e’ gravemente carente
sotto piu’ profili;
che difetta sia la descrizione degli elementi della
fattispecie all’esame del giudice a quo sia la motivazione sulla
rilevanza delle questioni;
che anche la motivazione circa la non manifesta infondatezza
e’ priva dei necessari requisiti di chiarezza, risultando
confusamente prospettate plurime censure di incostituzionalita’ che
investirebbero numerose norme della legge sull’equo canone;
che per le anzidette ragioni le questioni sono manifestamente
inammissibili.
Visti gli artt. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953,
n. 87, e 9, secondo comma, delle norme integrative per i giudizi
davanti alla Corte costituzionale.

Per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
Dichiara la manifesta inammissibilita’ delle questioni di
legittimita’ costituzionale dell’art. 79, secondo comma, della legge
27 luglio 1978, n. 392 (Disciplina delle locazioni di immobili
urbani) e degli artt. 79, primo comma, e 12, primo comma, della
medesima legge, in riferimento agli artt. 2, 3 e 42 della
Costituzione, nonche’ della questione di legittimita’ costituzionale
degli artt. 79, primo e secondo comma, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18,
19, 20, 21, 22, 23, 24 e 25 della medesima legge, in riferimento agli
artt. 2, 3 e 53 della Costituzione, sollevate dal Tribunale di Genova
con l’ordinanza in epigrafe.
Cosi’ deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,
Palazzo della Consulta, il 19 giugno 2002.
Il Presidente: Ruperto
Il redattore: Contri
Il cancelliere:Di Paola
Depositata in cancelleria il 26 giugno 2002.
Il direttore della cancelleria:Di Paola
02C0629

N. 287 ORDINANZA 19 – 26 giugno 2002: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Locazione di immobili urbani – Canone – Differenza tra canone pattizio e canone legale (equo) – Diritto del locatario alla ripetizione nei soli casi di risoluzione per morosita’ del contratto di locazione – Difetto di motivazione della questione

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