Recepimento della direttiva del Consiglio n. 92/61 del 30 giugno 1992 | Architetto.info

Recepimento della direttiva del Consiglio n. 92/61 del 30 giugno 1992

Recepimento della direttiva del Consiglio n. 92/61 del 30 giugno 1992 relativa all'omologazione dei veicoli a motore a due o a tre ruote.

IL MINISTRO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE
Visto l’art. n. 229 del nuovo codice della strada approvato con
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 18 maggio
1992 che delega i Ministri della Repubblica a recepire, secondo le
competenze loro attribuite, le direttive comunitarie afferenti a
materie disciplinate dallo stesso codice;
Visto l’art. n. 406 del regolamento di esecuzione e di attuazione
del nuovo codice della strada approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 28
dicembre 1992 che conferma l’applicabilità del sopracitato art. 229
del codice alle direttive comunitarie disciplinanti materie del
regolamento;
Visto l’art. n. 71 del nuovo codice della strada che ai commi 3 e 4
stabilisce la competenza del Ministro dei trasporti e della
navigazione a decretare in materia di norme costruttive e
funzionali dei veicoli a motore e dei loro rimorchi ispirandosi al
diritto comunitario;
Visto l’articolo n. 72 del nuovo codice della strada che ai commi
8, 9 e 10 stabilisce la competenza a decretare in materia di norme
di omologazione e di contrassegno di conformità dei dispositivi di
equipaggiamento dei veicoli a motore e dei loro rimorchi
ispirandosi al diritto comunitario;
Visti gli articoli 74, 75, 76, 77 e 78 del nuovo codice della
strada che dettando norme sui dati di identificazione sulla
omologazione, sulla dichiarazione di conformità, sul controllo di
conformità, al tipo omologato dei ciclomotori, dei motocicli e dei
loro dispositivi di equipaggiamento, stabiliscono la competenza del
Ministro dei trasporti e della navigazione a decretare in materia;
Vista la direttiva del Consiglio n. 92/61/CEE del 30 giugno 1992
relativa all’omologazione dei veicoli a motore a due o a tre ruote;
Considerata la necessità di adeguare le procedure nazionali di
omologazione a quelle comunitarie e ravvisata la necessità di
allineare il contenuto degli articoli 52, 53, 59 e 75 del nuovo
codice della strada nonché quello degli articoli 198 e 227 del
regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della
strada al diritto comunitario;
Decreta:
Art. 1.
Campo di applicazione e categorie di veicoli a motore a due o tre
ruote
1. Tutti i veicoli a motore a due o tre ruote, gemellate o meno e
quelli ad essi assimilati, destinati a circolare su strada nonché i
loro componenti e le loro entità tecniche indipendenti, sono
sottoposti dal Ministero dei trasporti e della navigazione alla
omologazione (approvazione) CEE del tipo in conformità alle
disposizioni del presente decreto e secondo le prescrizioni
tecniche che saranno emanate dal Ministero dei trasporti e della
navigazione in attuazione delle direttive particolari (di seguito
chiamate DP) adottate dal Consiglio e dalla Commissione della
Unione europea. Tali disposizioni non si applicano alla procedura
di collaudo in unico esemplare. Tuttavia, i certificati di
omologazione (approvazione) relativi a componenti ed entità
tecniche separate rilasciati in conformità alle prescrizioni del
presente decreto sono riconosciuti validi ai fini del predetto
collaudo in unico esemplare. (5)
2. In deroga alle disposizioni del comma 1 precedente, le norme del
presente decreto non si applicano ai seguenti veicoli:
a) veicoli con una velocità massima per costruzione non superiore a
6 km/h;
b) veicoli destinati ad essere condotti da pedoni;
c) veicoli destinati ad essere usati dai minorati fisici;
d) veicoli da competizione, su strada o fuori strada;
e) veicoli già in uso prima della messa in applicazione del
presente decreto;
f) trattori, macchine agricole o similari;
g) veicoli concepiti essenzialmente per essere utilizzati fuori
strada e per il tempo libero, con tre ruote simmetriche di cui una
anteriore e le altre due posteriori;
h) veicoli a quattro e più ruote, esclusi i quadricicli di cui
all’art. 1, comma 4, del presente decreto, nonché ai loro
componenti o entità tecniche, nella misura in cui non siano
destinati a far parte di un veicolo a cui si applica il presente
decreto.
3. I veicoli di cui al precedente comma 1 sono classificati come
segue:
ciclomotori: veicoli a due o tre ruote muniti di un motore con
cilindrata non superiore a 50 cc se a combustione interna e aventi
una velocità massima per costruzione non superiore a 45 km/h;
motocicli: veicoli a due ruote, con o senza carrozzino, muniti di
un motore con cilindrata superiore a 50 cc se a combustione interna
e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45
km/h;
tricicli: veicoli a tre ruote simmetriche muniti di un motore con
cilindrata superiore a 50 cc se a combustione interna e/o aventi
una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h;
4. Le presenti norme si applicano anche ai veicoli a motore a
quattro ruote, detti quadricicli, aventi le seguenti
caratteristiche:
a) i quadricicli leggeri, la cui massa a vuoto è inferiore a 350
kg, esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, la cui
velocità massima per costruzione è inferiore o uguale a 45 km/h e
la cui cilindrata del motore è inferiore o pari a 50 cc per i
motori ad accensione comandata (o la cui potenza massima netta è
inferiore o uguale a 4 kW per gli altri tipi di motore),
considerati come ciclomotori;
b) i quadricicli diversi da quelli di cui alla lettera a), la cui
massa a vuoto è inferiore o pari a 400 kg (550 kg per i veicoli
destinati al trasporto di merci), esclusa la massa delle batterie
per i veicoli elettrici, la cui potenza massima netta del motore è
inferiore o uguale a 15 kW, considerati come tricicli.
(5)Comma sostituito dall’art. 1, comma 1, D.M. 20 aprile 2000.
Art. 1.
Campo di applicazione e categorie di veicoli a motore a due o tre
ruote (4)
1. Tutti i veicoli a motore a due o tre ruote, gemellate o meno e
quelli ad essi assimilati, destinati a circolare su strada nonché i
loro componenti e le loro entità tecniche indipendenti, sono
sottoposti dal Ministero dei trasporti e della navigazione alla
omologazione (approvazione) CEE del tipo in conformità alle
disposizioni del presente decreto e secondo le prescrizioni
tecniche che saranno emanate dal Ministro dei trasporti e della
navigazione in attuazione delle direttive particolari (qui di
seguito chiamate DP) all’uopo adottate dal Consiglio e dalla
Commissione della Unione europea.
2. In deroga alle disposizioni del comma 1 precedente, le norme del
presente decreto non si applicano ai seguenti veicoli:
a) veicoli con una velocità massima per costruzione non superiore a
6 km/h;
b) veicoli destinati ad essere condotti da pedoni;
c) veicoli destinati ad essere usati dai minorati fisici;
d) veicoli da competizione, su strada o fuori strada;
e) veicoli già in uso prima della messa in applicazione del
presente decreto;
f) trattori, macchine agricole o similari;
g) veicoli concepiti essenzialmente per essere utilizzati fuori
strada e per il tempo libero, con tre ruote simmetriche di cui una
anteriore e le altre due posteriori;
h) veicoli a quattro e più ruote, esclusi i quadricicli di cui
all’art. 1, comma 4, del presente decreto, nonché ai loro
componenti o entità tecniche, nella misura in cui non siano
destinati a far parte di un veicolo a cui si applica il presente
decreto.
3. I veicoli di cui al precedente comma 1 sono classificati come
segue:
ciclomotori: veicoli a due o tre ruote muniti di un motore con
cilindrata non superiore a 50 cc se a combustione interna e aventi
una velocità massima per costruzione non superiore a 45 km/h;
motocicli: veicoli a due ruote, con o senza carrozzino, muniti di
un motore con cilindrata superiore a 50 cc se a combustione interna
e/o aventi una velocità massima per costruzione superiore a 45
km/h;
tricicli: veicoli a tre ruote simmetriche muniti di un motore con
cilindrata superiore a 50 cc se a combustione interna e/o aventi
una velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h;
4. Le presenti norme si applicano anche ai veicoli a motore a
quattro ruote, detti quadricicli, aventi le seguenti
caratteristiche:
a) i quadricicli leggeri, la cui massa a vuoto è inferiore a 350
kg, esclusa la massa delle batterie per i veicoli elettrici, la cui
velocità massima per costruzione è inferiore o uguale a 45 km/h e
la cui cilindrata del motore è inferiore o pari a 50 cc per i
motori ad accensione comandata (o la cui potenza massima netta è
inferiore o uguale a 4 kW per gli altri tipi di motore),
considerati come ciclomotori;
b) i quadricicli diversi da quelli di cui alla lettera a), la cui
massa a vuoto è inferiore o pari a 400 kg (550 kg per i veicoli
destinati al trasporto di merci), esclusa la massa delle batterie
per i veicoli elettrici, la cui potenza massima netta del motore è
inferiore o uguale a 15 kW, considerati come tricicli.
(4)Testo precedente le modifiche apportate dal D.M. 20 aprile 2000.
Art. 2.
Definizioni
Ai sensi del presente decreto, si intende per:
1) tipo di veicolo: i veicoli appartenenti ad una stessa categoria
(ciclomotore a due ruote, ciclomotore a tre ruote, motociclo,
motocarrozzetta, triciclo e quadriciclo), e costruiti dallo stesso
costruttore, aventi lo stesso telaio portante e la stessa
designazione di tipo attribuita dal costruttore. Un tipo di veicolo
può presentare varianti e versioni;
2) variante: i veicoli dello stesso tipo che presentano differenze
attinenti:
alla forma della carrozzeria;
alla massa in ordine di marcia ed alla massa massima tecnicamente
ammessa (differenza superiore al 20%);
al principio di funzionamento del motore (ad accensione comandata,
ad accensione spontanea, elettrico, ibrido…);
al ciclo (2 o 4 tempi);
alla ciclindrata (differenza superiore al 30%);
al numero e alla disposizione dei cilindri;
alla potenza (differenza superiore al 30%);
al modo di funzionamento (se trattasi di motore elettrico);
al numero ed alla capacità delle batterie di propulsione.
Le varianti possono presentare diverse versioni;
3) versione: i veicoli dello stesso tipo ed eventualmente della
stessa variante che presentano differenze attinenti:
alla trasmissione della potenza (cambio automatico o non
automatico, rapporti di trasmissione, sistema di comando del
cambio..);
alla cilindrata (differenza inferiore o uguale al 30%);
alla potenza (differenza inferiore o uguale al 30%);
alla massa in ordine di marcia e alla massa massima tecnicamente
ammessa (differenza inferiore o uguale al 20%);
ad altre modifiche minori apportate dal costruttore e relative alle
caratteristiche essenziali riportate nell’allegato II;
4) entità tecnica: l’elemento o la caratteristica che devono
soddisfare le prescrizioni di una DP e sono destinati a far parte
di un veicolo. Essi possono essere omologati separatamente, ma
soltanto in connessione con uno o più tipi di veicoli determinati:
5) componente: l’elemento o la caratteristica che devono soddisfare
le prescrizioni di una DP e sono destinati a far parte di un
veicolo. Essi possono essere approvati indipendentente da un
veicolo. Un’entità tecnica o un componente possono essere originali
(di primo montaggio o di sostituzione) se appartengono al tipo (ai
tipi) montato(i) sul veicolo all’atto dell’omologazione, oppure non
originali per la sola sostituzione;
6) omologazione: l’atto mediante il quale l’autorità competente
constata che un tipo di veicolo soddisfa tanto le prescrizioni
tecniche delle DP quanto le verifiche dell’esattezza dei dati del
costruttore, previste dall’elenco esaustivo che figura
nell’allegato I;
7) approvazione: l’atto mediante il quale l’autorità competente
constata che una caratteristica o un’entità tecnica (approvazione
di entità tecnica) o un componente (approvazione di componente)
soddisfa le prescrizioni tecniche delle DP che la o lo concerne
prevista nell’elenco esaustivo che figura nell’allegato I. Le
omologazioni o le approvazioni possono comportare estensioni in
caso di modifiche, varianti o versioni;
8) ruote gemellate: due ruote montate su uno stesso asse, in modo
che la distanza tra i centri delle superfici di contratto di tali
ruote con il suolo sia inferiore a 460 mm. Tali ruote gemellate
sono considerate come ruota unica;
9) veicoli a propulsione bimodale: i veicoli dotati di due sistemi
diversi di propulsione: ad esempio sistema di propulsione elettrico
e sistema termico;
10) costruttore: la persona o l’ente responsabile verso l’autorità
competente in materia di omologazione e di approvazione, di tutti
gli aspetti del procedimento di omologazione e di approvazione e
della conformità della produzione. Non è indispensabile che
partecipi direttamente a tutte le fasi della costruzione del
veicolo soggetto a omologazione o della fabbricazione del
componente o dell’entità tecnica soggette al procedimento di
approvazione;
11) servizio tecnico: l’organismo o l’ente designato come
laboratorio di prova per l’esecuzione di prove o ispezioni per
conto dell’autorità competente in materia di approvazione o
omologazione.
Art. 3.
Domanda di omologazione o di approvazione
Ogni domanda di omologazione o di approvazione è presentata dal
costruttore all’autorità competente. Essa è accompagnata da una
scheda informativa, conforme al modello contenuto nell’allegato II,
se trattasi di omologazione o conforme al modello contenuto in un
allegato o in un’appendice di una DP relativa all’entità tecnica o
al componente in questione, se trattasi di approvazione, nonché dai
documenti menzionati in detta scheda. Per uno stesso tipo di
veicolo, di entità tecnica o di componente, tale domanda può essere
accettata solo se non presentata presso altri Stati membri.
Art. 4.
Omologazione, approvazione e conformità di produzione
1. L’autorità competente omologa ogni tipo di veicolo, approva
entità tecniche o componenti che soddisfino le seguenti condizioni:
a) il tipo di veicolo soddisfa le prescrizioni tecniche delle DP e
corrisponde ai dati forniti dal costruttore, quali definiti
nell’elenco esaustivo contenuto nell’allegato I;
b) l’entità tecnica o il componente soddisfa le prescrizioni
tecniche della DP che lo concerne e corrisponde ai dati forniti dal
costruttore, quali definiti nell’elenco esaustivo contenuto
nell’allegato I.
2. Prima di procedere all’omologazione o approvazione, l’autorità
competente che effettua queste operazioni prende le misure
necessarie per accertarsi, all’occorrenza in collaborazione con le
autorità competenti dello Stato membro in cui il prodotto è
realizzato o introdotto nella Comunità, che siano rispettate le
disposizioni dell’allegato VI affinché i veicoli prodotti, immessi
sul mercato, messi in vendita o in circolazione nuovi siano
conformi al tipo omologato e che le entità tecniche o i componenti
prodotti, immessi sul mercato e venduti nuovi siano conformi al
tipo approvato.
3. L’autorità competente di cui al comma 2 deve vigilare,
all’occorrenza in collaborazione con le autorità competenti dello
Stato membro in cui il prodotto è realizzato o introdotto nella
Comunità, affinché le disposizioni dell’allegato VI continuino ad
essere rispettate.
4. L’autorità che procede all’omologazione riconosce i certificati
di approvazione rilasciati da uno o più Stati membri, che corredano
la domanda di omologazione, evitando così di procedere agli
accertamenti di cui al comma 1, lettera b), per i componenti e/o le
entità tecniche già approvati.
5. L’autorità competente è responsabile delle omologazioni e delle
approvazioni che ha rilasciato. L’autorità competente che ha
rilasciato l’omologazione di un tipo di veicolo esegue il controllo
della conformità della produzione, all’occorrenza in collaborazione
con le autorità competenti degli altri Stati membri che hanno
rilasciato le approvazioni di componenti o di entità tecniche
destinate a quel tipo di veicolo.
Art. 5.
Certificato di omologazione e certificato di approvazione
1. Per ogni tipo di veicolo da essa omologato, l’autorità
competente compila tutte le rubriche del certificato di
omologazione riportato nell’allegato III.
2. Per ogni tipo di entità tecnica o di componente da essa
approvato, l’autorità competente compila le rubriche del
certificato di approvazione riportato in un allegato o in
un’appendice della DP relativa all’entità tecnica o al componente
in questione.
Art. 6.
Scambio di informazioni
1. Entro il termine di un mese, l’autorità competente invia a
quelle degli altri Stati membri copia del certificato di
omologazione compilato per ogni tipo di veicolo che essa omologa o
rifiuta di omologare.
2. L’autorità competente osserva le disposizioni di cui al comma 1
nel caso dei certificati di approvazione compilati per ogni tipo di
entità tecnica o di componente che essa approva o rifiuta di
approvare.
Art. 7.
Adempimenti a carico del costruttore
1. Per ciascun veicolo costruito conformemente al tipo omologato,
il costruttore compila un certificato di conformità secondo il
modello contenuto nell’allegato IV.A che, ai fini della prima
immatricolazione in Italia, va completato con l’indicazione della
potenza fiscale (rubrica 12 dell’allegato IV.A). Tale indicazione è
omessa nei certificati di conformità dei ciclomotori.
2. Per ciascuna entità tecnica o componente non originale prodotto
conformemente al tipo approvato, il costruttore compila un
certificato di conformità secondo il modello contenuto
nell’allegato IV.B. Detto certificato non è richiesto per le entità
tecniche o i componenti originali.
3. Nel caso in cui l’entità tecnica o il componente da approvare
non soddisfi la sua funzione oppure presenti una caratteristica
particolare soltanto in connessione con altri elementi del veicolo,
per cui il rispetto di uno o più prescrizioni può essere verificato
soltanto quando l’entità tecnica o il componente da approvare
funzionano in connessione con altri elementi del veicolo, simulati
o reali, l’ambito dell’approvazione dell’entità tecnica o del
componente deve essere conseguentemente limitato in conformità. Il
certificato di approvazione dell’entità tecnica o del componente
indica in tal caso le eventuali restrizioni concernenti
l’utilizzazione e le eventuali prescrizioni di montaggio. Il
rispetto di queste restrizioni e prescrizioni è verificato all’atto
dell’omologazione del veicolo.
4. Fatte salve le disposizioni del comma 2, il titolare
dell’approvazione di un’entità tecnica o di un componente
rilasciata conformemente all’art. 4 è tenuto ad apportare su
ciascuna entità tecnica o su ciascun componente conforme al tipo
approvato il suo marchio di fabbrica o commerciale, l’indicazione
del tipo e, se la DP lo prevede, il marchio di approvazione di cui
all’art. 8. In quest’ultimo caso, non è tenuto a compilare il
certificato previsto al comma 2.
5. Il titolare del certificato di approvazione che, a norma del
comma 3, contiene restrizioni concernenti l’utilizzazione, deve
fornire per ciascuna entità tecnica o per ciascun componente
prodotto informazioni dettagliate concernenti tali restrizioni ed
indicare le eventuali prescrizioni di montaggio.
6. Il titolare dell’approvazione di entità tecniche non originali,
rilasciata in connessione con uno o più tipi di veicoli, deve
fornire con ciascuna di queste entità tecniche informazioni
dettagliate che permettano di determinare tali veicoli.
Art. 8.
Marcatura
1. Ogni veicolo prodotto in conformità al tipo omologato deve
recare una marcatura composta dai seguenti elementi:
il numero di omologazione;
la lettera minuscola “e” seguita dal numero o dalla sigla indicante
lo Stato membro che ha proceduto all’omologazione;
l’identificazione del veicolo (lettere o cifre).
2. Ogni entità ed ogni componente prodotti in conformità del tipo
approvato devono recare, se previsto dalla DP ad essi relativa, un
marchio di approvazione conforme alle prescrizioni di cui
all’allegato V. Tuttavia, le indicazioni contenute in detto marchio
di approvazione possono essere completate con indicazioni
aggiuntive che consentano l’identificazione di talune
caratteristiche proprie dell’entità tecnica o del componente in
questione, indicazioni aggiuntive che saranno, all’occorrenza,
specificate nei decreti ministeriali di cui all’art. 1, comma 1, in
recepimento delle DP relative a dette entità tecniche o componenti.
Art. 9.
Adempimenti a carico dell’autorità competente
1. Il costruttore è responsabile della costruzione di ciascun
veicolo o di ciascuna entità tecnica o di ciascun componente in
conformità al tipo omologato o approvato. L’arresto definitivo
della produzione, nonché qualsiasi altro cambiamento dei dati
contenuti nella scheda informativa, devono essere comunicati dal
titolare dell’omologazione o dell’approvazione all’autorità
competente che ha rilasciato l’omologazione o l’approvazione
stessa.
2. Qualora ritenga che siffatto cambiamento non comporti la
modifica dell’attuale certificato di omologazione o approvazione o
la compilazione di un nuovo certificato di omologazione o
approvazione, l’autorità competente di cui al comma 1 ne informa il
costruttore.
3. Qualora constati che un cambiamento dei dati contenuti nella
scheda informativa giustifichi nuove verifiche o nuove prove,
l’autorità competente di cui al comma 1 ne informa il costruttore
ed effettua le prove. Nel caso in cui queste verifiche o prove
comportino una modifica del certificato di omologazione o
approvazione già rilasciato o la compilazione di un nuovo
certificato, l’autorità competente trasmette i documenti così
aggiornati alle autorità competenti degli altri Stati membri entro
il termine di un mese a decorrere dalla data della loro emissione.
4. Nel caso in cui un certificato di omologazione o di approvazione
cessi di avere validità a causa di un provvedimento di revoca o
dell’arresto definitivo della produzione del tipo di veicolo
omologato o dell’entità tecnica o del componente approvato,
l’autorità competente che ha proceduto a questa omologazione o
approvazione, lo comunica entro un mese alle autorità competenti
degli altri Stati membri.
Art. 10
Non conformità al tipo omologato o approvato
1. Se l’autorità competente che ha proceduto all’omologazione o
all’approvazione constata che veicoli, entità tecniche o componenti
non sono conformi al tipo da essa stessa omologato o approvato,
essa prende le misure necessarie per assicurare nuovamente la
conformità della produzione con il tipo omologato o approvato.
L’autorità competente comunica a quelle degli altri Stati membri le
misure prese che possono giungere, se del caso, fino alla revoca
dell’omologazione o approvazione.
2. Se l’autorità competente constata che veicoli, entità tecniche o
componenti non sono conformi al tipo omologato o approvato, può
chiedere alle autorità competenti dello Stato membro che hanno
proceduto all’omologazione o all’approvazione di verificare le
diversità riscontrate. L’autorità competente che ha proceduto
all’omologazione o all’approvazione esegue il controllo nei sei
mesi successivi alla data di ricezione della richiesta. Se accerta
un difetto di conformità, l’autorità competente che ha concesso
l’omologazione prende le misure previste al comma 1.
3. L’autorità competente si scambia reciprocamente informazioni con
quelle degli altri Stati membri, entro il termine di un mese, su
qualsiasi revoca delle omologazioni o approvazioni concesse, nonché
sui motivi che giustificano tali provvedimenti.
4. Nel caso in cui l’autorità competente dello Stato membro che ha
proceduto all’omologazione o approvazione contesta il difetto di
conformità di cui è stata informata ai sensi del precedente comma
2, le autorità degli Stati membri interessati si adoperano per
comporre la controversia. La commissione della Unione europea è
tenuta informata e, ove necessario, procede alle consultazioni
opportune al fine di pervenire ad una soluzione.
Art. 11.
Veicoli pericolosi per la circolazione
Se l’autorità competente accerta che veicoli, entità tecniche o
componenti appartenenti ad un tipo omologato o approvato,
compromettono la sicurezza della circolazione stradale, essa può,
per un periodo massimo di sei mesi, vietarne sul territorio
nazionale la vendita, la messa in circolazione o l’uso. Essa
informa immediatamente le autorità competenti degli altri Stati
membri e la commissione della Unione europea, precisando i motivi
della sua decisione.
Art. 12.
Revoca dell’omologazione o dell’approvazione
Ogni decisione di diniego o revoca di omologazione o di
approvazione, di divieto di vendita o di uso di un veicolo, di
un’entità tecnica o di un componente, presa in base alle
disposizioni adottate in applicazione del presente decreto, deve
essere motivata in maniera precisa. Essa viene notificata al
costruttore interessato con l’indicazione dei ricorsi giuridici
previsti dalla legge e dei termini entro i quali gli stessi ricorsi
possono essere proposti.
Art. 13.
Competenze in materia di rilascio di omologazioni e di approvazioni
L’autorità italiana competente al rilascio di omologazioni e
approvazioni per i veicoli, le unità tecniche ed i componenti di
cui all’art. 1 del presente decreto è il Ministero dei trasporti e
della navigazione – Direzione generale della motorizzazione civile
e dei trasporti in concessione – IV Direzione centrale – Divisione
41 – Roma.
Art. 14.
Competenze in materia di effettuazione delle prove tecniche
I servizi tecnici italiani competenti per l’effettuazione delle
verifiche e delle prove previste nella lista esaustiva di cui
all’allegato I al presente decreto sono i centri prova del
Ministero dei trasporti e della navigazione indicati nell’allegato
VII al presente decreto.
Art. 15.
Condizioni per la libera circolazione dei veicoli
1. Gli Stati membri non possono vietare l’immissione sul mercato,
la vendita, la messa in circolazione e l’uso di veicoli nuovi di
tipo omologato in conformità al presente decreto. Possono essere
presentati per la prima immatricolazione o, nel caso dei
ciclomotori, per la prima immissione in circolazione, soltanto i
veicoli conformi alle disposizioni del presente decreto. Gli altri
Stati membri potranno tuttavia richiedere altre indicazioni
supplementari rispetto a quelle riportate ai punti da 1 a 11,
dell’allegato IV.A al presente decreto.
2. Gli Stati membri non possono vietare l’immissione sul mercato,
la vendita, e l’uso di entità tecniche o di componenti nuovi
conformi al presente decreto. Possono essere immessi sul mercato e
venduti la prima volta per essere utilizzati soltanto le entità
tecniche e i componenti conformi al presente decreto.
3. In deroga ai commi 1 e 2, è ammesso che taluni Stati membri, le
cui norme nazionali prevedono per i ciclomotori prescrizioni
particolari relative alla presenza dei pedali e/o al sistema di
trasmissione nonché alla limitazione della massa, possano
continuare ad osservarli sino alla data limite del 31 dicembre
1996.
4. In deroga ai commi 1 e 2, l’autorità competente può esentare dal
rispetto di una o più prescrizioni delle DP i veicoli, le entità
tecniche o i componenti destinati:
a produzioni in piccole serie limitate al massimo a 200 unità
all’anno per tipo di veicolo o per tipo di componente o per tipo di
entità tecnica;
alle forze armate, alle forze addette al mantenimento dell’ordine
pubblico, ai servizi della protezione civile o a lavori pubblici.
Tali deroghe devono essere comunicate alle autorità competenti
degli altri Stati membri entro il termine di un mese a decorrere
dalla data della loro concessione.
Art. 16.
Disposizioni transitorie
1. Sino alla data in cui tutte le DP previste all’allegato I al
presente decreto saranno entrate in vigore, il Ministero dei
trasporti e della navigazione rilascerà l’omologazione nazionale
verificando esclusivamente le caratteristiche costruttive e
funzionali indicate in allegato I al presente decreto con la
menzione DP (Direttiva Particolare). Tali verifiche verranno
effettuate nel rispetto delle prescrizioni stabilite nelle DP nel
frattempo emanate, o, in assenza di DP, applicando le pertinenti
disposizioni regolamentati vigenti in armonia a quanto stabilito
dall’art. 406 del regolamento di esecuzione e di attuazione del
nuovo codice della strada, con l’avvertenza che:
a) ogni disposizione regolamentare (prescrizione nazionale)
relativa alla caratteristica tecnica e funzionale indicata in
allegato I al presente decreto con la menzione DP è, a domanda del
costruttore, applicabile per il rilascio di omologazioni nazionali
sino alla data in cui la DP corrispondente, che sarà stata nel
frattempo recepita nell’ordinamento nazionale, entrerà in vigore in
via obbligatoria. Da tale data potranno essere accordate solo
approvazioni CEE per quanto concerne la caratteristica tecnica e
funzionale menzionata nella DP medesima;(1)
b) e approvazioni nazionali accordate in base al punto a)
resteranno valide per un periodo di quattro anni dalla data di
entrata in vigore in via obbligatoria di ciascuna delle DP. Dopo
tale termine non sarà più possibile accordare l’omologazione a
veicoli muniti di entità tecniche o di componenti privi del
certificato di approvazione di cui all’allegato relativo di
ciascuna DP.(1)
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
per le caratteristiche tecniche e funzionali indicate nell’allegato
I con la menzione CONF si verificherà soltanto la rispondenza con
quanto dichiarato dal costruttore nella scheda informativa
riportata nell’allegato II al presente decreto.
3. Dalla data sopra citata e fino a quando tutte le DP previste
nell’allegato I al presente decreto saranno entrate in vigore in
via obbligatoria l’omologazione nazionale così come regolamentata
ai precedenti commi, potrà, a domanda del costruttore, essere
accordata in alternativa a quella CEE.
4. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni dei precedenti
commi ai quadricicli definiti all’art. 1, comma 4, si precisa che a
norma dell’art. 406 del regolamento di esecuzione e di attuazione
del nuovo codice della strada, le prescrizioni nazionali da
considerare sono quelle attualmente in vigore per i veicoli delle
categorie M1 ed N1. Tuttavia, in deroga al precedente capoverso, i
quadricicli che rispondono alla definizione: “veicoli a quattro
ruote destinati al trasporto di cose con al massimo una persona
oltre al conducente nella cabina di guida, ai trasporti specifici e
per uso speciale, la cui massa a vuoto non superi le 0,55 t, con
l’esclusione della massa delle batterie se a trazione elettrica,
capaci di sviluppare su strada orizzontale una velocità massima
fino ad 80 km/h”, e rispondenti a tutte le caratteristiche
costruttive stabilite all’art. 199 del regolamento, potranno essere
omologati in base alla normativa attualmente per essi in vigore in
armonia con l’art. 406 del Regolamento di esecuzione e di
attuazione del nuovo codice della strada, sino a quando non
diversamente disposto dalle specifiche direttive particolari che
saranno emanate dalla Commissione in attuazione dell’art. 15, comma
3, della direttiva del Consiglio n. 92/61/CEE.
5. Le disposizioni di cui all’art. 8, concernenti le marcature, si
applicheranno solamente ai veicoli che avranno ottenuto
l’omologazione CEE ottemperando a tutte le DP previste
nell’allegato I al presente decreto.
6. Le omologazioni nazionali rilasciate prima dell’entrata in
vigore obbligatoria di tutte le DP previste nell’allegato I al
presente decreto e le approvazioni nazionali rilasciate prima della
data di entrata in vigore obbligatoria delle rispettive DP che
sostituiranno le prescrizioni nazionali corrispondenti, restano
valide per il periodo di quattro anni a decorrere da dette date.(2)
(1)Lettera sostituita dall’art. 1, comma 1, D.M. 15 aprile 1997.
(2)Comma sostituito dall’art. 1, comma 1, D.M. 15 aprile 1997.
Art. 16.
Disposizioni transitorie(3)
1. Sino alla data in cui tutte le DP previste all’allegato I al
presente decreto saranno entrate in vigore, il Ministero dei
trasporti e della navigazione rilascerà l’omologazione nazionale
verificando esclusivamente le caratteristiche costruttive e
funzionali indicate in allegato I al presente decreto con la
menzione DP (Direttiva Particolare). Tali verifiche verranno
effettuate nel rispetto delle prescrizioni stabilite nelle DP nel
frattempo emanate, o, in assenza di DP, applicando le pertinenti
disposizioni regolamentati vigenti in armonia a quanto stabilito
dall’art. 406 del regolamento di esecuzione e di attuazione del
nuovo codice della strada, con l’avvertenza che:
a) ogni disposizione regolamentare (prescrizione nazionale)
relativa alla caratteristica tecnica e funzionale indicata in
allegato I al presente decreto con la menzione DP è a domanda del
costruttore, applicabile per il rilascio di omologazioni nazionali
sino alla data in cui la DP corrispondente, che sarà stata nel
frattempo recepita nell’ordinamento nazionale, entrerà in vigore in
via obbligatoria. Da tale data potranno essere accordate
approvazioni CEE per quanto concerne la caratteristica tecnica e
funzionale menzionata nella DP medesima;
b) le omologazioni nazionali e le approvazioni nazionali accordate
in base al punto a) resteranno valide per un periodo di quattro
anni dalla data di entrata in vigore in via obbligatoria di
ciascuna della DP. Dopo tale termine non sarà più possibile
l’immissione sul mercato e la prima vendita di entità tecniche o
componenti sprovvisti del certificato di conformità di cui
all’allegato relativo di ciascun DP.
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
per le caratteristiche tecniche e funzionali indicate nell’allegato
I con la menzione CONF si verificherà soltanto la rispondenza con
quanto dichiarato dal costruttore nella scheda informativa
riportata nell’allegato II al presente decreto.
3. Dalla data sopra citata e fino a quando tutte le DP previste
nell’allegato I al presente decreto saranno entrate in vigore in
via obbligatoria l’omologazione nazionale così come regolamentata
ai precedenti commi, potrà, a domanda del costruttore, essere
accordata in alternativa a quella CEE.
4. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni dei precedenti
commi ai quadricicli definiti all’art. 1, comma 4, si precisa che a
norma dell’art. 406 del regolamento di esecuzione e di attuazione
del nuovo codice della strada, le prescrizioni nazionali da
considerare sono quelle attualmente in vigore per i veicoli delle
categorie M1 ed N1. Tuttavia, in deroga al precedente capoverso, i
quadricicli che rispondono alla definizione: “veicoli a quattro
ruote destinati al trasporto di cose con al massimo una persona
oltre al conducente nella cabina di guida, ai trasporti specifici e
per uso speciale, la cui massa a vuoto non superi le 0,55 t, con
l’esclusione della massa delle batterie se a trazione elettrica,
capaci di sviluppare su strada orizzontale una velocità massima
fino ad 80 km/h”, e rispondenti a tutte le caratteristiche
costruttive stabilite all’art. 199 del regolamento, potranno essere
omologati in base alla normativa attualmente per essi in vigore in
armonia con l’art. 406 del Regolamento di esecuzione e di
attuazione del nuovo codice della strada, sino a quando non
diversamente disposto dalle specifiche direttive particolari che
saranno emanate dalla Commissione in attuazione dell’art. 15, comma
3, della direttiva del Consiglio n. 92/61/CEE.
5. Le disposizioni di cui all’art. 8, concernenti le marcature, si
applicheranno solamente ai veicoli che avranno ottenuto
l’omologazione CEE ottemperando a tutte le DP previste
nell’allegato I al presente decreto.
6. Le omologazioni nazionali e le approvazioni nazionali rilasciate
prima della data di entrata in vigore del presente decreto o dei
decreti di recepimento delle DP che sostituiranno le prescrizioni
nazionali corrispondenti, restano valide per il periodo di quattro
anni a decorrere dalla data di entrata in vigore dei rispettivi
decreti.
(3)Testo precedente le modifiche apportate dal D.M. 15 aprile 1997.
Art. 17.
Disposizioni finali
1. Per i veicoli di cui all’art. 1, comma 1, a partire dalla data
in cui tutte le DP previste all’allegato I al presente decreto
saranno entrate in vigore in via obbligatoria, sarà possibile
accordare solo omologazioni CEE.
2. Trascorsi quattro anni dal termine indicato al precedente comma
1, non sarà più possibile la prima immissione in circolazione dei
veicoli sopra menzionati qualora sprovvisti del certificato di
conformità di cui all’allegato IV al presente decreto.
Art. 18.
Allegati
1. Fanno, a tutti gli effetti, parte integrante del presente
decreto, i seguenti allegati:
I) Elenco esaustivo degli elementi e caratteristiche del veicolo;
II) Scheda informativa;
III) Certificato di omologazione;
IV.A) Certificato di conformità per veicolo;
IV.B) Certificato di conformità per entità tecnica o componente;
V) Marchio di approvazione;
VI) Disposizioni per il controllo della conformità della
produzione;
VII) Elenco dei servizi tecnici abilitati all’effettuazione delle
prove.

ALLEGATI

Recepimento della direttiva del Consiglio n. 92/61 del 30 giugno 1992

Architetto.info