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Profili interpretativi in materia di varianti

Profili interpretativi in materia di varianti - art. 25 della legge-quadro e art. 134 del regolamento di attuazione.

IL CONSIGLIOConsiderato in fatto.

Sono pervenuti a questa Autorita’ i seguenti quesiti relativi alla
normativa, legislativa e regolamentare, che disciplina le varianti.

a) Il comune di Bologna chiede chiarimenti circa la presunta
incongruenza tra l’art. 145 del regolamento, che disciplina
l’autorizzazione della spesa per lavori in economia, e l’art. 134,
che dispone in materia di variazioni e di addizioni al progetto
approvato. Mentre il primo di questi due articoli prevede che i
lavori in economia siano autorizzati dal responsabile del
procedimento ovvero dalla stazione appaltante a seconda della
preventiva destinazione o meno delle relative somme nel quadro
economico di progetto a tale fine, l’art. 134 del regolamento si
riferisce invece all’approvazione, e non piu’ all’autorizzazione,
del responsabile del procedimento in tutti i casi di varianti nei
quali si utilizzano somme a disposizione del quadro economico. I
dubbi interpretativi si riferiscono all’utilizzo di una
terminologia giuridica diversa, in un caso “autorizzazione” e
nell’altro “approvazione”, in ipotesi similari.

b) Il comune di Bernareggio chiede rassicurazioni sulla
legittimita’ del ricorso ad una variante al progetto appaltato per
i lavori di costruzione della nuova scuola materna in caso
d’incremento del numero dei nati e dell’immigrazione. In realta’,
tali dati, che non coincidono del tutto con quanto previsto e
registrato nel P.R.G., sono stati raccolti e messi a disposizione
dall’ufficio demografico.

Sulla base anche dell’intenzione espressa verbalmente dalla
direttrice della scuola materna privata presente nel territorio
comunale di chiudere la struttura a causa dell’accentuata carenza
di personale, l’amministrazione comunale ravvisa in tali dati gli
estremi di cui all’art. 25, comma 1, lettera b-bis), della legge
quadro, giustificativi del ricorso ad una variante. In
quest’ottica, il responsabile del procedimento chiede se sia
sufficiente, ai fini dell’ammissibilita’ della suddetta variante,
il riscontro, da parte dei progettisti e del direttore lavori,
dell’incidenza reale dell’incremento registrato e riferito
all’aumento demografico e al numero delle nascite sul progetto
approvato, nonche’ dell’idoneita’ dei parametri assunti in fase di
stesura dello stesso progetto.

c) Nell’ambito di un intervento di copertura della tribuna del
campo sportivo e durante l’esecuzione dei lavori di fondazione
(peraltro oggetto di una perizia di variante e suppletiva ai sensi
dell’art. 25, comma 1, lettera b-bis), della legge n. 109/1994 e
successive modificazioni, il comune di Civita Castellana chiede
quale possa essere la procedura amministrativa legittima per
l’esecuzione di ulteriori opere, resesi necessarie a seguito
dell’imprevedibile scoperta di cavita’ del sottosuolo, ed in
particolare modo per la realizzazione di una serie di micropali in
cemento armato, che da una stima approssimativa comporteranno
un’ulteriore spesa di L. 100.000.000.

d) L’ASIREG chiede un’interpretazione con riferimento ai commi 9,
seconda parte, e 10 dell’art. 134 del regolamento, e precisamente
se in tali ipotesi il responsabile del procedimento debba procedere
alle previste approvazioni senza la necessita’ di approvazione
della perizia di variante ne’ da parte dell’organo decisionale
della stazione appaltante, ne’ da parte dell’organo che ha
approvato il progetto.

e) Il compartimento della viabilita’ per l’Emilia-Romagna, organo
periferico dell’Ente nazionale per le strade (ANAS), formula una
serie di quesiti in materia di varianti, ricorrenti a causa del
notevole lasso temporale che spesso intercorre tra il momento nel
quale l’intervento e’ programmato e progettato da quello nel quale
finalmente si da’ concreto inizio all’esecuzione con la
compilazione e sottoscrizione da parte dell’appaltatore del verbale
di consegna.

Cio’ determina, infatti, il mutamento, nel frattempo, di alcune
esigenze urbanistiche nonche’ l’intervento di varianti ai piani
regolatori di alcune amministrazioni comunali, le quali, nel corso
dell’esecuzione ovvero all’inizio dei lavori, avanzano formali
richieste di varianti sostanziali al progetto da loro stesse
inizialmente approvato. Pertanto, il suddetto compartimento pone il
problema sia della legittimita’ di tali proposte di variante,
dettate da nuove e sopravvenute esigenze urbanistiche non esistenti
e quindi non prevedibili al momento dell’approvazione del progetto,
sia della loro ascrivibilita’ all’art. 25, comma 1, lettera b)
della legge quadro, in considerazione della non imputabilita’ alla
stazione appaltante dei motivi che le hanno originate e della non
prevedibilita’ di simili circostanze in sede di redazione del
progetto o della consegna dei lavori. Infine, chiede a quale
amministrazione (ANAS o Comuni) siano ascrivibili i prevedibili
maggiori costi di costruzione per richieste di risarcimento danni
da parte degli appaltatori per sospensione parziale lavori ovvero a
causa di redazione e approvazione di perizia di variante tecnica e
suppletiva.

f) In seguito al rinvenimento di reperti archeologici di
notevolissimo valore (relitti di navi di eta’ romana e medioevale)
durante la costruzione di un sottovia stradale da parte dell’ANAS,
il comune di Olbia chiede se l’imprevisto ritrovamento possa essere
considerato, ai sensi dell’art. 25, comma 1, lettera b-bis), della
legge n. 109/1994 e successive modificazioni ed integrazioni, quale
presupposto per l’attivazione di una variante in corso d’opera
relativamente ai lavori di realizzazione del Museo archeologico,
che il comune sta conducendo su area adiacente al cantiere
dell’ANAS.

Chiede, inoltre, se all’appalto in questione, trattandosi di
un’opera parzialmente finanziata con contributo regionale, vada
applicata la legge regionale sui lavori pubblici, in particolare
per quanto riguarda il limite massimo del 30% fissato per l’importo
delle perizie. Al riguardo, si precisa che l’eventuale
realizzazione dell’espansione del Museo archeologico di Olbia
attraverso una perizia di variante e suppletiva richiederebbe la
modifica di alcuni particolari costruttivi nonche’ la variazione
della destinazione d’uso del patio centrale del Museo stesso, al
fine di estendere la sua superficie espositiva, coprendolo e
rendendolo adatto alla conservazione ed esposizione dei relitti.

g) In seguito all’approvazione di una variante del 17% per i lavori
di ristrutturazione del mercato commestibili, il comune di
Benevento chiede se sia possibile produrre una perizia di variante
di un ulteriore 3%, fino ad arrivare ai limiti di legge del 20%,
poiche’ durante la esecuzione dei lavori di restauro dell’edificio
in muratura e’ emersa la necessita’ di realizzare un ripristino
della struttura con presunti lavori non previsti e non prevedibili.

h) Nell’ambito dei lavori di costruzione del Centro di ricerca e
formazione ad alta tecnologia nelle scienze biomediche di
Campobasso, L’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore chiede se sia
legittimo considerare l’atto di indirizzo e coordinamento per
l’esercizio delle attivita’ sanitarie da parte delle strutture
pubbliche e private (decreto del Presidente della Repubblica del 14
gennaio 1997), la deliberazione della giunta Regione Molise n. 898
del 22 giugno 1998, che ha fatto proprio tale atto nonche’ la
specifica direttiva adottata con delibera G.R. n. 453 del 12 aprile
1999 alla stregua di “sopravvenute disposizioni legislative e
regolamentari”, cosi’ come previsto dall’art. 25, lettera a) della
legge 109/1994 e successive modificazioni ed integrazioni. Queste
norme, tra l’altro, definiscono i requisiti strutturali,
tecnologici e organizzativi minimi e gli standards dimensionali
delle camere di degenza secondo nuovi criteri.

Occorre precisare che il progetto generale dell’opera ha previsto
una capacita’ complessiva di 316 posti letto ed una suddivisione in
lotti. Il primo lotto dei lavori comprende, tra l’altro, la
realizzazione di 80 posti letto complessivi, mentre un ulteriore
finanziamento del Ministero della sanita’ consentirebbe, con
l’intervento di una variante, l’attivazione di un complesso
funzionale di 216 posti letto.

Considerato in diritto.

In tema di varianti, occorre premettere che non ogni modificazione
puo’ ritenersi espressione della naturale esecuzione dell’appalto,
con conseguente applicazione dei criteri gia’ previsti
contrattualmente per la disciplina del rapporto. La variante,
infatti, ha come necessario punto di riferimento e parametro di
raffronto il progetto: le relative modifiche non possono, quindi,
essere tali da snaturarlo. Se le parti realizzano un’opera
totalmente diversa, la disciplina del rapporto non puo’ piu’ essere
individuata nel primitivo contratto di appalto, bensi’ nel
successivo negozio giuridico, anche se quest’ultimo non rechi patti
diversi su alcuni degli aspetti essenziali del contratto. In tal
caso, si compie un’opera necessariamente diversa da quella oggetto
del precedente contratto.

In definitiva, la variante deve avere carattere accessorio rispetto
all’opera progettata e contrattualmente stabilita; altrimenti si e’
in presenza non di una modificazione del progetto, ma di un nuovo
contratto.

La legge quadro ha adottato una impostazione fondata sul divieto di
ammissione di varianti ed ha circoscritto, all’art. 25, in maniera
tassativa le ipotesi delle varianti in corso d’opera.

Per quanto riguarda le varianti per sopravvenienze di fatto o di
diritto e cause, impreviste ed im…

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