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Una luce a basso costo

Ispirato dai momenti di bisogno e di mancanza, il designer Okura crea una lampada da un oggetto d'uso comune

light - 07/11/2011

A seguito del terremoto e dello tsunami che ha colpito il Giappone all'inizio di quest'anno, ancora una volta le persone, e in particolare i designer e i progettisti, si sono fermati per riconoscere la grande forza della natura, e sono stati costretti a pensare a come si possa imparare da essa.

Per il designer giapponese Toshihito Okura di t&o studio, questo significava rivalutare oggetti d’uso comune e trovare una via per utilizzarli in modo nuovo e funzionale come mezzo di impatto positivo sull'ambiente. Il suo progetto “white flare”, ovvero “bagliore bianco” combina un appendiabiti di plastica monouso, riviste di moda, e un filo del diametro di 3 mm, per creare un design unico di illuminazione.

La lampada-appendino è appunto appesa dalla parte superiore del filo, e il suo peso curva questo elemento strutturale. La rivista funge da base di stabilizzazione ed essa nasconde i collegamenti di cavi e fili. La lampada usa lampadine LED, e piccoli fili in policarbonato alveolare ne ammorbidiscono la luce. Una base alternativa e più stabile per la lampada è una struttura concava e piegata in acciaio che si lega direttamente con l’appendiabiti in plastica.


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sul canale light
marcoquagliatini 09 novembre 2011 alle 15:32:50

la seguente lampada è stata realizzata più di un anno fa dal sottoscritto (Arch. Marco Quagliatini) per l'azienda R*****.

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