Ehud Oren ricontestualizza immagini ordinarie dal mondo esterno, frammenti di fotografie scattate per le strade di Tel Aviv e di New York come tele che nascondono gli oggetti banali della vita domestica. L’artista e designer israeliano Ehud Oren ha infatti ideato una collezione di mobili travestiti da edifici, presentati ora in una mostra alla Galleria Braverman a Tel Aviv.
Con questa trasposizione del mondo esterno verso l'interno, Ehud sposta la nostra consapevolezza della routine, della quotidianità, delle cose che diamo per scontato. Questi “momenti di arresto”, questi still life della vita da esterni, ricomposti in cartone compresso, celebrano la vita transitoria ed effimera che ci circonda. Fotografie in vinile di edifici sia di Tel Aviv che di New York coprono le superfici dei mobili, nascondendo le precise aperture dei cassetti e delle ante degli armadi e delle credenze.
Anche immagini di superfici erose delle pareti, facciate fatiscenti, o la spazzatura sui lati delle strade e sul bordo degli edifici, avvolgono alcune delle ideazioni dell’artista.
Mentre ciò che vediamo è sempre riconoscibile – e appunto dato per scontato - il contesto manipolato e la scala differente ne aumentano la nostra percezione della loro intrinseca bellezza. Il gesto di spezzare le barriere tra arte e mobili, eleva il dato utilitaristico alla poesia.
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