ORDINANZA 18 ottobre 2000, n. 3090 | Architetto.info

ORDINANZA 18 ottobre 2000, n. 3090

ORDINANZA 18 ottobre 2000, n. 3090 (5a) (8a) Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli eventi alluvionali ed ai dissesti idrogeologici che dal 13 ottobre 2000 hanno colpito il territorio della regione autonoma Valle d'Aosta e delle regioni Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna. (Ordinanza n. 3090) (G.U. n. 246, 20 ottobre 2000, Serie Generale)

ORDINANZA 18 ottobre 2000, n. 3090 (5a) (8a)
Interventi urgenti di
protezione civile diretti a fronteggiare i danni conseguenti agli
eventi alluvionali ed ai dissesti idrogeologici che dal 13 ottobre
2000 hanno colpito il territorio della regione autonoma Valle d’Aosta
e delle regioni Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna.
(Ordinanza n. 3090)
(G.U. n. 246, 20 ottobre 2000, Serie
Generale)
(5a) Per l’applicazione delle disposizioni della presente
ordinanza anche ad altri territori, vedi l’art. 1, comma 1, ordinanza
27 ottobre 2000, n. 3092, l’art. 1, comma 1, ordinanza 23 novembre
2000, n. 3095 e l’art. 2, comma 1, ordinanza 14 dicembre 2000, n.
3098.
(8a) Per ulteriori disposizioni in materia di eventi alluvionali
dei mesi di settembre, ottobre e novembre 2000, vedi l’ordinanza 1°
marzo 2001, n. 3110.
IL MINISTRO DELL’INTERNO
delegato per il
coordinamento
della protezione civile
Visto l’art. 5 della legge 24
febbraio 1992, n. 225;
Visto il decreto-legge 12 novembre 1996, n.
576, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 dicembre 1996, n.
677;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300;
Visto il
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 16 ottobre
2000, con il quale è stato dichiarato lo stato di emergenza nei
territori della regione autonoma Valle d’Aosta e delle regioni
Piemonte e Liguria, colpiti dagli eventi alluvionali verificatisi a
decorrere dal 13 ottobre 2000;
Visto il decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri in data 18 ottobre 2000, con il quale la
dichiarazione dello stato di emergenza è stata estesa ai territori
delle regioni Lombardia ed Emilia-Romagna;
Ritenuto urgente porre in
essere ogni utile intervento per favorire il ritorno alle normali
condizioni di vita delle popolazioni interessate, la ripresa delle
attività produttive e il ripristino delle infrastrutture;
Sentite le
regioni interessate;
Su proposta del direttore dell’agenzia di
protezione civile prof. Franco Barberi;
Dispone:
Art. 1.
1. La regione
autonoma Valle d’Aosta e le regioni Piemonte, Liguria, Lombardia ed
Emilia-Romagna, nei limiti delle somme assegnate, adottano entro
sessanta giorni dalla data di pubblicazione della presente ordinanza
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, un piano di
interventi straordinari per il ripristino in condizioni di sicurezza
delle infrastrutture pubbliche danneggiate, per la pulizia e la
manutenzione straordinaria degli alvei dei corsi d’acqua e per la
stabilizzazione dei versanti, nonché per adeguate opere di prevenzione
dei rischi utilizzando di regola come soggetti attuatori dei singoli
interventi gli enti locali competenti o i soggetti titolari delle
infrastrutture. Possono essere ricompresi nel piano ed attuati con le
procedure e deroghe di cui alla presente ordinanza ulteriori
interventi urgenti finanziati dalla Comunità europea, dalle
amministrazioni statali, dalle regioni, dagli enti locali e da enti o
società erogatori di servizi pubblici e, comunque, connessi con
l’evento calamitoso e finalizzati alla riparazione dei danni, alla
rimozione del pericolo o alla prevenzione del rischio. La priorità
nell’attuazione degli interventi deve essere attribuita al ripristino
delle infrastrutture essenziali danneggiate e alla pulizia e
manutenzione straordinaria degli alvei dei corsi d’acqua e delle opere
di difesa idraulica il piano di interventi straordinari viene
predisposto tenuto conto delle proposte formulate dai comuni e dalle
provincie per quanto di rispettiva competenza. Gli interventi devono
essere progettati e realizzati rispettando le prescrizioni delle
Autorità di bacino di rilievo nazionale, interregionale e regionale.
(11) (7a)
2-bis. Al fine di velocizzare gli interventi, le regioni
sono autorizzate a prevedere nel piano una quota di risorse destinata
ad anticiparne la progettazione (13).
2. Il piano, comprensivo degli
importi previsti per ciascun intervento, preliminarmente alla sua
attuazione, è sottoposto alla presa d’atto del Dipartimento della
protezione civile, anche per stralci, e può essere rimodulato ed
integrato con la stessa procedura la presa d’atto è espressa nel
termine di dieci giorni dalla presentazione del piano. (11)
3. Decorso
inutilmente il termine di sessanta giorni, si applica l’art. 5 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
(11)Comma modificato
dall’art. 2, comma 1, ordinanza 27 ottobre 2000, n. 3092 e dall’art.
7, comma 1, ordinanza 23 novembre 2000, n. 3095.
(13)Comma aggiunto
dall’art. 7, comma 2, ordinanza 23 novembre 2000, n. 3095.
(7a) Per
l’estensione del presente piano, vedi l’art. 1, ordinanza 14 dicembre
2000, n. 3098.
Art. 1.(12)
1. La regione autonoma Valle d’Aosta e le
regioni Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna, nei limiti
delle somme assegnate, adottano entro sessanta giorni dalla data di
pubblicazione della presente ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, un piano di interventi straordinari per il
ripristino in condizioni di sicurezza delle infrastrutture pubbliche
danneggiate, per la pulizia e la manutenzione straordinaria degli
alvei dei corsi d’acqua e per la stabilizzazione dei versanti, nonché
per adeguate opere di prevenzione dei rischi utilizzando di regola
come soggetti attuatori dei singoli interventi gli enti locali
competenti o i soggetti titolari delle infrastrutture. Possono essere
ricompresi nel piano ed attuati con le procedure e deroghe di cui alla
presente ordinanza ulteriori interventi urgenti finanziati dalla
Comunità europea, dalle amministrazioni statali, dalle regioni, dagli
enti locali e da enti o società erogatori di servizi pubblici e,
comunque, connessi con l’evento calamitoso e finalizzati alla
riparazione dei danni, alla rimozione del pericolo o alla prevenzione
del rischio. La priorità nell’attuazione degli interventi deve essere
attribuita al ripristino delle infrastrutture essenziali danneggiate e
alla pulizia e manutenzione straordinaria degli alvei dei corsi
d’acqua e delle opere di difesa idraulica il piano di interventi
straordinari viene predisposto tenuto conto delle proposte formulate
dai comuni e dalle provincie per quanto di rispettiva competenza.
(2)
2. Il piano, comprensivo degli importi previsti per ciascun
intervento, preliminarmente alla sua attuazione, è sottoposto alla
presa d’atto del Dipartimento della protezione civile, anche per
stralci, e può essere rimodulato ed integrato con la stessa procedura
la presa d’atto è espressa nel termine di dieci giorni dalla
presentazione del piano. (2)
3. Decorso inutilmente il termine di
sessanta giorni, si applica l’art. 5 del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 112.
(12)Testo precedente le modifiche apportate
dall’ordinanza 23 novembre 2000, n. 3095.
(2)Comma modificato
dall’art. 2, comma 1, ordinanza 27 ottobre 2000, n. 3092.
Art. 1.
(3)
1. La regione autonoma Valle d’Aosta e le regioni Piemonte,
Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna, nei limiti delle somme
assegnate, adottano entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione
della presente ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, un piano di interventi straordinari per il ripristino in
condizioni di sicurezza delle infrastrutture pubbliche danneggiate,
per la pulizia e la manutenzione straordinaria degli alvei dei corsi
d’acqua e per la stabilizzazione dei versanti, nonché per adeguate
opere di prevenzione dei rischi utilizzando di regola come soggetti
attuatori dei singoli interventi gli enti locali competenti o i
soggetti titolari delle infrastrutture. Possono essere ricompresi nel
piano ed attuati con le procedure e deroghe di cui alla presente
ordinanza ulteriori interventi urgenti finanziati dalla Comunità
europea, dalle amministrazioni statali, dalle regioni, dagli enti
locali e da enti o società erogatori di servizi pubblici e, comunque,
connessi con l’evento calamitoso e finalizzati alla riparazione dei
danni, alla rimozione del pericolo o alla prevenzione del rischio. La
priorità nell’attuazione degli interventi deve essere attribuita al
ripristino delle infrastrutture essenziali danneggiate e alla pulizia
e manutenzione straordinaria degli alvei dei corsi d’acqua e delle
opere di difesa idraulica.
2. Il piano, comprensivo degli importi
previsti per ciascun intervento, preliminarmente alla sua attuazione,
è sottoposto alla presa d’atto del Dipartimento della protezione
civile, anche per stralci, e può essere rimodulato ed integrato con la
stessa procedura.
3. Decorso inutilmente il termine di sessanta
giorni, si applica l’art. 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112.
(3)Testo precedente le modifiche apportate dall’ ordinanza 27
ottobre 2000, n. 3092,
Art. 2.
1. I soggetti attuatori, ove non sia
possibile l’utilizzazione delle strutture pubbliche, possono affidare
la progettazione degli interventi ricompresi nel piano anche a liberi
professionisti avvalendosi, ove occorra, delle deroghe di cui al
successivo comma 5.
2. I soggetti attuatori provvedono
all’approvazione dei progetti ricorrendo ove necessario alla
conferenza di servizi da attuare entro sette giorni dalla
disponibilità dei progetti. Qualora alla conferenza di servizi il
rappresentante di un’amministrazione invitata sia risultato assente o
comunque non dotato di adeguato potere di rappresentanza, la
conferenza delibera prescindendo dalla loro presenza e dalla
adeguatezza dei poteri di rappresentanza dei soggetti intervenuti. Il
dissenso manifestato in sede di conferenza di servizi deve essere
motivato e recare, a pena di inammissibilità, le specifiche
indicazioni progettuali necessarie al fine dell’assenso. In caso di
motivato dissenso espresso da una amministrazione preposta alla tutela
ambientale, paesaggistico – territoriale, del patrimonio
storico-artistico o alla tutela della salute dei cittadini, la
determinazione del soggetto attuatore è subordinata, in deroga

[Continua nel file zip allegato]

ORDINANZA 18 ottobre 2000, n. 3090

Architetto.info