Negli anni Novanta il boom della fotografia digitale si è consumato frettolosamente, riportando ben presto alla luce la qualità irripetibile tecnicamente della dimensione analogica. Il culto per le Polaroid, tuttavia, sfugge a qualsiasi temporanea moda vintage. I secondi in attesa che si impressioni dopo lo scatto, la maniera cangiante di riflettere la luce, i contorni sgranati, l'imprevedibilità dell'attimo immortalato: tutte componenti che, nell'era dell'asetticità digitale, rafforzano l'idea che le Polaroid instaurino una forma di legame affettivo con chi le scatta (o le riceve).
Tra Amburgo e Berlino, il designer Jirko Bannas e il fotografo e creative Oliver Seltmann hanno messo a punto una variazione della Polaroid che permette di trasformare le emozioni racchiuse nei pochi centimetri della foto in un oggetto d'arredamento e di light design di prestigio.
Si chiama Polaboy, e si tratta sostanzialmente di una polaroid ingrandita in scala 10:1 (88x107 cm), disponibile anche in formato Wide per le istantanee più grandi (102x103 cm), e illuminata tramite la tecnologia Led. L'immagine viene scannerizzata professionalmente su legno retroilluminato. Il cavo dell'alimentazione è in tessuto di diversi colori e texture, personalizzabile a seconda del gusto, e le Polaroid sono intercambiabili.
Unendo le loro abilità artigianali e le ultime ricerche nel campo dell'interior light design, Bannas e Seltmann hanno ideato Polaboy evolvendo altri originali prodotti realizzati in precedenza, come il Lightboys Lightwall, fotografie d'artista retroilluminate Led, anche in versione adattabile per il tetto. Nei loro lavori mantengono una linea di fondo coerente: leggerezza del materiale, minima invasività della dimensione elettrica, essenzialità del disegno, equilibrio della fonte luminosa e soprattutto restituzione del fascino della dimensione analogica.
V.R
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