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Orientamenti per la programmazione degli investimenti nel periodo 2000-2006

Orientamenti per la programmazione degli investimenti nel periodo 2000-2006 per lo sviluppo del Mezzogiorno. (Deliberazione n. 71/99).

DELIBERAZIONE 14 maggio 1999 ;
Orientamenti per la programmazione degli investimenti nel periodo
2000-2006 per lo sviluppo del Mezzogiorno. (Deliberazione n.
71/99).
IL COMITATO INTERMINISTERlALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Vista la propria delibera n. 140 del 22 dicembre 1998 con la quale
sono state approvate le linee programmatiche per l’avvio della
programmazione dei Fondi strutturali comunitari 2000-2006;
Visto il documento “Orientamenti per il programma di sviluppo del
Mezzogiorno 2000-2006”, redatto ai sensi della citata delibera del
22 dicembre 1998, come proposto dal “Comitato nazionale per i fondi
strutturali 2000-2006” per quanto attiene agli indirizzi
programmatici, agli assi prioritari di sviluppo, alle ipotesi di
allocazione delle risorse, all’elaborazione del Programma di
sviluppo per le regioni obiettivo 1, (PSM) e alle scelte
metodologiche per la redazione dei programmi operativi;
Visto il parere della Conferenza unificata Statoregioni e
Statocitta’ ed autonomie locali del 6 maggio1999;
Visto l’orientamento espresso dalla V Commissione permanente della
Camera dei Deputati, in merito alla necessita’ che la politica di
sviluppo sia ancorata a obiettivi concreti e misurabili;
Visti gli impegni assunti dal Governo in sede di Patto sociale per
lo sviluppo e l’occupazione, in merito alla necessita’ che le parti
economiche e sociali siano coinvolte in modo responsabile ed
operativo nella programmazione degli investimenti, attraverso forme
di “confronto preventivo”;
Visti gli orientamenti emersi in sede di commissioni CIPE, nella
riunione congiunta del 10 maggio 1999;
Considerato che il Consiglio europeo di Berlino del 24 e 25 marzo
1999 ha approvato la proposta di modifica dei regolamenti dei Fondi
strutturali comunitari la cui adozione definitiva attende specifici
provvedimenti di competenza del Consiglio europeo;
Constatato che la nuova fase di programmazione dei Fondi
strutturali comunitari deve inserirsi, specie per il Mezzogiorno,
nell’ambito di un disegno unitario di programmazione per il periodo
2000-2006, coerente con le linee di politica economica nazionale,
finalizzata ad assecondare i segnali del mercato, attraverso la
valorizzazione delle risorse immobili (terra, tradizioni,
patrimonio culturale e naturale, risorse legate alla posizione
geografica, capitale umano fortemente localizzato), che crei le
opportunita’ per attirare e trattenere nell’area, aumentandone le
condizioni di convenienza, le risorse mobili (capitale, lavoro
specializzato e imprenditoriale);
Rilevato altresi’ che per la realizzazione del disegno di cui al
punto precedente si rende necessaria una concentrazione di risorse
per investimenti nel Mezzogiorno e che cio’ consentira’ anche un
piu’ alto livello di crescita per l’intero Paese, in termini sia di
prodotto che di occupazione;
Considerato che per raggiungere tale finalita’ la programmazione
2000-2006 deve porsi come elemento di rafforzamento delle tendenze
in atto con prioritario riferimento:
a) al decentramento delle responsabilita’ ai livelli locali di
governo e alla valorizzazione del partenariato istituzionale ed
economico sociale, al fine di rispondere alle esigenze del mercato,
prevedendo la piena e diretta verificabilita’ sul territorio degli
interventi realizzati,
b) all’integrazione dei fondi pubblici per investimento,
nell’ambito delle intese istituzionali di programma, che comporta
la considerazione congiunta: degli ordinari stanziamenti di
bilancio per le diverse linee di intervento; degli stanziamenti
nazionali di carattere aggiuntivo, specificamente destinati alle
aree depresse;
del cofinanziamento nazionale dei Fondi strutturali comunitari e,
nello spirito del partenariato, delle risorse pubbliche locali e
delle risorse private;
c) alla piena armonizzazione delle politiche settoriali –
trasversali e territoriali – finalizzandole al conseguimento di
obiettivi fissati dalla programmazione nazionale, attraverso la
definizione nell’ambito dei programmi operativi, di progetti
integrati territoriali, intesi come complesso di azioni
intersettoriali, strettamente coerenti e collegate tra di loro, che
convergono verso il conseguimento di un comune obiettivo di
sviluppo del territorio;
d) all’integrazione delle politiche ambientali nella programmazione
e nella realizzazione delle politiche territoriali e settoriali, in
attuazione dello sviluppo ambientale;
Considerata, in particolare, l’opportunita’ di assicurare
l’integrazione tra la programmazione 2000-2006 e le seguenti
politiche che rivestono carattere trasversale a tutti i programmi
operativi e le linee d’intervento: politiche attive del lavoro, di
sostenibilita’ ambientale, di pari opportunita’ tra uomini e donne,
per le categorie svantaggiate e a rischio di marginalizzazione,
garantendo altresi’ l’integrazione tra la predetta programmazione e
le politiche dell’agricoltura e dello sviluppo rurale e per
l’internazionalizzazione economica e culturale;
Considerata l’esigenza che i parametri della sostenibilita’
ambientale – intesi come sistema non di vincoli ma di opportunita’
verso le quali orientare scelte di sviluppo – vengano assunti nella
programmazione, in anticipo rispetto alla fase di attuazione e che,
a tal fine, e’ opportuno avvalersi della Rete nazionale formata dal
responsabili delle strutture regionali della programmazione e dai
rappresentanti delle regioni che hanno il ruolo di autorita’
ambientali secondo le indicazioni della Commissione europea;
Considerato che il quarto pilastro della strategia europea per
l’occupazione, dedicato alle pari opportunita’, richiede di
assegnare un ruolo centrale all’integrazione sociale ed al
miglioramento della partecipazione femminile;
Tenuto conto che per realizzare un “balzo” dello sviluppo occorre
definire – nel quadro di un sistema organico di azioni, che attuino
specifiche strategie articolate in alcuni grandi assi prioritari di
intervento – una programmazione integrata e verificabile in itinere
da parte di tutti i soggetti responsabili dell’attuazione e sui cui
risultati sia possibile riferire periodicamente al Parlamento;
Considerato che il conseguimento degli obiettivi del PSM richiede
che il processo di programmazione sia fondato su di un sistema
efficiente e su metodologie condivise di valutazione ex ante – tra
piu’ proposte alternative -, in itinere ed ex post; che ad esso
debba corrispondere l’individuazione di un sistema di indicatori
attraverso cui misurare il conseguimento degli obiettivi da parte
delle competenti amministrazioni e sulla cui base attivare un
adeguato metodo premiale e di riprogrammazione;
Tenuto conto che la definizione, nella programmazione 2000-2006,
del sistema di obiettivi prima considerati, deve consentire di
finalizzare il processo di monitoraggio e di misurare l’efficacia
degli interventi realizzati, quale presupposto indispensabile per
la verificabilita’ dell’operato delle singole amministrazioni e
quindi per la valutazione degli interventi;
Ritenuto che il conseguimento degli obiettivi del PSM debba essere
strettamente correlato al miglioramento dell’efficienza ed al
rafforzamento tecnico delle strutture dell’Amministrazione
pubblica, da promuovere e sostenere anche attraverso azioni
specifiche di assistenza tecnica, sia nei confronti delle
amministrazioni centrali, con riferimento alle funzioni di
indirizzo, supporto tecnico e monitoraggio, sia nel caso delle
amministrazioni regionali e locali, con riferimento alla gestione
dei programmi e degli interventi;
Ritenuto necessario, coerentemente con gli orientamenti fissati nei
regolamenti comunitari, ricondurre al territorio l’intero processo
di programmazione, con conseguente riduzione del numero dei
programmi operativi e la concentrazione ed integrazione degli
interventi;
Considerato che in tale prospettiva, al fine di conseguire il pieno
coinvolgimento dei diversi soggetti pubblici e privati nel processo
di programmazione e di attuazione degli interventi, sia opportuno
adottare uno schema di rapporti partenariali sia di tipo
“verticale”, tra le amministrazioni centrali e le regioni e tra
queste e le autonomie locali, sia di natura “orizzontale”, tra le
regioni, ed i soggetti economicosociali operanti sul territorio;
Considerata l’urgenza di predisporre il programma di sviluppo del
mezzogiorno per le regioni dell’obiettivo 1, previo esame del CIPE,
e i relativi programmi operativi, da presentare alla Commissione
europea entro il 31 luglio 1999, al fine di garantire l’avvio della
nuova fase di programmazione dal 1 gennaio 2000;
Su iniziativa del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica;
Prende atto
del documento predisposto dal “Comitato nazionale per i Fondi
strutturali comunitari 2000- 2006” in ordine agli indirizzi
programmatici, alle scelte metodologiche per la predisposizione dei
programmi operativi, agli Assi prioritari di sviluppo, alle ipotesi
di allocazione delle risorse, alle modalita’ del partenariato per
l’elaborazione del programma di sviluppo del Mezzogiorno e dei
relativi programmi operativi e, nel recepirne l’impostazione
complessiva,
Delibera:
1. I principi fondamentali.
L’impostazione della programmazione 2000-2006 dovra’ conformarsi ai
seguenti principi, applicabili piu’ in generale al complesso delle
politiche di sviluppo:
a) decentramento e valorizzazione delle responsabilita’ ai livelli
locali di governo, con attuazione di un attivo partenariato
istituzionale ed economico sociale;
b) coerenza complessiva tra azioni previste nel PSM e politiche
economiche p…

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