N. 94 ORDINANZA 8 - 10 aprile 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Rilevanza della questione - Persistenza (pur a seguito della precedente ordinanza di restituzione atti al rimettente) - Motivazione plausibile sul punto - Ammissibilita' della questione. Universita' - Ordinamenti didattici - Equiparazione, nelle funzioni e nei compiti, delle figure professionali dei tecnici laureati e dei ricercatori | Architetto.info

N. 94 ORDINANZA 8 – 10 aprile 2002: Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Rilevanza della questione – Persistenza (pur a seguito della precedente ordinanza di restituzione atti al rimettente) – Motivazione plausibile sul punto – Ammissibilita’ della questione. Universita’ – Ordinamenti didattici – Equiparazione, nelle funzioni e nei compiti, delle figure professionali dei tecnici laureati e dei ricercatori

N. 94 ORDINANZA 8 - 10 aprile 2002: Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Rilevanza della questione - Persistenza (pur a seguito della precedente ordinanza di restituzione atti al rimettente) - Motivazione plausibile sul punto - Ammissibilita' della questione. Universita' - Ordinamenti didattici - Equiparazione, nelle funzioni e nei compiti, delle figure professionali dei tecnici laureati e dei ricercatori - Mancata corrispondente assimilazione dello status giuridico ed economico per le due categorie...

N. 94 ORDINANZA 8 – 10 aprile 2002.

Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale.

Rilevanza della questione – Persistenza (pur a seguito della
precedente ordinanza di restituzione atti al rimettente) –
Motivazione plausibile sul punto – Ammissibilita’ della questione.
Universita’ – Ordinamenti didattici – Equiparazione, nelle funzioni e
nei compiti, delle figure professionali dei tecnici laureati e dei
ricercatori – Mancata corrispondente assimilazione dello status
giuridico ed economico per le due categorie – Prospettato contrasto
con i principi di eguaglianza e ragionevolezza, di adeguatezza
della retribuzione e di buon andamento dell’amministrazione,
nonche’ ingiustificata parita’ tra i tecnici laureati – Manifesta
infondatezza della questione.
– Legge 19 novembre 1990, n. 341, artt. 12 e 16.
– Costituzione, artt. 3, 36 e 97.

(GU n. 16 del 17-4-2002)
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
Presidente: Cesare RUPERTO;
Giudici: Massimo VARI, Riccardo CHIEPPA, Gustavo ZAGREBELSKY,
Valerio ONIDA, Carlo MEZZANOTTE, Fernanda CONTRI, Guido NEPPI MODONA,
Piero Alberto CAPOTOSTI, Franco BILE, Giovanni Maria FLICK, Francesco
AMIRANTE;

ha pronunciato la seguente

Ordinanza

nel giudizio di legittimita’ costituzionale degli artt. 12 e 16 della
legge 19 novembre 1990, n. 341 (Riforma degli ordinamenti didattici
universitari), promosso con ordinanza emessa il 12 gennaio 2000 dal
Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna sul ricorso
proposto da Sergio Rinaldi contro il Ministero dell’Universita’ e
della ricerca scientifica e tecnologica e altri, iscritta al n. 716
del registro ordinanze 2000 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica n. 48, 1a serie speciale, dell’anno 2000.
Visti gli atti di costituzione di Anna Bergamaschi e altri
nonche’ l’atto di intervento del Presidente del Consiglio dei
ministri;
Udito nell’udienza pubblica del 15 gennaio 2002 il giudice
relatore Gustavo Zagrebelsky;
Uditi l’avvocato Renato Recca per Anna Bergamaschi e altri e
l’avvocato dello Stato Alessandro De Stefano per il Presidente del
Consiglio dei ministri.
Ritenuto che con ordinanza del 12 gennaio 2000 il Tribunale
amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna ha sollevato questione
di legittimita’ costituzionale degli artt. 12 e 16 della legge
19 novembre 1990, n. 341 (Riforma degli ordinamenti didattici
universitari), in riferimento agli artt. 3, 36 e 97 della
Costituzione;
che, secondo quanto risulta dall’esposizione dell’ordinanza
di rimessione, nel giudizio principale il ricorrente, dipendente
universitario con la qualifica (dal 1966) di tecnico laureato, ha
impugnato un provvedimento dell’amministrazione universitaria con il
quale veniva rigettata una sua istanza rivolta a ottenere il
riconoscimento – con relativa annotazione sullo stato di servizio –
della equiparazione allo status di ricercatore confermato di pari
anzianita’; detta impugnativa – precisa il Tribunale amministrativo
regionale – si basa sull’assunto del ricorrente secondo cui la legge
n. 341 del 1990, determinando una piena equiparazione delle mansioni
affidate ai tecnici laureati in possesso dei requisiti di cui
all’art. 50 del d.P.R. 11 luglio 1980, n. 382 (Riordinamento della
docenza universitaria, relativa fascia di formazione nonche’
sperimentazione organizzativa e didattica), a quelle dei ricercatori,
avrebbe ridefinito lo status giuridico della categoria dei tecnici
laureati, con relativo allineamento retributivo, e si traduce
pertanto, in via principale, nella richiesta di annullamento del
provvedimento dell’amministrazione universitaria per violazione di
legge (n. 341 del 1990) e, in subordine, nell’eccezione di
incostituzionalita’ della citata legge n. 341 del 1990, in
riferimento agli artt. 3, 36 e 97 della Costituzione, giacche’
all’anzidetta assimilazione delle funzioni, da essa disposta, non
corrisponde l’equiparazione del trattamento giuridico ed economico
delle due categorie;
che il Tribunale amministrativo regionale
dell’Emilia-Romagna, con una ordinanza dell’11 febbraio 1997 (r.o.
687/1997), nel negare di poter accogliere, alla stregua della
normativa vigente, il ricorso nel merito, aveva sollevato, in
relazione agli artt. 3, 36 e 97 della Costituzione, questione di
legittimita’ costituzionale degli artt. 12 e 16 della legge n. 341
del 1990, sulla base del triplice argomento – che lo stesso Tribunale
amministrativo regionale richiama in sintesi nell’ordinanza ora in
esame – secondo cui (a) non essendo individuabili, alla stregua della
disciplina contenuta nella legge n. 341 del 1990, compiti dei
ricercatori che siano tali da delineare una sostanziale distinzione
rispetto alla categoria dei tecnici laureati (in possesso del
requisito del triennio di attivita’ scientifica e didattica entro la
data del 1 agosto 1980, a norma dell’art. 50 del d.P.R. n. 382 del
1980), non sarebbe di conseguenza possibile giustificare, secondo il
canone della ragionevolezza (art. 3 della Costituzione), ne’ la
persistente differenziazione tra la categoria dei ricercatori e
quella dei tecnici laureati, quanto al rispettivo status giuridico ed
economico, ne’, viceversa, la assimilazione piena tra i tecnici
laureati in possesso dei requisiti di cui all’art. 50 del d.P.R.
n. 382 del 1980, e i tecnici laureati sprovvisti dei medesimi
requisiti; (b) la suddetta mancata equiparazione si porrebbe altresi’
in contrasto con il principio della retribuzione proporzionata alla
qualita’ e quantita’ del lavoro prestato (art. 36 della
Costituzione); (c) l’impossibilita’ per i tecnici laureati di
conseguire il medesimo trattamento economico e giuridico dei
ricercatori, unitamente alla gratuita’ degli incarichi, avrebbe
potuto indurre gli interessati a non prestare il loro necessario –
consenso, determinando la pratica inoperativita’ della normativa e
frustrando l’efficienza dell’organizzazione universitaria, in
contrasto con il principio di buon andamento dell’amministrazione
(art. 97 della Costituzione);
che, investita della anzidetta questione, la Corte
costituzionale aveva disposto (ordinanza n. 28 del 1999) la
restituzione degli atti al Tribunale amministrativo regionale
rimettente, per la valutazione della persistente rilevanza della
questione alla luce dello ius superveniens, costituito dalla legge
14 gennaio 1999, n. 4 (Disposizioni riguardanti il settore
universitario e della ricerca scientifica, nonche’ il servizio di
mensa nelle scuole);
che il Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna
afferma che la rilevanza e la non manifesta infondatezza della
questione di costituzionalita’ gia’ precedentemente sollevata
“permangono inalterate”, sempre in riferimento agli artt. 3, 36 e 97
della Costituzione, anche in presenza dell’accennato nuovo intervento
legislativo, poiche’ la legge n. 4 del 1999 – osserva il rimettente –
si limita (art. 1, comma 10) a prevedere l’inquadramento per
concorso, nel ruolo dei ricercatori, dei tecnici laureati, “facendo
salve” le disposizioni di cui all’art. 16 della legge n. 341 del 1990
per i tecnici laureati che abbiano maturato il piu’ volte ricordato
requisito del triennio di attivita’ scientifica e didattica, a norma
dell’art. 50 del d.P.R. n. 382 del 1980, anche se in epoca successiva
alla data del 1 agosto 1980, in tal modo confermandosi la diversita’
di status giuridico ed economico tra le due categorie, superabile
solo con apposito concorso riservato, e confermandosi altresi’ la
possibilita’ di affidare, con il consenso degli interessati, compiti
didattici ai tecnici laureati in possesso del citato requisito, salva
l’estensione – che non rileva ai fini della questione – di questa
possibilita’ anche a coloro che abbiano maturato il triennio
successivamente al termine originariamente previsto;
che nel giudizio costituzionale cosi’ nuovamente promosso e’
intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, tramite
l’Avvocatura generale dello Stato, che, con una memoria depositata,
ha concluso per l’infondatezza della questione;
che si sono costituiti in giudizio, con atti di identico
contenuto, Andrea Baruffaldi, Fulvia Basaglia, Anna Bergamaschi,
Annarosa Bernicchia, Michele Carotenuto, Sergio Varotto, Gian Carlo
Caulini, Fabrizio Venturi, Gabriele Proietti, Giorgio Bastianoni e
Roberto Coli, tutti tecnici laureati dipendenti presso diverse
universita’ e tutti in possesso del requisito dello svolgimento
triennale di attivita’ scientifica e didattica a norma dell’art. 50
del d.P.R. n. 382 del 1980, intervenuti ad adiuvandum nel giudizio
pendente dinanzi al Tribunale amministrativo regionale
dell’Emilia-Romagna rimettente;
che nelle memorie di costituzione in giudizio la difesa delle
parti private ha insistito per l’accoglimento della questione
sollevata, rilevando che:
a) il combinato disposto degli artt. 12 e 16 della legge
n. 341 del 1990 avrebbe determinato una “sostanziale equiparazione”
tra la figura dei ricercatori universitari e quella dei tecnici
laureati (in possesso del piu’ volte ricordato requisito del
triennio), in ragione dell’attribuzione agli uni come agli altri dei
medesimi compiti, tra cui in particolare gli affidamenti e le
supplenze di corsi di insegnamento;
b) non sarebbero percio’ individuabili mansioni d…

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