Consiglio di Stato, V sezione, Sentenza 11 Luglio 2001, n° 3858 (opere di urbanizzazione, lottizzazione) | Architetto.info

Consiglio di Stato, V sezione, Sentenza 11 Luglio 2001, n° 3858 (opere di urbanizzazione, lottizzazione)

Sentenza n° 3858 dell'11 Luglio 20001 la V° Sezione del Consiglio di stato: la Ditta lottizzatrice che esegue per intiero le opere di urbanizzazioni primarie e parte delle secondarie è esentata dall'obbligo del completamento delle opere secondarie stesse se questo non è espressamente previsto nella convenzione

Con sentenza n° 3858 dell’11 Luglio 20001 la V° Sezione del
Consiglio di stato ha ribadito che la Ditta lottizzatrice che
esegue per intiero le opere di urbanizzazioni primarie e parte
delle secondarie è esentata dall’obbligo del completamento delle
opere secondarie stesse se questo non è espressamente previsto
nella convenzione

REPUBBLICA ITALIANA N. REG.DEC.

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 5193 REG.RIC

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale
Quinta Sezione ANNO 1995 ha pronunciato la seguente

DECISIONE

sul ricorso in appello n.5193/95, proposto dal Comune di San
Michele al Tagliamento, rappresentato e difeso dagli avv.ti P.
Stella Richter e R. Ricci, elettivamente domiciliato presso il
primo in Roma, Via A. Mordini, n.14.
contro
S.a.s. Lido dei Pini 03, rappr. e dif. dagli avv.ti A. Bianchini e
E. Romanelli, elettivamente domiciliata presso il secondo in Roma,
via Cosseria, n. 5.
per la riforma
della sentenza del T.A.R. Veneto, sez. 2°, n.902 del 3.12.1994.
Visto il ricorso in appello con i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio della società intimata;
Visti gli atti tutti della causa;
Data per letta alla pubblica udienza del 24.4.2001 la relazione del
Cons. Aniello Cerreto e uditi altresì l’avv. Stella Richter per
l’appellante e l’avv. Romanelli per la società appellata;
Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:
FATTO
Con l’appello in epigrafe, il Comune di San Michele al Tagliamento
ha fatto presente che il TAR Veneto aveva accolto il ricorso
proposto dalla Società Lido dei Pini 03, condannandolo alla
restituzione della somma di £.85.987.716, oltre agli interessi
nella misura legale, per preteso doppio pagamento di oneri
concessori edilizi, rispetto alla convenzione di lottizzazione
sottoscritta nel 1972, che prevedeva- secondo la Società-
l’esecuzione da parte del lottizzante delle opere di urbanizzazione
primaria e secondaria; che il TAR, prima di pronunciarsi
definitivamente, aveva adottato sentenza interlocutoria al fine di
acquisire talune deliberazioni evidenzianti la natura degli oneri
percepiti; che il Comune per il susseguirsi in quel periodo di
diverse Amministrazioni comunali non produceva la documentazione
ed il TAR aveva assunto la propria decisione sulla pressoché sola
considerazione dell’inottemperanza all’ordine del giudice, mentre
avrebbe potuto pervenire ad una diversa conclusione tenendo conto
della convenzione di lottizzazione e delle causali delle richieste
di pagamento.
Ha dedotto che la sentenza del TAR doveva essere riformata per i
seguenti motivi:
1.illogicità, violazione del principio dell’onere della prova,
atteso che nella specie non era stato fornito dalla società nemmeno
un principio di prova; che in particolare non vi era stata alcuna
prova di duplicazione di oneri; che la società aveva convenzionato
per l’intero solo gli oneri di urbanizzazione primaria, mentre
quelli di urbanizzazione secondaria erano stati convenzionati solo
in parte; che d’altra parte il fondamento delle richieste di
pagamento a carico della società risultava da espresse
deliberazioni comunali, che il Sindaco doveva applicare.
Con memoria dell’11.4.2001, il Comune ha ulteriormente illustrato i
motivi dell’appello.
Costituitosi in giudizio, la società appellata ha chiesto il
rigetto dell’appello, richiamando l’inosservanza del Comune
all’ordinanza istruttoria del TAR ed il contenuto della convenzione
di lottizzazione, in cui era stato previsto che “essendo la Ditta
lottizzatrice gravata dell’intero onere per allacciamenti ai
pubblici servizi, nonchè di parte dell’urbanizzazione secondaria,
viene esentata dall’obbligo di contribuire per le rimanenti opere
di urbanizzazione secondaria”, per cui non poteva essere
assoggettata ad ulteriori oneri di in occasione del rilascio delle
singole licenze, come invece era stato fatto per un totale di
£.85.981.716.
Alla pubblica udienza del 24.4.2001, l’appello è passato in
decisione.
DIRITTO
1.Il TAR T.A.R. Veneto, sez. 2°, con sentenza n.902/94 ha accolto
il ricorso proposto dalla società Lido dei Pini 03 nei confronti
del Comune di San Michele al Tagliamento per indebita riscossione
di oneri di urbanizzazione, condannandolo alla restituzione della
somma di £.85.987.716, oltre agli interessi nella misura legale.
Avverso detta sentenza ha proposto appello il Comune.
2.L’appello è infondato.
2.1.La controversia si incentra sull’accertamento della debenza o
meno da parte della società di detta somma, che concerne
essenzialmente il pagamento di oneri connessi alle opere di
urbanizzazione secondaria.
Al riguardo è sufficiente richiamare il contenuto della convenzione
di lottizzazione sottoscritta con atto pubblico dalle parti il
19.4.1972, previa approvazione con delibera consiliare del
30.11.1971.
Nell’art.4 di essa era stato espressamente stabilito che “essendo
la Ditta lottizzatrice gravata dell’intero onere per allacciamenti
ai pubblici servizi, nonchè di parte dell’urbanizzazione
secondaria, viene esentata dall’obbligo di contribuire per le
rimanenti opere di urbanizzazione secondaria”.
Di ciò veniva fornita anche la giustificazione, che veniva
rinvenuta nella lottizzazione di tipo turistico-balneare e non
residenziale a carattere permanente e quindi non necessitante di
scuole, mercati di quartiere, etc. (ultima parte dell’art. 4)
Per cui la Società, in mancanza di modifica di tale convenzione o
di annullamento della delibera di approvazione di essa, non poteva
essere assoggettata ad ulteriori oneri di urbanizzazione secondaria
in occasione del rilascio delle singole licenze edilizie. Ne
discende che non può essere condiviso il rilievo fondamentale sul
quale si regge il ricorso in appello e cioè che gli oneri
urbanizzazione secondaria sarebbero stati convenzionati solo
parzialmente, in quanto contraddetto esplicitamente dalle clausole
della convenzione intercorsa tra le parti.
2.2.La sentenza appellata non è affetta d’altra parte dal vizio di
violazione del principio dell’onere della prova, atteso che il
Comune in primo grado non aveva ritenuto di osservare l’ordine del
giudice di depositare la documentazione richiesta, peraltro in
possesso esclusivo della P. A., consentendo al TAR di trarne
elementi per ritenere fondato il ricorso proposto. Ciò
evidentemente sul presupposto del contenuto della convenzione,
aspetto che in questo grado di giudizio è stato più adeguatamente
valutato.
3.Per quanto considerato, il ricorso in appello va respinto.
Sussistono giusti motivi per compensare tra le parti spese,
competenze ed onorari del presente grado di giudizio.
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sez. V)
respinge l’appello indicato in epigrafe.
Spese compensate.
Ordina che la presente decisione sia eseguita dall’Autorità
amministrativa.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del 24.4.2001 con
l’intervento dei signori:
Pier Giorgio Trovato……..-Pres. f.f..
Filoreto D’agostino………-Cons.
Claudio Marchitiello……..-Cons.
Marco Lipari……………..-Cons.
Aniello Cerreto…………..-Cons. rel. est.

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE F.F.

F.to Aniello Cerreto F.to Pier Giorgio Trovato

IL SEGRETARIO

F.to Luciana Franchini

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