Recepimento della direttiva n. 1999/54/CE della Commissione del 26 maggio 1999 | Architetto.info

Recepimento della direttiva n. 1999/54/CE della Commissione del 26 maggio 1999

Recepimento della direttiva n. 1999/54/CE della Commissione del 26 maggio 1999 recante modifica della direttiva n. 66/402/CEE del Consiglio relativa alla commercializzazione delle sementi di cereali.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
DECRETO 7 febbraio
2000
Recepimento della direttiva n. 1999/54/CE della Commissione del
26 maggio 1999
recante modifica della direttiva n. 66/402/CEE del
Consiglio relativa alla
commercializzazione delle sementi di
cereali.
IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Vista la
direttiva n. 66/402/CEE del Consiglio del 14 giugno 1966, relativa
alla
commercializzazione delle sementi di cereali;
Vista la legge 25
novembre 1971, n. 1096, recante “Disciplina dell’attivita’
sementiera”;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8
ottobre 1973, n. 1065, recante “Regolamento di
esecuzione della legge
25 novembre 1971, n. 1096”;
Considerato che i principi fissati in sede
comunitaria con la citata direttiva n. 66/402/CEE sono stati
recepiti
nell’ordinamento nazionale mediante l’adozione di norme di cui alla
suddetta legge n.
1096/1971 ed al citato decreto del Presidente della
Repubblica n. 1065/1973;
Vista la direttiva n. 1999/54/CE della
Commissione del 26 maggio 1999 recante modifica della
direttiva n.
66/402/CEE del Consiglio relativa alla commercializzazione delle
sementi di cereali;
Considerato che le modifiche apportate dalla
direttiva n. 1999/54/CE della Commissione del 26
maggio 1999 alle
norme vigenti in materia di commercializzazione delle sementi di
cereali, devono
essere recepite nell’ordinamento
nazionale;
Considerato che la direttiva n. 1999/54/CE della
Commissione del 26 maggio 1999 modifica
modalita’ esecutive e
caratteristiche di ordine tecnico della citata direttiva n. 66/402/CEE
del
Consiglio del 14 giugno 1966 e successive modificazioni;
A norma
dell’art. 20, comma 1, della legge 16 aprile 1987, n.
183;
Decreta:
Art. 1.
1. Nell’art. 22 del decreto del Presidente della
Repubblica 8 ottobre 1973, n. 1065, comma 1, la
frase introduttiva
della lettera A-bis), e’ sostituita dalla seguente:
“Sementi di base
(ibridi di avena, orzo, riso, segale, frumento, frumento duro, spelta
e varieta’ di
triticale ad autofecondazione)”.
Art. 2.
1. Nell’art. 22
del decreto del Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973, n. 1065,
comma 1, la
frase introduttiva della lettera C), e’ sostituita dalla
seguente:
“Sementi certificate (scagliola, diversa dagli ibridi,
segale, sorgo, sorgo del Sudan, granturco e
ibridi di avena, orzo,
riso, frumento, frumento duro, spelta e varieta’ di triticale
ad
autofecondazione)”.
Art. 3.
1. Nell’allegato VII “Condizioni alle
quali devono soddisfare le colture ai fini della certificazione”
del
decreto del Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973, n. 1065,
lettera A) “Cereali”, punto 3, la
prima e la seconda frase sono
sostituite dalla seguente:
“La coltura deve presentare identita’ e
purezza varietali in grado sufficiente o, nel caso di una
coltura di
linea “inbred , identita’ e purezza sufficiente relativamente ai suoi
caratteri. Per la
produzione di sementi di varieta’ ibride, le
disposizioni di cui sopra si applicano anche ai caratteri
dei
componenti, compresa la maschiosterilita’ o la ristorazione della
fertilita’”.ഊArt. 4.
1. Nell’allegato VII “Condizioni alle quali
devono soddisfare le colture ai fini della certificazione”
del decreto
del Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973, n. 1065, lettera A)
“Cereali”, viene
aggiunto il seguente punto:
“3-ter) Colture destinate
a produrre sementi certificate di ibridi di avena, orzo, riso,
frumento,
frumento duro, spelta e varieta’ di triticale ad
autofecondazione”.
a) La coltura deve essere conforme alle norme
seguenti relative alle distanze da fonti vicine di
polline che possono
determinare un’impollinazione estranea indesiderabile:
la distanza
minima del componente femminile e’ di 25 metri da qualsiasi altra
varieta’ della stessa
specie, ad eccezione di una coltura del
componente maschile; questa distanza puo’ non essere
osservata se
esiste una protezione sufficiente contro qualsiasi impollinazione
estranea
indesiderabile.
b) La coltura deve presentare sufficiente
identita’ e purezza relativamente ai caratteri dei
componenti.
Quando
la semente e’ prodotta mediante ricorso ad un agente di ibridazione
chimico, la coltura deve
essere conforme alle seguenti norme o altre
condizioni:
i) la purezza varietale minima (%) di ciascun componente
deve essere pari: per l’avena, l’orzo, il
riso, il frumento, il
frumento duro e la spelta: al 99,7% per la varieta’ di triticale
ad
autofecondazione: al 99%;
ii) il livello minimo di ibridita’ deve
essere pari al 95%.
L’ibridita’ percentuale deve essere valutata
confortemente ai metodi eventualmente seguiti a
livello
internazionale.
Nei casi in cui l’ibridita’ e’ determinata nel
corso dell’esame delle sementi anteriormente alla
certificazione, non
e’ necessario determinarla nel corso dell’ispezione sul campo”.
Art.
5.
1. Nell’allegato VI “Condizioni cui devono soddisfare le sementi”
del decreto del Presidente della
Repubblica 8 ottobre 1973, n. 1065,
parte I – Colture erbacee da pieno campo – “lettera B (Cereali)
punto
1”, la prima e la seconda frase sono sostituite dalla seguente:
“La
semente deve presentare identita’ e purezza varietali in grado
sufficiente o, nel caso di una
semente di linea “inbred , identita’ e
purezza sufficiente relativamente ai suoi caratteri. Per le
sementi di
varieta’ ibride, le disposizioni di cui sopra si applicano anche ai
caratteri dei
componenti”.
Art. 6.
1. Nell’allegato VI “Condizioni cui
devono soddisfare le sementi” del decreto del Presidente
della
Repubblica 8 ottobre 1973, n. 1065, parte I – Colture erbacee da
pieno campo – “lettera B (Cereali)
punto 1, A-bis)”, i termini
“diverse dagli ibridi” vengono aggiunti dopo il termine
“triticosecale”.
Art. 7.
1. Nell’allegato VI “Condizioni cui devono
soddisfare le sementi” del decreto del Presidente della
Repubblica 8
ottobre 1973, n. 1065, parte I – Colture erbacee da pieno campo –
“lettera B (Cereali),
punto 1”, viene aggiunta la seguente
lettera:
“A-ter. Ibridi di avena, orzo, riso, frumento, frumento
duro;
spelta e varieta’ di triticale ad autofecondazione. La purezza
varietale minima della semente della
categoria “semente certificata e’
pari al 90%. Essa e’ esaminata mediante controlli ufficiali
a
posteriori su un’adeguata proporzione di campioni”.
Il presente
decreto viene inviato alla Corte dei conti ed entrera’ in vigore il
giorno successivo alla
sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.ഊRoma, 7 febbraio 2000 Il Ministro: De
Castro
Registrato alla Corte dei conti, il 1o marzo 2000
Registro n. 1
Politiche agricole e forestali, foglio n. 51

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