PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA - CIRCOLARE 11 novembre 2011, n. 13 - Indicazioni per la destinazione alla contrattazione integrativa delle economie conseguite dalle amministrazioni per effetto dell'art. 61, comma 17, del decreto-legge n. 112/2008 | Architetto.info

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA – CIRCOLARE 11 novembre 2011, n. 13 – Indicazioni per la destinazione alla contrattazione integrativa delle economie conseguite dalle amministrazioni per effetto dell’art. 61, comma 17, del decreto-legge n. 112/2008

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA - CIRCOLARE 11 novembre 2011, n. 13 - Indicazioni per la destinazione alla contrattazione integrativa delle economie conseguite dalle amministrazioni per effetto dell'art. 61, comma 17, del decreto-legge n. 112/2008 e dell'art. 16 del decreto-legge n. 98/2011. (12A02146) - (GU n. 48 del 27-2-2012 )

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE
PUBBLICA

CIRCOLARE 11 novembre 2011 , n. 13

Indicazioni per la destinazione alla contrattazione integrativa delle
economie conseguite dalle amministrazioni per effetto dell’art. 61,
comma 17, del decreto-legge n. 112/2008 e dell’art. 16 del
decreto-legge n. 98/2011. (12A02146)

Premessa.
La vigente normativa in materia di razionalizzazione e contenimento
della spesa delle amministrazioni pubbliche prevede che quota parte
delle eventuali economie derivanti da riduzioni di spesa e da
maggiori entrate conseguite in relazione all’attuazione dei processi
di riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni, possono essere
utilizzate per finanziare la contrattazione integrativa e per
attivare, tra l’altro, gli istituti premianti previsti dall’art. 19
del decreto legislativo n. 150/2009.
In effetti, in linea generale gli interventi normativi sulla spesa
pubblica, nell’individuare tipologie e misure dei risparmi da
conseguire, consentono alle amministrazioni un ampio margine
operativo, al fine di incrementare le risorse dedicate alla
contrattazione integrativa con modalita’ di finanziamento virtuose,
tramite processi di riorganizzazione, ristrutturazione e
riqualificazione della spesa, con l’obiettivo da un lato di
rafforzare la correlazione tra qualita’ dei servizi e produttivita’ e
capacita’ innovativa della prestazione lavorativa, dall’altro di
limitare gli effetti del contenimento delle risorse destinate
all’impiego pubblico.
La presente circolare e’ pertanto finalizzata a richiamare
l’attenzione sull’esigenza di un corretto e tempestivo utilizzo delle
opportunita’ offerte dalla richiamata normativa, con particolare
riferimento all’art. 61, comma 17 del decreto-legge n. 112/2008 e
all’art. 16, commi 4 e 5 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98
(Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito
nella legge 15 luglio 2011, n. 111.
Sono destinatari della presente circolare le amministrazioni di cui
all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165
«Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche», ad esclusione degli enti e delle
amministrazioni indicate nelle diverse disposizioni normative.
Quadro normativo.
Si richiama, in sintesi, la principale normativa in materia.
L’art. 61, comma 17, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 ha
previsto l’istituzione di un apposito fondo nel quale confluiscono le
somme provenienti dalle riduzioni di spesa degli apparati
amministrativi e le maggiori entrate previste nello stesso decreto.
La norma in parola prevede che una quota di detto fondo puo’ essere
destinata al finanziamento della contrattazione integrativa.
Si allega una tabella riassuntiva delle misure di contenimento
delle spese degli apparati amministrativi introdotte dalla norma in
parola, in relazione alle modifiche apportate dall’art. 6 del
decreto-legge n. 78/2010 (All. 1).
La legge 22 dicembre 2008, n. 203 (legge finanziaria 2009), ha, tra
l’altro, disciplinato le modalita’ applicative delle disposizioni
contenute nel menzionato art. 61, comma 17 del decreto-legge n.
112/2008.
In particolare, l’art. 2, comma 32 di detta norma precisa che a
partire dal 2009 il trattamento economico accessorio dei dipendenti
delle Pubbliche Amministrazioni e’ corrisposto in base alla qualita’,
produttivita’ e capacita’ innovativa della prestazione lavorativa,
anche utilizzando le risorse di cui al richiamato art. 61, comma 17
del decreto-legge n. 112/2008. Il comma 34 del medesimo articolo
prevede che puo’ essere devoluta al finanziamento della
contrattazione integrativa delle amministrazioni una quota parte
delle risorse dei risparmi aggiuntivi rispetto a quelli gia’
considerati per il miglioramento dei saldi di finanza pubblica,
realizzati per effetto di processi amministrativi di
razionalizzazione e riduzione dei costi di funzionamento. L’art. 2,
comma 33 prevede, inoltre, che con decreto del Ministro per la
pubblica amministrazione e l’innovazione, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sono definiti i limiti percentuali e
le modalita’ di destinazione delle predette risorse aggiuntive al
finanziamento della contrattazione integrativa.
A fini sopra indicati sono stati emanati i decreti ministeriali 23
dicembre 2009 e 28 dicembre 2010.
In materia di premialita’ si richiama, inoltre, l’Intesa del 4
febbraio 2011 che prevede che per l’applicazione dell’art. 19, comma
1 del decreto legislativo 150/2009 potranno essere utilizzate
esclusivamente le risorse aggiuntive derivanti dall’applicazione del
comma 17 dell’art. 61 del decreto-legge n. 25 giugno 2008, n. 112,
convertito con modificazioni, dalla legge n. 133/2008.
L’art. 16 del decreto-legge n. 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni
urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito nella legge
15 luglio 2011, n. 111, prevede la possibilita’ di incremento delle
risorse da destinare alla contrattazione integrativa, tramite
maggiori economie, ulteriori rispetto a quelle previste dalla
normativa vigente (v. supra) e da altre disposizioni contenute nel
medesimo decreto-legge n. 98/2011.
Infine, si richiama l’art. 6 del decreto legislativo 1° agosto
2011, n. 141, in base al quale nelle more dei rinnovi contrattuali,
ai fini della differenziazione retributiva in fasce prevista dagli
articoli 19, commi 2 e 3, e 31, comma 2, del decreto legislativo 27
ottobre 2009, n. 150, possono essere utilizzate le eventuali economie
aggiuntive destinate all’erogazione dei premi dall’art. 16, comma 5,
del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
Indicazioni per l’applicazione del decreto-legge n. 112/2008 e del
decreto-legge n. 98/2011.
Risparmi destinabili alla contrattazione integrativa ex decreto-legge
n. 112/2008.
Come sopra gia’ evidenziato, l’art. 61, comma 17, del decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133 ha previsto l’istituzione di un apposito fondo
nel quale confluiscono le somme provenienti dalle riduzioni di spesa
egli apparati amministrativi e le maggiori entrate previste nello
stesso decreto. La norma in parola prevede che una quota di detto
fondo puo’ essere destinata, con le modalita’ individuate nella legge
203/2008, al finanziamento della contrattazione integrativa.
Le misure di spesa indicate nel menzionato art. 61, comma 17 del
decreto-legge n. 112/2008 hanno subito rimodulazioni per effetto
dell’art. 6 del decreto-legge n. 78/2010 (Misure urgenti in materia
di stabilizzazione finanziaria e di competitivita’ economica) che ha
operato la riduzione di alcuni costi sostenuti dalle amministrazioni,
quali ad esempio la partecipazioni agli organi collegiali, le
indennita’, compensi e gettoni di presenza, spesa annua per studi ed
incarichi di consulenza.
Nella Tabella 1, si riassumono le misure di contenimento delle
spese degli apparati amministrativi introdotte dall’art. 61, comma 17
del decreto-legge n. 112/2008, in relazione alle modifiche apportate
dall’art. 6 del decreto-legge n. 78/2010.
La terza colonna della predetta Tabella indica sinteticamente le
misure percentuali o assolute delle riduzioni di spesa e i correlati
risparmi che le amministrazioni devono versare, ai sensi del citato
art. 61, comma 17 del decreto-legge n. 112/2008, ad apposito capitolo
dell’entrata del bilancio dello Stato.
Detti risparmi, ai fini della destinazione al finanziamento della
contrattazione integrativa confluiscono nel fondo di cui al predetto
decreto, ai fini della successiva ripartizione alle amministrazioni,
con le modalita’ indicate nell’art. 2 comma 33 della legge 203/2008,
e.
I risparmi conseguiti dalle amministrazioni, ulteriori rispetto a
quelli realizzati per effetto dell’applicazione delle sopra
richiamate norme, costituiscono economie aggiuntive che, per effetto
dell’art. 16, commi 4 e 5 del decreto-legge n. 98/2011 e nelle misure
ivi indicate, possono essere destinati dalle stesse amministrazioni
al finanziamento della contrattazione integrativa (v. infra).
Risparmi destinabili alla contrattazione integrativa ex decreto-legge
n. 98/2011.
Come gia’ evidenziato, l’art. 16 del decreto-legge n. 98/2011
prevede la possibilita’ di incremento delle risorse da destinare alla
contrattazione integrativa, tramite maggiori economie, ulteriori
rispetto a quelle previste dalla normativa vigente (v. supra) e da
altre disposizioni contenute nel medesimo decreto-legge n. 98/2011.
Nel merito, il comma 4 dell’art. 16 del predetto decreto-legge n.
112/2008 prevede la facolta’ per le amministrazioni di cui all’art.
1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, di
adottare, per perseguire maggiori economie, «entro il 31 marzo di
ogni anno, piani triennali di razionalizzazione e riqualificazione
della spesa, di riordino e ristrutturazione amministrativa, di
semplificazione e digitalizzazione, di riduzione dei costi della
politica e di funzionamento, ivi compresi gli appalti di servizio,
gli affidamenti alle partecipate e il ricorso alle consulenze
attraverso persone giuridiche».
Detti piani, da aggiornare annualmente, indicano la spesa sostenuta
a legislazione vigente per ciascuna delle voci di spesa interessate e
i correlati obiettivi in termini fisici e finanziari.
Il comma 5 dell’art. 16 prevede che le eventuali economie
aggiuntive effettivamente realizzate a seguito dell’attuazione dei
predetti piani possono essere utilizzate annualmente, ai fini del
miglioramento dei saldi di finanza pubblica, nell’importo massimo del
50 per cento per la contrattazione integrativa, di cui il 50 per
cento destinato alla erogazione dei premi previsti dall’art. 19 del
decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.
La restante quota dei risparmi conseguiti e’ versata annualmente
dagli enti e dalle amministrazioni dotati di autonomia finanziaria ad
apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato. Non devono
provvedere al versamento gli enti territoriali e gli enti, di
competenza regionale o delle provincie autonome di Trento e di
Bolzano, del SSN.
Le economie conseguite sono utilizzabili solo se le amministrazioni
interessate, accertano a consuntivo, con riferimento a ciascun
esercizio, il raggiungimento degli obiettivi fissati per ciascuna
delle singole voci di spesa previste nei piani e i conseguenti
risparmi. I risparmi devono essere certificati, ai sensi della
normativa vigente, dai competenti organi di controllo. Per la
Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri la verifica viene
effettuata dal Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato per il tramite,
rispettivamente, dell’UBRRAC e degli uffici centrali di bilancio e
dalla Presidenza del Consiglio – Dipartimento della funzione
pubblica.
I piani adottati dalle amministrazioni sono oggetto di informazione
alle organizzazioni sindacali rappresentative.
La norma in parola precisa, come sopra anticipato, che le economie
realizzate a seguito dell’adozione dei piani triennali devono essere
aggiuntive rispetto a quelle gia’ previste dalla normativa vigente
(art. 61, comma 17 decreto-legge n. 112/2008) nonche’ rispetto a
quelle conseguibili in applicazione dell’art. 12 (Acquisto, vendita,
manutenzione e censimento di immobili pubblici) e dallo stesso art.
16 del decreto legge in commento.
Risorse derivanti dai risparmi conseguiti, destinabili alla
contrattazione integrativa: sintesi.
Sintetizzando quanto finora esposto, attualmente i fondi per la
contrattazione integrativa possono essere alimentati:
a) dalle risorse provenienti dall’applicazione dell’art. 61,
comma 17 del decreto-legge n. 112/2008, con le modalita’ individuate
nella legge 203/2008 (c.d. «dividendo dell’efficienza»);
b) dal 50% delle economie conseguite per effetto dei piani
triennali previsti dai commi 4 e 5 dell’art. 16 del decreto-legge n.
98/2011, finalizzati alla razionalizzazione e riqualificazione della
spesa, al riordino e ristrutturazione amministrativa, alla
semplificazione e digitalizzazione, alla riduzione dei costi della
politica e di funzionamento, ivi compresi gli appalti di servizio,
gli affidamenti alle partecipate e il ricorso alle consulenze
attraverso persone giuridiche, conseguibili in applicazione:
delle altre disposizioni del medesimo art. 16 del decreto-legge
n. 98/2011, finalizzate alla razionalizzazione e al contenimento
della spesa in materia di pubblico impiego (es.: economie derivanti
da processi di digitalizzazione, semplificazione delle procedure,
riduzione dell’uso delle autovetture di servizio, …);
dell’art. 12 del predetto decreto (Acquisto, vendita,
manutenzione e censimento di immobili pubblici);
c) dal 50% delle ulteriori economie conseguite rispetto alle
misure individuate nell’art. 61, comma 17 del decreto-legge n.
112/2008, come rimodulate dall’art. 6 del decreto-legge n. 78/2010
(v. comma 5 dell’art. 16 del decreto-legge n. 98/2011).
Si precisa che le economie indicate nei punti b) e c), all’esito
delle procedure di certificazione, sono immediatamente destinabili
dalle amministrazioni al finanziamento della contrattazione
integrativa.
Con riferimento alle norme commentate, le amministrazioni sono
inviate ad avviare le necessarie valutazioni e i connessi adempimenti
operativi per l’individuazione dei necessari interventi di
ristrutturazione/ottimizzazione organizzativa e di riqualificazione
della spesa, ai fini delle previsioni di cui al decreto-legge n.
112/2008 e per la predisposizione dei piani triennali previsti
dall’art. 16, comma 4 del decreto-legge n. 98/2011.
Si pone l’accento sull’importanza delle indicazioni contenute nella
presente circolare, al fine di coniugare virtuosamente i processi di
riorganizzazione e riqualificazione della spesa con le esigenze di
incremento dei fondi destinati alla contrattazione integrativa, da
finalizzare all’attivazione delle politiche incentivanti e premiali.
Roma, 11 novembre 2011

Il Ministro per la pubblica
amministrazione
e l’innovazione
Brunetta

Registrato alla Corte dei conti il 31 gennaio 2012
Registro n. 1, Presidenza del Consiglio dei Ministri, foglio n. 234

Tabella 1

Parte di provvedimento in formato grafico

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