TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201 - Testo del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (in Supplemento ordinario n. 251 alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 284 del 6 dicembre 2011), coordinato con la legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214 (in questo stesso Supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici.». (11A16582) - (GU n. 300 del 27-12-2011 | Architetto.info

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201 – Testo del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (in Supplemento ordinario n. 251 alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 284 del 6 dicembre 2011), coordinato con la legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214 (in questo stesso Supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti pubblici.». (11A16582) – (GU n. 300 del 27-12-2011

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201 - Testo del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (in Supplemento ordinario n. 251 alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 284 del 6 dicembre 2011), coordinato con la legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214 (in questo stesso Supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici.». (11A16582) - (GU n. 300 del 27-12-2011 - Suppl. Ordinario n.276)

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011 , n. 201
Testo del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (in Supplemento
ordinario n. 251 alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 284
del 6 dicembre 2011), coordinato con la legge di conversione 22
dicembre 2011, n. 214 (in questo stesso Supplemento ordinario alla
pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e
il consolidamento dei conti pubblici.». (11A16582)

Titolo I

SVILUPPO ED EQUITA’

Avvertenza
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, nonche’ dell’art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo
unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni
del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge
di conversione, che di quelle modificate o richiamate nel decreto,
trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l’efficacia
degli atti legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.
A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.

Art. 1

Aiuto alla crescita economica (Ace)

1. In considerazione della esigenza di rilanciare lo sviluppo
economico del Paese e fornire un aiuto alla crescita mediante una
riduzione della imposizione sui redditi derivanti dal finanziamento
con capitale di rischio, nonche’ per ridurre lo squilibrio del
trattamento fiscale tra imprese che si finanziano con debito ed
imprese che si finanziano con capitale proprio, e rafforzare, quindi,
la struttura patrimoniale delle imprese e del sistema produttivo
italiano, ai fini della determinazione del reddito complessivo netto
dichiarato dalle societa’ e dagli enti indicati nell’articolo 73,
comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917, e’ ammesso in deduzione un importo corrispondente al
rendimento nozionale del nuovo capitale proprio, secondo le
disposizioni dei commi da 2 a 8 del presente articolo. Per le
societa’ e gli enti commerciali di cui all’articolo 73, comma 1,
lettera d), del citato testo unico le disposizioni del presente
articolo si applicano relativamente alle stabili organizzazioni nel
territorio dello Stato.
2. Il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio e’ valutato
mediante applicazione dell’aliquota percentuale individuata con il
provvedimento di cui al comma 3 alla variazione in aumento del
capitale proprio rispetto a quello esistente alla chiusura
dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2010.
3. Dal quarto periodo di imposta l’aliquota percentuale per il
calcolo del rendimento nozionale del nuovo capitale proprio e’
determinata con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze da
emanare entro il 31 gennaio di ogni anno, tenendo conto dei
rendimenti finanziari medi dei titoli obbligazionari pubblici,
aumentabili di ulteriori tre punti percentuali a titolo di
compensazione del maggior rischio. In via transitoria, per il primo
triennio di applicazione, l’aliquota e’ fissata al 3 per cento.
4. La parte del rendimento nozionale che supera il reddito
complessivo netto dichiarato e’ computata in aumento dell’importo
deducibile dal reddito dei periodi d’imposta successivi.
5. Il capitale proprio esistente alla chiusura dell’esercizio in
corso al 31 dicembre 2010 e’ costituito dal patrimonio netto
risultante dal relativo bilancio, senza tener conto dell’utile del
medesimo esercizio. Rilevano come variazioni in aumento i
conferimenti in denaro nonche’ gli utili accantonati a riserva ad
esclusione di quelli destinati a riserve non disponibili; come
variazioni in diminuzione: a) le riduzioni del patrimonio netto con
attribuzione, a qualsiasi titolo, ai soci o partecipanti; b) gli
acquisti di partecipazioni in societa’ controllate; c) gli acquisti
di aziende o di rami di aziende.
6. Gli incrementi derivanti da conferimenti in denaro rilevano a
partire dalla data del versamento; quelli derivanti
dall’accantonamento di utili a partire dall’inizio dell’esercizio in
cui le relative riserve sono formate. I decrementi rilevano a partire
dall’inizio dell’esercizio in cui si sono verificati. Per le aziende
e le societa’ di nuova costituzione si considera incremento tutto il
patrimonio conferito.
7. Il presente articolo si applica anche al reddito d’impresa di
persone fisiche, societa’ in nome collettivo e in accomandita
semplice in regime di contabilita’ ordinaria, con le modalita’
stabilite con il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze
di cui al comma 8 in modo da assicurare un beneficio conforme a
quello garantito ai soggetti di cui al comma 1.
8. Le disposizioni di attuazione del presente articolo sono emanate
con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze entro 30
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto. Con lo stesso provvedimento possono essere
stabilite disposizioni aventi finalita’ antielusiva specifica.
9. Le disposizioni del presente articolo si applicano a decorrere
dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2011.

Riferimenti normativi
Comma 1:
— Si riporta il testo vigente dell’articolo 73 del
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, recante “Approvazione del testo unico delle imposte
sui redditi”:
“Art. 73. (Soggetti passivi) – 1. Sono soggetti
all’imposta sul reddito delle societa’:
a) le societa’ per azioni e in accomandita per azioni,
le societa’ a responsabilita’ limitata, le societa’
cooperative e le societa’ di mutua assicurazione, nonche’
le societa’ europee di cui al regolamento (CE) n. 2157/2001
e le societa’ cooperative europee di cui al regolamento
(CE) n. 1435/2003 residenti nel territorio dello Stato;
b) gli enti pubblici e privati diversi dalle societa’,
nonche’ i trust, residenti nel territorio dello Stato, che
hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di
attivita’ commerciali;
c) gli enti pubblici e privati diversi dalle societa’,
nonche’ i trust, residenti nel territorio dello Stato, che
non hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di
attivita’ commerciali;
d) le societa’ e gli enti di ogni tipo, compresi i
trust, con o senza personalita’ giuridica, non residenti
nel territorio dello Stato.
2. Tra gli enti diversi dalle societa’, di cui alle
lettere b) e c) del comma 1, si comprendono, oltre alle
persone giuridiche, le associazioni non riconosciute, i
consorzi e le altre organizzazioni non appartenenti ad
altri soggetti passivi, nei confronti delle quali il
presupposto dell’imposta si verifica in modo unitario e
autonomo. Tra le societa’ e gli enti di cui alla lettera d)
del comma 1 sono comprese anche le societa’ e le
associazioni indicate nell’articolo 5. Nei casi in cui i
beneficiari del trust siano individuati, i redditi
conseguiti dal trust sono imputati in ogni caso ai
beneficiari in proporzione alla quota di partecipazione
individuata nell’atto di costituzione del trust o in altri
documenti successivi ovvero, in mancanza, in parti uguali.
3. Ai fini delle imposte sui redditi si considerano
residenti le societa’ e gli enti che per la maggior parte
del periodo di imposta hanno la sede legale o la sede
dell’amministrazione o l’oggetto principale nel territorio
dello Stato. Si considerano altresi’ residenti nel
territorio dello Stato, salvo prova contraria, i trust e
gli istituti aventi analogo contenuto istituiti in Paesi
diversi da quelli indicati nel decreto del Ministro delle
finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996, e successive
modificazioni, in cui almeno uno dei disponenti ed almeno
uno dei beneficiari del trust siano fiscalmente residenti
nel territorio dello Stato. Si considerano, inoltre,
residenti nel territorio dello Stato i trust istituiti in
uno Stato diverso da quelli indicati nel citato decreto del
Ministro delle finanze 4 settembre 1996, quando,
successivamente alla loro costituzione, un soggetto
residente nel territorio dello Stato effettui in favore del
trust un’attribuzione che importi il trasferimento di
proprieta’ di beni immobili o la costituzione o il
trasferimento di diritti reali immobiliari, anche per
quote, nonche’ vincoli di destinazione sugli stessi.
4. L’oggetto esclusivo o principale dell’ente residente
e’ determinato in base alla legge, all’atto costitutivo o
allo statuto, se esistenti in forma di atto pubblico o di
scrittura privata autenticata o registrata. Per oggetto
principale si intende l’attivita’ essenziale per realizzare
direttamente gli scopi primari indicati dalla legge,
dall’atto costitutivo o dallo statuto.
5. In mancanza dell’atto costitutivo o dello statuto
nelle predette forme, l’oggetto principale dell’ente
residente e’ determinato in base all’attivita’
effettivamente esercitata nel territorio dello Stato; tale
disposizione si applica in ogni caso agli enti non
residenti.
5-bis. Salvo prova contraria, si considera esistente
nel territorio dello Stato la sede dell’amministrazione di
societa’ ed enti, che detengono partecipazioni di
controllo, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, del
codice civile, nei soggetti di cui alle lettere a) e b) del
comma 1, se, in alternativa:
a) sono controllati, anche indirettamente, ai sensi
dell’articolo 2359, primo comma, del codice civile, da
soggetti residenti nel territorio dello Stato;
b) sono amministrati da un consiglio di
amministrazione, o altro organo equivalente di gestione,
composto in prevalenza di consiglieri residenti nel
territorio dello Stato.
5-ter. Ai fini della verifica della sussistenza del
controllo di cui al comma 5-bis, rileva la situazione
esistente alla data di chiusura dell’esercizio o periodo di
gestione del soggetto estero controllato. Ai medesimi fini,
per le persone fisiche si tiene conto anche dei voti
spettanti ai familiari di cui all’articolo 5, comma 5.
5-quater. Salvo prova contraria, si considerano
residenti nel territorio dello Stato le societa’ o enti il
cui patrimonio sia investito in misura prevalente in quote
di fondi di investimento immobiliare chiusi di cui
all’articolo 37 del testo unico di cui al decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e siano controllati
direttamente o indirettamente, per il tramite di societa’
fiduciarie o per interposta persona, da soggetti residenti
in Italia. Il controllo e’ individuato ai sensi
dell’articolo 2359, commi primo e secondo, del codice
civile, anche per partecipazioni possedute da soggetti
diversi dalle societa’.
5-quinquies. Gli organismi di investimento collettivo
del risparmio con sede in Italia, diversi dai fondi
immobiliari, e quelli con sede in Lussemburgo, gia’
autorizzati al collocamento nel territorio dello Stato, di
cui all’articolo 11-bis del decreto-legge 30 settembre
1983, n. 512, convertito, con modificazioni, dalla legge 25
novembre 1983, n. 649, e successive modificazioni, non sono
soggetti alle imposte sui redditi. Le ritenute operate sui
redditi di capitale sono a titolo di imposta. Non si
applicano la ritenuta prevista dal comma 2 dell’articolo 26
del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 600 e successive modificazioni, sugli interessi ed
altri proventi dei conti correnti e depositi bancari e le
ritenute previste dai commi 3-bis e 5 del medesimo articolo
26 e dall’articolo 26-quinquies del predetto decreto
nonche’ dall’articolo 10-ter della legge 23 marzo 1983, n.
77, e successive modificazioni.”.

…..testo completo su file zip/pdf

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201 – Testo del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (in Supplemento ordinario n. 251 alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 284 del 6 dicembre 2011), coordinato con la legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214 (in questo stesso Supplemento ordinario alla pag. 1), recante: «Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti pubblici.». (11A16582) – (GU n. 300 del 27-12-2011

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