L'architetto Ugo Sasso ha perso la vita lo scorso 9 gennaio in Venezuela, travolto dalla corrente marina, annegando mentre faceva il bagno nell'isola di Margarita durante una breve tappa naturalistica del viaggio verso Berkley, dove lo aspettava lo scienziato Fritjof Capra, da sempre punto di riferimento della sua opera.
Ugo Sasso era stato tra i precursori della bioarchitettura, nel significato del termine che lui stesso aveva contribuito a definire, fondando nel 1991 a Bolzano l'Istituto nazionale di bioarchitettura. Quando in Italia la parola ''ecologia'' era quasi sconosciuta dall'opinione pubblica, Sasso, già da qualche anno trascinava un pugno di architetti nel Nord dell'Europa a vedere come bisognava costruire per rispettare l'uomo e l'ambiente.
Nato ad Asmara nel 1947, Ugo Sasso è cresciuto in Veneto e si è laureato nel '71 con Carlo Scarpa. Fino al '75 ha diretto cantieri di recupero urbano in diversi paesi del Medio Oriente. Ha diretto la sua attività dal proprio studio professionale di Bolzano e da quello di Colonia. Inserito nell'elenco degli esperti del Ministero degli Esteri, è stato tra i fondatori della Vereinigung fuer Baubiologie nell'87, e successivamente dell'Istituto nazionale bioarchitettura ('91), di cui è stato direttore generale per sei anni fino a divenirne il presidente. Direttore scientifico di Bioarchitettura, rivista bimestrale di settore a diffusione nazionale fondata nel 1990; ospite di trasmissioni radiofoniche e televisive, Sasso è spesso chiamato per interventi e relazioni in diverse università italiane e ha partecipato a numerosi convegni nazionali e internazionali dedicati all'edilizia ecologica e al recupero ambientale.
Dal 1986 Ugo Sasso è entrato in contatto e ha collaborato con alcuni dei nomi più importanti nel mondo della progettazione ecologica, (tra gli altri, Lucien Kroll, Per Krusche, Leon Krier). Oltre a numerosi interventi di recupero e restauro per privati secondo principi di bio-eco-compatibilità.
Nel '94 ha progettato il primo condominio pubblico ecologico italiano per conto dell'Istituto per l'edilizia abitativa agevolata di Bolzano e l'anno successivo, su incarico del comune di Bolzano, il Centro ambientale al Colle (struttura museale per ricerca, mostre, conferenze, con annesso ostello e impianto di fitodepurazione) all'interno di un complesso forestale.
Per il Comune di Roma, ha progettato il recupero abitativo di una ex scuola occupata e nel Mantovano ha dato il suo contributo per una ditta privata che ha costruito un complesso ecologico. Per conto del comune di Jesi ha progettato il Centro ambientale nell'oasi di Ripabianca del WWF.
Nel vasto panorama internazionale della bioarchitettura Ugo Sasso ha portato un concetto originale tutto italiano, quello che il progetto ecologico non deve esaurirsi nell'edificio eco-sostenibile, ma deve avere al centro l'uomo, la qualità sociale del vivere della persona che vi andrà ad abitare, la sua l'appartenenza al luogo geografico e sociale, la salvaguardia del suo mondo di relazioni stratificatosi attraverso il tempo nelle città e nei paesi. «Per comprendere tutto ciò - diceva - occorre dimenticare la "casa-macchina per abitare di Le Courbusier" e pensare ai quartieri storici delle città italiane, ai piccoli paesi con case magari vecchie, dove però la comunità vive serenamente.»
Ugo Sasso ha affiancato all'attività progettuale una intensa opera divulgativa e didattica universitaria. Sasso ha scritto numerosi articoli pubblicati su riviste come Riabita, Costruire in Laterizio, Giardini, Recuperare, Notiziario Industriale, Il Nuovo Cantiere. Ha anche tenuto una rubrica fissa sui mensili Nuova Ecologia e Vita e Salute. E' stato coautore dei primi testi italiani sull'argomento: "Bioarchitettura: impegno per una progettazione ecologica" del '92 e "Bioarchitettura: un'ipotesi di bioedilizia" del '95 (ed. Maggioli). Ha curato la pubblicazione "Qualità, recupero, nuove utenze" (ed. Direct) con interventi dei maggiori esperti europei. Tra i suoi testi più noti: Forma e Formazione (2003), Isolanti sì isolanti no (2004), Dettagli di bioclimatica (2006).