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Provvedimenti per lo sviluppo della scuola nel triennio dal 1962

Provvedimenti per lo sviluppo della scuola nel triennio dal 1962 al 1965.

LEGGE 24 LUGLIO 1962, n. 1073
[Testo storico]
Preambolo
La Camera dei
deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; Il Presidente
della Repubblica: Promulga la seguente legge:
Articolo 1
Art. 1.
Incremento e proroga dei programmi dell’edilizia scolastica –
Ripartizione dei contributi per tipi di scuole.
Il programma di
finanziamento a favore dell’edilizia scolastica, previsto dalla legge
9 agosto 1954, n. 645, è prorogato al 30 giugno 1965 con le modifiche
di cui alla presente legge. Per gli esercizi finanziari dal 1962-63 al
1964-65 il Ministero dei lavori pubblici è autorizzato ad assumere
impegni per l’importo complessivo di lire 3.250 milioni per ciascun
esercizio, comprensivi, per i primi due esercizi, dei 1.500 milioni di
lire autorizzati dalla legge 9 agosto 1954, n. 645, ripartiti come
segue: 1) per contributi destinati agli edifici per le scuole
elementari lire 1.500 milioni; 2) per contributi destinati agli
edifici delle scuole per il completamento dell’obbligo dopo il
quinquennio elementare, comprese le scuole d’arte, nonchè degli
istituti professionali, lire 1.250 milioni; 3) per contributi
destinati agli edifici per le scuole degli altri tipi, comprese le
scuole materne, nonchè per gli istituti statali di educazione, lire
500 milioni.
Articolo 2
Art. 2. Misura dei contributi – Enti ammessi
al godimento.
Il Ministero dei lavori pubblici è autorizzato a
corrispondere, nei limiti previsti dall’art. 1, contributi
trentacinquennali a favore dei Comuni, delle Provincie, e degli altri
Enti obbligati a fornire i locali ad uso delle scuole statali, per
ciascuno degli esercizi finanziari 1962-63, 1963-64 e 1964-65, nelle
seguenti misure sulla spesa riconosciuta ammissibile, per la
costruzione, l’acquisto di edifici idonei, l’ampliamento, il
riattamento e l’arredamento di edifici scolastici, comprese le
palestre: a) del 6 per cento per le scuole materne, per le scuole
elementari e per le scuole per il completamento dell’obbligo dopo il
quinquennio elementare, comprese le scuole d’arte, nonchè per gli
istituti professionali nel Mezzogiorno e nelle Isole; b) del 6 per
cento per le scuole materne, per le scuole elementari e per le scuole
per il completamento dell’obbligo dopo il quinquennio elementare,
comprese le scuole d’arte, nonchè per gli Istituti professionali nei
comuni, frazioni di comuni e sedi scolastiche, situati in territori
diversi da quelli indicati nella precedente lettera a) quando il
Ministro per i lavori pubblici, di concerto col Ministro per l’interno
e con quello per il tesoro, abbia riconosciuto che la loro condizione
possa considerarsi similare a quella del Mezzogiorno e delle Isole; c)
del 6 per cento per le scuole materne e per le scuole elementari dei
comuni che intendano costruire l’alloggio per l’insegnante nelle sedi
di montagna di cui all’art. 5 della legge 1º marzo 1957, n. 90; d) del
5 per cento per le scuole materne, per le scuole elementari e per le
scuole per il completamento dell’obbligo dopo il quinquennio
elementare, comprese le scuole d’arte, nonchè per gli Istituti
professionali nel restante territorio della Repubblica; e) del 5 per
cento per le altre scuole d’istruzione secondaria e artistica nel
Mezzogiorno e nelle Isole; f) del 5 per cento per gli Istituti statali
di educazione; g) del 4 per cento per le altre scuole d’istruzione
secondaria e artistica nel restante territorio della Repubblica. Le
somme occorrenti per il pagamento dei contributi di cui al comma
precedente saranno stanziate nello stato di previsione della spesa del
Ministero dei lavori pubblici a partire dall’esercizio finanziario
1962-63.
Articolo 3
Art. 3. Spese ammesse a contributo.
Nelle spese
per le quali è ammesso il contributo sono incluse: a) quelle relative
all’arredamento, ivi compresa l’attrezzatura delle palestre, ed ai
sussidi audiotelevisivi e ogni altro sussidio didattico, per gli
edifici da costruire, completare e riattare, destinati alle scuole
elementari e materne, secondo le indicazioni contenute nel regolamento
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 1º dicembre
1956, n. 1688; b) quelle per l’alloggio degli insegnanti quando
l’abitazione nei locali della scuola sia obbligatoria per legge; c)
quelle relative all’arredamento, ivi compresa l’attrezzatura delle
palestre, ed ai sussidi audiotelevisivi per gli edifici, da costruire,
completare e riattare, destinati alle scuole secondarie, nonchè alla
costruzione, ampliamento e riattamento degli edifici destinati ai
convitti di cui all’art. 20 della legge 15 giugno 1931, n. 889,
annessi alle scuole stesse, nei limiti stabiliti dal regolamento per
la compilazione dei progetti degli edifici di cui al successivo art.
11; d) quelle occorrenti per la progettazione, la direzione dei
lavori, la vigilanza e il collaudo delle opere. Per gli edifici
finanziati dalla presente legge il limite di 50 milioni previsto
dall’art. 1 della legge 29 luglio 1949, n. 717, e successive
modificazioni è elevato a 100 milioni.
Articolo 4
Art. 4.
Assegnazione dei mutui della Cassa depositi e prestiti e di altre
Aziende di credito – Garanzia dello Stato.
Per la esecuzione di opere
di cui alla presente legge i finanziamenti a favore degli enti
obbligati sono effettuati dalla Cassa depositi e prestiti con criteri
di assoluta priorità. Le Casse di risparmio e le altre Aziende di
credito indicate nell’art. 5 del regio decreto-legge 12 marzo 1936, n.
375 e successive modificazioni, sono autorizzate a concedere, anche in
deroga ai propri statuti, i mutui previsti dalla presente legge.
Qualora la Cassa depositi e prestiti non sia in grado di finanziare
per intero i mutui corrispondenti ai contributi concessi per ciascun
anno, a norma della presente legge, il Consorzio di credito per le
opere pubbliche, tenuto conto altresì dei mutui contratti con Istituti
di cui al precedente comma, è autorizzato a procedere alla fine di
ogni anno alla copertura della differenza anche mediante emissione di
proprie obbligazioni. Nei casi previsti dalle lettere a), b), c), d),
e), f) e g) dell’art. 2 i mutui richiesti sono garantiti dallo Stato.
In relazione alla garanzia prestata dallo Stato ai sensi del comma
precedente il Ministero del tesoro, nel caso di mancato pagamento da
parte dei Comuni o delle Provincie alle scadenze stabilite, dietro
semplice notifica dell’inadempimento, senza obbligo preventivo di
escussione da parte dell’Istituto mutuante, provvederà ad eseguire il
pagamento delle rate scadute aumentate degli interessi nella misura
stabilita dall’art. 4 della legge 11 aprile 1938, n. 498, rimanendo
sostituito all’Istituto mutuante in tutte le ragioni di diritto nei
confronti dei Comuni o delle Provincie. I Comuni o le Provincie sono
autorizzati a contrarre mutui per fruire dei benefici della presente
legge anche in deroga al disposto dell’art. 333 della legge 3 marzo
1934, n. 383.
Articolo 5
Art. 5. Presentazione delle domande e
criteri per la compilazione dei programmi.
Le domande degli Enti
intese a fruire delle provvidenze di cui all’art. 1 della presente
legge debbono pervenire al Ministero della pubblica istruzione, per il
tramite del Provveditorato agli studi, entro il 15 marzo di ogni anno
accompagnate da una relazione che indichi una graduatoria di necessità
scolastica determinata sulla base di criteri uniformemente dettati da
un regolamento, che dovrà essere emanato entro 6 mesi dalla
pubblicazione della presente legge. Il Ministro per la pubblica
istruzione, sentito il Ministro per i lavori pubblici, stabilisce
programmi annuali delle opere da eseguire, adottando i seguenti
criteri: a) ripartizione delle somme complessive stanziate annualmente
per contributi trentacinquennali secondo i tipi di scuola, a norma
dell’art. 1; b) ripartizione regionale delle somme in proporzione
delle aule mancanti e delle aule da destinare a scuole di nuova
istituzione; nell’assegnazione dei contributi per la scuola elementare
e di completamento dell’obbligo è considerato elemento base la
graduatoria generale di necessità scolastica risultante dagli
adempimenti di cui al primo comma; c) completamento di opere già
finanziate a norma della legge 9 agosto 1954, n. 645.
Articolo 6

Art. 6. Approvazione dei progetti e concessione dei contributi.

L’approvazione dei progetti e la concessione dei contributi per le
opere previste dall’art. 2 della presente legge hanno luogo in
conformità ai programmi di cui all’art. 5, con decreto del Ministro
per i lavori pubblici, sentito il parere del Consiglio superiore dei
lavori pubblici, ovvero con decreto del provveditore alle opere
pubbliche, sentito il Comitato tecnico-amministrativo, secondo la
rispettiva competenza stabilita dal decreto presidenziale 30 giugno
1955, n. 1534.
Articolo 7
Art. 7. Giudizio sull’idoneità delle aree
– Determinazione delle aree nei piani regolatori.
Il giudizio
sull’idoneità delle aree, la determinazione delle aree nei piani
regolatori, gli effetti dell’approvazione dei progetti hanno luogo con
le modalità e nei termini stabiliti dall’art. 2 della legge 26 gennaio
1962, n. 17. Il decreto di vincolo emesso dal provveditore alle opere
pubbliche per le aree riconosciute idonee deve essere notificato ai
proprietari interessati e cessa di avere effetto dopo tre anni dalla
notifica.
Articolo 8
Art. 8. Stralcio del contributo per l’acquisto
dell’area e impegno della Cassa depositi e prestiti per la concessione
del mutuo relativo.
Il Ministro per i lavori pubblici ovvero il
provveditore alle opere pubbliche, secondo la rispettiva competenza,
sono autorizzati a concedere con proprio decreto, sentito il Genio
civile, il contributo per la parte di spesa riconosciuta necessaria
per l’acquisto dell’area dichiarata idonea, ai sensi del precedente
art. 7, alla costruzione o al completamento dell’edificio scolastico
compreso nel programma di cui al preced…

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