Testo del decreto-legge 4 agosto 2000, n. 220 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale | Architetto.info

Testo del decreto-legge 4 agosto 2000, n. 220 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale

Testo del decreto-legge 4 agosto 2000, n. 220 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 183 del 7 agosto 2000), coordinato con la legge di conversione 6 ottobre 2000, n. 275 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale, alla pag. 3), recante: 'Disposizioni urgenti per la repressione degli incendi boschivi'.

Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico
delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione
dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle
disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche
apportate dalla legge di conversione. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con
caratteri corsivi.
A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate
dalla legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
Art. 1.
Modifiche al codice penale
1. Dopo l’articolo 423 del codice penale e’ inserito il seguente:
“Art. 423-bis (Incendio boschivo). – Chiunque cagiona un incendio
su boschi, selve o foreste ovvero su vivai forestali destinati al
rimboschimento, propri o altrui, e’ punito con la reclusione da
quattro a dieci anni.
Se l’incendio di cui al primo comma e’ cagionato per colpa, la pena
e’ della reclusione da uno a cinque anni.
Le pene previste dal primo e dal secondo comma sono aumentate se
dall’incendio deriva pericolo per edifici o danno su aree protette.
Le pene previste dal primo e dal secondo comma sono aumentate della
meta’, se dall’incendio deriva un danno grave, esteso e persistente
all’ambiente.”.
2. All’articolo 424, primo comma, del codice penale, dopo la
parola: “Chiunque” sono inserite le seguenti: “, al di fuori delle
ipotesi previste nell’articolo 423-bis,”.
3. All’articolo 424, secondo comma, del codice penale le parole:
“dell’articolo precedentemente” sono sostituite dalle seguenti:
“dell’articolo 423”.
4. (Soppresso).
5. All’articolo 425, alinea, del codice penale, le parole: “dai due
articoli precedenti” sono sostituite dalle seguenti: “dagli
articoli 423 e 424”.
6. All’articolo 425, del codice penale, il numero 5) e’ abrogato.
7. All’articolo 449, primo comma, del codice penale, dopo la
parola: “Chiunque” sono inserite le seguenti: “, al di fuori delle
ipotesi previste nel secondo comma dell’articolo 423-bis,”.
Riferimenti normativi:
– Si riporta il testo dell’articolo 424 del codice penale, come
modificato dal decreto-legge 4 agosto 2000, n. 220, convertito, con
modificazioni, dalla legge qui pubblicata:
“Art. 424 (Danneggiamento seguito da incendio). – Chiunque, al di
fuori delle ipotesi previste nell’articolo 423-bis, al solo scopo
di danneggiare la cosa altrui, appicca il fuoco a una cosa propria
o altrui e’ punito, se dal fatto sorge il pericolo di un incendio,
con la reclusione da sei mesi a due anni.
Se segue l’incendio, si applicano le disposizioni dell’articolo
423, ma la pena e’ ridotta da un terzo alla meta’”.
– Si riporta il testo dell’articolo 423 del codice penale:
“Art. 423 (Incendio). – Chiunque, cagiona un incendio e’ punito con
la reclusione da tre a sette anni.
La disposizione precedente si applica anche nel caso d’incendio
della cosa propria, se dal fatto deriva pericolo per l’incolumita’
pubblica”.
– Si riporta il testo dell’articolo 425 del codice penale, come
modificato dal decreto-legge 4 agosto 2000, n. 220, convertito, con
modificazioni, dalla legge qui pubblicata:
“Art. 425 (Circostanze aggravanti). – Nei casi preveduti dagli
articoli 423 e 424, la pena e’ aumentata se il fatto e’ commesso:
1) su edifici pubblici o destinati a uso pubblico, su monumenti,
cimiteri e loro dipendenze;
2) su edifici abitati o destinati a uso di abitazione, su impianti
industriali o cantieri, o su miniere, cave, sorgenti o su
acquedotti o altri manufatti destinati a raccogliere e condurre le
acque;
3) su navi o altri edifici natanti, o su aeromobili;
4) su scali ferroviari o marittimi, o aeroscali, magazzini generali
o altri depositi di merci o derrate, o su ammassi o depositi di
materie esplodenti, infiammabili o combustibili;
5) (abrogato).”.
– Si riporta il testo dell’articolo 449 del codice penale, come
modificato dal decreto-legge 4 agosto 2000, n. 220, convertito, con
modificazioni, dalla legge qui pubblicata:
“Art. 449 (Delitti colposi di danno). – Chiunque, al di fuori delle
ipotesi previste nel secondo comma dell’articolo 423-bis, cagiona
per colpa un incendio o un altro disastro preveduto dal capo primo
di questo titolo, e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni.
La pena e’ raddoppiata se si tratta di disastro ferroviario o di
naufragio o di sommersione di una nave adibita a trasporto di
persone o di caduta di un aeromobile a trasporto di persone”.
Art. 2.
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la
conversione in legge.

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