PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA - CIRCOLARE 14 marzo 2011, n. 3 - Art. 6, comma 7 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 30 luglio 2010, n. 122. Spesa annua per studi ed incarichi di consulenza. (11A08993) - (GU n. 157 del 8-7-2011 | Architetto.info

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA – CIRCOLARE 14 marzo 2011, n. 3 – Art. 6, comma 7 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 30 luglio 2010, n. 122. Spesa annua per studi ed incarichi di consulenza. (11A08993) – (GU n. 157 del 8-7-2011

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA - CIRCOLARE 14 marzo 2011, n. 3 - Art. 6, comma 7 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 30 luglio 2010, n. 122. Spesa annua per studi ed incarichi di consulenza. (11A08993) - (GU n. 157 del 8-7-2011 )

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE
PUBBLICA

CIRCOLARE 14 marzo 2011 , n. 3

Art. 6, comma 7 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito
in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 30
luglio 2010, n. 122. Spesa annua per studi ed incarichi di
consulenza. (11A08993)

Alla pubbliche amministrazioni di cui
all’art. 1, comma 3, della legge
n. 196/2009, incluse le autorita’
indipendenti, escluse le universita’,
gli enti e le fondazioni di ricerca e
gli organismi equiparati

LORO SEDI

Premessa.
Il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con
modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 30 luglio 2010, n.
122, interviene, in un contesto di straordinaria necessita’ ed
urgenza, per emanare disposizioni volte al contenimento della spesa
pubblica e a contrastare l’evasione fiscale, ai fini della
stabilizzazione finanziaria, nonche’ per il rilancio della
competitivita’ economica.
Sul fronte della stabilizzazione finanziaria, la manovra si
sviluppa con interventi finalizzati a ridurre il perimetro e i costi
della pubblica amministrazione, degli apparati politici ed
amministrativi, nonche’ con misure di contenimento delle spese in
materia di impiego pubblico, invalidita’ e previdenza.
Tra le disposizioni che incidono sulla riduzione dei costi degli
apparati amministrativi, vi e’ l’art. 6, comma 7, che prescrive
un’importante e specifica misura di riduzione delle spese per studi
ed incarichi di consulenza.
In particolare la norma, nel perseguire l’obiettivo di
valorizzazione delle professionalita’ interne alle amministrazioni,
stabilisce che: «a decorrere dall’anno 2011 la spesa annua per studi
ed incarichi di consulenza, inclusa quella relativa a studi ed
incarichi di consulenza conferiti a pubblici dipendenti, sostenuta
dalle pubbliche amministrazioni di cui al comma 3 dell’art. 1 della
legge 31 dicembre 2009, n. 196, incluse le autorita’ indipendenti,
escluse le universita’, gli enti e le fondazioni di ricerca e gli
organismi equiparati nonche’ gli incarichi di studio e consulenza
connessi ai processi di privatizzazione e alla regolamentazione del
settore finanziario, non puo’ essere superiore al 20 per cento di
quella sostenuta nell’anno 2009. L’affidamento di incarichi in
assenza dei presupposti di cui al presente comma costituisce illecito
disciplinare e determina responsabilita’ erariale. Le disposizioni di
cui al presente comma non si applicano alle attivita’ sanitarie
connesse con il reclutamento, l’avanzamento e l’impiego del personale
delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco.».
Si ritiene utile fornire alcune indicazioni interpretative della
disposizione citata, precisando che la presente circolare e’ stata
condivisa con il Ministero dell’economia e delle finanze, come da
nota del 4 marzo 2011, n. 5672.
Amministrazioni destinatarie e decorrenza.
Il decreto-legge n. 78/2010 risponde all’impegno concordato dal
Governo in ambito europeo di riportare l’indebitamento netto al di
sotto della soglia di riferimento del 3 per cento del PIL entro il
2012.
La manovra, percio’, interviene in larga parte sugli enti e sugli
altri soggetti che costituiscono il settore istituzionale delle
amministrazioni pubbliche i cui conti, sulla base del Sec95, il
sistema europeo dei conti, concorrono alla costruzione del Conto
economico consolidato delle Amministrazioni Pubbliche individuati
dall’ISTAT, ai sensi del comma 3, dell’art. 1, della legge 31
dicembre 2009, n. 196.
L’elenco e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie
generale – n. 171 del 24 luglio 2010.
L’art. 6, comma 7 del decreto-legge n. 78/2010, pertanto, si
applica alle amministrazioni individuate dal suddetto elenco. Il
legislatore, tuttavia, nel confermare tra i destinatari della norma
l’inclusione delle autorita’ indipendenti, ha ritenuto, invece, di
escludervi le universita’, gli enti e le fondazioni di ricerca e gli
organismi equiparati.
Inoltre, l’art. 1 della legge 30 luglio 2010, n. 122, in sede di
conversione, ha, escluso dall’ambito applicativo della norma «gli
incarichi di studio e consulenza connessi ai processi di
privatizzazione e alla regolamentazione del settore finanziario»,
nonche’ «le attivita’ sanitarie connesse con il reclutamento,
l’avanzamento e l’impiego del personale delle Forze armate, delle
Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco».
Si pone l’accento sul fatto che l’art. 6, comma 20, del
decreto-legge n. 78/2010 prevede che le disposizioni dell’art. 6, tra
cui quella in argomento, non si applicano in via diretta alle
regioni, alle province autonome e agli enti del Servizio sanitario
nazionale, per i quali costituiscono disposizioni di principio ai
fini del coordinamento della finanza pubblica.
L’art. 6, comma 7, del decreto-legge n. 78/2010, introduce il
vincolo di riduzione della spesa con decorrenza dal 2011.
Per l’anno 2010 rimane fermo quanto previsto dall’art. 1, comma 9,
della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (1), secondo cui «la spesa annua
per studi ed incarichi di consulenza conferiti a soggetti estranei
all’amministrazione, sostenuta dalle pubbliche amministrazioni di cui
all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, esclusi le universita’, gli enti di ricerca
e gli organismi equiparati, a decorrere dall’anno 2006, non potra’
essere superiore al 30 per cento di quella sostenuta nell’anno 2004.
Nel limite di spesa stabilito ai sensi del primo periodo deve
rientrare anche la spesa annua per studi ed incarichi di consulenza
conferiti a pubblici dipendenti.».

——–
(1) Come modificato prima dall’articolo 27 del decreto-legge 4
luglio 2006, n. 223 e poi dal comma 2 dell’art. 61 del decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112.

Il successivo comma 12, dell’art. 1, della medesima legge n.
266/2005 prevedeva che la suddetta disposizione del comma 9 non si
applicasse alle regioni, alle province autonome, agli enti locali e
agli enti del Servizio sanitario nazionale. Il comma 505 della legge
27 dicembre 2006, n. 296, prevedeva un’estensione di ambito poiche’
disponeva che la citata disposizione di cui all’art. 1, comma 9,
della legge n. 266/2005, si applicasse alle amministrazioni pubbliche
inserite nel conto economico consolidato della pubblica
amministrazione, di cui all’elenco ISTAT pubblicato in attuazione del
comma 5 dell’art. 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Rimaneva
salva l’esclusione prevista dai commi 9, 12 della stessa legge n.
266/2005, nonche’ l’inapplicabilita’ agli organi costituzionali.
Appare evidente che, a decorrere dal 2011, la misura di riduzione
della spesa e’ piu’ restrittiva per le amministrazioni gia’
contemplate dalla normativa precedente ed ha un ambito di
applicazione soggettivo piu’ ampio, ricomprendendo ora anche gli enti
locali.
Tipologia di spesa.
La spesa annua oggetto di riduzione e’ quella per studi ed
incarichi di consulenza, inclusa quella relativa a studi ed incarichi
di consulenza conferiti a pubblici dipendenti. Detta spesa, a
decorrere dal 2011, non puo’ essere superiore al 20 per cento di
quella sostenuta nell’anno 2009.
Con Circolare del Dipartimento della Ragioneria generale dello
Stato del 14 febbraio 2006, n. 7, e’ stato chiarito che per spesa
«sostenuta» occorre intendere quella «impegnata».
La Corte dei conti SS.RR. in sede di controllo, con deliberazione
n. 6 del 15 febbraio 2005, ha fornito una definizione di dette
tipologie di incarico.
In particolare, «per gli incarichi di studio, il riferimento eÌ
all’art. 5 decreto del Presidente della Repubblica n. 338/1994 che
richiede sempre la consegna di una relazione scritta; gli incarichi
di ricerca presuppongono la preventiva definizione del programma da
parte dell’amministrazione; le consulenze si sostanziano nella
richiesta di un parere ad un esperto esterno.».
Le fattispecie sono riconducibili alla categoria del contratto di
lavoro autonomo, disciplinato dall’art. 7, comma 6, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
Il mancato rispetto del vincolo di riduzione della spesa per tali
tipologie di incarichi costituisce, per il responsabile
dell’affidamento dell’incarico stesso, illecito disciplinare e
determina responsabilita’ erariale.
Disposizioni speciali.
La misura di riduzione di spesa prevista dall’art. 6, comma 7, del
decreto-legge n. 78/2010 non si applica per gli incarichi di studio e
consulenza conferiti ai sensi dell’art. 14, comma 2, del decreto
legislativo n. 165/2001, attesa le specifica disciplina prevista per
gli uffici di diretta collaborazione dei Ministri, nonche’ le
puntuali limitazioni di spesa disciplinate con appositi regolamenti
adottato ai sensi dell’art. 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto
1988, n. 400.
Per le stesse ragioni si ritengono escluse, dal regime di riduzione
previsto dalla norma in oggetto, le strutture di missione di cui
all’art. 7, comma 4, del decreto legislativo del 30 luglio 1999, n.
303, recante «Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri, a norma dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59»,
laddove il provvedimento che le istituisce prevede un apposito
contingente di personale da utilizzare mediante conferimento di
incarichi secondo la tipologia in argomento. Resta ferma
l’applicabilita’ dell’art. 6, comma 3 del decreto-legge n. 78/2010 ai
compensi corrisposti ai soggetti che fanno parte delle strutture
tecniche di missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di
cui all’art. 7, comma 4, del citato decreto legislativo n. 303 del
199, sempre che il compenso non costituisca il trattamento
retributivo di servizio.
La presente circolare e’ soggetta al controllo da parte dei
competenti organi.
Roma, 14 marzo 2011

Il Ministro
per la pubblica amministrazione
e l’innovazione
Brunetta

Registrato alla Corte dei conti il 26 maggio 2011
Ministeri istituzionali – Presidenza del Consiglio dei Ministri
registro n. 12, foglio n. 71.

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA – CIRCOLARE 14 marzo 2011, n. 3 – Art. 6, comma 7 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 30 luglio 2010, n. 122. Spesa annua per studi ed incarichi di consulenza. (11A08993) – (GU n. 157 del 8-7-2011

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