TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE - Testo del decreto-legge 7 marzo 2002, n. 22 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale | Architetto.info

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE – Testo del decreto-legge 7 marzo 2002, n. 22 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE - Testo del decreto-legge 7 marzo 2002, n. 22 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 57 dell'8 marzo 2002), coordinato con la legge di conversione 6 maggio 2002, n. 82 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 4), recante: "Disposizioni urgenti per l'individuazione della disciplina relativa all'utilizzazione del coke da petrolio (pet-coke) negli impianti di combustione". (GU n. 105 del 7-5-2002)

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE

Testo del decreto-legge 7 marzo 2002, n. 22 (in Gazzetta Ufficiale –
serie generale – n. 57 dell’8 marzo 2002), coordinato con la legge di
conversione 6 maggio 2002, n. 82 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale
alla pag. 4), recante: “Disposizioni urgenti per l’individuazione
della disciplina relativa all’utilizzazione del coke da petrolio
(pet-coke) negli impianti di combustione”.

Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, nonche’ dell’art. 10, commi 2 e 3, del medesimo testo
unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni
del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge
di conversione, che di quelle modificate o richiamate nel decreto,
trascritte nelle note. Restano invariati il valore e l’efficacia
degli atti legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.

Tali modifiche sono riportate sul terminale tra i segni ((. . . ))

A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.
Art. 1.
1. Al decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, sono apportate le
seguenti modifiche: a) all’articolo 7, comma 3, la lettera c) e’
sostituita dalla seguente: “c) i rifiuti da lavorazioni industriali,
fatto salvo quanto previsto dall’articolo 8, comma 1, lettera
f-quater)”; b) all’articolo 8, comma 1, dopo la lettera f-ter),
e’ aggiunta la seguente: “f-quater) il coke da petrolio utilizzato
come combustibile (( per uso produttivo.”))
Riferimenti normativi:
Il testo dell’art. 7, comma 3, lettera c), del decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 (Attuazione delle direttive
91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE
sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio) pubblicato sul
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale – serie generale – n.
38 del 15 febbraio 1997, come modificato dalla presente legge, e’ il
seguente:
“Art. 7 (Classificazione). – 1. Ai fini dell’attuazione del
presente decreto i rifiuti sono classificati, secondo l’origine, in
rifiuti urbani e rifiuti speciali, e, secondo le caratteristiche di
pericolosita’, in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi.
2. Sono rifiuti urbani:
a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da
locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;
b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi
adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati
ai rifiuti urbani per qualita’ e quantita’, ai sensi dell’art. 21,
comma 2, lettera g);
c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;
d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle
strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque
soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle
rive dei corsi d’acqua;
e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali
giardini, parchi e aree cimiteriali;
f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni,
nonche’ gli altri rifiuti provenienti da attivita’ cimiteriale
diversi da quelli di cui alle lettere b), c) ed e).
3. Sono rifiuti speciali:
a) i rifiuti da attivita’ agricole e agro-industriali;
b) i rifiuti derivanti dalle attivita’ di demolizione,
costruzione, nonche’ i rifiuti pericolosi che derivano dalle
attivita’ di scavo;
c) i rifiuti da lavorazioni industriali, fatto salvo quanto
previsto dall’art. 8, comma 1, lettera f-quater);
d) i rifiuti da lavorazioni artigianali;
e) i rifiuti da attivita’ commerciali;
f) i rifiuti da attivita’ di servizio;
g) i rifiuti derivanti dalla attivita’ di recupero e
smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da
altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue
e da abbattimento di fumi;
h) i rifiuti derivanti da attivita’ sanitarie;
i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti;
l) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro
parti.
4. Sono pericolosi i rifiuti non domestici precisati nell’elenco
di cui all’allegato D sulla base degli allegati G, H ed I.”.
– Il testo dell’art. 8, comma 1, del citato decreto legislativo
5 febbraio 1997, n. 22, come modificato dalla presente legge, e’ il
seguente:
“Art. 8 (Esclusioni). – 1. Sono esclusi dal campo di applicazione
del presente decreto gli effluenti gassosi emessi nell’atmosfera,
nonche’, in quanto disciplinati da specifiche disposizioni di legge:
a) i rifiuti radioattivi;
b) i rifiuti risultanti dalla prospezione, dall’estrazione, dal
trattamento, dall’ammasso di risorse minerali o dallo sfruttamento
delle cave;
c) le carogne ed i seguenti rifiuti agricoli: materie fecali ed
altre sostanze naturali non pericolose utilizzate nell’attivita’
agricola ed in particolare i materiali litoidi o vegetali
riutilizzati nelle normali pratiche agricole e di conduzione dei
fondi rustici e le terre da coltivazione provenienti dalla pulizia
dei prodotti vegetali eduli;
d) (Omissis);
e) le acque di scarico, esclusi i rifiuti allo stato liquido;
f) i materiali esplosivi in disuso;
f-bis) le terre e le rocce da scavo destinate all’effettivo
utilizzo per reinterri, riempimenti, rilevati e macinati, con
esclusione di materiali provenienti da siti inquinati e da bonifiche
con concentrazione di inquinanti superiore ai limiti di
accettabilita’ stabiliti dalle norme vigenti (3) (4);
f-ter) i materiali vegetali non contaminati da inquinanti in
misura superiore ai limiti stabiliti dal decreto del Ministro
dell’ambiente 25 ottobre 1999, n. 471, provenienti da alvei di scolo
ed irrigui, utilizzabili tal quale come prodotto (3).
f-quater) il coke da petrolio utilizzato come combustibile per
uso produttivo.
1-bis. Non sono in ogni caso assimilabili ai rifiuti urbani i
rifiuti derivanti dalle lavorazioni di minerali e di materiali da
cava”.

Art. 2.
1. Negli impianti di combustione con potenza termica nominale, per
singolo focolare, uguale o superiore a 50 MW, e’ consentito l’uso di
coke da petrolio con contenuto di zolfo non superiore al 3 per cento
in massa.
(( 2. In deroga a quanto previsto all’allegato 3, parte B, punto B4,
del decreto del Ministro dell’ambiente 12 luglio 1990, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 30 luglio
1990, l’uso del coke da petrolio e’ consentito nel luogo di
produzione anche per processi di combustione mirati a produrre
energia elettrica o termica con finalita’ non funzionali ai processi
propri della raffineria, purche’ le emissioni rientrino nei limiti
stabiliti dalle disposizioni in materia.))
3. Negli impianti in cui durante il processo produttivo i composti
dello zolfo siano fissati o combinati in percentuale non inferiore al
60 per cento con il prodotto ottenuto e’ consentito l’uso del coke da
petrolio con contenuto di zolfo non superiore al 6 per cento in
massa.
4. E’ in ogni caso vietato l’utilizzo del coke da petrolio nei
forni per la produzione della calce impiegata nell’industria
alimentare.
Riferimenti normativi:
L’allegato 3, parte B, punto B4, del decreto del Ministro
dell’ambiente 12 luglio 1990, pubblicato nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 30 luglio 1990, e’ il seguente:
“B – Raffinerie di olii minerali.
A. Campo di applicazione:
1. Le presenti linee guida si applicano alle emissioni
inquinanti provenienti dalle raffinerie di oli minerali, sottoposte a
concessione ai sensi della legge 8 febbraio 1934, n. 367.
B. Valori di emissione:
1. Per gli impianti di combustione i dati di emissione si
riferiscono ad una percentuale di ossigeno nell’effluente gassoso
(Or) del 3% per i combustibili liquidi e gassosi, del 6% per il
carbone e dell’11% per gli altri combustibili solidi.
Se la percentuale di ossigeno presente nell’effluente gassoso e’
superiore a quella di riferimento i valori di emissione devono essere
calcolati con la seguente formula:

21 – Or
E = ———— x Em
21 – Om

Em = emissione misurata;
Om = percentuale di ossigeno nell’emissione misurata;
Or = percentuale di ossigeno di riferimento.
I valori di emissione sono considerati previa detrazione del
tenore di vapore acqueo.
2. I valori di emissione per i composti sotto riportati sono
calcolati come rapporto ponderato tra la sommatoria delle masse di
inquinanti emesse e la sommatoria dei volumi di effluenti gassosi
dell’intera raffineria:
ossidi di zolfo 1700 mg/m3
ossidi di azoto 500 mg/m3
polveri 80 mg/m3
monossido di carbonio 250 mg/m3
sostanze organiche volatili 300 mg/m3
idrogeno solforato 5 mg/m3
ammoniaca e composti a base di cloro espressi come acido
cloridrico 30 mg/m3
3. I volumi degli effluenti gassosi di cui al punto precedente si
riferiscono al tenore di ossigeno per essi …

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