N. 376 SENTENZA 22 - 28 novembre 2001: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Giudice rimettente - Collegio arbitrale - Legittimazione a sollevare questione di legittimita' costituzionale in via incidentale - Sussistenza. - Legge cost. 9 febbraio 1948, n. 1. Arbitrato - Opere pubbliche - Divieto di arbitrato nelle controversie riguardanti il programma per la ricostruzione di territori colpiti da calamita' naturali - Applicazione del divieto alle controversie relative al programma di edilizia residenziale per Napoli (titolo VIII della legge n. 219 del 1981) - Asserita esorbitanza dai limiti alla decretazione d'urgenza e alla legislazione delegata, nonche' violazione del canone della ragionevolezza e del principio di eguaglianza - Non fondatezza della questione. - D.L. 11 giugno 1998, n. 180 (convertito, con modificazioni, nella legge 3 agosto 1998, n. 267), art. 3, comma 2; d.lgs. 20 settembre 1999, n. 354, art. 8, comma 1, lettera d). | Architetto.info

N. 376 SENTENZA 22 – 28 novembre 2001: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Giudice rimettente – Collegio arbitrale – Legittimazione a sollevare questione di legittimita’ costituzionale in via incidentale – Sussistenza. – Legge cost. 9 febbraio 1948, n. 1. Arbitrato – Opere pubbliche – Divieto di arbitrato nelle controversie riguardanti il programma per la ricostruzione di territori colpiti da calamita’ naturali – Applicazione del divieto alle controversie relative al programma di edilizia residenziale per Napoli (titolo VIII della legge n. 219 del 1981) – Asserita esorbitanza dai limiti alla decretazione d’urgenza e alla legislazione delegata, nonche’ violazione del canone della ragionevolezza e del principio di eguaglianza – Non fondatezza della questione. – D.L. 11 giugno 1998, n. 180 (convertito, con modificazioni, nella legge 3 agosto 1998, n. 267), art. 3, comma 2; d.lgs. 20 settembre 1999, n. 354, art. 8, comma 1, lettera d).

N. 376 SENTENZA 22 - 28 novembre 2001: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Giudice rimettente - Collegio arbitrale - Legittimazione a sollevare questione di legittimita' costituzionale in via incidentale - Sussistenza. - Legge cost. 9 febbraio 1948, n. 1. Arbitrato - Opere pubbliche - Divieto di arbitrato nelle controversie riguardanti il programma per la ricostruzione di territori colpiti da calamita' naturali - Applicazione del divieto alle controversie relative al programma di edilizia residenziale per Napoli (titolo VIII della legge n. 219 del 1981) - Asserita esorbitanza dai limiti alla decretazione d'urgenza e alla legislazione delegata, nonche' violazione del canone della ragionevolezza e del principio di eguaglianza - Non fondatezza della questione. - D.L. 11 giugno 1998, n. 180 (convertito, con modificazioni, nella legge 3 agosto 1998, n. 267), art. 3, comma 2; d.lgs. 20 settembre 1999, n. 354, art. 8, comma 1, lettera d). - Costituzione, artt. 3, 24, 76, 77 e 97. (GU n. 47 del 5-12-2001)

N. 376 SENTENZA 22 – 28 novembre 2001.

Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale.

Giudice rimettente – Collegio arbitrale – Legittimazione a sollevare
questione di legittimita’ costituzionale in via incidentale –
Sussistenza.
– Legge cost. 9 febbraio 1948, n. 1.
Arbitrato – Opere pubbliche – Divieto di arbitrato nelle controversie
riguardanti il programma per la ricostruzione di territori colpiti
da calamita’ naturali – Applicazione del divieto alle controversie
relative al programma di edilizia residenziale per Napoli (titolo
VIII della legge n. 219 del 1981) – Asserita esorbitanza dai limiti
alla decretazione d’urgenza e alla legislazione delegata, nonche’
violazione del canone della ragionevolezza e del principio di
eguaglianza – Non fondatezza della questione.
– D.L. 11 giugno 1998, n. 180 (convertito, con modificazioni, nella
legge 3 agosto 1998, n. 267), art. 3, comma 2; d.lgs. 20 settembre
1999, n. 354, art. 8, comma 1, lettera d).
– Costituzione, artt. 3, 24, 76, 77 e 97.

(GU n. 47 del 5-12-2001)
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
Presidente: Cesare RUPERTO;
Giudici: Fernando SANTOSUOSSO, Massimo VARI, Riccardo CHIEPPA,
Gustavo ZAGREBELSKY, Valerio ONIDA, Carlo MEZZANOTTE, Fernanda
CONTRI, Guido NEPPI MODONA, Piero Alberto CAPOTOSTI, Annibale MARINI,
Franco BILE, Giovanni Maria FLICK;

ha pronunciato la seguente

Sentenza

nel giudizio di legittimita’ costituzionale dell’art. 3, comma 2, del
decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180 (Misure urgenti per la
prevenzione del rischio idrogeologico ed a favore delle zone colpite
dai disastri franosi nella regione Campania), convertito, con
modificazioni, in legge 3 agosto 1998, n. 267, e dell’art. 8, comma
1, lettera d), del decreto legislativo 20 settembre 1999, n. 354
(Disposizioni per la definitiva chiusura del programma di
ricostruzione di cui al titolo VIII della legge 14 maggio 1981,
n. 219, e successive modificazioni, a norma dell’art. 42, comma 6,
della legge 17 maggio 1999, n. 144), promosso con ordinanza emessa il
3 luglio 2000 dal Collegio arbitrale nell’arbitrato in corso tra il
Consorzio Ricostruzione (CO.RI.) ed il comune di Napoli, iscritta al
n. 549 del registro ordinanze 2000 e pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica n. 41, 1a serie speciale, dell’anno 2000.
Visti l’atto di costituzione del Consorzio CO.RI. nonche’ l’atto
di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;
Udito nell’udienza pubblica del 6 novembre 2001 il giudice
relatore Annibale Marini;
Uditi l’avv.to Paolo Vosa per il Consorzio CO.RI. e l’avv.to
dello Stato Claudio Linda per il Presidente del Consiglio dei
ministri.

Ritenuto in fatto

1. – Con ordinanza emessa il 3 luglio 2000 il Collegio arbitrale
di Napoli, nell’arbitrato in corso tra il Consorzio Ricostruzione
(CO.RI.) ed il comune di Napoli Area Funzionale CIPE, ha sollevato,
in riferimento agli artt. 3, 24, 76, 77 e 97 Cost., questione
incidentale di legittimita’ costituzionale degli artt. 3, comma 2,
del decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180 (Misure urgenti per la
prevenzione del rischio idrogeologico ed a favore delle zone colpite
dai disastri franosi nella regione Campania), convertito, con
modificazioni, in legge 3 agosto 1998, n. 267, e 8, comma 1, lettera
d) del decreto legislativo 20 settembre 1999, n. 354 (Disposizioni
per la definitiva chiusura del programma di ricostruzione di cui al
titolo VIII della legge 14 maggio 1981, n. 219, e successive
modificazioni, a norma dell’art. 42, comma 6, della legge 17 maggio
1999, n. 144).
Il collegio rimettente – consapevole della problematicita’ del
tema – si interroga preliminarmente sulla propria legittimazione a
sollevare questione di legittimita’ costituzionale ed a tale riguardo
assume di poter cogliere, nella evoluzione sia normativa che
dottrinaria e giurisprudenziale, “una piu’ accentuata adesione alla
tesi della configurabilita’ degli arbitri come giudice a quo”.
Deporrebbero in tal senso, in estrema sintesi, la piu’ marcata
assimilazione, nella evoluzione normativa, del collegio arbitrale –
quando si tratti, come nella specie, di arbitrato rituale –
all’autorita’ giudiziaria, la sostanziale equiparazione del lodo alla
sentenza giudiziale, l’introduzione dell’impugnazione per nullita’
del lodo per violazione del contraddittorio ed infine la nuova
formulazione dell’art. 819 del codice di procedura civile.
Passando, quindi, ai profili di merito il collegio arbitrale
espone, quanto alla rilevanza della questione, di doversi pronunciare
su una controversia, introdotta con atto notificato il 22 giugno
1998, insorta tra il Consorzio CO.RI., concessionario per la
realizzazione di parte del programma di cui al titolo VIII della
legge 14 maggio 1981, n. 219 (Conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, recante
ulteriori interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi
sismici del novembre 1980 e del febbraio 1981. Provvedimenti organici
per la ricostruzione e lo sviluppo dei territori colpiti), ed il
comune di Napoli.
Rileva peraltro il rimettente che l’art. 8, comma 1, lettera d),
del decreto legislativo n. 354 del 1999, intervenuto successivamente
all’instaurazione del giudizio arbitrale, nel prevedere che il
commissario straordinario liquidatore, ai fini delle previste
transazioni, possa prendere in considerazione solamente i giudizi
ordinari o arbitrali in corso o le istanze di accesso ad arbitrato
notificate prima dell’entrata in vigore del decreto-legge 11 giugno
1998, n. 180, avrebbe inequivocamente esteso anche alle controversie
relative all’esecuzione delle opere comprese nei programmi di
ricostruzione di cui al predetto titolo VIII della legge n. 219 del
1981 l’applicabilita’ dell’art. 3, comma 2, del suddetto
decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, secondo cui “le controversie
relative all’esecuzione di opere pubbliche comprese in programmi di
ricostruzione di territori colpiti da calamita’ naturali non possono
essere devolute a collegi arbitrali”. Ne conseguirebbe pertanto
l’impossibilita’, per il collegio arbitrale adito, di pervenire ad
una decisione di merito.
La normativa denunciata, secondo il rimettente, si porrebbe
tuttavia in contrasto, in primo luogo, con gli artt. 76 e 77 Cost.
Il citato art. 3 del decreto-legge n. 180 del 1998 si riferirebbe
infatti come risulterebbe evidente dal suo tenore letterale,
oltreche’ dal titolo, dal preambolo e dal contenuto dell’intero
decreto-legge alle sole controversie relative ad opere pubbliche
comprese in programmi di ricostruzione di territori colpiti da
calamita’ naturali. La legge n. 219 del 1981 riguarderebbe opere
pubbliche di tal genere solamente per i primi sette titoli, mentre il
titolo VIII conterrebbe una normativa del tutto distinta, finalizzata
alla realizzazione di un programma di edilizia residenziale nell’area
metropolitana di Napoli. L’art. 8 del decreto legislativo n. 354 del
1999, estendendo, sia pure implicitamente, anche alle controversie
relative a tale programma di edilizia residenziale il divieto di
devoluzione ad arbitri, avrebbe sostanzialmente violato il principio
desumibile dall’art. 77 della Costituzione ed esplicitato
dall’art. 15, comma 3, della legge n. 400 del 1988 secondo cui i
decreti-legge devono contenere misure di immediata applicazione ed il
loro contenuto deve essere specifico, omogeneo e corrispondente al
titolo.
La medesima norma sarebbe altresi’ affetta dal vizio di eccesso
di delega, non essendovi traccia, nei principi e criteri direttivi
contenuti nella legge di delegazione, “di un’estensione del potere
del legislatore delegato tale da consentirgli di considerare la
disciplina contenuta nel decreto-legge 180/1998 come applicabile, ai
fini delle procedure di liquidazione affidate ad apposito
Commissario, anche al contenzioso originato dal programma
residenziale” di cui al citato titolo VIII della legge n. 219 del
1981.
Il divieto di devoluzione ad arbitri delle controversie di cui si
tratta sarebbe poi in contrasto con il principio di ragionevolezza,
apparendo, al contrario, il rito arbitrale, per la sua maggiore
speditezza, coerente con un impianto normativo destinato a
fronteggiare situazioni di emergenza, quale quello di cui al
decreto-legge n. 180 del 1998.
Del pari irragionevole e fonte di ingiustificata disparita’ di
trattamento tra situazioni analoghe sarebbero poi ad avviso ancora
del rimettente la fissazione di un termine a decorrere dal quale
siffatto divieto opera e la conseguente previsione di esclusione
dalla generale procedura transattiva delle istanze di accesso ad
arbitrato notificate oltre il suddetto termine.
Nessun specifico argomento e’ addotto, infine, a sostegno delle
censure riferite agli artt. 24 e 97 Cost.
2. – Si e’ costituito in giudizio il Consorzio CO.RI. concludendo
per l’accoglimento della questione.
Preliminarmente la parte privata – sulla scorta, in buona
sostanza, degli stessi argomenti addotti dal rimettente – ribadisce
la legittimazione del collegio arbitrale a sollevare la questione di
legittimita’ costituzionale.
Nel merito, la medesima parte rileva che il decreto-legge n. 180
del 1998 venne emanato per fronteggiare l’emergenza conseguente al
disastro idrogeologico che aveva colpito il comune di Sarno ed assume
pertanto che il divieto di devoluzione ai collegi arbitrali de…

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