Ripubblicazione del testo del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 379, recante: 'Disposizioni regolamentari in materia edilizia. (Testo C)'. (Decreto pubblicato nel supplemento ordinario n. 239/L alla Gazzetta Ufficiale - serie generale | Architetto.info

Ripubblicazione del testo del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 379, recante: ‘Disposizioni regolamentari in materia edilizia. (Testo C)’. (Decreto pubblicato nel supplemento ordinario n. 239/L alla Gazzetta Ufficiale – serie generale

Ripubblicazione del testo del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 379, recante: 'Disposizioni regolamentari in materia edilizia. (Testo C)'. (Decreto pubblicato nel supplemento ordinario n. 239/L alla Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 245 del 20 ottobre 2001). (GU n. 266 del 15-11-2001- Suppl. Ordinario n.246)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 giugno 2001, n.379

Ripubblicazione del testo del decreto del Presidente
della
Repubblica 6 giugno 2001, n. 379, recante:
“Disposizioni
regolamentari in materia edilizia. (Testo C)”.
(Decreto pubblicato
nel supplemento ordinario n. 239/L alla
Gazzetta Ufficiale – serie
generale – n. 245 del 20 ottobre
2001).

Parte I
ATTIVITA’ EDILIZIATitolo IDISPOSIZIONI GENERALICapo
IAttivita’ edilizia
Art. 1 (L)

Ambito di applicazione

Art. 2 (L)
Competenze delle regioni e degli enti
locali

Art. 3 (L)

Definizioni degli interventi edilizi

Art. 4 (L)
Regolamenti edilizi comunali

Art. 5 (R)
Sportello unico per
l’edilizia (decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398,
art. 4, commi 1, 2,
3, 4, 5 e 6, convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 dicembre
1993, n. 493; art. 220, regio decreto 27 luglio

1934, n. 1265)

1. Le amministrazioni comunali, nell’ambito
della propria autonomia
organizzativa, provvedono, anche
mediante esercizio in forma
associata delle strutture ai sensi del
Capo V, Titolo II del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n.
267, ovvero accorpamento,
disarticolazione, soppressione di
uffici o organi gia’ esistenti, a
costituire un ufficio denominato
sportello unico per l’edilizia, che
cura tutti i rapporti fra il
privato, l’amministrazione e, ove
occorra, le altre
amministrazioni tenute a pronunciarsi in ordine
all’intervento
edilizio oggetto della richiesta di permesso o di

denuncia di inizio attivita’.
2. Tale ufficio
provvede in particolare:
a) alla ricezione delle denunce di
inizio attivita’ e delle
domande per il rilascio di permessi di
costruire e di ogni altro atto
di assenso comunque denominato in
materia di attivita’ edilizia, ivi
compreso il certificato di
agibilita’, nonche’ dei progetti approvati
dalla Soprintendenza ai
sensi e per gli effetti degli articoli 36, 38
e 46 del decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 490;
b) a fornire informazioni
sulle materie di cui al punto a), anche
mediante predisposizione di
un archivio informatico contenente i
necessari elementi normativi,
che consenta a chi vi abbia interesse
l’accesso gratuito, anche in
via telematica, alle informazioni sugli
adempimenti necessari per lo
svolgimento delle procedure previste dal
presente regolamento,
all’elenco delle domande presentate, allo stato
del loro iter
procedurale, nonche’ a tutte le possibili informazioni

utili disponibili;
c) all’adozione, nelle medesime
materie, dei provvedimenti in
tema di accesso ai documenti
amministrativi in favore di chiunque vi
abbia interesse ai sensi
dell’articolo 22 e seguenti della legge
7 agosto 1990, n. 241,
nonche’ delle norme comunali di attuazione;
d) al rilascio dei
permessi di costruire, dei certificati di
agibilita’, nonche’ delle
certificazioni attestanti le prescrizioni
normative e le
determinazioni provvedimentali a carattere
urbanistico,
paesaggistico ambientale, edilizio e di qualsiasi altro
tipo comunque
rilevanti ai fini degli interventi di trasformazione

edilizia del territorio;
e) alla cura dei rapporti tra
l’amministrazione comunale, il
privato e le altre amministrazioni
chiamate a pronunciarsi in ordine
all’intervento edilizio oggetto
dell’istanza o denuncia, con
particolare riferimento agli
adempimenti connessi all’applicazione
della parte
II del testo unico.
3. Ai fini del rilascio del permesso di
costruire o del certificato
di agibilita’, l’ufficio di cui al comma
1 acquisisce direttamente,
ove questi non siano stati gia’
allegati dal richiedente:
a) il parere dell’A.S.L. nel caso
in cui non possa essere
sostituito da una autocertificazione ai
sensi dell’articolo 20, comma
1;

b) il parere dei Vigili del fuoco, ove necessario, in ordine al

rispetto della normativa antincendio.
4. L’ufficio cura
altresi’ gli incombenti necessari ai fini
dell’acquisizione,
anche mediante conferenza di servizi ai sensi
degli articoli 14,
14-bis, 14-ter, 14-quater della legge 7 agosto
1990, n. 241, degli
atti di assenso, comunque denominati, necessari
ai fini della
realizzazione dell’intervento edilizio. Nel novero di

detti assensi rientrano, in particolare:
a) le autorizzazioni e
certificazioni del competente ufficio
tecnico della regione, per
le costruzioni in zone sismiche di cui
agli
articoli 61, 94 e 62;
b) l’assenso dell’amministrazione
militare per le costruzioni
nelle zone di salvaguardia contigue ad
opere di difesa dello Stato o
a stabilimenti militari, di cui
all’articolo 16 della legge
24 dicembre 1976,
n. 898;
c) l’autorizzazione del direttore della circoscrizione
doganale
in caso di costruzione, spostamento e modifica di edifici
nelle zone
di salvaguardia in prossimita’ della linea doganale
e nel mare
territoriale, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 19
del decreto
legislativo 8 novembre 1990, n. 374;

d) l’autorizzazione dell’autorita’ competente per le costruzioni
su
terreni confinanti con il demanio marittimo, ai sensi e per gli

effetti dell’articolo 55 del codice della navigazione;
e) gli
atti di assenso, comunque denominati, previsti per gli
interventi
edilizi su immobili vincolati ai sensi degli articoli 21,
23, 24, e
151 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, fermo
restando
che, in caso di dissenso manifestato dall’amministrazione
preposta
alla tutela dei beni culturali, si procede ai sensi

dell’articolo 25 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490;

f) il parere vincolante della Commissione per la salvaguardia
di
Venezia, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 6 della
legge
16 aprile 1973, n. 171, e successive modificazioni, salvi i
casi in
cui vi sia stato l’adeguamento al piano comprensoriale
previsto
dall’articolo 5 della stessa legge, per l’attivita’
edilizia nella
laguna veneta, nonche’ nel territorio dei centri
storici di Chioggia
e di Sottomarina e nelle isole di Pellestrina,
Lido e Sant’Erasmo;
g) il parere dell’autorita’ competente in
tema di assetti e
vincoli idrogeologici;

h) gli assensi in materia di servitu’ viarie, ferroviarie,

portuali ed aeroportuali;
i) il nulla-osta
dell’autorita’ competente ai sensi
dell’articolo 13 della legge
6 dicembre 1991, n. 394, in tema di aree

naturali protette.

Titolo II
TITOLI ABILITATIVICapo
IDisposizioni generali
Art. 6 (L)

Attivita’ edilizia libera

Art. 7 (L)
Attivita’ edilizia delle pubbliche
amministrazioni

Art. 8 (L)
Attivita’ edilizia dei
privati su aree demaniali

Art. 9 (L)
Attivita’ edilizia
in assenza di pianificazione urbanistica

Capo II
Permesso di
costruireSezione INozione e caratteristiche

Art. 10 (L)

Interventi subordinati a permesso di
costruire

Art. 11 (L)
Caratteristiche del
permesso di costruire

Art. 12 (L)
Presupposti per il
rilascio del permesso di costruire

Art. 13 (L)
Competenza al rilascio del permesso di
costruire

Art. 14 (L)

Permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici

Art. 15 (R)
Efficacia temporale e
decadenza del permesso di costruire (legge
28 gennaio 1977, n. 10,
art. 4, commi 3, 4 e 5; legge 17 agosto 1942,
n.
1150, art. 31, comma 11)

1. Nel permesso di costruire sono indicati
i termini di inizio e di
ultimazione dei lavori.
2. Il termine per
l’inizio dei lavori non puo’ essere superiore ad
un anno dal
rilascio del titolo; quello di ultimazione, entro il
quale l’opera
deve essere completata non puo’ superare i tre anni
dall’inizio dei
lavori. Entrambi i termini possono essere prorogati,
con
provvedimento motivato, per fatti sopravvenuti estranei
alla
volonta’ del titolare del permesso. Decorsi tali termini il
permesso
decade di diritto per la parte non eseguita,
tranne che,
anteriormente alla scadenza venga richiesta una
proroga. La proroga
puo’ essere accordata, con provvedimento
motivato, esclusivamente in
considerazione della mole dell’opera
da realizzare o delle sue
particolari caratteristiche
tecnico-costruttive, ovvero quando si
tratti di opere pubbliche il
cui finanziamento sia previsto in piu’
esercizi finanziari.
3. La
realizzazione della parte dell’intervento non ultimata nel
termine
stabilito e’ subordinata al rilascio di nuovo permesso per le
opere
ancora da eseguire, salvo che le stesse non rientrino tra
quelle
realizzabili mediante denuncia di inizio attivita’ ai
sensi
dell’articolo 22. Si procede altresi’, ove necessario, al
ricalcolo
del contributo di costruzione.
4. Il permesso decade
con l’entrata in vigore di contrastanti
previsioni urbanistiche,
salvo che i lavori siano gia’ iniziati e
vengano completati entro il
termine di tre anni dalla data di inizio.

Sezione
II
Co…

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Ripubblicazione del testo del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 379, recante: ‘Disposizioni regolamentari in materia edilizia. (Testo C)’. (Decreto pubblicato nel supplemento ordinario n. 239/L alla Gazzetta Ufficiale – serie generale

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