Norme sul soccorso e l'assistenza alle popolazioni colpite da calamità | Architetto.info

Norme sul soccorso e l’assistenza alle popolazioni colpite da calamità

Norme sul soccorso e l'assistenza alle popolazioni colpite da calamità - Protezione civile.

l 08/12/1970 n. 00000996 [MOD]

CALAMITA’
VIGILI DEL FUOCO
Legge 8 dicembre 1970, n. 996 (in Gazz. Uff., 16 dicembre, n. 317).
— Norme sul soccorso e l’assistenza alle popolazioni colpite da
calamità – Protezione civile.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:

Promulga la seguente legge:

Art. 1. Ai fini della presente legge s’intende per calamità
naturale o catastrofe l’insorgere di situazioni che comportino grave
danno o pericolo di grave danno alla incolumità delle persone e ai
beni e che per la loro natura o estensione debbano essere
fronteggiate con interventi tecnici straordinari.

Art. 2. Il Ministro per l’interno provvede, d’intesa con le altre
amministrazioni dello Stato, civili e militari, e mediante il
concorso di tutti gli enti pubblici territoriali e istituzionali,
alla organizzazione della protezione civile, predisponendo i servizi
di emergenza, di soccorso e di assistenza in favore delle popolazioni
colpite da calamità naturali o catastrofe.
Agli effetti di cui al precedente comma, il Ministro per l’interno
impartisce le direttive generali in materia di protezione civile e,
in caso di calamità naturali o catastrofe, assume la direzione ed
attua il coordinamento di tutte le attività svolte nella circostanza
dalle amministrazioni dello Stato, dalle regioni e dagli enti
pubblici territoriali ed istituzionali.
Restano salve le competenze legislative e i poteri amministrativi
delle regioni a statuto speciale in materia di servizi antincendi e
di opere di pronto soccorso ove previsti dagli statuti speciali.

Art. 3. Ai fini di cui al precedente articolo è istituito, presso
il Ministero dell’interno, il Comitato interministeriale della
protezione civile.
Il Comitato è costituito con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri, è presieduto dal Ministro per l’interno e di esso fanno
parte i Ministri per il tesoro, per la difesa, per i lavori pubblici,
per i trasporti e l’aviazione civile, per l’agricoltura e le foreste
e per la sanità.
Il Comitato interministeriale della protezione civile ha i compiti
seguenti:
a) promuove lo studio e fa proposte agli organi della
programmazione economica circa i provvedimenti atti ad evitare o
ridurre le probabilità dell’insorgere di una possibile e prevedibile
calamità naturale o catastrofe ed in generale propone ogni misura
attuabile a tale scopo;
b) promuove il coordinamento dei piani di emergenza per
l’attuazione dei provvedimenti immediati da assumersi al verificarsi
dell’evento;
c) promuove gli studi relativi alla predisposizione degli
interventi governativi da adottare durante le operazioni di soccorso
nonchè quelli occorrenti dopo la cessazione dello stato di emergenza;
d) promuove la raccolta e la divulgazione di ogni informazione
utile ai fini della protezione della popolazione civile.
Alle funzioni di segreteria ed all’esecuzione delle deliberazioni
del Comitato interministeriale della protezione civile provvede il
Ministero dell’interno – Direzione generale della protezione civile e
dei servizi antincendi.
Il Comitato interministeriale della protezione civile si avvale
della collaborazione di una commissione interministeriale tecnica,
composta dai rappresentanti delle amministrazioni dello Stato e degli
enti pubblici interessati.
La composizione della commissione di cui al precedente comma è
stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro per l’interno. La commissione è presieduta dal
direttore generale della protezione civile e dei servizi antincendi.

Art. 4. Le segnalazioni inerenti al pericolo od al verificarsi di
calamità naturali o catastrofi nonchè agli accertamenti dell’entità
dell’evento, sono immediatamente comunicate al Ministero dell’interno
che ne dà urgente notizia ai dicasteri ed agli enti interessati.
Vengono altresì trasmesse nel modo più rapido al Ministero
dell’interno tutte le possibili informazioni sull’entità del disastro
e sullo svolgimento dei soccorsi.
Al verificarsi dell’evento calamitoso viene data immediata
attuazione ai piani di emergenza per i territori colpiti.

Art. 5. Alla dichiarazione di catastrofe o di calamità naturale,
salvo i casi di evento non particolarmente grave cui provvedono gli
organi locali elettivi e gli organi ordinari della protezione civile,
si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro per l’interno, anche su richiesta degli organi
della regione o degli enti locali.
Al Ministro per l’interno fanno capo tutti i servizi e gli
interventi delle pubbliche amministrazioni, civili e militari —
centrali e periferiche — di enti pubblici e di privati, onde
assicurarne la maggiore tempestività ed il più coordinato ed armonico
impiego.
Con il decreto di cui al primo comma si provvede alla nomina di un
commissario, che può anche essere scelto tra membri del Governo e del
Parlamento, esperti o tecnici estranei alla pubblica amministrazione,
amministratori regionali o di enti locali.
Il commissario assume sul posto, ai fini della necessaria unità, la
direzione dei servizi di soccorso, ed attua le direttive generali ed
il coordinamento dei servizi, avvalendosi comunque della
collaborazione degli organi regionali e degli enti locali
interessati.
Per quanto concerne i servizi e gli interventi delle forze armate,
che potranno essere impiegate anche in unità organiche elementari,
essi saranno richiesti, in occasione di calamità naturali o
catastrofe, dal Ministro per l’interno o dal commissario nominato al
Ministro per la difesa o alla autorità da esso delegata.

Art. 6. Il Ministero dell’interno:
a) predispone ed attua i provvedimenti necessari per assicurare
in caso di calamità naturale o catastrofe i seguenti servizi:
1) interventi tecnici urgenti;
2) assistenza di primo soccorso alle popolazioni colpite.
Per l’esecuzione dei compiti di cui al precedente numero 1) il
Ministero dell’interno provvede mediante il Corpo nazionale dei
vigili del fuoco nella cui organizzazione sono costituiti reparti
mobili di immediato impiego specialmente attrezzati e nuclei
elicotteri e sommozzatori. Per i compiti di cui al numero 2) si
provvede mediante reparti di soccorso pubblico del Corpo nazionale
dei vigili del fuoco e centri assistenziali di pronto intervento per
il primo aiuto alle popolazioni;
b) cura la realizzazione delle opere di urgente necessità e delle
attrezzature occorrenti per la protezione della popolazione civile;
c) cura, tramite il Corpo nazionale dei vigili del fuoco,
l’istruzione, l’addestramento e l’equipaggiamento in materia di
protezione civile di cittadini che volontariamente offrono la
prestazione della loro opera nei servizi di protezione civile.
Per le volontarie prestazioni di cui alla lettera c) nessun
rapporto si instaura con l’amministrazione la quale è peraltro tenuta
ad assumere a proprio carico oneri assicurativi che garantiscano
prestazioni pari a quelle previste per il personale volontario del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Art. 7. Il commissario del Governo nella regione, in relazione a
quanto previsto dall’art. 124 della Costituzione, provvede,
nell’ambito della circoscrizione regionale, avvalendosi dell’ufficio
regionale della protezione civile, all’esecuzione delle disposizioni
impartite dal Ministero dell’interno per la organizzazione e la
predisposizione dei servizi della protezione civile.
In ogni capoluogo di regione è istituito, con decreto del Ministro
per l’interno, il Comitato regionale per la protezione civile.
Il Comitato è composto: dal presidente della Giunta regionale, o da
suo delegato, che lo presiede; dai presidenti delle amministrazioni
provinciali della regione e dai sindaci dei comuni capoluoghi di
provincia, o loro delegati; dall’ispettore regionale dei vigili del
fuoco; dal direttore dell’ufficio regionale della protezione civile;
dal rappresentante della Croce rossa italiana. Ai lavori del Comitato
possono essere chiamati a partecipare, senza voto deliberativo,
esperti e rappresentanti di altri enti e istituzioni operanti
nell’ambito regionale.
Il Comitato regionale per la protezione civile provvede,
nell’ambito regionale, ai compiti di studio e di programmazione di
cui al terzo comma dell’art. 3, sulla base anche delle indicazioni e
delle proposte formulate dalla regione, in armonia con gli indirizzi
di sviluppo e di pianificazione predisposti dagli organi per la
programmazione economica. I programmi e gli studi predisposti dal
Comitato regionale sono trasmessi al Ministero dell’interno per il
loro coordinamento nazionale da parte del Comitato interministeriale
della protezione civile, nonchè alla regione.
Il Comitato regionale, inoltre, predispone programmi intesi a dare,
in occasione di calamità naturali o catastrofe, il contributo della
regione e degli enti locali ai soccorsi alle popolazioni colpite e a
fornire, in particolare, ogni utile apporto per quanto concerne
l’assistenza generica, sanitaria ed ospedaliera e per il rapido
ripristino della viabilità, degli acquedotti e delle altre opere
pubbliche di interesse regionale.
In relazione a quanto previsto nei precedenti commi, presso il
commissariato del Governo è costituito l’ufficio regionale della
protezione civile. Il direttore dell’ufficio è segretario del
Comitato regionale per la protezione civile.

Art. 8. La Direzione generale dei servizi antincendi presso il
Ministero dell’interno assume la …

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