Regolamento recante norme di attuazione degli artt 2 e 4 della legge 7 agosto 1990 | Architetto.info

Regolamento recante norme di attuazione degli artt 2 e 4 della legge 7 agosto 1990

Regolamento recante norme di attuazione degli artt 2 e 4 della legge 7 agosto 1990 n. 241 concernente nuove norme in materia di procedimenti amministrativi relativamente ai procedimenti di competenza degli organi dell'amministrazione dei Lavori Pubblici

IL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI
Visti gli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere interlocutorio del Consiglio di Stato, espresso
nell’adunanza della commissione speciale del 27 gennaio 1993, n.
1582/92;
Ritenuto opportuno uniformarsi a quanto prescritto nel richiamato
parere n. 1582/92, modificando lo schema di regolamento in
argomento, sia in modo da ridurre i termini, sia nell’esposizione
degli stessi in tabelle;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza
generale del 13 giugno 1996, n. 98/96;
Ritenuto necessario adeguarsi alle condizioni espresse nel
richiamato parere n. 98/96, tenendo peraltro conto della peculiare
struttura del disegno organizzativo del Ministero dei lavori
pubblici, dei procedimenti ad esso afferenti, e dei termini come
già rideterminati ed ulteriormente ridotti;
Ritenuto opportuno demandare ad un apposito regolamento integrativo
la disciplina delle fasi endoprocedimentali del Ministero dei
lavori pubblici in procedimenti destinati a concludersi con
provvedimento di altre amministrazioni;
Vista la comunicazione del Presidente del Consiglio dei Ministri, a
norma dell’articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del
1988.
ADOTTA
il seguente regolamento:
TITOLO I – PRINCIPI GENERALI
Art 1 – Ambito di applicazione – 1. Il presente regolamento si
applica ai procedimenti amministrativi di competenza di organi
centrali, decentrati e periferici del Ministero dei lavori
pubblici, del Consiglio superiore dei lavori pubblici e del
Servizio tecnico centrale operante nell’ambito dello stesso, sia
che conseguano obbligatoriamente a iniziativa di parte sia che
debbano essere promossi d’ufficio.
2. I procedimenti di competenza dell’Amministrazione dei lavori
pubblici devono concludersi con un provvedimento espresso nel
termine stabilito, per ciascun procedimento, nelle tabelle allegate
che costituiscono parte integrante del presente regolamento e che
contengono, altresì, l’indicazione dell’organo o ufficio competente
e della fonte normativa.
3. In caso di mancata inclusione del procedimento nelle allegate
tabelle, esso si concluderà nel termine previsto da altra fonte
legislativa o regolamentare o, in mancanza, nel termine di trenta
giorni di cui all’articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Art 2 – Decorrenza del termine iniziale per i procedimenti
d’ufficio – 1. Per i procedimenti d’ufficio il termine iniziale
decorre dalla data in cui l’organo o ufficio competente del
Ministero dei lavori pubblici abbia notizia del fatto da cui sorge
l’obbligo di provvedere.
2. Qualora l’atto propulsivo promani da un organo o ufficio
dell’altra amministrazione, il termine iniziale decorre dalla data
di ricevimento, da parte dell’Amministrazione dei lavori pubblici,
della richiesta o della proposta.
Art 3 – Decorrenza del termine iniziale per i procedimenti a
iniziativa di parte – 1. Per i procedimenti a iniziativa di parte
il termine iniziale decorre dalla data di ricevimento della domanda
o della istanza.
2. La domanda o istanza deve essere redatta nelle forme e nei modi
stabiliti dall’Amministrazione, ove determinati e portati a idonea
conoscenza degli amministrati, e deve essere corredata dalla
prevista documentazione, dalla quale risulti la sussistenza dei
requisiti e delle condizioni richiesti da legge o da regolamento
per l’adozione del provvedimento.
3. All’atto della presentazione della domanda è rilasciata
all’interessato una ricevuta contenente, ove possibile, le
indicazioni di cui all’articolo 8 della legge 7 agosto, 1990, n.
241. Le dette indicazioni sono comunque fornite all’atto della
comunicazione dell’avvio del procedimento di cui all’articolo 7
della citata legge n. 241 e all’articolo 4 del presente
regolamento.
4. Ove la domanda dell’interessato sia ritenuta irregolare o
incompleta, il responsabile del procedimento ne dà comunicazione
all’istante entro sessanta giorni, indicando le cause
dell’irregolarità o della incompletezza. In questi casi il termine
iniziale decorre dal ricevimento della domanda regolarizzata o
completata.
5. Restano salvi la facoltà di autocertificazione prevista dagli
articoli 2 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, e 3 della legge 15
maggio 1997, n. 127, il dovere di procedere agli accertamenti di
ufficio previsto dall’articolo 10 della legge 4 gennaio 1968, n.
15, nonché il disposto di cui all’articolo 18 della legge 7 agosto
1990, n. 241.
Art 4 – Comunicazione dell’inizio del procedimento – 1. Salvo che
non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari
esigenze di celerità, il responsabile del procedimento dà
comunicazione dell’inizio del procedimento stesso ai soggetti nei
confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre
effetti, ai soggetti la cui partecipazione al procedimento sia
prevista da legge o regolamento, nonché ai soggetti, individuati o
facilmente individuabili, cui dal provvedimento possa derivare un
pregiudizio.
2. I soggetti di cui al comma 1 sono resi edotti dell’avviso del
procedimento mediante comunicazione personale, contenente, ove già
non rese note ai sensi dell’articolo 3, comma 3, le indicazioni di
cui all’articolo 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241. Qualora, per
il numero degli aventi titolo, la comunicazione personale risulti,
per tutti o per taluni di essi, impossibile o particolarmente
gravosa nonché nei casi in cui vi siano particolari esigenze di
celerità, il responsabile del procedimento procede ai sensi
dell’articolo 8, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241,
mediante forme di pubblicità da attuarsi con l’affissione e la
pubblicazione di apposito atto, indicante le ragioni che
giustificano la deroga, rispettivamente nell’albo
dell’Amministrazione e nel Bollettino ufficiale del Ministero.
3. L’omissione, il ritardo o l’incompletezza della comunicazione
può essere fatta valere, anche nel corso del procedimento, solo dai
soggetti che abbiano titolo alla comunicazione medesima, mediante
segnalazione scritta al dirigente preposto all’unità organizzativa
competente, il quale è tenuto a fornire gli opportuni chiarimenti o
ad adottare le misure necessarie, anche ai fini dei termini posti
per l’intervento del privato nel procedimento, nel termine di dieci
giorni.
4. Resta fermo quanto stabilito dal precedente articolo 3, comma 3,
in ordine alla decorrenza iniziale del procedimento.
Art 5 – Partecipazione al procedimento – 1. Ai sensi dell’articolo
10, lettera a), della legge 7 agosto 1990, n. 241, presso le sedi
degli organi o uffici dell’Amministrazione sono rese note, mediante
affissione in appositi albi o con altre idonee forme di pubblicità,
le modalità per prendere visione degli atti del procedimento.
2. Ai sensi dell’articolo 10, lettera b), della medesima legge n.
241, coloro che hanno titolo a prendere parte al procedimento
possono presentare memorie e documenti entro un termine pari a due
terzi di quello fissato per la durata del procedimento, sempre che
il procedimento stesso non sia già concluso. La presentazione di
memorie e documenti presentati oltre il detto termine non può
comunque determinare lo spostamento del termine finale.
Art 6 – Termine finale del procedimento – 1. I termini per la
conclusione dei procedimenti si riferiscono alla data di adozione
del provvedimento, ovvero, nel caso di provvedimenti recettivi,
alla data in cui il destinatario ne riceve comunicazione.
2. Ove nel corso del procedimento talune fasi, al di fuori delle
ipotesi previste dagli articoli 16 e 17 della legge 7 agosto 1990,
n. 241, siano di competenza di amministrazioni diverse
dall’Amministrazione dei lavori pubblici, il termine finale del
procedimento deve intendersi comprensivo dei periodi di tempo
necessari per l’espletamento delle fasi stesse. A tale fine le
amministrazioni interessate verificano d’intesa, entro sessanta
giorni dall’entrata in vigore del presente regolamento, la
congruità, per eccesso o per difetto, dei tempi previsti,
nell’ambito del termine finale, per il compimento delle fasi
medesime. Ove dalla verifica risulti la non congruità del termine
finale il Ministro dei lavori pubblici provvede, nella prescritta
forma regolamentare, alla variazione del termine, a meno che lo
stesso non sia fissato dalla legge.
3. I termini di cui ai commi 1 e 2 costituiscono termini massimi e
la loro scadenza non esonera l’Amministrazione dall’obbligo di
provvedere con ogni sollecitudine, fatta salva ogni altra
conseguenza dell’inosservanza del termine.
4. Nei casi in cui il controllo sugli atti dell’Amministrazione
procedente abbia carattere preventivo, il periodo di tempo relativo
alla fase di integrazione dell’efficacia del provvedimento non è
computato ai fini del termine di conclusione del procedimento. In
calce al provvedimento soggetto a controllo il responsabile del
procedimento indica l’organo competente al controllo medesimo.
5. Ove non sia diversamente disposto, per i procedimenti di
modifica di provvedimenti già emanati si applicano gli stessi
termini finali indicati per il procedimento principale.
6. Quando la legge preveda che la domanda dell’interessato si
intenda respinta o accolta dopo l’inutile decorso di un determinato
tempo dalla presentazioni della domanda stessa, il termine previsto
dalla legge o dal regolamento per la formazione del silenzio-
rifiuto o del silenzio-assenso costituisce altresì il termine entro
il quale l’Amministrazione deve adottare la propria determinaz…

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