Ripubblicazione del testo del decreto-legge 12 ottobre 2000, n. 279 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 239 del 12 ottobre 2000), coordinato con la legge di conversione 11 dicembre 2000, n. 365 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale | Architetto.info

Ripubblicazione del testo del decreto-legge 12 ottobre 2000, n. 279 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 239 del 12 ottobre 2000), coordinato con la legge di conversione 11 dicembre 2000, n. 365 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale

Ripubblicazione del testo del decreto-legge 12 ottobre 2000, n. 279 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 239 del 12 ottobre 2000), coordinato con la legge di conversione 11 dicembre 2000, n. 365 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 288 dell'11 dicembre 2000), recante: "Interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile, nonche' a favore di zone colpite da calamita' naturali".

Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico
delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione
dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28
dicembre 1985, n. 1092, nonche’ dell’art. 10, comma 3, del medesimo
testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle
disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche
apportate dalla legge di conversione, che di quelle richiamate nel
decreto, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con
caratteri corsivi.
A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate
dalla legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
Art. 1.
Interventi per le aree a rischio idrogeologico e in materia di
protezione civile
1. Le misure di salvaguardia per le aree a rischio molto elevato
definite nell’atto di indirizzo e coordinamento emanato per
l’individuazione dei criteri relativi agli adempimenti di cui
all’articolo 1, commi 1 e 2, del decreto-legge 11 giugno 1998, n.
180, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n.
267, e successive modificazioni, di seguito denominato:
“decreto-legge n. 180 del 1998”, si applicano, qualora non siano in
vigore misure di salvaguardia adottate ai sensi dell’articolo 17,
comma 6-bis, della legge 18 maggio 1989, n. 183, e successive
modificazioni, e sino all’approvazione dei piani stralcio per
l’assetto idrogeologico di cui al decreto-legge n. 180 del 1998 o
al compimento della perimetrazione prevista dall’articolo 1, comma
1-bis, del medesimo decreto-legge, con riferimento alle tipologie
di dissesto idrogeologico presenti in ciascuna area: a) alle aree
ricomprese nel limite di 150 metri dalle ripe o dalle opere di
difesa idraulica dei laghi, fiumi ed altri corsi d’acqua, situati
nei territori dei comuni per i quali lo stato di emergenza,
dichiarato ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992,
n. 225, e’ stato determinato da fenomeni di inondazione, nonche’
dei comuni o delle localita’ indicate come ad alto rischio
idrogeologico nei piani straordinari di cui all’articolo 1, comma 1-
bis, del decreto-legge n. 180 del 1998, indicati nelle tabelle A e
B, allegate al presente decreto. Per i corsi d’acqua la cui
larghezza, fissata dai paramenti interni degli argini o dalle ripe
naturali, risulti inferiore a 150 metri, le aree sono quelle
comprese nel limite pari, per ciascun lato, alla larghezza;
b) nelle aree con probabilita’ di inondazione corrispondente alla
piena con tempo di ritorno massimo di 200 anni, come definite
nell’atto di indirizzo e coordinamento di cui al presente comma e
identificate con delibera dei comitati istituzionali delle
Autorita’ di bacino di rilievo nazionale e interregionale o dalle
regioni per i restanti bacini idrografici, e che non siano gia’
ricomprese in bacini per i quali siano approvati piani stralcio di
tutela di fasce fluviali o di riassetto idrogeologico o di
sicurezza idraulica, ai sensi dell’articolo 17, comma 6-ter, della
legge 18 maggio 1989, n. 183, e successive modificazioni.
2. Le tabelle di cui alla lettera a) del comma 1 sono aggiornate,
sentite le regioni e le province autonome interessate, con decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Comitato
dei Ministri di cui all’articolo 4 della legge 18 maggio 1989, n.
183, e successive modificazioni, e sono integrate con i comuni
interessati dagli eventi dell’ottobre e del novembre 2000, non
appena saranno disponibili gli elenchi a tal fine predisposti dal
Dipartimento della protezione civile. 3. (Soppresso).
4. La disposizione di cui al comma 4 dell’articolo 1 del decreto-
legge n. 180 del 1998 si applica anche alle aree di cui al comma 1
del presente articolo, entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della legge di conversione del presente decreto ovvero,
per le nuove aree individuate ai sensi del comma 2, entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri, di aggiornamento delle tabelle, di cui
al comma 2. Ai piani di emergenza di cui al presente comma e’ data
adeguata informazione e pubblicita’ alla popolazione residente.
5. Per l’attuazione degli interventi di cui all’articolo 1, comma
2, del decreto-legge n. 180 del 1998 e delle misure di salvaguardia
di cui all’articolo 1, comma 1-bis, del medesimo decreto-legge, e
con le procedure ivi previste, e’ autorizzata la spesa di lire
110.000 milioni per l’anno 2000, da iscriversi nell’apposita unita’
previsionale di base dello stato di previsione del Ministero
dell’ambiente. Al conseguente onere si provvede mediante
corrispondente riduzione degli stanziamenti iscritti, quanto a lire
38.000 milioni, nell’ambito dell’unita’ previsionale di base di
parte corrente “fondo speciale” e, quanto a lire 72.000 milioni,
nell’ambito dell’unita’ previsionale di base di parte capitale
“fondo speciale” dello stato di previsione del Ministero del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per l’anno
2000, allo scopo parzialmente utilizzando gli accantonamenti
relativi al Ministero dell’ambiente.
6. Per l’attuazione del programma di potenziamento delle reti di
monitoraggio meteo-idro-pluviometrico elaborato ai sensi
dell’articolo 2, comma 7, del decreto-legge n. 180 del 1998, sono
adottate le ordinanze di cui all’articolo 5, comma 2, della legge
24 febbraio 1992, n. 225. A tale fine e’ autorizzata la spesa di
lire 30.000 milioni per l’anno 2000 da iscriversi nell’unita’
previsionale di base 22.1.2.1 dello stato di previsione del
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica. Al conseguente onere si provvede mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, nell’ambito dell’unita’
previsionale di base di parte corrente “fondo speciale” dello stato
di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica per l’anno 2000, allo scopo parzialmente
utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero dell’ambiente.
7. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, il Dipartimento della protezione civile, avvalendosi del
Gruppo nazionale per la difesa dalle catastrofi idrogeologiche del
Consiglio nazionale per le ricerche, in collaborazione con
l’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente (ANPA), con il
Dipartimento per i servizi tecnici nazionali, nonche’ con il
Comitato tecnico di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 15 dicembre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
23 del 29 gennaio 1999, predispone, sentite le regioni e le
province autonome, un programma per assicurare un’adeguata
copertura di radar meteorologici del territorio nazionale. Il
programma e’ attuato nel limite di spesa complessivo di lire 25.000
milioni per ciascuno degli anni 2001 e 2002, comprensivo del costo
di funzionamento e gestione del sistema per 24 mesi. Al relativo
onere si provvede mediante corrispondente riduzione, per gli anni
2001 e 2002, dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 6,
comma 1, del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 142, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 luglio 1991, n. 195, cosi’ come
determinata dalla tabella C della legge 23 dicembre 1999, n. 488,
volta ad assicurare il finanziamento del Fondo per la protezione
civile. A decorrere dall’anno 2003, agli oneri relativi al costo di
funzionamento e gestione del programma di cui al presente comma si
provvede a carico dei fondi volti ad assicurare il funzionamento
del servizio meteorologico nazionale distribuito, istituito
dall’articolo 111 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
Riferimenti normativi:
– Si riporta il testo vigente degli articoli 1, commi 1, 1-bis, 2 e
4, e 2, comma 7, del decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267
(Misure urgenti per la prevenzione del rischio idrogeologico ed a
favore delle zone colpite da disastri franosi nella regione
Campania): “Art. 1 (Piani stralcio per la tutela dal rischio
idrogeologico e misure di prevenzione per le aree a rischio). – 1.
Entro il termine perentorio del 30 giugno 2001, le autorita’ di
bacino di rilievo nazionale e interregionale e le regioni per i
restanti bacini, adottano, ove non si sia gia’ provveduto, piani
stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico redatti ai sensi del
comma 6-ter dell’art. 17 della legge 18 maggio 1989, n. 183, e
successive modificazioni, che contengano in particolare
l’individuazione delle aree a rischio idrogeologico e la
perimetrazione delle aree da sottoporre a misure di salvaguardia,
nonche’ le misure medesime.
1-bis. Entro il 31 ottobre 1999, le autorita’ di bacino di rilievo
nazionale e interregionale e le regioni per i restanti bacini, in
deroga alle procedure della legge 18 maggio 1989, n. 183,
approvano, piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni a
rischio piu’ alto, redatti anche sulla base delle proposte delle
regioni e degli enti locali. I piani straordinari devono
ricomprendere prioritariamente le aree a rischio idrogeologico per
le quali e’ stato dichiara…

[Continua nel file zip allegato]

Ripubblicazione del testo del decreto-legge 12 ottobre 2000, n. 279 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 239 del 12 ottobre 2000), coordinato con la legge di conversione 11 dicembre 2000, n. 365 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale

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