Una piscina d'epoca nazista a Berlino è stata rifunzionalizzata | Architetto.info

Una piscina d’epoca nazista a Berlino è stata rifunzionalizzata

Il recupero di Veauthier Meyer Architects di una piscina realizzata nel 1938 rifunzionalizza una struttura storica eretta per gli allenamenti della Leibstandarte SS Adolf Hitler

© Veauthier Meyer Architects
© Veauthier Meyer Architects
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La rinnovata Schwimmhalle Finckensteinallee è un progetto di recupero e rifuzionalizzazione completato a Berlino da Veauthier Meyer Architects che intervengono su un monumentale complesso sportivo di epoca nazista eretto nel quartiere di Lichterfelde, nella parte sud occidentale della capitale tedesca.

Intervenire sulle testimonianze di un passato scomodo, che ha tuttavia prodotto architetture dalle indubbie qualità, modernità ed eleganza, non è facile. È più semplice rimuovere che “democratizzare”, anche quando si tratta di monumenti, e il progetto di restauro ha dovuto innanzitutto convincere della sua opportunità una committenza, il Senato di Berlino insieme all’attuale gestore Berliner Bäder, più propensa a demolire e ricostruire ex novo, spinta anche da comprensibili questioni legate ai costi di gestione di un impianto necessario ma di notevoli dimensioni che avrebbe potuto essere ricostruito più piccolo.

La Schwimmhalle Finckensteinallee nasce nel 1938 su progetto degli architetti Karl Reichle e Karl Badberger sull’area di una ex scuola militare per realizzare un luogo di allenamento in acqua al coperto per i componenti della guardia del corpo personale di Adolf Hitler, la Leibstandarte SS Adolf Hitler. Al tempo della sua realizzazione era fra una delle piscine più grandi e moderne d’Europa: la vasca da 50 x 25 m dava infatti spazio sufficiente per dieci corsie ed era inserita all’interno di un monumentale edificio simmetrico alto quasi 20 metri caratterizzato da un esterno rivestito in mattoni rossi interrotti da una serie di strette finestre. La vasca interna, profonda 5 metri, era anche dotata di una piattaforma per i tuffi alta 10 m.

L’ambiente principale era illuminato anche dall’alto da un ampio lucernario continuo. Come tantissima parte degli edifici di Berlino, durante la Seconda guerra mondiale fu gravemente danneggiata dai bombardamenti e venne ricostruita nel dopoguerra dall’autorità statunitense, che la rimise in funzione a disposizione dei suoi militari in servizio a Berlino.

Dopo anni di utilizzo ed il passaggio alla gestione di Berliner Bäder, l’impianto venne chiuso nel 2006 per essere recuperato su progetto di uno studio di architettura berlinese che, incaricato nel 2009, negli anni si è fortemente specializzato negli interventi di restauro e rifunzionalizzazione di impianti natatori storici: nella sola capitale tedesca, portano infatti la firma di Veauthier Meyer Architects i recuperi della Stadtbad Neukölln, completata nel 1914, e della Baerwaldbad Stadtbad Kreuzberg, risalente ai primi anni del Novecento, e le più recenti Schwimmhalle Thomas-Mann-Straße e Schwimmhalle Fischerinsel, realizzate alla fine degli anni settanta.

Il progetto impostato da Veauthier Meyer, costato 10 milioni di euro, interviene su un impianto datato che decenni di utilizzo hanno logorato e deteriorato. Propone azioni rispettose di un edificio tutelato che hanno restaurato il recuperabile e sostituito e ammodernato ciò che invece non rispettava più le richieste dell’utilizzo.

Così, all’esterno sono stati attentamente ripuliti il laterizio a vista e i marmi e sulle facciate sono stati sostituiti i vecchi serramenti, al posto dei quali sono state posate nuove finestre a profilo termico le cui geometrie hanno riproposto quelle originarie. Sulla copertura piana è stato ripristinato il grande lucernario che negli anni novanta era stato goffamente chiuso da un controsoffitto bianco, modificando la percezione del volume interno.

All’interno, la vecchia vasca è stata completamente rimossa e sostituita con una nuova di pari perimetro ma volume inferiore: la nuova profondità, costante di 2 m, ha così ridotto in modo sensibile il volume di acqua necessaria, da trattare, per il suo funzionamento e i relativi costi di gestione. Come conseguenza, è stata rimossa la piattaforma per i tuffi. Anche le superfici calpestabili di accesso alla vasca sono state completamente sostituite.

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planimetria © Veauthier Meyer Architects

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sezione © Veauthier Meyer Architects

Mentre le superfici verticali interne di finitura della sala principale, rivestite di materiali eleganti e durevoli come marmo e pietra naturale, sono state ripulite, gli spogliatoi, in posizione laterale e simmetrica rispetto alla vasca, sono stati ammodernati e rivisti nell’organizzazione (la piscina era originariamente accessibile solo da uomini) e nelle finiture, sostituite con contemporanee e colorate piastrelle di grés porcellanato.

Altre letture: La Berlino post-bellica nel progetto fotografico di Malte Brandenburg

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