Ratifica ed esecuzione del protocollo, firmato a Roma il 15 novembre 1984, che approva le norme per la disciplina della materia degli enti e beni ecclesiastici formulate dalla commissione paritetica istituita dall'art.7, n.6, dell'accordo con protocollo addizionale del 18 febbraio 1984 | Architetto.info

Ratifica ed esecuzione del protocollo, firmato a Roma il 15 novembre 1984, che approva le norme per la disciplina della materia degli enti e beni ecclesiastici formulate dalla commissione paritetica istituita dall’art.7, n.6, dell’accordo con protocollo addizionale del 18 febbraio 1984

Ratifica ed esecuzione del protocollo, firmato a Roma il 15 novembre 1984, che approva le norme per la disciplina della materia degli enti e beni ecclesiastici formulate dalla commissione paritetica istituita dall'art.7, n.6, dell'accordo con protocollo addizionale del 18 febbraio 1984 che ha apportato modificazioni al Concordato lateranense del 1929 tra lo Stato italiano e la Santa Sede.

LEGGE 20 MAGGIO 1985, n. 206
[Testo storico]
[Testo Legge]
Preambolo

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;
Il Presidente della Repubblica: Promulga la seguente legge:
Articolo
1
Art. 1. Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare
il protocollo firmato a Roma il 15 novembre 1984 che approva le norme
previste dall’art. 7, n. 6, dell’accordo, con protocollo addizionale,
firmato a Roma il 18 febbraio 1984 tra la Repubblica italiana e la
Santa Sede.
Articolo 2
Art. 2. Piena ed intera esecuzione sarà data
al protocollo di cui all’articolo precedente con le modalità e con la
decorrenza di cui agli articoli 4 e 5 del protocollo stesso.
[Testo
Protocollo]
Preambolo
PROTOCOLLO
Il Cardinale Segretario di Stato e
Prefetto del Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa, Sua
Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Agostino Casaroli, e il
Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana,
Onorevole Bettino Craxi; esaminate le norme formulate dalla
Commissione paritetica, istituita a norma dell’art. 7, n. 6,
dell’Accordo tra la Santa Sede e la Repubblica Italiana del 18
febbraio 1984, e sottoposte all’approvazione delle Alte Parti in data
8 agosto dello stesso anno; preso atto che le norme predette rientrano
nell’ambito del mandato conferito alla Commissione paritetica;
considerato che le medesime norme sono rispondenti ai principi ed ai
criteri enunciati nel preambolo dell’Accordo del 18 febbraio 1984 e
sono idonee a modificare gli articoli 17, comma terzo, 18, 27, 29 e 30
del testo concordatario dell’11 febbraio 1929 e le relative
disposizioni applicative; tenuto conto di quanto concordato con lo
scambio di lettere tra loro intercorso in data odierna (allegato I),
con particolare riguardo alle modificazioni relative agli articoli 46,
47, 50 e 51 delle predette norme; convengono, a nome rispettivamente
della Santa Sede e della Repubblica Italiana, su quanto segue:

Articolo 1
Articolo 1.
Le norme presentate alle Alte Parti dalla
Commissione paritetica per gli enti ecclesiastici, istituita a norma
dell’art. 7, n. 6, dell’Accordo tra la Santa Sede e l’Italia del 18
febbraio 1984, sono approvate nella formulazione del testo firmato
dalla Commissione paritetica in data 8 agosto 1984, con le modifiche
concordate con le lettere di cui all’allegato I.
Articolo 2
Articolo
2.
Resta inteso che tali norme non concernono la condizione giuridica
della Santa Sede e dei suoi organi.
Articolo 3
Articolo 3.
Resta
inoltre inteso che sono applicabili alle materie disciplinate dalle
norme predette le disposizioni degli articoli 13, n. 2 e 14,
dell’Accordo 18 febbraio 1984.
Articolo 4
Articolo 4.
Le Parti
daranno piena ed intera esecuzione al presente Protocollo emanando,
con gli strumenti giuridici propri dei rispettivi ordinamenti, le
norme approvate in data odierna.
Articolo 5
Articolo 5.
Il presente
Protocollo e le norme predette entreranno in vigore alla data dello
scambio degli strumenti di ratifica dell’Accordo del 18 febbraio 1984
e del Protocollo medesimo. Roma, 15 novembre 1984. Agostino Cardinal
Casaroli – Bettino Craxi —–
Allegato 1
Dal Vaticano, 15 novembre
1984 Consiglio per gli Affari pubblici della Chiesa Il Prefetto n.
7126/84 Signor Presidente del Consiglio, La commissione paritetica
istituita all’atto della firma dell’Accordo tra la Santa Sede e la
Repubblica Italiana del 18 febbraio 1984, ha sottoposto
all’approvazione delle Alte Parti, il giorno 8 agosto stesso anno, a
compimento del suo mandato, le norme da essa formulate circa gli enti
ed i beni ecclesiastici in Italia e circa la revisione degli impegni
finanziari dello Stato italiano e degli interventi del medesimo nella
gestione patrimoniale degli enti ecclesiastici. Prima di procedere
all’approvazione di dette norme, la Santa Sede — attesi anche i
rilievi ad essa esposti in merito dalla Presidenza della Conferenza
Episcopale Italiana — ritiene di dover proporre al Governo italiano
la modificazione di talune disposizioni delle norme stesse e
l’interpretazione di altre: ciò al fine di garantire la possibilità
stessa di dare l’avvio al nuovo sistema amministrativo ecclesiastico
proposto dalla Commissione paritetica e di rendere l’applicazione
delle nuove norme sicura e rispondente alla concorde volontà delle
Alte Parti. I. — Si tratta, anzitutto, delle disposizioni relative ai
seguenti articoli, la cui proposta modificazione viene indicata con
sottolineatura: 1) Art. 46, comma 1: <<A decorrere dal periodo
d’imposta 1989 le persone fisiche possono dedurre dal proprio reddito
complessivo le erogazioni liberali in denaro, fino all’importo di lire
due milioni, a favore dell’Istituto centrale per il sostentamento del
clero della Chiesa cattolica italiana>>. A Sua Eccellenza
l’Onorevole Signore BETTINO CRAXI Presidente del Consiglio dei
Ministri della Repubblica Italiana ROMA 2) Art. 47, comma 1:
<<Le somme da corrispondere a far tempo dal 1º gennaio 1987 e
sino a tutto il 1989 alla Conferenza Episcopale Italiana e al Fondo
edifici di culto in forza delle presenti norme sono iscritte in
appositi capitoli dello stato di previsione del Ministero del tesoro,
verso contestuale soppressione del capitolo n. 4493 del medesimo stato
di previsione, dei capitoli n. 2001, n. 2002, n. 2031 e n. 2071 dello
stato di previsione del Ministero dell’interno, nonchè del capitolo n.
7871 dello stato di previsione del Ministero dei lavori
pubblici>>. 3) Art. 50: <<I contributi e concorsi nelle
spese a favore delle Amministrazioni del Fondo Culto e del Fondo di
beneficenza e religione nella città di Roma di cui al capitolo n. 4493
dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno
finanziario 1984, gli assegni al personale ecclesiastico ex palatino,
le spese concernenti l’inventario degli stati patrimoniali degli
istituti ecclesiastici e il contributo per integrare i redditi dei
Patrimoni riuniti ex economali destinati a sovvenire il clero
particolarmente benemerito e bisognoso e a favorire scopi di culto, di
beneficenza e di istruzione, iscritti, rispettivamente ai capitoli n.
2001, n. 2002, n. 2031 e n. 2071 dello stato di previsione del
Ministero dell’interno per l’anno finanziario 1984, nonchè le spese di
concorso dello Stato nella costruzione e ricostruzione di chiese di
cui al capitolo n. 7871 dello stato di previsione del Ministero dei
lavori pubblici per l’anno finanziario 1984, sono corrisposti, per gli
anni finanziari 1985 e 1986 negli stessi importi risultanti dalle
previsioni finali dei predetti capitoli per l’anno 1984, al netto di
eventuali riassegnazioni per il pagamento di residui passivi perenti.
Lo stanziamento del suddetto capitolo n. 4493 dello stato di
previsione del Ministero del tesoro sarà comunque integrato
dell’importo necessario per assicurare negli anni 1985 e 1986 le
maggiorazioni conseguenti alle variazioni dell’indennità integrativa
speciale, di cui alla legge 27 maggio 1959, n. 324, e successive
modificazioni e integrazioni, che si registreranno negli anni
medesimi. Per gli anni 1985 e 1986 i suddetti contributi, concorsi,
assegni e spese continuano ad essere corrisposti nelle misure di cui
al comma precedente, rispettivamente alle Amministrazioni del Fondo
per il Culto, del Fondo di beneficenza e religione nella città di Roma
e dei Patrimoni riuniti ex economali, nonchè al Ministero dei lavori
pubblici per la costruzione e la ricostruzione di chiese. Per ciascuno
degli anni 1987, 1988, 1989 gli stessi contributi, concorsi, assegni e
spese, aumentati del 5%, rispetto all’importo dell’anno precedente,
sono invece corrisposti alla Conferenza Episcopale Italiana, ad
eccezione della somma di lire 3.500 milioni annui che verrà
corrisposta, a decorrere dall’anno 1987, al Fondo edifici di culto di
cui all’art. 55 delle presenti norme. Le erogazioni alla Conferenza
Episcopale Italiana, da effettuarsi in unica soluzione entro il 20
gennaio di ciascun anno, avvengono secondo modalità che
sonodeterminate con decreto del Ministro del tesoro. Tali modalità
devono, comunque, consentire l’adempimento degli obblighi di cui al
successivo art. 51 e il finanziamento dell’attività dell’Istituto di
cui all’art. 21, comma terzo. Resta a carico del bilancio dello Stato
il pagamento delle residue annualità dei limiti di impegno iscritti,
sino a tutto l’anno finanziario 1984, sul capitolo n. 7872 dello stato
di previsione del Ministero dei lavori pubblici>>. 4) Art. 51,
commi 1 e 2: <<Le disposizioni di cui al regio decreto 29
gennaio 1931, n. 227, e successive modifiche e integrazioni sono
abrogate dal 1º gennaio 1985, salvo quanto stabilito nel precedente
art. 50. Le somme liquidate per l’anno 1984 a titolo di supplemento di
congrua, onorari e spese di culto continuano ad essere corrisposte, in
favore dei medesimi titolari, del medesimo ammontare e con il medesimo
regime fiscale, previdenziale e assistenziale per il periodo 1º
gennaio 1985-31 dicembre 1986, aumentate delle maggiorazioni di cui al
primo comma del precedente art. 50, conseguenti alle variazioni
dell’indennità integrativa speciale per gli anni 1985 e 1986. Il
pagamento viene effettuato in rate mensili posticipate con scadenza il
giorno 25 di ciascun mese e il giorno 20 del mese di dicembre>>.
II. — Ritengo opportuno, inoltre, allegare l’unanime dichiarazione
messa a verbale dalla Commissione paritetica all’atto conclusivo dei
lavori, circa la retta interpretazione degli articoli 41, 42, 46, 47 e
50 delle norme predette. III. — Data la natura del tutto sui generis
della personalità giuridica della Santa Sede e delle sue peculiari
esigenze, la Santa Sede propone di inserire nel protocollo di
approvazione una disposizione che chiarisca che le nuove norme non
concernono la condizione giuridica della Santa Sede e dei suoi organi.
La…

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